Psicocardiologia S. Anna Hospital (CZ)




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04/05/09 - 12:36 - Andrea (Milano) Barracco
Molto esplicativo ed istruttivo questo video su un servizio essenziale ma ancora non molto diffuso in Italia. Un programma di alto livello professionale, spiegato in modo esemplare. Complimenti
05/05/09 - 08:03 - Elena  Ratto (Bo)
Complimenti per la serietà e la professionalità del servizio.
05/05/09 - 08:18 - Salvatore (Palermo) 
Fa piacere vedere che anche al sud ci sono strutture all'avanguardia che offrono un servizio di psicologia, per occuparsi della persona e non solo del malato. Molto bravo, complimenti.
05/05/09 - 08:41 - Gino Magni (Ferrara)
Mi sono ampiamente riconosciuto nella descrizione della personalità predisposta ai disturbi cardiovascolari: il conflitto mi accompagna quotidianamente, soprattutto nel lavoro e in genere sono portato a pensare di avere sempre ragione (spesso i fatti lo dimostrano). A volte provo una ostilità irrefrenabile. Trovo però che le Sue parole dottore siano molto sagge e competenti. I miei complimenti.
05/05/09 - 09:39 - Viviana  Ventura (Roma)
Complimenti Dottore. Il Suo sito è un punto di riferimento per approfondire ogni tematica di ordine psicologico. In particolore questo video sulla psicocardiologia porta avanti un nuovo e fecondo settore della psicologia clinica applicata. Il Suo intervento è di estremo interesse.
05/05/09 - 10:33 - Francesco (Verona) 
Molto didattico e divulgativo. Ambizioso negli obbiettivi ma estremamente professionale. Credo che il compito dello psicologo in un contesto ospedaliero in cui vi è alto rischio per il paziente, sia proprio come Lei spiega perfettamente, quello di promuovere una psicologia del benessere e della salute che faccia nascere nel paziente quelle condizioni di fiducia per affrontare in maniera ottimale l'intervento e poi elaborare le emozioni connesse alla malattia. Complimenti a Lei.
05/05/09 - 10:59 - Maria Luisa Sirigatti (Firenze)
Veramente un ottimo video ricco di informazioni e indicazioni che dimostrano preparazione, esperienza e competenza.
05/05/09 - 13:40 - Mario  De Carlo (Ravenna)
Complimenti per il servizio d'eccellenza.
05/05/09 - 18:54 - Vittorio Mantovani (PD)
Eccellente sintesi di un accurato e completo programma di sostegno psicologico rivolto ad un'utenza in continua crescita. Congratulazioni.
05/05/09 - 19:51 - Valentina Rubino (Como)
Video piacevole e allo stesso tempo molto professionale, incentrato sul ruolo di psicologo come educatore alla salute, che deve in primo luogo insegnare al paziente ad essere in armonia con se stesso e con gli altri. Deve inoltre accrescere in lui l'autostima, facendogli conoscere i suoi limiti per permettergli in seguito di saperli trasformare in punti di forza. Ciò significa avere un atteggiamento positivo nei confronti della vita. Come Lei ben mette in evidenza, illustre collega, questi possono essere obiettivi raggiungibili attraverso la psicoterapia, vista come viaggio dentro se stessi, alla ricerca della nostra creatività e della nostra capacità di sdrammatizzare i conflitti e i problemi quotidiani, sviluppando un atteggiamento collaborativo utile per affrontare al meglio la malattia e, in definitiva, a vivere meglio. Mi congratulo per il suo pregiato ed inestimabile lavoro.
06/05/09 - 11:56 - Alessandro Bachin (Venezia)
Complimenti per la Sua eccellente esposizione di un programma mirato e specifico.
06/05/09 - 12:23 - Saverio Dalla Costa - Mantova
Una descrizione precisa e concreta, di un programma considerato attentamente nei suoi molteplici aspetti. Mi complimento vivamente con Lei.
06/05/09 - 12:48 - Giuseppe Vaccarino (Agrigento)
Egregio Professore, se avessi incontrato uno come Lei tre anni fa quando ho subito un infarto, di certo non avrei dovuto combattere anche con una brutta depressione successiva all'intervento, che nessuno dei medici allora ha saputo comprendere, attribuendo ai miei sintomi il giusto significato. Ne sono uscito per miracolo... ma quanta fatica, mi creda. Complimenti, Lei è in gamba.
06/05/09 - 14:39 - Giacomo Lombardi (Brescia)
Gran bel video. Curato e raffinato, presenta un discorso serio con piena coscienza dei propri doveri e dei propri compiti. Molto garbato.
06/05/09 - 14:50 - Tiziana Ferretti (Roma)
Nel vedere il Suo filmato mi sono commossa, credo per la mia particolare storia familiare. Complimenti di cuore Dottore e auguri.
06/05/09 - 17:28 - Vittoria De Luca (Bolzano)
Davvero bravo! Sono stupita del fatto che in Calabria si lavori così seriamente. Come infermiera conosco bene i postumi di un intervento importante e quanto alto sia il rischio di scompensi psicologici.
07/05/09 - 11:40 - Roberto Ruga
Gentile Vittoria il S. Anna Hospital di Catanzaro vanta uno Staff di professionisti, di provata esperienza ad indirizzo multidisciplinare, che collaborano sinergicamente per la salute del paziente, assicurando tempestività ed efficacia di trattamento per un intervento personalizzato. Inoltre, il S. Anna è Centro di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale per l'Alta Specialità del Cuore e Centro di Chirurgia Cardiovascolare in grado di offrire diagnosi e cura. La ringrazio per il suo apprezzamento personale e per aver lasciato un commento al video. I miei più cordiali saluti. Roberto Ruga
07/05/09 - 12:18 - Giorgio Amato (Cremona)
Dr. Ruga le faccio i miei più sinceri complimenti da collega
07/05/09 - 13:52 - Vito Russo (Pavia)
Discorso lucido, accurato, all'avanguardia. Sono i professionisti seri come Lei che riscattano il Sud. Complimenti.
07/05/09 - 16:56 - Michele Gasparini (Torino)
Video didatticamente molto efficace e professionalmente ineccepibile. Il Suo impegno profuso, dottore, è encomiabile. Complimenti a Lei e allo staff con cui lavora.
07/05/09 - 17:14 - Simona Tagliaferri (NA)
Illustre Dottore, Le posso dire per esperienza diretta, che il Suo lavoro è indispensabile ed essenziale. La dedizione e la professionalità che traspare dalle Sue parole sono ammirevoli. Complimenti.
07/05/09 - 17:27 - Anna 
Il Suo modo di parlare infonde molta fiducia, genera sicurezza e ottimismo. Credo che Lei abbia un indiscusso talento in questo. Auguri.
07/05/09 - 18:25 - Riccardo Monti (Roma)
Dieci minuti di alta psicologia veramente rara in rete. Fa onore all'intera categoria. Complimenti.
08/05/09 - 11:32 - Mario Sailis - Cagliari
Il Suo lavoro è una missione che va svolta con passione, dedicandosi agli altri. A me sembra che questo a Lei non manchi.
09/05/09 - 14:45 - Alberto (PD) 
Dr. Ruga complimenti per il Suo sito è una vera e propria videoteca psicologica, per palati molto raffinati.
09/05/09 - 17:49 - Vittorio 
Molto penetrante la Sua analisi di stampo psicoanalitico-psicodinamico del soggetto cardiopatico, il cui tratto peculiare, come Lei spiega, sarebbe una difficoltà ad esteriorizzare vissuti psicologici, tensione, rabbia, desideri e aggressività. Il sistema circolatorio è visto alla stessa stregua di un contenitore di vissuti inaccettabili e quindi repressi. Come Lei dice in modo ineccepibile, si tratta di una cattiva gestione dell'aggressività, il cui risultato è la somatizzazione. Le linee guida del Suo programma sono un vero e proprio strumento di orientamento per psicologi, psicoterapeuti e psichiatri che si vogliono dedicare al paziente cardiopatico. Alla già lunga serie, aggiungo volentieri anche i miei complimenti augurandole un buon lavoro.
12/05/09 - 17:39 - Giovanni  
Un programma di sostegno psicologico di altissimo livello professionale, spiegato con grande capacità didattica. Complimenti e auguri.
13/05/09 - 17:35 - Anna Romano
Auguri Dottore per il suo lavoro delicato che svolge con autentica passione e dedizione.
15/05/09 - 19:15 - Caterina (PD) 
L'infarto mi ha cambiato la vita e mi ha lasciato un segno profondo dentro. Le Sue parole dottore mi aiutano molto a pensare in positivo, anche se quella cicatrice sul cuore resta. Grazie e complimenti per il suo straordinario lavoro.
18/05/09 - 18:40 - Lucio 
Caro dottore, credevo di essere morto. I medici mi hanno riportato in vita, ma a me questa vita non piace. Sento di essere un ingrato e di non avere riconoscenza verso chi mi aiuta quotidianamente ad affrontare il dolore. Il mio non è solo un dolore fisico. Non ne parlo con nessuno, non mi sento capito da nessuno. Non mi fido di nessuno. Nessuno è l'unica risposta che so darmi. Però, oggi è successa una cosa nuova: visitando il Suo sito, e in particolare vedendo qusto video, ho sentito l'esigenza di scriverle e di parlarle di come mi sento. Volevo ringraziarla per aver fatto rinascere in me la genuina voglia di ringraziare qualcuno. Ho voluto iniziare a farlo con Lei. Ora credo ci sia uno spiraglio per me. Grazie.
20/05/09 - 18:33 - Veronica (Roma) 
Semplicemente BRAVO!
23/05/09 - 10:29 - Carlo (Verona) 
La gran parte di noi medici fa il medico come si può fare un qualsiasi altro lavoro: per soldi o per caso. Alcuni lo fanno perchè aiutare gli altri li fa sentire forti e pieni di sè. Sono pochi quelli che lo fanno con vera passione. Ma solo pochissimi vanno oltre la passione e si coinvolgono profondamente in quello che fanno, considerando il loro lavoro una missione. Devo dirti, caro collega, che solo raramente riesco a provare una tale gradevolissima sensazione, data dalla convinzione di adempiere ad un incarico percepito come speciale. E proprio questa è la sensazione che ho avuto visionando alcuni dei tuoi innumerevoli video. Ti auguro di mantenere viva questa tua dote non comune, perchè essa è e rappresenta il senso della nostra professione d'aiuto.
26/05/09 - 12:51 - Luigi (Ferrara) 
Fa molto piacere vedere che ci sono strutture in Italia all'avanguardia, dove è possibile curare olisticamente il malato, considerandolo soprattutto da un punto di vista umano. La presenza, ad esempio, di uno stato ansioso, come Lei spiega, non va mai considerata fatalisticamente come un evento ineluttabile in un cardiopatico, ma deve essere affrontata e curata, con lo stesso impegno con cui si affrontano altri fattori di rischio, quali il colesterolo alto e l’ipertensione; e questo perché essa sicuramente graverà negativamente sulla durata e sulla qualità della vita. Il Suo video esemplifica perfettamente un modello di intervento fortemente auspicabile che non può prescindere da una elevata professionalità, accompagnata dalla presenza di inequivocabili risorse e qualità personali, di cui bisogna essere provvisti ancor prima di intraprendere la scelta della professione di medico -in generale- e di psicologo in particolare. Complimenti a Lei, Dottore, per il Suo ammirevole impegno a partite da questo sito così generosamente ricco di riferimenti.
26/05/09 - 20:15 - Viviana - Milano 
Illustre dottore, da poco tempo, purtroppo ho perso mio padre. E’ stato vittima di un infarto. Era un uomo buono, un po’ all’antica, non accettava di farsi curare dai medici, credeva nel destino e certamente non credeva alla psicologia. Io non sono come lui e sono convinta che se mio padre avesse incontrato uno come Lei, si sarebbe pian piano convinto ad accettare i suoi limiti, prendendosi cura di se stesso. Sono rimasta folgorata dalla descrizione che Lei fa di un tipo di personalità cardiopatica, perché corrisponde esattamente a come era mio padre. Le Sue parole dottore sono cariche di sentimento e mi aiutano a sopportare il senso di perdita e di vuoto che sto attraversando. Grazie.
27/05/09 - 16:58 - Arduino (FI) 
Eccellente video. Si impara molto anche leggendo i commenti sottostanti, alcuni dei quali sono toccanti e trasmettono una umanità tangibile. I miei complimenti, Professore, per aver ideato questo sito. Bellissima l'idea di permettere al visitatore di esprimere la sua opinone sui video, dando sfogo, in taluni casi, alle proprie sotterranee emozioni. Questo è in se già terapeutico. Avrei anche io da raccontarle la mia storia, ma sarà per un'altra volta. Auguri.
27/05/09 - 18:48 - Giuseppe (Catania) 
Dottore, tempo fa ho fatto questo sogno molto vivido: ero sdraiato su un lettino, intorno a me vedevo sagome di persone in divisa (presumibilmente medici) che erano interessate al mio petto. Contemporaneamente sentivo degli scossoni che interessavano lo sterno e si riperquotevano lungo tutta la colonna vertebrale. Capivo che stavo subendo un intervento al cuore perchè avevo la sensazione di essere "svuotato" dal di dentro. Non ho mai dato importanza al mio sogno fino a quando, recentemente ho dovuto subire un grosso intervento al cuore. E' andato tutto per il meglio e ora sto bene, ma non mi capacito di essere stato in qualche modo "avvertito" dal mio sogno premonitore e di non aver fatto nulla per prevenire l'infarto. Vedendo molti suoi video, soprattutto quelli sui sogni, ho capito che l'inconscio, come lei dice è "saggio" e anticipa nei sogni, delle verità che la coscienza ancora non coglie. Lei mi ha dato uno strumento per decodificare seppur superficialmente e in modo non professionale come io posso fare, grazie ai suoi video, alcuni simboli onirici. E' una vita che insegno filosofia, ma la lezione di vita più importante l'ho ricevuta non dai libri, ma dal mio inconscio e dalle Sue illuminanti spiegazioni del simbolismo onirico. La ringrazio. Con profonda stima. Giuseppe.
28/05/09 - 18:56 - Alessandra (TO) 
Come si suol dire... Lei parla "a cuore aperto", veramente sinceramente e senza la tipica diffidenza di chi ha paura che altri possano rubargli il mestiere. Questo è caratteristico di chi "sa" e non è geloso del suo sapere. E' così che dovrebbe essere un medico.
30/05/09 - 20:30 - Cristina 
Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato concepito il video: diretto, sintetico ed efficace, curato in ogni dettaglio, ma allo stesso tempo naturale. Infonde fiducia e serenità, due atteggiamenti salutari, direi, proprio per il paziente cardiopatico. Si vede che ama il lavoro che fa. Non è facile raccogliere così tanti consensi. Succede quando le cose sono evidenti. Buon lavoro.
31/05/09 - 09:23 - Vincenzo (Varese) 
Il lavoro di cardiochirurgo mi mette costantemente alla prova sia come uomo che come medico. Come uomo perché mi costringe ogni giorno a confrontarmi con un dolore indicibile, quello che trapela dallo sguardo del paziente che ripone in me tutte le sue speranze e aspettative di vita. Come medico per la quotidiana lotta contro il “limite” e la sensazione di impotenza di fronte alla rara ma inevitabile resa. All’inizio della professione il mio coinvolgimento emotivo era forte, quasi totale, adesso ho imparato a distaccarmi, a prendere le distanze per essere vigile e presente a me stesso, nell’interesse del paziente. Mi rendo conto però che questo sforzo continuo mi porta a volte ad essere sordo all’emotività dell’altro e alla mia. Ma non si può avere tutto e bisogna scegliere. La mia scelta è stata una fuga dal dolore con il quale costantemente mi trovo, mio malgrado a confrontarmi. Fuga questa che mi sarebbe piaciuto capire e comprendere attraverso un lavoro interiore che purtroppo non ho mai intrapreso, forse per paura di perdermi. Oggi, dopo decenni di pratica, ho trovato il mio equilibrio, ma devo confessarle che nel vedere il Suo video, molte emozioni sono riaffiorate forti e intatte. Le controllo e le gestisco ormai con una certa disinvoltura, ma è proprio questo che mi spaventa: diventare troppo distaccato, freddo, rigido, fino a perdere la mia umanità. Le faccio i miei più sinceri complimenti per le Sue parole che hanno la qualità di essere profonde, universali, toccanti. Mi avrebbe fatto molto piacere lavorare insieme a Lei. Un grande in bocca al lupo per tutto.
31/05/09 - 18:45 - Renato (Genova) 
Mi sono ammalato di cuore quando mia moglie mi ha lasciato. Mi tenevo tutto dentro così un bel giorno qualcosa è letteralmente “esploso” dentro di me. I medici hanno fatto l’impossibile e l’ho scampata per un soffio. Mi hanno detto che avrei dovuto cambiare vita e lo psicologo del reparto mi ha intimato che se non avessi cambiato carattere, quello che mi era capitato sarebbe stato solo l’inizio della mia fine. Però, mi rendo conto che è difficile cambiare. Sono in psicoterapia da più di un anno presso un noto psicoterapeuta della mia città, devo dire molto bravo, ma per cambiare ci vuole tempo e forza d’animo. Sento di non avere questa forza, ma mi impegno lo stesso. Il Suo sito dottor Ruga è di straordinario interesse per me, trovo un’infinità di cose stimolanti. Ogni giorno esploro qualcosa di nuovo e questo mi da un po’ di entusiasmo in più per ripartire da capo. Devo assolutamente trovare la forza di ripartire, altrimenti sarà la fine per me. La ringrazio per tutto ciò che ha messo a disposizione di tutti noi. Le Sue parole, il modo in cui le dice, il tono che usa, tutto è molto convincente. Lei ha la capacità di infondere nell’ascoltatore una forte spinta verso l’uscita dal tunnel della desolazione. A volte, nella vita, proprio quando stai per mollare tutto, ti capita di incontrare qualcuno che accende una scintilla dentro di te. Grazie.
01/06/09 - 15:37 - Roberto Ruga
Ringrazio tutti coloro che hanno lasciato un commento. Lo avrei fatto singolarmente, purtroppo non ne ho il tempo. Le vostre osservazioni, i vostri incoraggiamenti e i vostri apprezzamenti mi hanno dato un enorme stimolo a produrre filmati divulgativi e didattici, senza risparmiarmi. Da questa nuova esperienza che la rete consente, ho imparato che se si semina qualcosa, si riceve molto di più di quello che si da. Io ho ricevuto sempre cose per me preziose, che mi fanno crescere umanamente e professionalmente: a volte le vostre confessioni, a volte le vostre esperienze di dolore, a volte le vostre speranze, ma sempre il vostro sostegno, il vostro calore e il vostro entusiasmo. Tutto ciò costituisce una enorme spinta motivazionale ad esercitare questa incredibile professione d’ascolto, che oggi mi stupisce quotidianamente e che ho intrapreso seguendo una flebile ma persistente vocina interiore. A coloro i quali sono tentati di “mollare tutto” dico ciò che ho imparato da alcuni miei pazienti quando affermano: “questo intervento al cuore mi ha cambiato il carattere”. A loro faccio notare che è stato un cambiamento in meglio e questo è potuto avvenire non magicamente ma grazie alla loro magica-mente, capace di continue rinascite. Infine, mi piace ricordare che un tratto distintivo di chi subisce un collasso emotivo, che psico-somaticamente si traduce in un infarto, ovvero un cortocircuito dei sentimenti, è la troppa generosità associata all’incapacità di dire di no alle eccessive richieste provenienti dal mondo esterno. Così, cerco di insegnare a queste persone ad occuparsi di più di se stessi. Una caratteristica del mio modo di operare è quella di non avere nessuna ipotesi preconfezionata in mente, nessuna categoria diagnostica da applicare rigidamente, nessun protocollo da seguire meccanicamente, se non l’Ascolto; poiché l’essere umano è per definizione inclassificabile, e dunque impossibile da rinchiudere in un’etichetta diagnostica. Quando ascolto, mi dimentico chi sono e quale è il mio ruolo: ascolto nella convinzione che l’esperto non sono solo io, ma è anche l’Altro, custode egli stesso del suo mistero, del problema e insieme della soluzione. Credo che il mio compito sia quello di valorizzare il mio interlocutore, attivando il suo “guaritore interno” nell’ottica di una Psicologia del Benessere e della Salute. Grazie ancora e Buona Fortuna a tutti. Roberto Ruga
01/06/09 - 16:10 - Salvatore (PA) 
L'intervento di bypass mi ha colto in contropiede costringendomi ad una odiosa e prolungata sosta forzata, proprio nel momento in cui avrei dovuto dare il massimo di me stesso. All'inizio non mi capacitavo del fatto che era successo proprio a me, ma poi ho capito che proprio per la vita che facevo, prima o poi mi sarebbe capitato. Sono qui ora per lasciare la mia testimonianza a tutti quelli come me, che si credono forti, infaticabili, ambiziosi, arrivisti. Ma la malattia a volte, quando non spezza una persona, le apre gli occhi. Io mi ritengo fortunato perchè ho capito finalmente il valore delle piccole cose e soprattutto degli affetti. Le faccio i miei complimenti dottor Ruga perchè con le sue lezioni non insegna solo delle cose interessanti da sapere, ma insegna a riflettere. Ad maiora semper!
01/06/09 - 18:50 - Nicola (Ravenna) 
E' sorprendente l'accuratezza dell'esposizione, l'approfondimento psicodinamico delle interpretazioni della personalità cardiopatica -tema semisconosciuto persino agli addetti ai lavori- che Lei tratta con sbalorditiva competenza, facendo sembrare semplice una materia oscura e complessa, oggetto di controverse e non facili ricerche. Che altro dire... nessun altro filmato del genere regge il confronto.
02/06/09 - 18:17 - Elena (Grosseto) 
Dottore, la mia è una testimonianza negativa, non per il suo straordinario sito che dimostra la sua viva passione per la psicologia, ma per la recente perdita di mio padre a seguito di un delicato intervento al cuore. Un intervento malriuscito, probabilmente per l’incompetenza dei medici. Sono dura, lo so, ma quando vedi sfumare davanti a te una vita dall’oggi al domani, senza una vera ragione, non ti resta che chiuderti nel tuo dolore e non ne vuoi che sapere di niente e di nessuno: tutto ti sembra assurdo e incomprensibile. So che devo farmi forza, devo riprendere la vita tra le mie mani. Devo dirle dottore che mio padre era una persona unica, altruista e generosa. Non lo dico perché sono stata sua figlia, ma perché lo era veramente agli occhi di tutti i suoi colleghi di lavoro. E’ stato un padre eccezionale, la sua umanità era fuori dal comune. Le scrivo per confessarle che vedendo il suo video, ho avuto la sensazione di rivedere mio padre in lei, forse per la somiglianza fisica o forse per la stessa aria calma, riflessiva e serena. Per un istante ho creduto di risentire le sue dolci e calde parole dette con la convinzione, che era tipica sua, di fare del bene agli altri. So che, probabilmente questo è dovuto al momento di dolore che sto passando e che è una mia esigenza quella di sentirlo ancora vicino, ma allo stesso tempo credo che lei, dottore abbia un modo di dire le cose che suscita in chi ascolta un senso di armonia e di pace interiore. Ci tenevo a dirle quanto questo mi fa bene. Elena.
02/06/09 - 18:49 - Leonardo - Milano 
Mi consenta la franchezza, ma che ci fa uno come Lei in Calabria?
03/06/09 - 11:43 - Roberto Ruga
Il Suo complimento mi fa piacere, e apprezzo la Sua simpatica franchezza, ma abbandonare la mia terra per una carriera più luminosa sarebbe un po’ come voltare le spalle ad un paziente proprio nel momento di maggior bisogno, per degli ideali non aderenti allo spirito ed alla vocazione che sostanziano la mia professione e di conseguenza la mia scelta. Cordiali saluti. Roberto Ruga
05/06/09 - 08:15 - Silvio Manzelli (BZ)
Le Sue belle parole si ergono al di sopra di ogni provincialismo. Onore al merito a Lei e al gruppo con cui lavora.
05/06/09 - 10:04 - Eleonora Sciamanna (Perugia)
Molto serio e competente. Complimenti per il sito.
05/06/09 - 18:49 - Massimo (CZ) 
Salve Dottore, sono della provincia di Catanzaro e mi sento orgoglioso di essere calabrese. Concordo pienamente con Lei quando parla di vocazione alla professione di medico. La Clinica S. Anna è il fiore all’occhiello per quanto riguarda la cardiochirurgia nel meridione. Il servizio di psicologia che Lei illustra così bene, concorre a rendere la struttura una sorta di “oasi” di efficienza e funzionalità, nella non facile e spesso problematica realtà sanitaria calabrese. Lo dico per esperienza indiretta che, forse, un giorno le racconterò di persona. I miei più sentiti auguri.
06/06/09 - 19:21 - Mauro (Ancona) 
Bellissimo video.
07/06/09 - 08:22 - Padre Saverio (Roma) 
Caro dottore, Le facciamo i nostri complimenti anche per questo 88° video. Come sempre, Lei riesce ad esprimere un sapere approfondito, esposto lucidamente, con l’intensa partecipazione emotiva presente solo in chi ama intensamente la propria professione. Padre Saverio
07/06/09 - 15:42 - Giacomo Giraudo (Cuneo)
Programma impeccabile.
08/06/09 - 10:33 - Michele  Colombo (MI)
Salve collega, ho visionato con estremo interesse il Suo efficace video su questa nuova disciplina, la psicocardiologia, apprezzando molto l’analisi dei meccanismi di difesa tipici che il cardiopatico mette in atto, a partire dalla negazione. L’intervento dello psicocardiologo sembra particolarmente indicato quando l’infarto coglie di sorpresa la persona, facendola sentire, come Lei spiega perfettamente, una sorta di sopravvissuta che aspetta con angoscia o facendo finta di niente che arrivi il prossimo infarto. L’accento che Lei pone sul rilassamento come momento fondamentale e imprescindibile della terapia, mi trova completamente d’accordo: attraverso gli esercizi la persona sviluppa un diverso approccio alla propria esistenza. Un punto particolarmente interessante del Suo programma riguarda la possibilità di promuovere una conoscenza e una successiva elaborazione delle emozioni suscitate dalla malattia e dei sentimenti connessi, nonché la presa di coscienza dei meccanismi difensivi da parte del paziente. Ciò fa del Suo programma di riabilitazione psicologica quanto di più avanzato si possa reperire attualmente, ma come Lei giustamente evidenzia, esso non potrebbe avere completamente successo senza una degna fase di ascolto e di accoglienza, nella quale si dà la possibilità alla persona di esprimere la propria sofferenza, offrendole l’opportunità di raccontarsi. Questo può avvenire solo attraverso un ascolto autentico che è apertura verso l’altro, senza pregiudizi, nel rispetto per il suo malessere, per l’imbarazzo di esporsi e per la fatica di raccontare il proprio dolore. Un tale ascolto è soprattutto comprensione di quel dolore e del bisogno di poterlo condividere. Queste Sue parole hanno un profondo significato umano e psicoterapeutico, ma sono anche intrise di un intimo senso religioso che a volte fa la differenza fra un buon risultato e un successo. Complimenti e tantissimi auguri.
08/06/09 - 12:04 - Padre Enrico (Reggio Emilia) 
Caro dr. Ruga, Lei mi sembra una persona umile, non prova orgoglio per le proprie doti e i propri meriti né superbia per gli evidenti successi che consegue; è una persona modesta, non sa proprio cosa sia la vanità. Lasci che le dica, grazie alla mia lunga esperienza, quanto siano spesso gli uomini di valore ad essere modesti. Erano anni che non sentivo la necessità di lodare qualcuno, e certamente Lei potrà scorgere in questa mia confessione una durezza e una callosità che mal si addicono ad un uomo di chiesa. Ma questa è solo una delle Sue tante doti, ovvero quella di generare in chi La incontra, una disinibita propensione all’apertura. Una dote che si ritrova nell’Uomo saggio. La custodisca perché è quanto di più prezioso si possa avere. Le auguro una vita serena. Padre Enrico
08/06/09 - 17:02 - Francesco Esposito (Na)
Bravo! In gamba, auguri.
08/06/09 - 17:34 - Simona Bagnoli (Pisa)
Non posso entrare nel merito del Suo programma poichè non sono un'esperta, ma mi piace molto il Suo modo di spiegare le cose. Complimenti per il sito.
08/06/09 - 18:06 - Cristian Ferrero (TO)
Questa è scienza e non fantascienza! Esimio Dottore, ci perdoni la citazione -in genere usata umoristicamente- ma il Suo video ci ha fatto venire in mente quella famosa pubblicità televisiva che diceva anche: "potevamo stupirvi con effetti speciali". Ecco, credo che Lei ci abbia stupito, appunto non con gli effetti speciali, ma per uno speciale modo di considerare il paziente cardiopatico leggendo come un libro aperto la sua non facile psicologia. Complimenti.
08/06/09 - 19:00 - Paola Grasso (Savona)
Sono sorpresa del fatto che una materia come la psicocardiologia nata non molto tempo fa in America e ancora poco diffusa in Italia, abbia un esponente di spicco come Lei a Catanzaro. Il programma di sostegno che sviluppa e presenta nel video è molto dettagliato; vedo infatti che ha ricevuto innumerevoli apprezzamenti. I miei complimenti dr. Ruga.
09/06/09 - 07:58 - Patrizia Radaelli (Brescia)
Il Suo video suscita molta curiosità e interesse. Complimenti.
09/06/09 - 12:01 - Gianfranco Mancini (Roma)
Un bel video, che fa il punto della situazione sulla salute emotiva e le più recenti ricerche in tema di psicosomatica, secondo cui atteggiamenti psicologici positivi, come le emozioni positive, l’ottimismo il sostegno sociale, possono ridurre un’ipersensibilità fisiologica e il tasso di malattie coronariche cardiache. Quando poi è lo psicologo che di persona si occupa del cardiopatico, il miglioramento è assicurato. Davvero molto bravo. Cordiali saluti. Dr. Mancini
09/06/09 - 19:00 - Claudia Russo, Latina
Assolutamente impareggiabile.
10/06/09 - 08:55 - Rossana 
E’ un vero piacere Dr. Ruga ritrovarla in rete. Lei sicuramente non si ricorderà di me, ma io mi ricordo perfettamente dei suoi indimenticabili seminari presso la cattedra del Prof. Carotenuto nell’a.a. 97-98, quando spiegava a noi tutti giovani ed entusiasti studenti, la psicologia della personalità (e non solo) dandoci spesso qualche “dritta” per superare brillantemente l’esame. Vedo dal Suo curatissimo sito, che Lei è sempre un passo avanti a tutti. Lo dimostrava allora a noi e lo dimostra ora con questo delizioso contributo sulla psicocardiologia. Una materia nuova, in rapida diffusione, sulla quale ci sarà ancora molto da dire. Ma vedo con piacere che Lei ha molte idee da sviluppare. Ricordo una frase che usava dirci nei seminari: “…questi sono solo i titoli (degli argomenti) poi, ragazzi, sta a voi svilupparli!”. Non ho potuto fare a meno di leggere il suo brillante libro sul Professore. Cosa posso dire, la Sua capacità di penetrare nell’animo umano, è evidentemente - come diceva lo stesso Professore - una dote che bisogna avere ancora prima di intraprendere la professione di psicologo. Lei dimostra tutta la sua bravura cimentandosi su una materia delicatissima quale la psicologia-psicopatologia del proprio psicoterapeuta. Mi lasci dire che alcune interpretazioni di accadimenti, gesti, parole e modi di essere, che Lei considera alla stessa stregua di lapsus, sono letteralmente “da urlo”. Un libro emozionante soprattutto per noi che …c’eravamo. La saluto con tutto il calore, l’affetto e l’ammirazione per averci trasmesso qualcosa di prezioso: l’amore per questo straordinario lavoro.
10/06/09 - 19:11 - Riccardo / Napoli 
Illustre Dottore, non credo molto alla psicologia e tantomeno agli psicologi, non credo praticamente in nulla, anzi sono di natura un tipo sospettoso e scettico. Lo sono sempre stato e questo non solo mi ha aiutato a sopravvivere al meglio, ma mi è stato di aiuto anche nella mia professione di giudice. Recentemente però ho subito un inaspettato colpo al cuore: un infarto. Posso dire di essere vivo per miracolo. Questo evento è stato uno spartiacque nella mia vita. Mi ha insegnato che non si può vivere soli e senza fidarsi di nessuno. Soprattutto, mi ha insegnato che il dolore ti colpisce alle spalle e solo dopo, qualcuno, inaspettatamente ti aiuta. Lei, Dottore, mi sta molto simpatico e trovo che le Sue parole contengano tra le righe un messaggio di incoraggiamento, di speranza e di fiducia nell'altro, che è molto forte. La Sua qualità migliore è che queste parole sono credibili, serie, convincenti. Lo dico serenamente e Le faccio tanti auguri per la Sua professione.
11/06/09 - 17:53 - Antonello (Roma) 
Gran bel sito, l'ideale per chi nutre curiosità sulla psicologia. Le Sue parole sono sempre accuratamente scelte e rendono il discorso raffinato, elegante nei modi e nello stile. Mi occupo di moda e per me lo stile è tutto. Lei ha classe. Ogni Suo video è un pò come una bella modella che sfila con grande charm, consapevole di indossare arte. Saluti
11/06/09 - 19:24 - Orlando (Verona) 
Sono capitato per caso in questo sito e leggendo i commenti sottostanti a questo video ho avuto l'impressione che si parlasse di una sorta di santo, un mito e simili. Ma poi ho visto il video e ho capito che quando si rischia la vita per un intervento a cuore aperto, basta una parola detta al momento giusto e la persona riguadagna uno stato di fiducia che in quelle condizioni è facile perdere. Lei è sicuramente molto bravo in questo e merita tutti i complimenti che riceve.
12/06/09 - 11:26 - A. Buzzoni (Ferrara)
Le Sue parole riescono sovente a scardinare la diffidenza tipica dell’ignorante, facendosi testimone della certezza che la cultura psicologica trasforma chi la possiede. Il percorso tracciato dai Suoi pregevoli video è ricco, vario, coerente e ha il sapore di un riscatto che dall’indifferenza, va verso la piena accettazione e il riconoscimento del merito. Il merito è quello di aver mostrato quanto la psicologia possa essere utile e sconvolgente. Questa volta, il termine eroico è per Lei.
12/06/09 - 12:25 - Martina 
Lei sa parlare al cuore, infonde coraggio e fiducia perchè ci dice che la vera battaglia da vincere è sempre quella con noi stessi. Questo è il punto: we can! Grazie.
12/06/09 - 18:02 - Veronica (Latina) 
I Suoi video sono sempre molto ben fatti ed è un piacere ascoltarla.
13/06/09 - 18:21 - Francesco - Bari 
Video capolavoro.
13/06/09 - 18:34 - A. Romeo, Reggio Calabria
Spero di non avere mai problemi di cuore, ma se dovesse succedere, mi farò certamente curare al S. Anna Hospital di Catanzaro, dove avrò l’onore di incontrarla. Quello che Lei sta facendo nel campo della psicologia mi piacerebbe che qualcuno lo facesse in politica: vivremmo in una società migliore. La Sua impostazione è fortemente innovativa. Peccato solo che di gente come Lei ce n’è poca. Congratulazioni.
14/06/09 - 08:38 - Enrico Visentini (Mantova)
Illuminante analisi dello psichismo cardiopatico.
14/06/09 - 14:11 - Emanuele Bianchi (Perugia)
Esimio Dottore, il Suo breve ma intenso video ha l’ineguagliato merito di definire e mettere a fuoco con estrema efficacia descrittiva, la psicologia ed il vissuto del paziente cardiopatico. Il Suo contributo è un omaggio a tutti coloro i quali dedicano se stessi agli altri, credendoci fino in fondo.
14/06/09 - 18:46 - Maria Teresa Locatelli (Milano)
Dopo una settantina di lodevoli messaggi contenenti ogni sorta di encomio, è difficile, caro dottore, essere originali. Ormai tutto è stato già detto su questi Suoi ineccepibili e sorprendenti video. C’è anche chi ha apprezzato l’uomo al di là del professionista. Cosa rara per un sito. Il mio augurio è quello di mantenere il Suo entusiasmo giovanile che Lo porta a sentirsi partecipe di questo “villaggio globale”.
14/06/09 - 20:12 - Monica  
Bravo, bello e magnetico!
15/06/09 - 14:47 - Elisabetta (Roma) 
Salve collega, farle i complimenti mi sembra superfluo, vista l’enorme mole di elogi imperante sul Suo mirabile sito. Mi permetta solo una raccomandazione “genitoriale”. Molte volte gli apprezzamenti che riceviamo sono frutto di meccanismi che si autoalimentano vorticosamente, portando a risultati fittizi e, in taluni casi, fuorvianti. La mia raccomandazione - forse superflua - è l’invito a non essere ingenuo, a mantenere i piedi per terra e a non identificarsi troppo con il personaggio solare e salvifico che molti descrivono - anche giustamente - ma che certamente subisce la deformazione dell’idealizzazione, tipica di chi svolge la nostra professione. Il Suo indiscusso talento sia come psicologo che come didatta la espone costantemente a questo rischio, anche se Lei, certamente, ne conosce le insidie. Con immensa stima, Elisabetta.
15/06/09 - 15:53 - F. Perrone (Novara)
La Sua è una rara e nobile vocazione a condividere la propria conoscenza con gli altri. In tempi in cui non si trova quasi più soddisfazione nel lavoro perché è stato svuotato della sua dignità, in cui chi produce e chi consuma è stato indotto ad accontentarsi o a considerare qualità ciò che è solo marketing, in cui la grande distribuzione e le grandi catene hanno imposto il modello di consumo, ecco che Lei ci riporta a ciò che è l'essenza della nostra esistenza: aiutare chi soffre. Mi fa molto piacere che questo messaggio arrivi da chi si occupa di psiche e dunque di anima. Se c'è soltanto una persona disposta a credere nei valori di sempre, allora c'è ancora speranza. Lei è un maestro nell'infonderla agli altri. Grazie.
15/06/09 - 18:27 - Giuliano Pavan, Rovigo
I Suoi discorsi, sono la dimostrazione che le parole, quando sgorgano dal profondo e sono sentite, hanno il potere di cambiare la realtà stravolgendo le più radicate convinzioni e facendoci sentire un pò più liberi, finalmente artefici del nostro destino.
16/06/09 - 09:37 - Gino Fontana (Trieste)
Davvero molto, molto bravo. Complimenti per il sito.
16/06/09 - 12:05 - U. Frigerio (Milano)
Nella realtà sanitaria interagiscono dimensioni organizzativo-gestionali, clinico-mediche e psicologiche che la rendono estremamente complessa. La psicologia offre al riguardo una prospettiva privilegiata di analisi, in quanto permette di cogliere gli aspetti emotivi e affettivi che regolano i comportamenti, le dinamiche relazionali, le aspettative e gli obiettivi di chi si trova ad affrontare le problematiche inerenti la salute, come operatori sanitarii, pazienti e loro familiari. Il Suo sito, con gli innumerevoli video a carattere professionale, si pone come utile strumento di codifica delle più disparate problematiche psicologiche, che vengono analizzate, comprese e spiegate con straordinaria perizia ed efficacia. Complimenti.
16/06/09 - 20:04 - Carlo  Basile (TA)
Ecco, finalmente, qualcosa che funziona anche al Sud, forse meglio che da ogni altra parte d’Italia!
16/06/09 - 23:22 - Vincenzo (BZ) 
Assolutamente impareggiabile questo video dedicato al paziente cardiopatico, un punto di riferimento per tutti gli operatori del settore. La mia professione di cardiochirurgo mi costringe giornalmente a confrontarmi con pazienti che compiono imprese straordinarie in situazioni avverse se non critiche, trovando la forza per superarle. Ho trovato la definizione di paziente cardiopatico estremamente veritiera e il Suo programma molto dettagliato e serio, che parte da un presupposto fondamentale: l’impegno da parte del paziente nel superare le avversità, trattandole come sfide che possono essere affrontate e superate. Certo, con l’aiuto di un brillante giovane psicologo! Sulla scia dei molti ed entusiasmanti commenti che impreziosiscono il sito stesso rendendolo vivo, inserisco i miei elogi per la passione e la dedizione che riversa nel Suo delicato lavoro. Tanti auguri.
17/06/09 - 16:54 - F. Gallo (CS)
Bellissimo video, un compendio interdisciplinare particolarmente riuscito tra psicoanalisi, psicosomatica, cognitivismo, terapia centrata sul cliente, psicoterapia umanistica, strategica e non ultima la terapia ipnotica. La sintesi che Lei propone è originale e innovativa. Un gran bel programma degno del buon nome del S. Anna Hospital
18/06/09 - 10:51 - Alessandro Borghi (BO)
Snodandosi tra molti assunti fondamentali della psicologia, tra cui il locus of control di Rotter, i costrutti cognitivi di Beck, l’autoefficacia di Bandura, l'ipnosi ericksoniana, Lei, in definitiva sostiene la tesi che “smontando le false percezioni di impossibilità d’azione, senza indugiare nell’autocommiserazione ma, anzi, impegnandosi nel superare le avversità e trattandole come sfide da affrontare”, ogni individuo può e deve fronteggiare le difficoltà e le imprese della vita. Una tesi, questa, che si fonda sulla creatività come motore dell’agire e come risposta individuale alla sofferenza. Da un punto di vista filosofico - a me particolarmente congeniale - direi che il contesto culturale su cui si muove il Suo pregevole discorso è quello dell’esistenzialismo sub specie psicologica, laddove però, la dinamica affettiva tra paziente e psicologo si pone al centro del processo volitivo motivazionale. Punto questo, che fa la differenza tra un approccio filosofico ed uno psicologico. Molto bravo, complimenti.
18/06/09 - 16:56 - Luigi Pezzi (Ravenna)
Salve Dottor Ruga, ho visitato il Suo sito trovandolo molto interessante poiché tratta argomenti diversi, che riflettono un percorso personale, caratterizzato dalla curiosità e da uno spirito critico che non si accontenta delle frequenti stereotipie di certi settori della psicoanalisi contemporanea. Il Suo stile comunicativo sembra essere organizzato in modo tale da poter ottenere un accesso più diretto all'inconscio, generando in chi ascolta una naturale e istintiva “simpatia”. Questa è una caratteristica dei grandi comunicatori. Non entro nello specifico del Suo puntuale ed accurato discorso psicoanalitico, ma mi fermo a considerazioni di carattere epistemologico, che desidero condividere con una persona preparata come Lei. Gli esseri umani sono continuamente impegnati a trarre un significato dalle proprie esperienze del momento e questo avviene in relazione alla propria immagine del mondo. Il trarre significato da una esperienza è un processo interpretativo, alla conclusione del quale, la persona o trova una generalizzazione sufficientemente esaustiva circa il significato dell'esperienza o è costretto a generare un nuovo modo di capire, che sia maggiormente in grado di descrivere e comprendere l'esperienza stessa. Questa sembra essere la sfida che coinvolge ogni bravo psicologo, impegnato (come Lei mette in evidenza) a realizzare nel paziente un’opera di ristrutturazione cognitiva tesa alla valorizzazione dell’esperienza stessa. La saluto cordialmente e Le faccio i miei più sinceri complimenti. Luigi Pezzi
19/06/09 - 10:09 - Luisa Scarton (Belluno)
Il miglior sito di psicologia che mi sia capitato di visitare. Molto ben strutturato, con un'ampia gamma di filmati che offrono al visitatore la possibilità di approfondire ogni sorta di curiosità. Aprendo gli innumerevoli video, si viene subito catturati da una comunicazione fluida e ricca di informazioni. In particolare, in questo filmato dedicato alla psicocardiologia, il supporto didattico costante delle scritte in sovraimpressione assiste il fruitore indottrinandolo a dovere e a vari livelli. Se ne ricava la netta impressione che nulla venga lasciato al caso, ma che ogni parola detta o scritta, insieme ad una pacata ed avvolgente modulazione del tono della voce, siano studiate per sortire il massimo impatto. Buon lavoro.
19/06/09 - 11:33 - Veronica, Rosanna, Elena, Alessandra - ROMA
Dottor Ruga, Le siamo grati per le preziose video-lezioni che dispensa con grande generosità. Il Suo sito ci è stato particolarmente utile per preparare più di un esame presso la facoltà di psicologia di Roma. La seguiamo con entusiasmo nelle Sue pubblicazioni video e la stimiamo moltissimo. Il Suo libro ha stimolato in noi delle accese e inesauribili discussioni in tema di transfert e controtransfert. Il racconto della Sua analisi è molto introspettivo, coraggioso, coinvolgente sul piano emotivo e sorprendentemente istruttivo da un punto di vista professionale. Le facciamo tantissimi auguri per il libro e per la Sua carriera.
19/06/09 - 12:48 - Lucio Roma
Incalzante, ben ritmato, trascinante all'inizio, avvincente nella parte centrale, risolutivo nel finale. Migliorabile nella dinamica delle angolazioni che risentono la staticità della monocamera. Buona ottimizzazione audio-video.
22/06/09 - 12:00 - Carla Baroni
Dottore, mi devo complimentare con Lei per almeno due motivi: il contenuto innovativo di questo video sulla psicocardiologia che contribuisce a diffondere in Italia una professione altamente specialistica ancora solo per pochi, e il libro dedicato al noto psicoanalista Aldo Carotenuto. Per quanto riguarda i video che ho avuto occasione di visionare, posso dire che spesso le Sue parole sembrano uscite da un romanzo, tanto sono intense, allusive e piene di rimandi. Esse hanno il pregio di toccare le corde dell’anima, facendola vibrare. Nel leggere il Suo libro mi sono sentita partecipe di un’atmosfera magica, come se fossi entrata in una dimensione sospesa, appartenente ad un tempo fiabesco che in certi momenti di struggente intensità emotiva, lascia incantati. La sensazione è stata quella che pagina dopo pagina, si avverte la presenza di una vecchia personalità al crepuscolo, mentre una nuova si affacciava all’orizzonte. Quando poi, Lei tocca certi argomenti molto personali, o racconta alcuni incredibili aneddoti, riesce a far immedesimare il lettore a tal punto che questi si sente protagonista di ciò che accade. E’ un’emozione molto particolare e intima che può vivere soltanto chi, come me, ha conosciuto le bellezze di un percorso analitico. Uno dei rari libri scritti con l’emisfero destro. Mi ha fatto sognare. GRAZIE.
22/06/09 - 16:02 - Domenico (CZ) 
Una volta tanto, non siamo secondi a nessuno! Grande!
22/06/09 - 16:52 - Silvia (Firenze) 
Il linguaggio è molto tecnico ma nonostante questo, si riescono a capire tante cose. Soprattutto, si capisce una cosa, che Lei ha davvero molti ammiratori sparsi per tutta l’Italia, me inclusa. Silvia
22/06/09 - 17:27 - G. Rossetti (TO) 
Altamente professionale, la Sua lezione è una dimostrazione della straordinaria forza della parola, capace mediante un opportuno utilizzo, di ribaltare convinzioni, pregiudizi o, addirittura, modi di essere. Non so se la psicologia possa nutrire queste ambiziose pretese, o abbia questo potere, ma certamente Lei conosce molto bene la Sua professione e si lascia ascoltare con estremo piacere. Auguri.
22/06/09 - 18:44 - A. Fontana (Roma) 
Questo sito è frutto di una mentalità post moderna per la quale la sete di informazione è divenuta oggi insaziabile. Le Sue istruttive mini conferenze soddisfano l’imperante fame di cultura, regalando al navigatore una sostanziosa conoscenza della psicologia, i cui temi portanti vengono rivisitati, rielaborati e sintetizzati con implacabile coerenza scientifica e manifesta professionalità. Ineguagliabile.
23/06/09 - 08:40 - Antonio (Messina) 
Illustre collega, è insolito fare dei complimenti a qualcuno che appartiene alla nostra stessa categoria, dilaniata spesso da invidie malsane talvolta palesi. Gli anni che ho mi consentono un certo distacco da questi spiacevoli meccanismi e una serena imparzialità di giudizio. Sono estremamente contento del fatto che una rinomata struttura del Sud come il S. Anna Hospital abbia voluto investire e scommettere sulla funzionalità e sulla produttività di un approccio psicologico alle patologie cardiache. Segno questo di una mentalità imprenditoriale all’avanguardia e di uno spirito pionieristico non comune. Del resto, il Suo programma di sostegno del paziente cardiopatico è non solo scrupolosamente ideato su misura per un paziente difficile da approcciare, ma è soprattutto audace, direi ambizioso. E lo dico come complimento. Caro collega, ho apprezzato molto il Suo sito, che rispecchia un carattere assertivo e intraprendente, meticoloso e originale al tempo stesso. Mi congratulo e Le auguro uno splendido avvenire.
23/06/09 - 18:13 - R. Vanni (Pisa) 
Fantastico! Sottoscrivo tutti i commenti.
24/06/09 - 08:24 - C. Mariani (Milano) 
Complimenti per i complimenti! A parte gli scherzi, i Suoi video costituiscono un validissimo strumento di riflessione su se stessi e sugli altri. Non mi è mai capitato di imbattermi in un sito così ricco e vario. La Sua capacità di diffondere cultura psicologica è ammirevole.
24/06/09 - 08:48 - Giacomo  Bonacini (Reggio Emilia)
APPLAUSI!
24/06/09 - 09:31 - S. Giordano (Palermo) 
Gli applausi svaniscono in fretta, il rispetto e l'ammirazione rimangono per sempre. Cordialmente, infinite congratulazioni. S.G.
24/06/09 - 10:44 - Angelica 
Buongiorno Dottore, questa volta è una paziente che parla. La mia storia è travagliata. Posso solo dirle che sia prima e sia dopo il mio intervento al cuore (sostituzione della valvola) ci sono stati momenti in cui mi sono sentita estremamente sola, in balia di me stessa. Nonostante la competenza dei medici, nessuno poteva essere accanto a me in quei terribili indelebili momenti di sconforto e di solitudine. Ho provato paura, fino al terrore di morire e di lasciare la mia famiglia ancora bisognosa di me. Il risveglio, poi, è stato traumatico. Terribile la sensazione di non poter dar voce al dolore. Un dolore sordo. Avrei voluto urlare, ma il respiro insieme alle parole morivano nella mia gola paralizzata dall’ansia. Nessuno era e poteva essere accanto a me. Solo sconosciuti e sofferenti. Sola, completamente sola, osservavo il via vai di medici e infermieri, assorbiti completamente da un’attività tecnica, pratica, vitale sì, ma senza vita, senza umanità. Delle tante traversie che ho dovuto passare, molto, per fortuna ho quasi dimenticato, apparentemente. Tuttavia, un senso di vuoto, di desolazione e di gelo interiore mi assale quando alcuni ricordi affiorano. Io cerco di ricacciarli lì da dove sono venuti, ma mi accorgo che così facendo rischio di mutilare una parte di me stessa. Caro Dottore, avrei avuto tanto bisogno di uno come Lei al mio fianco! Mi sarebbero bastati pochi intensi istanti per fare mia quella fiducia, quella speranza e quel coraggio che emana dalle sue parole. La Sua dottor Ruga è una grande prova di serietà professionale e di dedizione al lavoro. Con sincera ammirazione personale, Le faccio i miei più entusiastici complimenti per il ruolo che Le hanno affidato. Angelica
24/06/09 - 18:44 - Federica Coppola (NA)
Che belli questi commenti! Alcuni sono veramente toccanti. Il Suo video stimola i grandi temi universali tra cui vita, morte, gioia e disperazione. Le Sue parole possono risultare aride a chi non ha esperienza del dolore, ma sono vitali, pregne, dense di significato per chi invece è portatore di un vissuto forte e complesso. Un sito unico, che desta meraviglia per la passione e la caparbietà con la quale viene portato avanti un discorso culturale di ampio respiro, che non risente di appartenenze a questa o a quella scuola. Interessantissimi anche i contributi scritti presenti. Bravissimo.
25/06/09 - 12:17 - Padre Giulio 
Ex abundantia enim cordis os loquitur.
25/06/09 - 17:02 - A. Nisticò (CZ) 
Complimenti e buon lavoro!
25/06/09 - 18:15 - F. Boscolo (VE) 
Quando qualcuno sa fare bene il proprio mestiere è evidente a tutti e non c’è bisogno alcuno di sottolinearlo, ma i complimenti fanno sempre piacere. Se dovesse venire da queste parti per le Sue conferenze, mi troverà in prima fila! Complimenti e congratulazioni vivissime.
25/06/09 - 18:25 - Mario Locatelli (Bergamo)
Mi inchino e son contento che dal Sud d’Italia arriva una voce autorevole, forte e chiara. Complimenti e auguri per un florido avvenire!
25/06/09 - 19:10 - Barbara Ricci (Roma)
Sono rimasta folgorata dalle Sue parole: così vere, così profonde. La presenza dello psicologo è fondamentale per una Struttura Ospedaliera di alto livello. A volte basta una sola parola, detta al momento giusto, per motivare il paziente e infondergli quel coraggio e quella motivazione senza i quali è perso. Ne so qualcosa, purtroppo. Le auguro tutto il meglio.
26/06/09 - 10:24 - BENITO 
Figliolo, consentimi questo appellativo, anche perché ti scrivo da un letto in quanto non mi resta molto da vivere. Prima che il sipario su questa mia lunga e variegata vita si chiuda, vorrei lasciare una mia ultima parola, una traccia, un segno. Lungo tutto l’arco della mia esistenza ho avuto idee brillanti che mi hanno consentito una florida attività imprenditoriale, fatta di enormi soddisfazioni. Ma non sto qui ad elogiare me stesso, vorrei darti invece qualche consiglio. Dopo l’ennesimo intervento chirurgico, qualcosa si è spezzato dentro di me. Questo, però, mi ha fatto vedere più chiaramente alcune cose che prima mi sfuggivano o che sottovalutavo. Nell’ascoltare le tue parole, mi sono riconosciuto, ricordandomi di quando ero un giovane e rampante laureato che anelava a dimostrare a tutti il proprio merito e la validità delle proprie idee, impegnandomi totalmente a raggiungere i risultati che mi ero imposto. Questo è certamente stato un bene, ma ora, mi rendo conto che ho dovuto pagare un caro prezzo. C’è sempre un prezzo da pagare e non è mai troppo tardi per rimediare. Nel mio caso, ora, forse è troppo tardi. Per affermare me stesso, ho dovuto rinunciare alla famiglia, al piacere di stare accanto ai figli nel momento del bisogno, quando erano malati, quando gioivano, quando giocavano, quando dovevano essere difesi o andavano male a scuola. Insomma, sono stato un padre poco presente e dire che l’ho fatto anche per loro, mi rendo conto, è solo una scusa. Una scusa poco credibile, una bugia. Certo, la carriera richiede tutto di un uomo. Ma, caro giovane amico, mi permetto di darti un consiglio, ricordati una cosa, che un uomo senza gli affetti non è niente. E’ solo una macchina, una macchina che produce soldi. Ma i soldi sono freddi, e sono anche vuoti. Il consiglio che ti do si può racchiudere in una sola parola: equilibrio. Quando perdi l’equilibrio di te stesso, dei tuoi ideali e dei tuoi valori, allora smetti di essere un uomo e sei uno schiavo, sordo e cieco, ottuso, insomma un coglione. I figli, alla fine, nonostante tutto ti indicano la strada giusta, ma tu devi saper ascoltare. Io avevo creduto di aver perso per sempre la possibilità di godere dei miei figli, di sentire l’emozione della loro presenza. E invece loro mi hanno dato una lezione di vita indimenticabile. Proprio recentemente. Se un figlio ha cultura ed è intraprendente allora riesce in questo arduo compito, ma cosa succede se non ha queste doti? Allora tace, si rassegna. Questo è un delitto. Io sono stato fortunato perché i miei figli sono stati, in questo, più abili di me e adesso il mio augurio, caro giovane e “rampante” psicologo, è quello di tenere sempre presente che accanto alla carriera deve esserci la famiglia, e ancora meglio, la fede. Non la fede recitata a pappagallo, ma un atteggiamento intimo, interiore che ti porta al rispetto dell’altro. Ora ti lascio, amico mio e ti ringrazio di cuore perché grazie a te ho rivelato prima a me stesso e poi agli altri, qualcosa che nessun uomo dovrebbe trattenere dentro se stesso, fino alla fine. Ti auguro di realizzare tutti i tuoi sogni. Grazie. Ciao. Benito
26/06/09 - 11:51 - S. Rotundo (CZ) 
Salve dottore, Le faccio le mie più sentite congratulazioni per questo lavoro così delicato presso la nota e rinomata Clinica Sant’Anna. Ci fa piacere constatare che anche il Meridione può essere ricettacolo di professionalità, serietà ed efficienza. Il calabrese è per tradizione abituato a “partire” e ad andare fuori per ogni piccolo problema di salute. Vedo invece, con immensa soddisfazione, che molti apprezzamenti che Lei riceve, vengono proprio da lontano. Le faccio i miei migliori Auguri.
27/06/09 - 09:52 - S.B. 
Egregio Dottor Ruga, perché non viene qui da noi a Trento, sarebbe disposto a trasferirsi? Ci farebbe molto piacere averla nella nostra struttura. Se è seriamente interessato Le faremo avere tutti i dettagli. Ad ogni modo, Le porgiamo i nostri più cordiali auguri, nonché le nostre congratulazioni per il suo brillante lavoro. S.B.
29/06/09 - 09:30 - Floriana (Sondrio) 
Gentile dottore, le scrivo per ringraziarla. Le sue parole mi aiutano a capire qualcosa di me, qualcosa che da sola non sarei mai arrivata a cogliere. Non solo, lei ha il dono di trasmettere fiducia, serenità, entusiasmo e soprattutto passione per il suo lavoro: non ho mai visto nessuno avere una tale dedizione e insieme il desiderio di aiutare gli altri, anche soltanto con dei discorsi “lanciati” in rete che dimostrano la sua profonda generosità ed il suo altruismo. Con immensa gratitudine. Floriana
29/06/09 - 11:08 - V. F. Milano 
L'esperienza diretta di una malattia come l'Infarto Miocardico Acuto (IMA), è uno degli eventi più impegnativi che una persona possa sperimentare, sia dal punto di vista fisico sia, soprattutto, dal punto di vista psicologico. L'intensità del dolore, l'attivazione frenetica e preoccupata di coloro che intervengono in soccorso, la sensazione di "morte imminente", l'angoscia del "dopo" con le problematiche della ripresa di una vita possibilmente "normale", caratterizzano i ricordi delle drammatiche e indelebili ore successive all'Infarto. Come uomo e come medico, non posso negare che nella esistenza di questi pazienti, qualcosa cambia radicalmente. Purtroppo, un medico non è preparato ad affrontare un tale universo psicologico che richiede nuove competenze specifiche e specialistiche. È necessario, allora, come Lei fa notare con puntuale rigore metodologico, e una straordinaria sensibilità professionale, raggiungere la consapevolezza che il cambiamento richiesto al paziente potrà essere migliorativo, se l'evento "malattia" sarà considerato come punto di partenza verso una accresciuta coscienza psicologica, che solo un attento e approfondito percorso psicoterapico può garantire. Mi congratulo con Lei per il Suo accurato discorso che ha numerosi pregi, tra cui quello, al di sopra di tutti, di insegnare ad ascoltare in primo luogo “la voce del cuore”. Porgo i miei più sinceri auguri di buon lavoro a Lei e a tutta l'equipe del S.Anna Hospital. VF
29/06/09 - 17:01 - M. Esposito (NA) 
Caro Dottore, non sono tanto le Sue parole, né il significato letterale del discorso, o la cultura psicologica manifesta, e nemmeno la professionalità dei concetti, la meticolosità della spiegazione o il gusto per il dettaglio, a rendere unico il Suo prodotto conquistando così tante persone, quanto un più ampio senso metafisico rappresentato da quello slancio vitale e quella tensione verso l’umano patire così evidente nel Suo operato. Le Sue parole alludendo a sterminati spazi interiori, costruiscono un eroico senso di superamento del limite, visto come inadeguatezza alla realtà e come leopardiana sproporzione fra reale e sovrannaturale. Ma, soprattutto, esse originano e ritornano a un dolore universale -al contempo profondamente intimo e personale- che viene affrontato e rielaborato "artisticamente". Oserei a questo punto dire: “e il naufragar m'è dolce in questo mare” …da cui traspare non un senso di mistero (come in Leopardi) ma un impeto vitale che mi affretto a ribattezzare, nel Suo linguaggio psicologico, come impeto “creativo”. Direi che ciò è magnifico perché caratterizza la Sua meta-psicologia più di ogni altra qualità evidente. Tanti auguri. M. Esposito
29/06/09 - 17:58 - Alessandra Maggi (Pavia)
Indubbiamente bravo. Splendido lavoro, assolutamente importante.
29/06/09 - 18:39 - Loredana Rossi (FI)
La Sua retorica ha la capacità di trascinare l’ascoltatore sempre più verso l’alto, col suo volo ampio e possente che ha come scopo la nascita di un’avvincente senso di responsabilità che eleva prepotentemente chi è sconfortato, inducendolo a sovrastare la propria malattia, fino a dominarla. Discorso commosso e commovente, lucido e impeccabile, vero archivio di cultura psicologica, esso prima solleva dal dolore, poi scorre nel cuore e penetra nella ragione, infine trascina la fantasia insieme alla speranza favorendo progetti di guarigione. Il Suo parlare reclama partecipazione e consenso, e con un comandamento quasi evangelico impone un atteggiamento di fede. Basta un solo ascolto e si ha l'impressione di uscirne trasformati. Al secondo ascolto l'effetto è totale.
30/06/09 - 09:59 - Antonio (CS) 
Complimenti vivissimi dottore. Conosco la Clinica Sant'Anna e posso confermare per esperienza personale che è un centro moderno e di altissimo livello professionale. Le faccio i miei più sentiti auguri per il suo delicato lavoro che sicuramente rende più leggera la permanenza forzata del paziente, aiutandolo a riflettere su se stesso e quindi e a cambiare. Purtroppo quando mi sono operato io, lei ancora non c'era e non ho potuto usufruire del servizio di psicologia, ma non è escluso che ci si possa incontrare per i controlli periodici. Le auguro una buona giornata e buon lavoro. Antonio
30/06/09 - 11:17 - R. Nanni (BO) 
Meno male che ci sono persone come Lei, che oltre a "conoscere", vengono su you tube a spiegare gratuitamente ciò che sanno e ciò che fanno. Complimenti.
30/06/09 - 22:37 - Roberto Ruga
Ringrazio S.B. di Trento per l'allettante proposta. Mi fa molto piacere che il mio lavoro sia stato apprezzato in una Regione che può vantare una Sanità particolarmente florida e avanzata. Terrò presente questa opportunità. Distinti saluti. Roberto Ruga
01/07/09 - 10:02 - E. Ricci (Roma) 
Esimio Dottore, i Suoi video sono un valido esempio di come impiegare intelligentemente i potenti mezzi di internet.
01/07/09 - 14:41 - F. Marino (TO) 
I Suoi video sono uno spettacolo culturale senza precedenti.
01/07/09 - 17:15 - R. Sanna (Oristano) 
Se le emozioni negative o stressanti contribuiscono alle malattie cardiache, possiamo presumere che i loro opposti rappresentino una strada affidabile per la cura o la prevenzione. L'ottimismo pare avere di fatto effetti benefici sull'organismo e rallentare persino la progressione dell'arteriosclerosi, ma come medico sono convinto che senza un vero e proprio lavoro psicologico sulla persona è difficile ottenere un cambiamento significativo del suo stile di vita. Il Suo video offre numerosi spunti per riflettere seriamente sulla necessità di un approccio psicologico al paziente cardiopatico. Mi congratulo per il Suo approfondito ed accurato lavoro.
01/07/09 - 18:32 - Luisa Rota (Bergamo)
Se lavorasse nella mia città correrei a gambe levate da Lei. Già solo ascoltarla mi rilassa e mi fa star meglio. Per quanto riguarda i complimenti, dopo aver letto questa più che onorevole sequenza, non posso che associarmi e sottoscriverla. Un'ultima cosa dottore: grazie.
02/07/09 - 10:38 - A. Mereu (Nuoro) 
Sono entusiasta di aver scoperto questo sito.
02/07/09 - 12:00 - R. Vaccaro (KR) 
Un sito ad alti livelli. Professionalità, serietà, informazione, cultura. Non c'è proprio niente da aggiungere a quanto è stato già detto da pazienti, medici, visitatori. Del resto, il Suo sito, illustre dottore, parla da solo. Forte e chiaro. Auguri!
02/07/09 - 14:53 - M. Lillo 
Caro dr. Ruga, sono contenta di averla rivista su You Tube. Nel 1996 seguivo i Suoi seminari presso la cattedra di Carotenuto. Già allora parlava di psicosomatica e della simbologia insita in ogni sintomo. Le Sue parole ci facevano conoscere dei mondi inesplorati e affascinanti. Di quei momenti conservo un ricordo speciale, pieno di curiosità e interesse per una materia che Lei e il Professore ci facevate scoprire, con naturalezza, gioia e passione. A volte le Sue parole sembravano ricalcare perfettamente una mia esperienza o un mio vissuto e avevo la sensazione che parlasse proprio di me, senza conoscermi. Ho visto quasi tutti i Suoi video e ho riscoperto l’antico piacere di ascoltare qualcuno che ha qualcosa da dire. Un caro saluto.
02/07/09 - 15:26 - N. Ottolini (Verona) 
Adoro la psicologia. Sono gli psicologi che non sempre mi convincono, ma su di Lei non ci sono dubbi. Complimenti per il video. N.O.
02/07/09 - 16:38 - Francesco Cerrone (Vercelli) 
Sito grandioso. Sistemato come abito firmato in una elegante vetrina, ogni video è una storia a se, ma tutti insieme creano un dominio psicologico vasto e coerente, obbligatorio per gli esperti del settore, attraente per i cultori della materia, determinante per i bisognosi. Complimenti.
02/07/09 - 18:04 - C. Balboni (Ferrara) 
Programma di riabilitazione molto interessante e innovativo soprattutto per la molteplicità delle metodologie impiegate e l'integrazione di almeno due approcci: quello psicoanalitico e quello psicosomatico, che rendono il discorso variegato e completo. Il Suo eclettismo critico è da ascriversi all'interno di un'ermeneutica della complessità, certamente foriera di un approccio innovativo che Lei illustra con una retorica forbita ed espressiva. Lei è una bella sorpresa in un panorama culturale mediatico spesso monotono e inespressivo, se non mediocre. Ha mai pensato di investire altrove il Suo talento? In bocca al lupo Dr. Ruga
02/07/09 - 18:15 - V. Scarfone 
Come catanzarese sono felice di scoprire che ci sono medici in gamba come lei, in un centro come il S.Anna, che ci invidiano in tutta la Calabria e in tutto il meridione. Ci fate sentire orgogliosi di essere catanzaresi. Grazie a tutti e auguri di cuore Dottore.
02/07/09 - 18:35 - Fabio Orlando 
Le Sue intuizioni sono brillanti e dimostrano un grosso potenziale sia umano che professionale.
02/07/09 - 19:10 - M. Franco (Roma) 
Sito faraonico dove si assiste ad una psicologizzazione dei più disparati campi della psicologia applicata. Progetto ambizioso ma che diventa credibile per via di una fervida cultura resa viva e tangibile da una potente attività, prima immaginativa e poi esplicativa. La generosissima analisi proposta fa scaturire un lavoro di raffinata qualità comunicativa.
03/07/09 - 09:11 - U. Giannascoli (Imperia) 
Fenomenale.
03/07/09 - 11:07 - A. Frigerio (MI) 
Grazie all'accentuata polisemia che caratterizza il Suo argomentare, riesce facilmente a catturare e stupire l’ascoltatore, creando una possente varietà di istanze conoscitive e contenuti culturali. Tale ricchezza giustifica la sottile attività interpretativa messa in atto e tesa a chiarire in maniera dettagliata i meccanismi inconsci del paziente cardiopatico. La fitta serie di riferimenti ipertestuali permette al fruitore di scegliere se leggere o ascoltare, all’interno di una solida e schematica struttura ipotattica. Siamo lieti di esserci imbattuti nel Suo sito che a noi sembra una cattedrale nel deserto, dove è possibile coltivare il mito della psicologia. Un mito con il quale oggi, fortunatamente è diventato inevitabile confrontarsi. Complimenti.
03/07/09 - 12:05 - Anna Martini 
Qualità e piacevolezza sono le caratteristiche comuni a tutti i Suoi video. Mi sovviene per Lei un pensiero di M. Proust: “Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”. Per la stessa ragione, i Suoi video -in particolare alcuni- sono come uno specchio in cui l’anima del visitatore emerge e si confronta perché chiamata in causa. Credo sia questo il loro merito maggiore, al di là della loro scontata e manifesta ricchezza culturale.
05/07/09 - 17:05 - M. Parisi (Roma) 
Sito superlativo, letteralmente inondato di cultura psicologica a 360°.
05/07/09 - 17:25 - I. Adami (Verona) 
Le Sue parole sono musica ricercata per orecchie raffinate e cibo prelibato per palati esigenti. Il filmato coinvolge tutti i sensi: abbaglia, inebria, cattura, persuade e infine stupisce. Stupisce soprattutto per l’elevatissimo standard qualitativo mantenuto in tutti i video e l’irrisoria facilità espositiva che contraddistingue un argomentare studiato in ogni minimo dettaglio. Cordiali saluti I. Adami
05/07/09 - 19:13 - E. Padovan (Venezia) 
Non sono incline alle lodi o a facili complimenti. Trovo naturale che se uno sa, dice. Lei, però, ama dire. E’ questo che costituisce il Suo tratto caratteristico: l’amore per la cultura della Psiche e la voglia di condividerne la meravigliosa sapienza. E’ per questo motivo che mi piace manifestare questa mia impressione su di Lei e sul Suo utilissimo sito che offre a tutti l’opportunità di compiere ulteriori fondamentali passi, verso la comprensione di quel mistero chiamato Uomo. Tanti auguri.
05/07/09 - 22:34 - Simona Pellegrini 
Un monumento allo studio, alla ricerca, all'analisi.
06/07/09 - 14:49 - Valeria Merlo 
E’ sempre un grandissimo piacere rivederla e riascoltarla. Basta un click e l'universo psicologico è a portata di mano. Fantastico. Complimenti.
06/07/09 - 18:46 - Prof. E. Villa 
Bel video, molto ben organizzato. Il discorso fluido e ben strutturato parte da uno schema che si apprezza in particolar modo alla fine, quando vengono enunciate le difese messe in atto dal paziente cardiopatico e le principali tecniche psicoterapeutiche basate sull’ascolto. Un programma d’intervento completo che offre un’immagine altamente professionale sia della Clinica che dello psico-cardiologo. Il concetto di personalità cardiopatica, relativamente nuovo, viene integrato con le moderne cognizioni della Psicoterapia Strategica. La sintesi che ne risulta appare particolarmente indicata per offrire un servizio di alta specializzazione che solo pochissime strutture in Italia, attualmente, sono in grado di realizzare. A parte il Suo eccellente contributo, non vi sono, in rete, video informativi sulla psicocardiologia. Perciò, in questo, Lei è un vero ed indiscusso pioniere. Complimenti e visto che è giovane, auguri.
06/07/09 - 19:22 - G. Leonardi 
Sono i professionisti seri come Lei a rendere internet uno strumento formidabile e utile, che fa sentire tutti noi, abitanti di un villaggio globale.
07/07/09 - 08:33 - Dr. Rossi (Milano) 
Illustre Dottor Ruga, saremmo lieti di ospitarla per farle conoscere il nostro comprensorio sanitario e presentarle la nostra generosa proposta. Ci auguriamo che Lei possa considerare l’ipotesi di un trasferimento qui da noi. In attesa di un Suo gentile riscontro, Le porgiamo le nostre congratulazioni e i nostri più cordiali e sentiti saluti.
07/07/09 - 11:11 - Luca Conti 
Una vera e propria lezione di psicologia ospedaliera offerta gratuitamente. Sono rimasto impressionato.
07/07/09 - 12:51 - Gabriella, Silvia, Ivana, Attilio, Duilio, Ornella, Giulia, Emiliana, Daniele, Pierferdinando 
Siamo un gruppo di infermieri del Policlinico di Modena e volevamo ringrazierla per le sue entusiasmanti lezioni che migliorano la nostra capacità di capire e accogliere il paziente. La seguiamo con tanto interesse e la stimiamo moltissimo. Grazie.
08/07/09 - 09:58 - Roberto Ruga
Gentile Dr. Rossi, La ringrazio per il Suo invito. Mi fa molto piacere ricevere una proposta da uno dei migliori centri sanitari italiani e sono sicuro che la vostra offerta sarebbe generosa. Mi prendo un ragionevole periodo di tempo per valutare l’idea di un possibile trasferimento e, in caso affermativo, mi farò vivo. Cordiali saluti e buon lavoro. Roberto Ruga
08/07/09 - 15:11 - Salvatore Messina (Palermo)
Ho trovato questo sito cercando di saperne di più sulle cardiopatie. Vedo che i Suoi video sono cliccatissimi. Le informazioni che offre sono il massimo che si possa chiedere ad un video di soli dieci minuti durante i quali si apprende una gran quantità di informazioni. Il Suo modo di parlare trasmette serenità e una completa padronanza della materia. Grazie Dottore. Auguri.
08/07/09 - 18:00 - F. Balzaretti (TO) 
Che bel sito! Mai vista una roba del genere. Spettacolo. Ha mai pensato di fare l’attore? Scherzo, è molto più bravo come psicologo. 88 video, tutti curatissimi. So quanto sia difficile realizzare un buon video: per un minuto che parli devi provare e riprovare. Qui a Torino abbiamo lo psicologo ma non lo psicocardiologo. Oh, ma voi lì siete più avanti di noi!? Zio fa. Dottore lei è un grande! Mia nonna mi diceva sempre: L’òm pì felice a l’è ‘l pì ocupà (l’uomo più felice è il più occupato). Penso che faccia proprio al caso suo. Auguri!
08/07/09 - 19:19 - Aurora Favaro (VE)
Il Suo modo di porsi affabile, elegante, garbato, fa trapelare un animo gentile, dinnanzi al quale cade ogni difesa razionale e ci si predispone all’ascolto. Di più, ad essere persuasi. E’ per questo che le Sue parole risultano molto convincenti. E' un ascolto che arricchisce interiormente.
09/07/09 - 16:45 - una paziente "fortunata" 
Dottore, è difficile esprimere a parole il sentimento della gratitudine. Le scrivo per farle sapere quanto le Sue parole mi hanno aiutata a superare quei momenti drammatici che ho vissuto dopo l’intervento. Quello che ho passato non lo augurerei neanche al mio peggior nemico. Ci sono attimi in cui anche le parole di sostegno e di incoraggiamento delle persone intorno a te ti danno fastidio perché le senti lontane, dette da chi non vive ciò che stai vivendo tu. Con me Lei è stato eccezionale, era lì, accanto a me, disposto ad ascoltarmi e a sorridermi. Qualunque cosa dicessi, la Sua risposta non era mai banale, mai scontata, mai giudicante. Forse non ci sono parole “giuste” ma è come le dici le cose, che tutto cambia. Dottore, la volevo solo ringraziare e farle sapere che esiste un modo di essere straordinari. Non sempre ci si riesce, e non con tutti. Con me Lei ci è riuscito. Non importa il mio nome, chi io sia o cosa faccia adesso. Ci tenevo solo a dirle che un sorriso, un certo tono di voce, un saluto sentito, possono fare una enorme differenza quando sei in una situazione critica e hai toccato il fondo. Lei ha fatto quella differenza e mi ha insegnato che io, nonostante tutto, potevo farcela. Lo ricorderò per sempre. Grazie.
13/07/09 - 19:05 - F. Parodi  
Caro Dottore, rivedo in Lei l’illusione e la speranza dei miei anni giovanili, alla quale, in genere, si sostituisce, nell’età adulta, il disincanto e l’amarezza per le sofferenze che la vita impone. Per un attimo ho creduto e ceduto alle Sue fiduciose e lusinghevoli parole, ma, finito il video, mi sono riavuta dalla sbornia di ottimismo e sono rinati in me i pensieri sulla distruzione della speranza e sulla disillusione dell’uomo adulto, che si rende conto dell'unica meta vera, cioè la morte. Mi dispiace deluderla col mio nichilismo radicale, ma Le faccio comunque i miei più sinceri complimenti per avermi fatto sognare, anche solo per dieci onorevoli minuti.
14/07/09 - 10:21 - V. Franco (Roma) 
Il Suo sito è un vero e proprio palinsesto degno di una rete culturale, che elargisce cultura psicologica specialistica. Complimenti.
14/07/09 - 11:40 - STEFANO (ROMA) 
Dottore lei è fantastico....le sue lezioni sono precise e concise... complimenti....
14/07/09 - 12:06 - Michele Serra
Sono rimasto molto colpito dalla enorme possibilità di scelta sui temi salienti della psicologia che il sito approfondisce. Sembra che Lei non abbia nessun timore di svelare e diffondere nozioni che riguardano la Sua professione. Essere gelosi del proprio sapere è tipico di chi sa poco e crede di possedere chissà quale conoscenza. Lei offre molto al visitatore, offre spiegazioni dettagliate di meccanismi psicologici, ma offre anche supporto e sostegno psicologico. Infatti, attraverso la semplice visione dei filmati, si riceve una sorta di energia positiva che investe lo spettatore non solo su di un piano informativo e culturale, ma anche emotivo. Forse, questo accade per la particolarità dei temi trattati, ma certamente è da imputarsi alla Sua bravura e al Suo atteggiamento di apertura e di fiducia verso il prossimo. Questa è secondo me la Sua più alta qualità vincente, che La rende particolarmente adatto al Suo delicatissimo lavoro. Auguri.
14/07/09 - 12:46 - M. Crespi (Varese) 
Mai visto niente di simile! In rete non ha rivali. Bellissimi anche questi commenti che ricambiano la Sua generosità verso il popolo dei navigatori.
16/07/09 - 16:35 - P. Ferretti 
Buongiorno collega. Ho letto il Suo libro e Le confesso di averlo trovato fenomenale. Lei è un instancabile analista, attento come un detective ai dettagli più nascosti, capace di inquadrare in una cornice contestuale anche il più impercettibile dei segnali comunicativi. Ho conosciuto di persona Aldo Carotenuto e so quanto il suo stile fosse controverso, nato da esigenze ed esperienze personali. L’analisi della Sua terapia con questo controverso e geniale personaggio parte e si delinea da un particolare punto di vista: quello di studente, paziente, collega e assistente. Condizione che rende il Suo lavoro unico. Unico per quanto riguarda la finezza e la profondità dell’analisi, ma soprattutto, direi, per la carica affettiva che sottende ogni ricordo, reso vivido e indelebile da uno spirito di ricerca della Verità che solo un autentico amore per il nostro lavoro può sprigionare. Sono rimasto affascinato e colpito dalla semplicità con la quale nel libro viene messa a nudo una spinosa e antica questione, quella appunto della nevrosi da transfert. Trovo che la Sua proposta sia originale, onesta e foriera di nuovi sviluppi per la psicoanalisi. Trovo infine, che il Suo sito sia un chiaro esempio di come le tecnologie odierne possano divenire strumento formidabile di diffusione culturale e non solo: stando ai commenti che Lei riceve, così copiosi e schietti, direi che esse offrono al fruitore la straordinaria opportunità di appassionarsi al mondo della psiche, capendo meglio se stessi e di conseguenza gli altri. A mio avviso questi sono presupposti per un futuro mondo migliore. La saluto complimentandomi e augurandole tutto il meglio.
17/07/09 - 12:52 - C. Visentin 
Sobrio, elegante, serio, impeccabile, chiaro e dettagliato. Lei è una piacevolissima sorpresa in un panorama culturale nazionale spesso troppo pigro e poco innovativo.
17/07/09 - 17:12 - M. Bonfanti (Milano) 
Parole che volano alte e conquistano immediatamente l’ascoltatore. Concordo pienamente con i commenti precedenti e aggiungo che Lei è un grande seduttore. Seduce con quella Sua naturalezza e nonchalance con la quale dice concetti complessi e tra l’altro difficilmente reperibili anche su libri specialistici.
19/07/09 - 10:36 - Anna 
Salve Dottore, sono la figlia del signore di nome Benito che Le ha scritto il 26/06/09. Devo dirle purtroppo che mio padre è venuto a mancare pochi giorni fa. Il suo cuore ha smesso di battere nel corso di un delicato intervento di cardiochirurgia. Le scrivo per dirle che prima dell’operazione, mio padre stava preparando una mail per Lei, nella quale Le avrebbe parlato della sua vita, di noi figli e del suo lavoro di noto uomo d’affari. Non so cosa lo spingesse a scriverle nuovamente, presumo fosse il desiderio di un confronto e di una apertura catartica, in grado di produrre quella sensazione di serenità e di armonia che, forse, si cerca alla fine di un intenso percorso di vita. Dottore, delle poche e più che altro schematiche righe incompiute, posso dirle poco, ma ci tengo a farle sapere che ultimamente, nei mesi precedenti al suo peggioramento, mio padre passava sempre più tempo a visitare il Suo sito, ad ascoltare le Sue lezioni e a parlare con noi figli, come mai aveva fatto prima. Credo che ciò fosse dovuto ad una positiva influenza che le Sue parole producevano in lui. Per tutta la vita è stato un uomo dedito alla politica, agli affari, agli amici e, nonostante tutto, seppur marginalmente un po’ anche alla famiglia. Ultimamente però qualcosa era radicalmente cambiato in lui. Il senso di questa mia riflessione finale vuole essere quello di restituirle in qualche modo un sentimento di gratitudine per averci regalato, anche solo per un breve lasso di tempo, un padre totale, un padre vero, un padre tutto per noi. Sentire di essere al centro dei suoi pensieri e delle sue attenzioni è stato per noi figli una sensazione unica, nuova, fortissima e inebriante. Non ci sono parole per descriverla accuratamente come vorrei, ma, sono sicura, che a Lei basta poco per cogliere tra le righe la pienezza di un tale sentimento. Prima di entrare in sala operatoria ero accanto a lui. Ci siamo salutati e ho avuto una stretta al cuore. Ma poi, con grande meraviglia ho visto che nei suoi occhi dominava un senso di calma e di pace. Non lo avevo mai visto prima. Ci siamo salutati come ci si può salutare in quei momenti in cui non c’è mai abbastanza tempo, e mi sono sentita viva. Mi sono sentita una figlia per la prima volta, perché con quello sguardo mio padre mi stava dando uno strumento infallibile par affrontare tutte le difficoltà della vita. Ecco, dottore, ci tenevo a raccontarle la mia straordinaria esperienza e ora che l’ho fatto mi sento bene. La ringrazio ancora per tutto quello che Lei ha rappresentato per me e per la nostra famiglia. Con immensa gratitudine. Anna
20/07/09 - 00:04 - Roberto Ruga
Gentile Signora Anna, le Sue parole sono intense e brillano di emozioni profonde che solo le persone sensibili riescono a cogliere nelle loro variegate sfaccettature. La Sua commovente lettera mi riempie di gioia. Sono contento perché Suo padre, alla fine, ha realizzato con voi figli tutto il suo latente ed inespresso potenziale genitoriale, che è emerso intatto e prepotente, tutto d’un colpo. E, in quel momento, Lei era lì, accanto a lui. Con lui. Certamente, suo padre Le ha regalato, come Lei dice, uno strumento formidabile per orientarsi nel mondo. Ma, anche Lei, ricambiandolo con lo stesso sguardo intenso, gli ha donato qualcosa che, in quel momento, desiderava da Lei: essere accolto e perdonato. Dunque, essere compreso. Quel suo sguardo carico di ammirazione e di compiacimento Lei lo ha colto pienamente, trasformandolo in un insegnamento imperituro. Suo padre voleva lasciare un segno, una traccia. Anna, quella traccia è Lei. Una traccia dei suoi principi, un distillato delle cose migliori. C’è riuscito. Ecco perché nel suo sguardo c’era serenità e un ritrovato equilibrio. Suo padre, Anna, ha imparato da Lei. Le sue parole sono inequivocabili: “I figli, alla fine, nonostante tutto ti indicano la strada giusta, ma tu devi saper ascoltare. Io avevo creduto di aver perso per sempre la possibilità di godere dei miei figli, di sentire l’emozione della loro presenza. E invece loro mi hanno dato una lezione di vita indimenticabile”. Ecco, Anna, la lezione di cui parla Suo padre, si chiama “presenza”. Presenza nonostante tutto. Vuol dire essere accanto ad un padre, anche se quando abbiamo avuto bisogno di lui, non poteva esserci perché era preso da mille impegni. Un’ultima cosa, Anna. Lei mi manifesta un sentimento di gratitudine e io La ringrazio, ma Le dico anche che deve sentirsi fiera di se stessa. Infine, devo ammettere che mi ha fatto molto piacere aver suscitato un cambiamento significativo in Suo padre, anche senza un rapporto diretto, ma attraverso una “presenza” virtuale. Ciò significa, che comunque è sempre una relazione affettiva l’origine e al tempo stesso la cura delle nostre più profonde sofferenze. In bocca al lupo a Lei e alla Sua famiglia. Roberto Ruga
20/07/09 - 11:40 - Anna 
La ringrazio immensamente Dottore. Le Sue parole mi scaldano il cuore, sprigionando una forza straordinaria che mi consente finalmente di prendermi cura di me stessa, come mai avevo fatto prima. Lei ha insegnato alla nostra famiglia che esprimere i sentimenti più profondi e reconditi è possibile, senza la paura di essere respinti. Anzi, è bello e liberatorio. Dottore, per anni ho sognato un’auto che procedeva da sola, senza nessuno al volante. Oggi, dentro quell’auto è apparsa una figura rassicurante e sorridente. Forse quella sono io. Anche il mio rapporto con le figure di potere sta cambiando. Sono solo all’inizio di un percorso che mi affascina sempre più e questo lo devo a Lei. Lei è una persona squisita. Grazie ancora. Anna
22/07/09 - 14:46 - F. Zani (Brescia) 
Salve Dottore, non vorrei cedere ad uno smoderato culto della Sua persona, ma ho fatto gli esercizi di rilassamento che Lei generosamente propone nel Suo sito e ho conseguito un risultato a dir poco sorprendente: un completo rilassamento e un ritorno alla tonicità accompagnato da gradevoli sensazioni di ottima forma fisica e di benessere. Insieme a me hanno svolto gli esercizi anche colleghi infermieri e medici. Il risultato è stato di un generale miglioramento, in alcuni casi molto forte. Ripeto, non stiamo qui a decantare le Sue indubbie doti di terapeuta (lo hanno già fatto egregiamente altri prima di noi), volevamo solo dirle che in reparto c’è stato un generale entusiasmo verso il Suo lavoro e i di conseguenza verso la figura di psicocardiologo che presto, credo, verrà introdotta anche nella nostra struttura. Penso che Le farà piacere sapere che è stato molto apprezzato anche dai responsabili di reparto e, come spesso accade per le cose che destano meraviglia e interesse, c’è già chi è pronto ad imitare il Suo stile oratorio così efficace e accattivante, ma al tempo stesso inimitabile. Naturalmente con esiti ridicoli. La salutiamo veramente con tanta stima, simpatia e riconoscenza, augurandole buon lavoro. F. Zani, R. Bresciani, P. Pasotti, A. Corsini. B. Alberti, N. Bonari, V. Braga, M. Piloni
23/07/09 - 19:13 - Arduino  
Illustre Dr. Ruga, la mia è una voce fuori dal coro. Leggo tutti questi straordinari commenti che inondano letteralmente il Suo sito e mi chiedo cosa spinga così tante persone a sedersi anche solo per alcuni minuti e mettere giù delle righe, quasi sempre ben scritte e meditate. Me lo chiedo da scettico incallito e disilluso. Da sempre vedo gli psicologi, psichiatri e psicoterapeuti come una categoria di chiacchieroni, un po’ come i preti. Eppure, Lei ha qualcosa di diverso. Nella disamina del suo principesco sito, così ricco e invitante, mi sono accorto che un punto fermo alla base del grande apprezzamento che quotidianamente riceve da ogni dove, sta nel semplice e incontrovertibile fatto che Lei diffonde cultura psicologica, la spiega, la scompone, la ricompone, la sintetizza e la rende fruibile a molti, senza chiedere nulla in cambio. Lo spirito che si nasconde dietro un tale instancabile e appassionato atteggiamento è quello dello scienziato. Lei è uno scienziato della psiche. Colta questa semplice verità, mi sono rassicurato riguardo alle mie radicate e in parte motivate convinzioni circa la Sua categoria. Convinzioni che restano intatte, perché non riguardano più Lei come psicologo, in quanto, a mio avviso, Lei è uno psico-scienziato. A partire da questa definizione personale, i miei complimenti Le sono sicuramente dovuti. Va aggiunto, però, ad onor del vero, che entrare nel Suo sito e godere di un esercizio o assistere ad un istruttivo video, produce un qualche effetto che riluttantemente, ma doverosamente definirei “terapeutico”. Uso il termine tra virgolette, altrimenti cadrei in contraddizione con me stesso per ciò che ho affermato circa la Sua categoria. Tuttavia, devo ammettere che nel rivolgermi a Lei provo quella genuina carica emotiva, quel sincero vivificante moto dell’anima che si prova ben di rado, quando ci si rivolge a un qualche luminare. Devo presumere che un tale stato d’animo sia imputabile, alla sotterranea e stravolgente suggestione psicologica, che Lei abilmente produce nel visitatore, parlando a modo e con totale padronanza, delle più svariate tematiche psicologiche. A questo punto, presumo, dovrò in un certo qual modo rivedere la mia posizione riguardo alla categoria degli “psi”, visto che Lei, di nome e di fatto, vi appartiene. La saluto complimentandomi e manifestandole una sincera gratitudine. Sentimento questo, che difficilmente provo, essendo per natura refrattario ad ogni forma spontanea e disinteressata di “regalo” altrui.
27/07/09 - 17:02 - C. Vitale 
Dottor Ruga sono onorato di aver fatto la Sua conoscenza attraverso il Suo sito. Sono tra i soci fondatori di una clinica di recente costruzione in Lombardia. Stiamo reclutando nuovo personale per i vari dipartimenti. Ci farebbe molto piacere conoscerla di persona, per proporle qualcosa di interessante. Naturalmente, dovrebbe essere disposto ad un trasferimento. Nella mia terra d’origine, la Sicilia, si dice: “cu nesci arrinesci”. Significa che chi si allontana dal suo ambiente viene a trovarsi in una condizione migliore. Io l’ho fatto e così è stato. Spero di poterla conoscere presto di persona. La saluto cordialmente augurandole buon lavoro. C. Vitale
29/07/09 - 08:58 - Roberto Ruga
La ringrazio vivamente per la preferenza che ha espresso nei miei confronti. Sono apprezzamenti che fa davvero molto piacere ricevere. Per ora, devo declinare il Suo allettante invito, ma, come si dice in certi casi…: “mai dire mai!”. Grazie ancora e buon lavoro a tutti voi. Roberto Ruga
29/07/09 - 18:55 - C. 
I medici del S. Anna mi hanno salvato la vita, ma Lei ha dato più dignità a questa mia vita. Grazie dottore.
31/07/09 - 10:35 - A. De Santis 
Che bel sito! Ho fatto gli esercizi di rilassamento e mi sono disteso, anche se avrei voluto che durassero più a lungo. La cosa che mi lascia sbalordito è l’enorme mole di informazioni di tipo psicologico che si possono apprendere guardando i video. Studio medicina e la mia passione è la psichiatria, ma questo Suo video sulla psicocardiologia mi ha sorpreso per l’accuratezza e la professionalità del programma che Lei propone, dando direttive anche molto dettagliate su protocolli ancora in larga parte indefiniti per quanto riguarda la letteratura sull'argomento. Buon lavoro.
31/07/09 - 11:35 - Padre Saverio 
L’enorme valore delle Sue parole consiste in questo: ci aiutano a capire chi siamo, poiché svelano meccanismi reconditi che ad occhio nudo non si vedono. Ben venga ciò che aiuta a capire. Ma direi di più, dietro ad ogni Sua esortazione terapeutica intravedo un nucleo di irriducibile umanità, che lavora sempre in direzione della speranza. Questo, a mio avviso è il Suo personale stile.
05/08/09 - 17:24 - B. Fabbro (Udine) 
Fantastico. E' incredibile quanto si possa imparare da un semplice video di 10 min. Io ci vedo passione per il Suo lavoro. Una cosa che dovrebbe essere scontata, ma che invece è rara. Bravo, bravo, bravo!
06/08/09 - 17:51 - C. Bionaz (Aosta) 
Che meraviglia! Finalmente una persona seria, in questo mondo di cialtroni, dilettanti, incompetenti. Peccato che siamo molto distanti altrimenti verrei di persona a stringerLe la mano e a congratularmi per il Suo lavoro. Le auguro di mantenere inalterato il Suo contagioso e travolgente entusiasmo per una delicatissima professione come la Sua.
11/08/09 - 16:36 - Padre Franco 
Dottor Ruga è un grande piacere ascoltare queste sue lezioni sempre esplicative e chiare. Sono convinto che esse aiutino tante persone ad affrontare più serenamente una fase delicata della loro vita. Ogni gesto d’aiuto è espressione massima dell’intima sostanza dell’uomo. I miei più sinceri auguri.
11/08/09 - 18:47 - S. Vigano (MI) 
In queste calde giornate di agosto, la gente dà in escandescenza, perde la testa e si dimostra per quello che è: poca cosa. Lei invece, è un grande esempio di affidabilità e serietà. Mi piacerebbe essere un uomo di grande valore come Lei. La ringraziamo per darci l’opportunità di prendere esempio da Lei, attraverso il Suo operato, professionalmente prezioso, inestimabile su di un piano umano.
16/08/09 - 10:09 - Giannascoli V. 
E' un vero piacere poter conoscere la psicologia attraverso le sue parole. Mi sento onorata di aver fatto la sua conoscenza.
17/08/09 - 17:17 - F. Rostagno (Roma) 
Travolgente e delicato allo stesso tempo, lascia il visitatore senza fiato, attirandolo e stordendolo di informazioni e spiegazioni esemplari. Ora, proprio non ci sono scuse per gli ignoranti!
19/08/09 - 15:59 - Don Attilio 
Accademico, sobrio e molto composto. Tuttavia, oltre questa apparente ed elegante facciata, le Sue parole comunicano una straordinaria forza emotiva che trascina e quasi obbliga l'ascoltatore a calarsi in un universo nuovo, sconosciuto, terribile e terrificante perchè intriso di profonda sofferenza fisica e psicologica. Lei ce ne parla e ci illumina con una grazia e uno spirito che sono da prendere come esempio.
20/08/09 - 16:53 - A. Fiore (TO) 
Un filmato molto interessante questo sulla psicocardiologia. Lei è veramente bravo, una persona seria come pochissime. Nel vedere alcuni dei video, ho avuto la sensazione che a uno come lei avrei potuto parlare sinceramente, aprendo il mio cuore come forse non ho mai fatto nella mia vita. Quando si parla di emozioni e di sentimenti è sempre molto difficile aprirsi all’altro perché ciò implicherebbe un mettersi in gioco. Al contrario, siamo abituati a proteggerci dal coinvolgimento emotivo perché è visto come rischioso, difficile da gestire. Nessuno infatti sa parlare in maniera disinvolta di se stesso, intendo intimamente e profondamente. Credo che questa sia una difficoltà fondamentale dell’essere umano. Lei ha un modo di porsi che suscita una straordinaria serenità. Ci si sente come protetti, al sicuro. Forse ciò è dovuto anche al suo modo di parlare che favorisce il rilassamento. Le confesso che come psicologa ho sempre difficoltà a creare un clima distensivo in seduta, forse perché sono troppo concentrata sul problema che mi viene esposto. Mi ha fatto molto piacere essere venuta a conoscenza del suo sito, che è una finestra spalancata sul misterioso, affascinante e soprattutto inesauribile mondo della psiche. I miei più sinceri complimenti. A.F.
20/08/09 - 18:46 - C. 
Caro dottore! La rivedo con molto piacere e in un contesto completamente differente. La mia ripresa dopo l’intervento è stata un po’ lunga, ma ora sto discretamente. Devo ringraziarla per la pazienza che ha avuto con me, sopportando ogni sorta di lamentela. Durante un colloquio lei mi disse che l’intervento al cuore mi avrebbe cambiato un po’ il carattere, facendo di me una persona migliore. Devo dirle dottore che aveva ragione, infatti ripensando al mio atteggiamento ipercritico che avevo verso la clinica, i medici gli infermieri e il cibo, ora sorrido. Aver imparato a sorridere di me stesso è un evento per me straordinario, e me lo fanno notare in primis i parenti. La saluto con immenso affetto e gratitudine.
22/08/09 - 17:49 - V. Furlan (Venezia) 
Vedo che lei non ha nessuna difficoltà a divulgare informazioni professionali, frutto di esperienza e studio personali. Sono convinto che molti dei suoi illustri colleghi, tratterebbero certe acquisizioni fatte sul campo come segreti da custodire e centellinare durante una vita. Evidentemente, lei è su un altro pianeta rispetto a questa gentaglia. Sono pienamente d’accordo con lei illustre dottore e mi complimento vivamente perché è la prima volta che qualcuno si proponga di informarmi su tecniche psicologiche avanzate in ogni campo d’indagine, mi offra gratuitamente una serie di esercizi di rilassamento, e infine mi dia anche la possibilità di effettuare una video-seduta ondine. Ha in mente qualcos’altro per il futuro?
24/08/09 - 15:00 - Paolo (Ferrara) 
Notevole. Un sito in cui si respira Cultura e conoscenza. Complimenti.
24/08/09 - 19:23 - M. Ravasio (Brescia) 
Complimenti dr. Ruga, per il Suo sito e per il Suo straordinario lavoro che svolge con evidente passione. Auguri.
25/08/09 - 11:34 - V. (CS) 
Volevo ringraziarvi dottore per le parole di conforto e di incoraggiamento che mi avete dato. Mi sono servite ad affrontare l’intervento di mia madre a testa alta e senza lasciarmi travolgere da emozioni troppo forti. Per me mia madre è tutto, senza di lei la vita mi sembrerebbe del tutto vuota. Per un attimo, durante l’intervento, mentre aspettavo con angoscia, ho avuto il terrore che mia madre non ce l’avrebbe fatta. Sentivo che stavo per svenire, in quel momento voi mi avete chiesto: “come va?”. Questa semplice domanda mi ha riportato alla realtà e stupita mi sono resa conto che qualcuno si stava occupando di me. Le vostre parole mi hanno sorretta proprio quando stavo per crollare. Mentre vi scrivo non riesco a smettere di singhiozzare, però almeno questa volta il mio è un pianto di gioia. Grazie.
26/08/09 - 14:46 - Maria 
Dottore Ruga, sono felice di rivederla. Il suo sito è molto bello. Le scrivo per dirle che aveva ragione quando circa due mesi fa, al S.Anna Hospital, mi diceva che mio padre si sarebbe rimesso perfettamente. Lei è stato di grande aiuto alla mia famiglia. Voglio raccontarle un piccolo episodio che per me ha avuto un grande significato. Prima di conoscerla, in clinica, stavo pregando Padre Pio, mentre ero ai piedi del letto sul quale mio padre riposava. Immaginavo Padre Pio con in mano una Bibbia e nell’altra un rosario. Pregavo intensamente, come non mi era mai capitato prima. Appena terminata la mia preghiera, lei è entrato nella stanza con in mano la sua cartella e si è avvicinato a me. Con molta gentilezza mi ha fatto delle domande sulla mia famiglia e su mio padre, mi ha anche chiesto se fossi religiosa, poi, con estrema naturalezza, come se mi conoscesse da sempre, mentre continuava a parlare, ha tolto un capello dalla mia spalla e mi ha detto che presto sarebbe tornato tutto come prima, anzi meglio di prima e che saremmo ritornati ad essere quella famiglia unita che eravamo sempre stata. Da allora non ho più dimenticato le sue parole. Di recente, dottore, ho sognato Padre Pio, aveva in una mano un sottilissimo rosario scuro (che sembrava quasi una cordicina) e nell’altra mano aveva dei fogli. Questa immagine mi ha fatto subito venire in mente lei, con la sua cartella in una mano e il mio capello nell’altra. Dottore, volevo solo raccontarle il mio sogno, perché mi ha fatto stare davvero bene. Mi sono svegliata contenta e molto emozionata. Grazie di tutto dottore.
28/08/09 - 18:20 - V. Gaggero (Savona) 
Lei ha un talento speciale nel parlare e nell'aiutare le persone. Credo che di ciò sia consapevole, ma forse non immagina quante persone sole come me trovano sollievo ascoltandola e condividendo le proprie esperienze nel suo sito. La ringrazio a nome di tutti e le auguro un luminoso avvenire.
29/08/09 - 16:39 - Una paziente "affezionata" 
Innanzitutto, dottore, complimenti per i suoi magnifici video e per il suo sito così ricco di fantastici commenti. Anche io ci tengo a lasciarle un mio ricordo, visto che di lei ne ho uno eccezionale. Ho iniziato a conoscerla attraverso la sua voce. Mi trovavo credo, in terapia intensiva con gli occhi chiusi mentre stavo riposando esausta dopo l’intervento. Ad un certo punto ho sentito che qualcuno mi sussurrava all’orecchio: “continui pure a riposare, e mentre resta con gli occhi chiusi, può concentrarsi sulla mia voce e immaginare di trovarsi in riva al mare…”. Mi ricordo che lei poi mi ha fatto immaginare un luogo molto bello, descrivendolo accuratamente, e poi mi ha fatto concentrare sul respiro. La sua voce vellutata era per me l’unico appiglio reale che mi portasse lontano da quel luogo di sofferenza. Era l’unico modo per evadere. Sono rimasta vari giorni in terapia intensiva e ogni giorno aspettavo con ansia che lei venisse a farmi visita. Poi, finalmente mi hanno portata in reparto, dove soprattutto grazie a lei e ai suoi incoraggiamenti ho conosciuto altre persone come me, con le quali mi sforzavo di comunicare per superare il mio carattere introverso. Mi ha fatto bene. Pian piano sono uscita dalla fase critica e grazie alle sue magiche parole ho recuperato fiducia in me stessa. In poche domande lei ha saputo scandagliare la mia vita e ha ribaltato alcune mie nefande convinzioni, come quando mi ha detto che mi sarei sentita in colpa se non avessi fatto la cosa giusta per me stessa. Ovviamente si trattava di combattere per vivere e affermare me stessa. Lo sto facendo dottore, con l’entusiasmo e la convinzione che lei ha saputo infondermi. Non dimenticherò mai il momento in cui, dopo quell’esercizio ho aperto gli occhi e lei mi è apparso per la prima volta: sembrava un angelo, il mio angelo custode. La mia profonda religiosità mi porta a prendere molto seriamente queste sensazioni che provo di rado. Anche per questo, ora sento il bisogno di ringraziarla ancora una volta. Lei, dottore, è tra le poche persone che mi farebbe molto piacere rivedere. Senza le sue parole, probabilmente ora non sarei qui a scriverle. Riuscire ad influire così tanto sulla vita delle persone è certamente prerogativa dei grandi uomini. Un abbraccio forte. Una paziente "affezionata".
30/08/09 - 17:26 - Roberto Ruga
Gentile Signora “affezionata”, quell’angelo custode dalle parole magiche esiste. E’ però dentro di Lei. Ne sono sicuro. Anzi, lo so. In breve tempo, vedrà, riscoprirà una straordinaria forza psicologica che La farà essere finalmente protagonista del suo destino. Se lo merita. Il suo bellissimo racconto contiene già parole solari, ricche di forza, fede e assertività. Questo vuol dire che la Sua rinascita psicologica è già in atto. Sono io, allora, che mi complimento con Lei per il prezioso insegnamento che è riuscita a trarre da quell’esperienza dolorosa, che Lei, grazie alla Sua sensibilità, ha saputo trasformare in una opportunità di crescita psicologica. Infine, un sentito grazie a TUTTI coloro i quali mi hanno colmato e onorato di affettuosi e sempre graditi apprezzamenti. Rispondo anche alla Signora Maria, ringraziandola per aver condiviso la sua commovente esperienza, che ci fa capire quanto un atteggiamento di profonda fede possa aiutare nei momenti di difficoltà, regalandoci la convinzione di non essere mai soli. Roberto Ruga
01/09/09 - 18:16 - Diego (Pisa) 
Bravo, veramente bravo.
01/09/09 - 18:36 - Un paziente "taciturno" 
Salve Dottore, anche per me è un grande piacere rivederla. La mia esperienza al S. Anna è stata molto positiva. Ricordo che durante il primo colloquio le dissi che avevo difficoltà a parlare di me e dei miei problemi, dovuti al mio carattere solitario e taciturno. Lei mi disse una cosa che mi colpì molto e mi stupì. Mi disse che non era necessario che io le dicessi i miei problemi e che potevamo cercare di risolverli anche senza parlarne. Così mi fece fare un esercizio di rilassamento, durante il quale mi disse di immaginare su una sedia una figura che rappresentasse un mio antico o recente problema. Io scelsi naturalmente una donna, in particolare mia moglie. Ma questo lei non poteva saperlo. Alla fine dell’esercizio mi fece un lungo discorso che mi stupì molto, perché nonostante non avessi parlato affatto del mio problema, lei dava la netta sensazione di conoscerlo nei minimi dettagli, e mi diede anche dei preziosi suggerimenti su come affrontarlo, ma senza nominarlo. Le sono molto grato Dottore perché dopo circa tre mesi dall’intervento, ho potuto rendermi conto che il successo che lei aveva previsto per me, rispetto al mio problema, si è avverato. Non ho ancora capito come abbia fatto, ma mi ha aiutato tanto. Le siamo infinitamente grati.
03/09/09 - 08:44 - Una ex-paziente "spietata" 
Anche io dottore ci tengo ad essere ricordata e voglio lasciare una traccia del mio passaggio al S. Anna Hospital, seppure in veste anonima, come da copione (ma sono sicura che Lei si ricorderà di me). Ho già scelto il mio nomignolo: mi chiamerò “una paziente spietata”. Infatti, di quei miei giorni amari, presso la clinica, Lei è stata l’unica nota positiva (insieme naturalmente all’equipe medica che ha fatto un ottimo lavoro, salvandomi la vita). Sono un tipo che pretende il massimo, sempre. Lo so, può essere un difetto, ma se io vedo solo una piccola cosa che non va, scatto come una molla e divento rabbiosa. E’ più forte di me, non riesco a trattenermi e in quei momenti non provo nessuna pietà. Del resto, come Lei ha abilmente ed inesorabilmente messo in evidenza analizzando i miei sogni, questo è il mio tallone d’Achille. Ho un bel ricordo di Lei dottore. Durante un colloquio Lei mi chiese se avessi mai pianto per qualcuno. Dissi di no e fui categorica. Lei mi guardò in un modo che non dimenticherò mai, uno sguardo che definirei "materno". Mi resi conto che in quel momento stavo capendo qualcosa di importante. Piangere, per me è stato impossibile per decenni, soprattutto dopo la morte dei miei. Oggi, Dottore, finalmente ho pianto. Ho pianto per la perdita del mio amato cane, un compagno fedele, l’unico della mia vita. Di questo mio cambiamento, so che il merito è Suo, della Sua comprensione, del Suo perdono, del Suo avermi ascoltata senza giudicarmi, di quel Suo sguardo amorevole. Mi ha insegnato ad accettarmi per come sono: imperfetta. E’ una nuova e meravigliosa sensazione che mi fa essere finalmente viva, donna, vera, un essere umano compassionevole. Grazie. Un abbraccio.
04/09/09 - 17:16 - G. Baraldi (Modena) 
Con il Suo sito Lei è in grado di offrire un grande servizio alle persone. Spesso il genere di video tecnico/divulgativo è pesante e noioso, Lei invece, con il Suo modo di esporre gli argomenti sa suscitare interesse. Una persona preparata che parla è sempre uno spettacolo meraviglioso al quale non ci si può sottrarre. Complimenti.
04/09/09 - 17:50 - Don Luigi  
E’ incredibile quello che un solo uomo può creare, quando è ispirato e in lui si agitano forze propulsive che lo chiamano ad un compito fondamentale: fare il Bene. Anche io caro Dottore Le faccio i miei sinceri e pleonastici complimenti.
07/09/09 - 09:35 - Viviana (Roma) 
Che piacere rivederla Dottor Ruga, dopo tredici anni! Nel 1996 seguivo con entusiasmo e tanta curiosità i Suoi seminari, presso la cattedra di Carotenuto. Eravamo in tanti. Ricordo molte cose di quel periodo, ad esempio, una volta ad un certo punto della Sua esposizione disse: “ragazzi, se volete prendere 30 e lode, quando il Professore vi chiederà in cosa consiste la creatività psicologica in relazione al processo primario e alla cosiddetta “verità itinerante” del “misfit”, voi dovete rispondere così…”. Peccato solo che la Sua risposta, Dr. Ruga era molto più complessa della domanda stessa! Ma come assistente Lei era insuperabile e alla fine del seminario avevamo capito tutto e non solo, avevamo una grandissima fiducia nei nostri mezzi. I suoi seminari erano quanto di più avveniristico potessimo aspettarci. Mi ricordo che una volta ci propose di fare insieme una simulata e scegliendo a caso tra la prima fila (eravamo in aula magna) i suoi occhi caddero su di me, così feci la paziente designata. Nel rispondere alle sue domande, lei analizzò i miei movimenti oculari e disse che stavo mentendo. Divenni rossa come un peperone e tutti risero! Compresa me. Poi ci spiegò le tecniche della PNL, qualcosa che non avevo mai sentito nominare e che tra l’altro era fuori programma. Feci l’esame col Professore e quando mi chiese la psicopatologia del Don Giovanni (nella visione della Klein), risposi proprio come ci aveva suggerito Lei. Superai l’esame con la lode. Adesso faccio la psicologa presso una clinica privata romana. Naturalmente ho comprato il Suo libro e l’ho divorato in due giorni. Bellissimo. Sono convinta che la psicoterapia eroica si diffonderà presto come terapia elettiva per l’autorealizzazione del proprio talento. Ho già visto molti dei Suoi video e li trovo magnifici. La psicocardiologia (o cardiopsicologia) è una disciplina nuova e se ne sa poco attualmente. Ma Lei, vedo, è un maestro in questo campo. C’era da aspettarselo che ne inventasse una delle Sue… I Suoi seminari erano sempre imprevedibili e ricchi di colpi di scena. Non mi stupisce il tono di venerazione che hanno alcuni commenti al video, in particolare quelli dei pazienti della Sua clinica. Nelle loro narrazioni e nel parlare di Lei, riconosco qualcosa che è rimasto inalterato nel tempo: un modo gentile, affabile, elegante di entrare nell’animo altrui, senza giri di parole, un po’ come un abile giocatore di scacchi che in poche mosse va in scacco matto, ma sempre in punta di piedi, nel rispetto dei tempi e della sensibilità del paziente. Questo lo insegnava con grande maestria. E’ stata una piacevolissima sorpresa averla incontrata in rete. La seguirò come al solito con profondo interesse. Un saluto da Viviana.
09/09/09 - 08:21 - B. Volpi (Perugia) 
Complimenti!
09/09/09 - 11:52 - Una paziente "sorridente" 
Caro Dr. Ruga, mi fa così tanto piacere rivederLa! Le scrivo attraverso mia figlia perché non sono tanto amica dei computer. Mi hanno fatto vedere il Suo sito e ho letto i commenti delle altre pazienti, trovandoli tutti molto emozionanti. Così, presa dal generale entusiasmo, mi sono convinta anche io a raccontare quello che mi è accaduto pochi istanti prima di incontrarLa. Stavo dormendo sul mio letto e sognavo di essere al cimitero, al mio funerale. Nel sogno, vedevo dall’alto la mia bara mentre la mia famiglia, i miei figli e i miei nipotini pregavano per me. Ma io ero sicura di essere ancora viva e non sapevo chi fosse la persona nella bara. Ad un certo punto ho visto accanto a me Padre Pio, che con tono paterno mi rassicurava dicendomi che ero viva e presto sarei stata bene, ma che però dovevo assolutamente “alleggerire” il mio cuore da un peso antico. In quel momento ha iniziato a piovere forte, poi ricordo solo un bagliore di luce bianca e un calore in tutto il mio corpo. In quell’istante ho aperto gli occhi e ho visto Lei Dottore, era accanto a me e mi stava chiamando per nome. Abbiamo parlato per quasi un’ora e Lei mi ha invitato a tirar fuori con le parole ciò che opprimeva la mia mente e mi ha detto che poi mi sarei sentita “leggera”. In quel momento ho avuto un brivido di emozione e sono scoppiata in lacrime, ma senza rendermi conto del perchè. Lei mi ha offerto un fazzolettino di carta e mi ha detto che quella pioggia di lacrime avrebbe lavato il mio cuore e lo avrebbe reso più leggero e migliore. Dottore, non sono una credulona o una donna ingenua, ma solo una persona molto religiosa e devota a Padre Pio. Prima di fare questo sogno avevo già sentito parlare molto bene di Lei come psicologo della clinica e volevo incontrarLa. Sono sicura che Lei troverà una spiegazione logica al mio sogno premonitore, che mi ha aiutato a capire che dovevo liberarmi di un grande peso, e questo l’ho fatto grazie al Suo invito a parlarne. Dopo avermi a lungo ascoltata, Lei mi ha spiegato che anche se non ricordavo esattamente ciò che era successo nel mio lontano passato, ormai quel pianto aveva sistemato ogni cosa e ne ero uscita come “ribattezzata”, più forte. Ora sto bene Dottore e sono accanto ai miei adorati nipotini. Ecco Dottore, volevo solo dirLe questo, perché per me Lei è una persona straordinaria. Un’ultima cosa Dottore, conservo ancora quel fazzolettino di carta, che come Lei mi ha detto, racchiude il mio antico dolore. Perciò lo custodisco con cura all’interno di un prezioso cofanetto, so che lì dentro è finito quel mio oscuro ed inconfessabile peso. Lei mi ha insegnato a collocare qualcosa di ingombrante e distruttivo che mi stava logorando. Questo mi fa essere finalmente “leggera” e mi fa apprezzare in pieno ciò che ho. La ringrazio immensamente e La saluto come ho imparato da Lei, con un sorriso.
10/09/09 - 09:08 - F. Aramini (Lodi) 
Dinanzi a tutto questo bisogna levarsi tanto di cappello.
11/09/09 - 09:50 - A. Facchi (Cremona) 
Mai visto un sito così ricco di filmati, esercizi, letture e commenti straordinari. Complimenti per il lavoro.
11/09/09 - 11:53 - Francesco 
Al S. Anna sono nato e al S. Anna mio padre è stato salvato all’ultimo minuto perché è entrato che era moribondo. Il mio commento è che siete fantastici tutti dal primo all’ultimo. Sono felice di poter dire questo. Grazie a tutti e che Dio vi benedica. Francesco
11/09/09 - 17:18 - C. Dossi (Trento) 
Spettacolo! La guardo incantato per la padronanza che dimostra nell’esposizione sicura, senza esitazione alcuna, in un crescendo di illuminanti interpretazioni analitiche della personalità cardiopatica. Lo sgomento cresce quando ci si accorge che si tratta di un servizio d’eccellenza prestato presso una clinica che si trova all’estremo Sud. Me ne compiaccio ed estendo il mio plauso ai promotori, ai quali di certo non manca la rara dote della lungimiranza. Riguardo poi a questi deliziosi commenti, essi testimoniano il trionfo della nostra disciplina, quando è praticata con passione e professionalità. Il guanto di sfida per una sana e costruttiva competizione è stato lanciato, anche se per onestà intellettuale, devo ammettere che è insolitamente stucchevole prendere lezioni da un più giovane e anche simpatico collega. Tanti complimenti e auguri.
11/09/09 - 21:41 - Alessandra (Catanzaro)
Alessandra (Catanzaro) Egregio Dott. Dossi, sono un medico anestesista calabrese orgogliosa di esserlo. Mi sembra un tantino azzardato parlare di sgomento per una struttura dell'estremo Sud, facendole presente che molti professionisti di primissimo livello che lavorano al Nord sono meridionali.
12/09/09 - 09:07 - C. Dossi (Trento) 
Mia cara Signora e anestesista, ma come, io Le faccio una lunga serie di complimenti sia per il brillante dr. Ruga, che sicuramente sarebbe un “numero uno” anche qui da noi, sia per il servizio d’eccellenza della Clinica, e lei mi si altera tirando fuori l’orgoglio? La prego, gentile Alessandra, lasci stare questi discorsi obsoleti, ormai siamo in Europa da anni. Piuttosto, visto che dice di fare l’anestesista (un lavoro che richiede estrema precisione e scrupolosa attenzione ai dettagli) sia un po’ meno frettolosa di replicare, visto che in tre righe ha omesso uno spazio dopo il punto, uno spazio dopo la virgola e ha scritto primissimo con due emme. Infine, sarebbe buona norma salutare in chiusura. Cordiali saluti. C. Dossi
12/09/09 - 13:05 - Alessandra (Catanzaro) 
Gentile Signor Dossi, le chiedo umilmente scusa per non avere lasciato i saluti alla fine del mio messaggio. Peccato, anche Lei si è lasciato prendere dalla fretta e dall'orgoglio di uomo del Nord. Ahimè! Non ha saputo valutare punti, spazi, e termini come sgomento, stucchevole... Complimenti, come vede, non c'è distinzione tra Nord e Sud. Forse sarebbe bene attenersi ai soli commenti su questo giovane e promettente psicologo. La saluto affettuosamente.
13/09/09 - 19:44 - Ludovica (Padova) 
Che bel sito dottore! Sono ormai una sua fan e frequento quotidianamente il suo modernissimo sito che mi è utilissimo nel preparare i miei esami universitari. Un grande grazie da parte di tutti noi. Cordiali saluti.
14/09/09 - 20:32 - Un paziente "chiacchierone" 
Carissimo Dr. Ruga, anche per me è un grande piacere rivederla. Appena mi è stato possibile, mi sono collegato al suo sito, incuriosito da come me ne aveva parlato. E’ un sito veramente completo: c’è tutto ciò che un visitatore possa desiderare. Ho visto con molta partecipazione questo filmato sulla psicocardiologia, che indirettamente riguarda pure me, come paziente del S. Anna Hospital dove, inutile dirlo a lei, mi sono trovato magnificamente. Anzi, a dire il vero, quelle lunghe chiacchierate che giornalmente facevamo, mi mancano un po’, ma in compenso adesso sono a casa mia, con la mia famiglia. Poiché sono per natura una persona riservata, non esporrò il mio nome alle tantissime visite che immagino riceverà, però se le dico che insieme abbiamo parlato d’arte, di letteratura, di poesia e non da ultimo, di psicologia, credo capirà chi sono. Durante le piacevolissime conversazioni, lei trovava sempre il modo di inserire nel discorso una qualche riflessione psicologica, che mi costringeva a pormi delle domande che non mi ero mai posto prima. Lei diceva che la cosa importante non sono le risposte, ma le domande. Se lo ricorda? Un giorno andò oltre e mi disse alcune cose su mia figlia, anche se l’aveva vista per poco tempo. Io li per lì non capii, lei si spiegò e mi costrinse a vedere ciò che per una vita intera non ho voluto vedere. Oggi ho preso finalmente atto di una verità che solo lei ha saputo cogliere. Infatti ho fatto ciò che mi aveva suggerito… e mia figlia mi ha perdonato. Quasi non ci credo dottore. Dopo l’intervento sono diventato molto emotivo e basta una parola o un gesto a farmi commuovere. Lei questo lo aveva previsto e mi aveva annunciato anche che sarebbe stato bello. Infatti, posso dire che non sono mai stato così bene con la mia famiglia come in questo periodo dopo l’intervento. Ho scoperto che essere vulnerabili, bisognosi e deboli spalanca il cuore e ci rende soprattutto amabili. Ma io credo che senza le sue parole non avrei avuto una “seconda possibilità” con la mia adorata figlia. Ora dottore la saluto con la gratitudine e l’affetto che si possono avere per un familiare, poiché solo oggi posso dire di essere realmente me stesso. Tanti saluti da “un paziente chiacchierone”.
16/09/09 - 08:38 - Un paziente "giocoso" 
Quando l’infarto mi ha sorpreso, stavo giocando con la mia nipotina di tre anni. La lanciavo per aria e la riprendevo. D’un tratto ho avvertito un dolore lancinante al petto, poi mi sono accasciato al suolo e battendo la testa ho perso conoscenza. Di li a poco le cose sono precipitate e in breve tempo mi sono ritrovato al S. Anna Hospital in attesa di essere operato. Avevo una forte ansia, ma non ne realizzavo la ragione, essendo stordito e disorientato dal susseguirsi di notizie troppo forti per me. Quando Lei mi vide, Dr. Ruga, mi chiese se avessi paura dell’intervento e io, ancora frastornato scossi la testa, ero confuso, mi ricordo solo che poi mi chiese cosa stessi facendo prima di sentirmi male. In quel momento mi venne in mente la mia adorata nipotina che era caduta con me, anche se il ricordo restava vago. Lei mi disse che stava bene e che sarebbe andato tutto bene. Riuscì a tranquillizzarmi. Poi la incontrai dopo l’intervento in terapia intensiva. La vidi di sfuggita, Lei si avvicinò a me e mi sussurrò all’orecchio che la mia nipotina stava benone. Mi commossi e capii che quel pensiero era rimasto come sospeso nella mia mente e non mi aveva dato pace. Lei continuava a guardarmi e sorrideva soprattutto con gli occhi. Poi mi addormentai. La rividi in reparto e pensavo che finalmente potevamo parlare. Lei mi ha parlato a lungo della capacità di un genitore di tenere in braccio il proprio figlio. Una cosa che a me è mancata per via della mia particolare esperienza che Lei conosce. Poi Lei ha detto una cosa molto bella che mi ha fatto stare bene, ha detto che io sapevo riprendere al volo la mia nipotina come nessun altro e che l’avrei presto potuto rifare con più slancio e più forza di prima. Ogni giorno, da quando sono rientrato a casa, Dottore, gioco con la mia nipotina al gioco che ci piace di più: quello di lanciarla in aria e di riafferrarla al volo, con la sicurezza che a me è mancata da piccolo, perché come lei mi ha spiegato, non c’era nessuno pronto a prendermi quando cadevo. E’ vero, e oggi mi rendo conto che l’infarto mi ha fatto cadere, ma come Lei mi ha dimostrato, mi sono rialzato più forte di prima. Ora è giunto Dottore, il momento dei saluti, ma prima, ci tengo a ringraziare il chirurgo che mi ha operato, il Dr. Martinelli, tutti gli infermieri del terzo e del secondo piano che mi hanno assistito e curato con affetto. Non ricordo bene i loro nomi, altrimenti li avrei scritti qui uno ad uno, ma certamente ricordo i loro modi gentili e la loro disponibilità. Un saluto affettuoso alla Dott.ssa De Donatis (di lei ho apprezzato la convincente fermezza) e alla caposala Cinzia. Infine un grandissimo e commosso grazie a Lei Dottor Ruga per le parole, la considerazione, l’attenzione e soprattutto gli strumenti di comprensione che mi ha donato, rendendomi più consapevole della mia “forza”, o come diceva Lei, del mio valore di uomo ancora prima che di padre e di nonno. Mi firmo come si firma uno che non ama tanto mostrarsi in pubblico, ma che vuole condividere il proprio stato d’animo con tutti quelli che transitano nel S. Anna Hospital, consapevole del fatto che noi siamo di passaggio, mentre Voi restate lì, ogni giorno a dare il meglio. Un paziente “giocoso”.
18/09/09 - 17:50 - T. Bosco (Torino) 
Salve Dottor Ruga, e complimenti per il Suo sito ricco di eccellenti e straordinari video. Mi perdoni la domanda che potrà sembrare impertinente, ma che è invece una semplice curiosità: Lei amerebbe definirsi di più un Genio, un Saggio, un Illuminato, un Maestro, un Eroe, una Guida, un Modello, un Superuomo… o come? Grazie e complimenti ancora.
19/09/09 - 08:28 - Roberto Ruga 
Gentile Sig. Bosco, La ringrazio dei complimenti e dei generosi ed altisonanti epiteti, che però le confesso non mi si confanno. Io preferirei semplicemente il nome e il cognome. I titoli, a mio modo di vedere, servono solo a chi deve “compensare” una qualche mancanza o, peggio, un senso di inferiorità. Ci sono poi quelli che hanno la sindrome di Bonifacio VIII (espressione coniata da Aldo Carotenuto) tipica di chi ha usurpato un ruolo che, in fondo, sa di non meritare. La Sua domanda non è impertinente, ma lo sarebbe stato da parte mia, il fregiarmi di uno di quei termini che Lei ha suggerito, peccando di presunzione. Con simpatia, Roberto Ruga.
20/09/09 - 20:22 - Una paziente "mangiatrice di unghie" 
Ben ritrovato Dottore! Sono una sua grande estimatrice, nonché ex-paziente della Clinica S. Anna. Oramai sto bene e avendo visto finalmente il suo bellissimo sito, anche a me è venuta voglia di raccontare alcune cose delle nostre illuminanti chiacchierate. Io l’ho vista per la prima volta al secondo piano, lei è entrato sorridente in camera mentre io stavo rosicchiando come al solito le mie unghie. Vedendomi mi ha detto una cosa del tipo: “ma lei si accontenta di mangiare così poco? La prossima volta le porterò un’unghia intera!”. Mi ha fatto sorridere, poi abbiamo tranquillamente parlato di me e lei mi ha detto che ciò che facevo con le mie unghie, lo facevo anche in altre cose più importanti: insomma mi accontentavo. Abbiamo fatto un esercizio di rilassamento molto bello in cui tutto si “espandeva”, i fiori sbocciavano, e ogni cosa manifestava la sua vera natura. Lei mi diceva che la natura non si accontenta e quindi perché mai io mi sarei dovuta accontentare di rosicchiare le mie unghie, di avere solo le briciole, di non essere pienamente me stessa esprimendo quello che lei chiama il proprio “talento”. Mentre parlava io la ascoltavo incantata. Mi ci è voluto un po’ di tempo, ma ho messo a frutto le sue parole dottore e ho rivoluzionato letteralmente la mia vita cambiando lavoro, casa e alcune amicizie, anche il rapporto con i miei genitori e quello con mio marito hanno subito delle trasformazioni (in meglio). Non mi accontento più, adesso voglio il massimo per me e per la mia famiglia. Ormai non ce la facevo più, avevo raggiunto il limite dottore, ma senza trovare vie d’uscita. Adesso so che significa non accontentarsi e lottare con tutte le mie forze per affermare me stessa. Lei diceva che dovevo capire chi ero e solo poi avrei capito cosa volevo. Grazie dottore, senza di lei sarei ancora impantanata a rosicchiare le mie unghie e a piangermi addosso. Oggi invece sono fiera di come ho affrontato questo delicato intervento e sono fiera di come “mangio il mondo” (questa sua espressione mi colpì molto e disse anche che io in realtà mi stavo “mangiando le mani” per non fare la cosa giusta, cioè reagire). Finalmente ho reagito alla grande e credo che lei si debba prendere perlomeno qualche merito! C’è ancora una cosa che devo dirle dottore, durante il primo colloquio lei mi chiese se fossi religiosa e io dissi di no, ma andando via dalla clinica e passando davanti alla statuetta di Padre Pio, ho sentito il bisogno di fermarmi per un po’ li davanti a lui. Adesso sto anche leggendo un libro su questo santo la cui vita mi affascina. Forse questo è l’ennesimo segno di un cambiamento. Un profondo e sentito ringraziamento. Una ex-mangiatrice di unghie.
21/09/09 - 08:36 - F. Mercandino (Biella) 
Questo sito è la testimonianza di un trionfo, a partire dalla lunga serie di video, tutti di grandissimo pregio, per finire ai commenti, uno più bello dell’altro. Se ogni professionista offrisse ciò che offre Lei, vivremmo certamente in un mondo migliore. Complimenti
21/09/09 - 11:49 - M. Scolari (Cremona) 
Il Suo originale modo di fare terapia, o almeno quello che se ne deduce dal racconto dei Suoi grati pazienti, mi fa venire in mente lo stile di Milton Erickson. Evidentemente, Lei possiede una straordinaria arte persuasiva che si manifesta in metafore e parallelismi che fanno di alcune apparentemente semplici frasi, dei potenti e raffinati strumenti terapeutici, tesi a stravolgere la visione che il paziente ha di sé e dei suoi limiti, incrementandone le possibilità di scelta. Il cambiamento terapeutico che ne risulta è spesso poderoso e a volte eclatante, come molte testimonianze attestano. Inoltre, ho notato che in molti commenti, c’è uno spiccato senso religioso legato all’incontro con Lei, che si personifica nella figura di Padre Pio. Ciò contribuisce a creare un senso miracolistico, che certamente giova alla terapia, poiché rende il processo più suggestivo, anche se, in definitiva, esula dalle competenze psicologiche. La Sua eloquente passione per il nostro mestiere avvince il visitatore ed esalta gli psicoterapeuti come me, che trovano un sito “vivo” e colmo di esperienze, testimonianze e illuminanti azioni terapeutiche. Cordiali saluti, M. Scolari
22/09/09 - 15:19 - Ci sono cose che bisogna fare da soli 
Salve Dottore, voglio parlare anche io della mia storia al s.Anna di Catanzaro. Quel giorno che l’ho vista Dottore, avevo litigato con mia moglie che era venuta a trovarmi in ospedale, ma ormai il rapporto tra noi andava male da un pezzo. L’ho mandata via perché non sopportavo la sua presenza li accanto a me. Volevo starmene in pace, da solo, niente telefonino, niente amici, niente di niente. Lei, Dottore, stava parlando con la signora del letto accanto al mio e non poteva sapere nulla di tutto questo, ma ad un certo punto mi ha guardato, mi si è avvicinato e mi ha detto di punto in bianco che ci sono cose che bisogna fare da soli e che nessuno ci può aiutare. Aveva uno sguardo molto serio e mi ha impressionato perché, ripeto, non poteva essere a conoscenza del fatto che io fossi veramente solo, in quel momento, per mia scelta. Poi ha fatto un discorso sulla coppia e su come andare d’accordo con la propria compagna. Io ho solo ascoltato, senza dare tanto peso alle sue parole perché mi sembrava che parlasse di un altro. Poi mi disse che quando avrei finito di fare questa cosa qui della convalescenza da solo, sarei potuto tornare da mia moglie con uno spirito nuovo. Ma io non ci credevo e non mi interessava. Lei mi disse che non dovevo pensarci subito perché adesso era il momento della solitudine. Le racconto tutto questo Dottore perché dopo che sono tornato a casa io e mia moglie ci siamo riappacificati e ora stiamo attraversando un periodo speciale di armonia familiare. Ripensando alle sue parole mi sono riconosciuto in quel personaggio scontroso di cui mi aveva parlato in ospedale, quello che non sembrava che fossi io e ho visto che sbagliavo e rischiavo di perdere tutto. Sono scoppiato a piangere tra le braccia di mia moglie e lei pure con me. E’ stato un momento bellissimo che dura ancora oggi, in un’armonia familiare che non avevamo mai provato prima. In ospedale lei mi diceva che la solitudine mi faceva bene e che li dovevo stare solo, ma ripensando a quelle sue parole Dottore mio, io mi sono accorto adesso che all’ospedale non sono stato affatto solo perché lei mi ha fatto molta compagnia. Ogni giorno passava a salutarmi e si preoccupava se avevo mangiato e se avevo dormito, mi sistemava l’altezza del letto e il cuscino. Io Dottore ringrazio i medici dell’ospedale che hanno fatto il loro dovere e sono stati bravi, ma lei è andato oltre ciò che le competeva, facendo di più. Mia moglie mi ha detto di aver parlato anche con lei, dopo i primi tempi quando è ritornata a farmi visita, ma non mi ha mai raccontato fino in fondo quello che vi siete detti. So che lei è molto religiosa e dice che lei Dottore è una persona buona e generosa come poche. Adesso abbiamo in programma di fare una gita da quel santo di pietralcina, dove mi vuole portare mia moglie e questa volta non posso dire di no. Un saluto affettuoso da parte nostra e grazie infinite.
22/09/09 - 17:09 - V. Gotti (Bergamo) 
Con tutti questi consensi provenienti da ogni parte d'Italia, dovrebbe darsi alla politica... Complimenti davvero, Dr. Ruga, i Suoi risultati sono eccellenti.
23/09/09 - 10:05 - Don Duilio 
Caro ed illustre Dottore, La seguiamo ormai da più di un anno, con tanta simpatia per le Sue gesta di altissimo valore professionale nonché umano. Molto è stato scritto su di Lei e sono parole spontanee che riempiono di gioia perché provengono dal profondo del cuore. E’ difficile non accorgersi della Sua vocazione e del Suo talento nel generare serenità in chi La ascolta. La naturalezza e la facilità con la quale persuade il prossimo, migliorandone la condizione esistenziale è indice di un nobile e sensibile animo, che certamente ha conosciuto il dolore ma che ne ha saputo trarre insegnamento, trasformandolo in dono e in strumento di comprensione dell’altrui disagio. Dai Suoi innumerevoli e pregiati video, non traspare nulla che faccia pensare alle Sue personali convinzioni religiose, ma certamente le Sue azioni, il Suo atteggiamento e la Sua disposizione è tipica dell’ Uomo illuminato che per natura segue la Via Maestra, con grazia e fermezza. Ancora una volta, tanti complimenti da parte nostra e un particolare augurio: quello di mantenersi così com’è.
24/09/09 - 08:39 - Claudio (Ferrara) 
Non so se sentirmi più intimorito oppure più onorato di poter lasciare un mio commento a questo video straordinario, e a seguito di questi sbalorditivi e certamente meritati commenti. Ci provo, e come giovane cardiologo (appassionato di psicologia) riferisco la mia breve esperienza sul campo, che mi convince della assoluta necessità di un approccio interdisciplinare tra psicologia e cardiologia. Se ne discute da almeno un decennio, ma poche strutture in Italia hanno osato fare il passo decisivo, assumendo un professionista la cui formazione è ancora oggi oggetto di discussione. Quelle che lo hanno fatto, hanno raccolto i loro frutti. Vedo, però, che nel Suo caso i frutti sono d’oro. Ho potuto constatare che nel campo della psicologia i metodi, le tecniche e dunque i risultati, non sono univoci e assicurati, poiché essi dipendono in primo luogo dal “fattore umano”, una variabile che noi medici non abbiamo mai visto di buon occhio, poiché rende meno “scientifico” il nostro apporto alla cura. Illustre dr. Ruga, Le faccio i miei migliori auguri, e mi auguro un giorno di conoscerla di persona.
24/09/09 - 18:07 - Totò 
Rivederla dottore Ruga è un piacere grande. Io posso raccontare la mia esperienza al S.Anna che è stata dura, ma sono uscito soddisfatto e guarito. A me è successa una cosa strana che poi voi mi avete detto che era normale. Io pensavo che i medici mi volevano uccidere e come vedevo un dottore subito saltavo dal letto e mi veniva il batticuore perché per me lui mi voleva uccidere. Poi voi mi avete spiegato che era stato un sogno e che io mi confondevo e che quei sogni erano normali. E’ stata dura dottore, ma voi mi avete aiutato veramente e io vi ringrazio ancora perché vi siete dedicato a me con tanto impegno aiutandomi in quei momenti veramente difficili che uno si stravolge e va fuori di testa. Tutti quanti mi continuavano a ripetere che dovevo stare calmo e mi rimproveravano, invece voi mi avete fatto ragionare con parole giuste che mi hanno convinto. Io mi sono anche commosso dottore perché nessuno mi aveva parlato così con calma e serenità come avete fatto voi. Solo la buonanima di mia madre che è morta quando ero piccolo mi parlava in quel modo così gentile che io mi convincevo facilmente. Poi ho avuto una vita difficile e non sentivo nessuno tanto che subito mi innervosivo e perdevo il senno e diventavo manesco. Vi ringrazio dottore e vi auguro tanta serenità a voi e alla vostra famiglia. Totò
25/09/09 - 12:21 - M. Borghi (Bologna) 
Sito straordinariamente ricco di informazioni. Lei è un eccellente esempio di ciò che viene chiamato "Il nuovo sacro graal dell'era digitale" che Lei ha magistralmente colmato della sostanza più ricercata e preziosa da sempre: la Conoscenza. Ammirevole.
26/09/09 - 09:50 - Dr. Colombo (Varese) 
Nell’ultimo congresso nazionale di cardiologia tenutosi a Milano, un cardiologo mise in evidenza la necessità di una collaborazione sinergica tra cardiologia e psicologia, per raggiungere risultati d’eccellenza nella riabilitazione del paziente cardiopatico, auspicando una piattaforma generalizzabile secondo il modello medico-psicologico. Mi sembra Dr. Ruga, che il Suo video, con il Suo realistico e convincente programma, sia in perfetto accordo con le nuove linee guida internazionali e rappresenti una giusta ed anche ambiziosa risposta alle molte domande emerse durante il congresso, alcune delle quali restano aperte (riguardo ad alleanza terapeutica, comorbilità e disturbi misti, empowerment e coping, problem solving, follow-up e prevenzione, effetto burn-up, transfert e focus terapeutico, rapporti con i caregivers e collusione; c’è poi il problema del setting e di eventuali test da sottoporre…). Il Suo enciclopedico sito offre una miniera di strumenti e strategie terapeutiche integrate. Il rigoroso protocollo che Lei avanza è di estremo interesse clinico e si fonda su di un pluralismo metodologico che colma vecchie lacune ed abbatte steccati tra i diversi approcci, trovando una perfetta ed armonica sintesi sia di contenuto che di pensiero e quindi di azione. La saluto facendole i miei più sentiti complimenti per i Suoi esclusivi risultati lavorativi, augurandomi un giorno di stringerle la mano.
27/09/09 - 18:17 - Giulio (NA) 
Che Dio La benedica e La preservi dall’invidia degli incompetenti e degli ignoranti.
27/09/09 - 18:56 - Don Vincenzo 
Salve Dottore, sono un suo grande ammiratore e lascio con piacere nel suo sito un mio pensiero. Alcuni di questi commenti (mi riferisco a quelli lasciati dai pazienti) sono degni di uno scrittore e sanno toccare il cuore, commuovendo. Ciò avviene perché la persona sente che è successo in lei qualcosa di straordinario e si predispone a narrare tale evento con grande coinvolgimento emotivo, perché esso è giudicato cruciale nel percorso evolutivo della sua esistenza. Questa è la psicologia vera, quella che cambia la vita delle persone. Succede raramente di conoscere qualcuno che riesce ad influire così profondamente nella vita di un uomo, generando a volte, cambiamenti collaterali, non solo nel paziente, ma anche in chi sta accanto a lui. Lei, Dottore, ha questo dono straordinario, che io credo faccia parte del suo modo di essere, al di là del fatto che sia un validissimo professionista. Le lascio il mio incoraggiamento a continuare senza titubanze su questa luminosa strada verso il Bene, mantenendo inalterata tale sua connaturata propensione. Con affetto, Don Vincenzo.
28/09/09 - 08:35 - Una paziente che ora "respira" 
Dottore caro, mi dispiace non poter rendere con le parole ciò che è stata la mia esperienza al S. Anna di Catanzaro. Non riesco a raccontare l’indicibile peso al petto che mi opprimeva prima dell’intervento, o la surreale forza d’animo negli attimi prima di chiudere gli occhi, con davanti a me l’ignoto dell’intervento; oppure, lo stupore provato al risveglio per “avercela fatta”. Scrivo e riscrivo per l’ennesima volta queste righe, ma non sono mai soddisfatta perché il mio racconto è banale rispetto al mondo di emozioni, che ricordo e che resteranno indelebili. Anche Lei, Dottore caro, resterà indelebile nei miei ricordi. Continuo a chiedermi Dottore, cosa mi abbia colpito così tanto di Lei e non riesco a decifrarlo. E’ qualcosa che mi sfugge, non lo comprendo. Se dovessi dirle con precisione in cosa è consistito la grandezza del Suo operato su di me, non saprei. Perciò dirò semplicemente che Lei mi ha sorriso quando avevo ardentemente bisogno di vedere una speranza davanti a me; mi ha detto parole gentili quando nella mia testa urlavano voci di morte e di desolazione. Ma il Suo tocco straordinario l’ho avvertito dopo l’intervento, quando ha rimesso insieme i lembi della mia anima lacerata. Non sono parole mie, Dottore caro, e Lei sicuramente le riconoscerà, così come ha saputo leggere nel mio cuore straziato, nel mio passato anche senza ascoltarlo, e nelle mie future e segrete speranze anche se io stessa ne ero ancora inconsapevole. Prima di incontrarla pregavo Dottore caro, pregavo come tanti e mentre pregavo avevo il cuore in gola col respiro rotto dall’emozione. Lei passò di lì, davanti alla saletta del corridoio e guardandomi rallentò il Suo passo fino a fermarsi. Notai che stava fissando il mio petto, poi, con voce ferma disse: “signora, lei sta respirando male!”. Si avvicinò, si sedette accanto a me e mi spiegò che stavo respirando in modo parziale, senza far entrare bene l’aria nella mia “pancia”. Mi disse poi che l’aria mi avrebbe dato coraggio e forza, citando la Bibbia e il “soffio” di Dio che anima Adamo. Io ascoltavo e Lei mi parlava sussurrandomi parole che non sempre comprendevo perché andavano oltre la mia portata, ma mi rendevo via via conto che mi stavo rilassando e che la Sua voce era divenuta una piacevole cantilena, come una ninna nanna. Quella notte dormii profondamente e sognai tante cose, ma ciò che rimase più impresso nei miei ricordi fu il forte vento profumato che agitava i miei capelli. L’atmosfera era molto religiosa e avvertivo che da qualche parte doveva esserci Lei Dottore caro, anche se non La vedevo. Quando Le raccontai questo frammento di sogno Lei mi guardò e mi sorrise compiaciuto, dicendomi che ero pronta per “respirare” la mia vita in modo nuovo, creandomi degli spazi più vasti e uscendo quindi da una situazione per me “soffocante”, che mi faceva “mancare l’aria”, limitandomi nelle scelte. Io, prima di operarmi pensavo che la notizia dell’intervento mi aveva “tolto il respiro”, “soffocando” qualcosa dentro di me. Lei, Dottore caro, ha liberato quella mia voce, innanzitutto dandole ascolto e credendo fermamente prima nella sua esistenza e poi nella sua profonda verità. Questi sono gesti che non hanno prezzo. Mi fermo Dottore, anche se vorrei raccontarle della mia vita e di quante cose sono cambiate, ma io credo che Lei possa immaginare. Grazie dal profondo a nome di tutta la mia famiglia. Una paziente che ora “respira”.
29/09/09 - 10:55 - Adriano (Roma) 
Ho trovato il sito fantastico: un caleidoscopio di immagini, e parole concentrate che spingono il visitatore ad appassionarsi ancora di più alla psicologia. I commenti dei pazienti a questo video sono impressionanti, non ho potuto fare a meno di leggerli e di commuovermi. Pertanto, i miei complimenti li faccio certamente al professionista competente, capace di intuire con un semplice sguardo, il disagio della persona; e li faccio soprattutto all’uomo che emerge dai racconti e che assomiglia molto ad un padre spirituale accogliente e comprensivo, ma anche capace di scuotere e indicare nuove strade. Le due doti insieme (professionale ed umana) rappresentano un elemento vincente che porta a risultati brillanti.
29/09/09 - 17:13 - Luigi, Giuseppe, Mario, Giovanna, Carla, Bruno, Chiara, Patrizia, Laura, Cristina 
Salve Dottor Ruga, siamo un piccolo gruppo di specializzandi in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale e volevamo complimentarci con Lei per i Suoi ammirevoli risultati terapeutici. Lei ha un modo molto interessante di applicare il difficile e confuso concetto di ristrutturazione, partendo da semplici dettagli, per giungere – in poche mosse da maestro - a questioni esistenziali che riguardano l’intera persona. L’analisi simbolica del linguaggio del paziente, che Lei coglie con acuta capacità empatica, rende il Suo approccio al di sopra di ogni relativistica diatriba tra indirizzi, sconfinando in un dominio teorico-pratico che accomuna tutti i “grandi” della Psicoterapia. Siamo lieti di esserci imbattuti nel suo sito, che crediamo sia un punto di riferimento obbligatorio per chi voglia toccare con mano gli effetti di un trattamento psicoterapico.
30/09/09 - 09:02 - Silvia (To) 
Stasera ho veramente pianto per i commenti a questo video e ne sono stata sinceramente commossa perchè la cosa più importante a questo mondo è essere capaci di amare e dare senza sperare nulla in cambio. E' veramente grande quando si ha la possibilità di utilizzare il proprio talento e le proprie risorse per tutto questo. Questa è la psicologia cui anche io avrei voluto dedicarmi, quella che richiede sensibilità ed umanità oltre che... genio e doti intellettive notevoli! Complimenti grandi per tutto ciò che ha saputo fare e che, sicuramente, ancora farà. Silvia
30/09/09 - 13:04 - Osvaldo (Trieste) 
Gentile Dottore, il mio commento è questo: in Italia siamo abituati che se una cosa funziona bene, ce ne meravigliamo. Mi perdoni la schiettezza, ma non dovrebbe essere così e Lei non dovrebbe ricevere così tanti encomi, apprezzamenti, lodi e quant’altro, da ogni dove, soltanto perché fa egregiamente il Suo lavoro, per il quale immagino riceverà, pure, una lauta ricompensa. Questo è un fatto provinciale, che denota una mentalità ristretta. Detto questo, riconosco che la Sua opera è unica, pregevole e spiccatamente creativa, pertanto necessaria, in un mondo di mediocri che preferiscono le “chiacchiere” ai fatti. Saluti. Osvaldo.
01/10/09 - 18:40 - Roberto Ruga 
Quello che dice, Sig. Osvaldo è vero, ma le cose che accadono fanno comunque riflettere. Io penso che esternare un proprio commento, a volte, sia un’esigenza e come tale, non può essere coartata, né inibita. Accade, punto. Ora, Osvaldo, in fondo anche Lei mi riempie di complimenti e lo fa alla fine, quasi spinto da un sottile “senso di colpa” per la prima parte (un po’ più ruvida) del Suo commento, che, ripeto, trovo giusto: chi fa bene il proprio lavoro, non ha motivo di essere elogiato, essendo già ricompensato (e colgo qui l’occasione per dire che la mia ricompensa non la chiamerei propriamente “lauta”). Eppure, Lei mi elogia utilizzando almeno due termini che “svettano” nella Sua favorevole seppur critica esposizione: “creativo e necessario”. Non nota anche Lei una contraddizione? Prima critica chi canta le lodi ai meritevoli e poi lancia le Sue. Le lascio un pensiero, Osvaldo, sul quale, se vorrà, potrà riflettere: quand’è che ci si sente in colpa? Risposta: quando non facciamo la cosa giusta. Nel ringraziarla, Le porgo i miei Auguri, estendendoli anche a tutti coloro i quali “inondano” giornalmente il mio sito con toccanti, gratificanti, autentici e sempre personali commenti, che costituiscono la nostra ricchezza. Roberto Ruga
02/10/09 - 09:55 - Monica (Bari) 
Come dire… sembra di entrare in un mondo a parte, dove tutto è meraviglioso e scintillante. Questo sito è un’oasi del benessere e della salute, nella quale gustare ogni sorta di leccornia culturale. Sembra un mondo ideale in cui sono tutti contenti e soddisfatti e dove tutto funziona a meraviglia. Sarebbe bello estenderlo nel più vasto e imperfetto mondo reale, in cui ogni piccola conquista si guadagna col sudore della fronte e col sacrificio. Sembra invece che a Lei, Dottore, venga tutto così naturale e facile! I miei più totali complimenti!
02/10/09 - 11:01 - A. Costa (Roma) 
Mamma mia e che cos’è? Che bello! Non credo ai miei occhi, 88 mega “chicche” che allettano il visitatore presentandogli su di un piatto d’argento un’infinità di concetti che non solo informano ma che anche formano. Come insegnante, ho trovato il sito molto istruttivo anche se alcuni video, o alcune parti di loro, sono troppo specialistiche e nonostante Lei abbia un bel modo di parlare e di porgere i concetti, non tutto è comprensibile, almeno al primo ascolto. Molto interessanti anche questi commenti che creano un’interfaccia con l’utente utilissima, credo, da un punto di vista psicologico (mi permetto, dottore, per quel poco che so!) poiché permette una catarsi che si concretizza nel racconto di una profonda e anche traumatica esperienza, che viene così narrata ed elaborata ulteriormente. Veramente notevole!
03/10/09 - 08:50 - Una paziente che ringrazia 
Emozioni a go-go in questi commenti strappalacrime di persone che ce l’hanno fatta, superando una grande prova sia fisica che psicologica, grazie ad uno staff medico di altissimo livello e ad uno psicologo meraviglioso. Un bel gesto resta per sempre, mio caro Dottore.
03/10/09 - 10:16 - Don Fulvio 
Un sito di grande interesse culturale, ricco di storie toccanti che è bello rileggere per emozionarsi di nuovo e per comprendere ogni volta, qualcosa in più. Esperienze che costringono a riflettere sul senso dell’esistenza e che non possono non coinvolgere il lettore attento. Non si può non ammirare la passione e la dedizione, che trasudano dai video. Non si può evitare di lasciarsi coinvolgere dalla bellezza e dalla verità di questa Psicologia, che emerge spontanea e libera, trovando varchi nell’animo altrui e sanandone le antiche ferite. Tra le Sue innumerevoli doti, Dottor Ruga, a me piace in particolare il Suo coraggio di esporsi a tal punto, da fare intravedere a tutti noi l’essenza salvifica dei Suoi gesti: l’Amore per l’altro.
04/10/09 - 08:47 - Il migliore 
Dimostrazione perfetta che chi è bravo non teme confronti. Chi crede che la Psicologia sia la “Cenerentola” delle discipline, potrà ricredersi dinnanzi a tanta evidenza di successi terapeutici. Io ero tra quelli, dottore, ho sempre snobbato la psicologia e gli psicologi, finché mi è capitato di conoscerne uno di persona: Lei, dottor Ruga, che mi ha fatto capire come tutta la mia vita era condizionata dall’assurda pretesa, inculcatami dai miei genitori, di dover essere a tutti i costi il migliore. Mio padre è stato quello che voi psicologi definite un genitore manipolativo e in sostanza un egoista. Lei mi ha spiegato che l’egoismo non consiste nel vivere come ci pare, ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi. Questo è stato l’inizio per capire tante cose che sarebbe impossibile raccontare e che oggi mi fanno essere diverso da come ero “ieri”. La saluto. A presto.
05/10/09 - 09:09 - E. Bagnoli (Pisa) 
Illustre Professore, pur volendo, non riesco proprio ad aggiungere niente a questa lista di commenti così esaustivi, che La scandagliano in ogni dimensione, da quella professionale a quella stilistica, da quella umana, a quella “religioso-spirituale”; se non il fatto che nessuno ancora ha detto una profonda verità su di Lei: che è un uomo affascinante, carismatico e dotato di grande personalità. Insomma, un seduttore (nel senso positivo e nobile del termine) capace di ammaliare, entrando nel mondo dell’altro con nonchalance, Cultura e classe. Tutto ciò, abbinato a impercettibili gesti, ad eleganti movenze e a connaturati atteggiamenti psicologici, conquista irrimediabilmente l’ascoltatore, che si affida a Lei come all'abbraccio di una madre accogliente. La sensazione che avverto è infatti quella di fiducia, familiarità, benessere. Ciò spiegherebbe, in buona parte, il perché molti sostengono che la sola visione dei video, suscita in loro un senso di benessere e di soddisfazione o, meglio, di appagamento. La saluto, illustre Professore, con infinita stima e totale ammirazione, sperando di restituirle una piccola parte della grande gioia che Lei infonde a noi.
05/10/09 - 19:19 - Loredana (V° Liceo Scientifico, PD) 
Anche io non voglio perdere l’occasione di figurare in questo bellissimo sito, cantando le lodi ad un Uomo che si adopera per migliorare la vita di tutti noi. Senza togliere nulla a nessuno e consapevole del fatto che esistono tanti validissimi professionisti, io scelgo Lei Dottor Ruga, come esempio ideale di Medico nel senso pieno del termine. Lei sembra uscito da un film, in cui il confine tra umano e sovrumano è labile e l’inverosimile diventa lecito, dove ciò che è straordinario diventa routine e l’Uomo si trasforma in Superuomo, o, per usare il Suo lessico, in Eroe. Anche se il mio carattere è incline all’invidia, sfogliando i Suoi video e gustandomeli fino in fondo, non ho potuto fare a meno di provare un senso di entusiasmo, misto a serenità e pace interiore. In linea con i commenti che precedono, canto anche io le Sue lodi e mi sorprendo a farlo con animo gioioso, scevro finalmente da una malsana e logorante invidia, che da sempre mi attanaglia impedendomi di essere serena. Complimentoni!
06/10/09 - 12:54 - Giorgio (Bologna) 
Dottore, io rientro perfettamente nella descrizione del quadro psicologico del cardiopatico che Lei ha tracciato: ostilità repressa, rabbia, forti emozioni negative, ambizione e anche una forte impazienza che spesso diventa ansia. In più sono iperteso, diabetico e in sovra peso. Rischio grosso dottore? Tutti mi dicono che tendo a sottovalutare molto i miei problemi di salute. Da oggi però ho deciso di sottopormi a degli esami di approfondimento, facendo contenti i miei familiari e anche il mio medico di base. Mia figlia, che mi ha letteralmente costretto a vedere il Suo video, dice che è merito Suo. Adesso che mi sono convinto Dottore, un po’ di paura mi è venuta. Grazie e buon lavoro Dottore.
07/10/09 - 08:33 - C. Marchese (Palermo) 
Buongiorno Dottor Ruga, sotto ogni punto di vista Lei è il professionista più bravo che mi sia capitato di conoscere via internet. Mi meraviglio e mi indigno, però, perché tra i tanti commenti che Lei riceve da tutta Italia, ve ne sono veramente pochissimi che provengono dal Sud ed in particolare dai medici del Sud, e come tale Le dico che sono felice di scoprire che a Catanzaro esiste una Clinica riconosciuta e accreditata, che vanta i prestigiosi servizi che Lei mette in evidenza nel Suo sito e soprattutto con il Suo operato. Mi sento in dovere quantomeno di farle presente la mia gioia e la mia soddisfazione, perché “uno dei nostri”, si faccia conoscere e sia apprezzato ovunque per professionalità, serietà e rare doti umane. Tra queste, mi permetto di sottolineare il rispetto per l’altro, che Lei ha dimostrato nelle risposte date: una qualità che hanno le persone che pensano solo a fare il proprio dovere, come Lei, senza mai offendere e senza irritarsi, come molti al Suo posto avrebbero fatto (e mi riferisco a certi commenti provenienti dall’estremo Nord). Dimostrando pacatezza, equilibrio e comprensione, Lei rappresenta la “summa”, o per dirla differentemente, un mirabile compendio di qualità, doti e talenti, che ne fanno un uomo da emulare. Io mi limito a ringraziarla e a sostenerla con tutta la mia ammirazione di medico e di donna.
07/10/09 - 11:40 - F. Lai (Nuoro) 
Ho letto e mi sono commossa, ho visto e mi sono emozionata, ho ascoltato e mi sono venuti i brividi. Questo mi succede solo quando c’è poesia. Bravo!
08/10/09 - 08:35 - Simone (Milano) 
Esempio di schiacciante supremazia. Chi visita questo sito ha la netta sensazione di entrare in una sorta di luogo sacro, in cui si è tutti d’accordo nel riconoscere l’onnipotente supremazia di uno al cospetto di molti che lo venerano. Ma, io mi chiedo, dove sono finiti i Suoi colleghi? Intendo quelli seri, che sanno parlare, che sono convincenti, preparati e simpatici come Lei. E’ possibile che pur cercandoli, i siti degli psicologi siano privi di quella attrattiva, di quella originalità, di quei contenuti culturali, che invece traboccano dal Suo sito? Peccato che Lei sia il solo a dimostrare in maniera evidente il Suo valore, perché io, purtroppo, data la distanza che ci separa, non potrò farmi curare da Lei, non essendo abbastanza ricco da usare settimanalmente l’aereo. Auguri.
08/10/09 - 17:01 - Quel che resta di un uomo 
Salve Dottore, vorrei raccontare anche io, brevemente, la mia esperienza di figlia di un infartuato. Mio padre sì che era un grande uomo, sensibile, intelligente, attivo, un avvocato che si poteva permettere il lusso di scegliere i suoi clienti, aderendo ad un’etica che ormai è tramontata. Che dirle, Dottore, un uomo integerrimo, onesto, retto, giusto, colto e raffinato, che riusciva a dedicare quel poco tempo libero che aveva, ad una famiglia che lo adorava. Io di lui ho amato il suo sguardo, le sue carezze, le sue parole. Di colpo, inaspettata, la tragedia. Gli eventi precipitano e si rende necessario un intervento complesso presso l’Ospedale di Milano. Lo rivedo su di un letto, ancora incosciente. Quando apre gli occhi, mi fissa, ma ho la sensazione di essere trasparente. Il suo sguardo si è come svuotato. Non mi riconosce. Qualcuno mi dice che sono svenuta. Mi riprendo e mi accorgo che mia madre sta piangendo e uno dei miei fratelli non è più lì con noi. Mi avvicino ancora a mio padre, sono incredula e intontita, ma la realtà purtroppo è spietata con me. I medici parlano di ictus, ma dicono di non perdere le speranze. Ci vorranno mesi prima di far ritorno a casa, tutti insieme. Ma mio padre non si è ripreso, anzi si è definitivamente perso. Quella sua sensibilità, quella sua capacità di farmi felice con un gesto… persa per sempre. Entro in un periodo di depressione e con l’aiuto degli psicofarmaci, in sei mesi riesco a riprendermi. Nel frattempo ho preso 15 chili, ma non importa. Dopo alcuni anni divento anche io un bravo avvocato. Oggi, nel mio studio, sulla mia scrivania non può mancare una foto di famiglia in cui tutti sorridiamo. Dietro, sul retro, la data e una scritta: “quel che resta di un uomo”. Ecco, Dottore, ci tenevo a raccontarle la mia storia per regalarle il mio più intimo ricordo di qualcosa di eccezionale: l’amore tra una figlia e un padre. Ci sono volute settimane perché scrivessi queste righe, tra lacrime e momenti di coraggio, ma ora mi sento fiera e orgogliosa di me stessa. La ringrazio e la saluto facendole tutti i complimenti che si merita e augurandole tutto il meglio. Valeria
09/10/09 - 11:00 - Ignazio  
In un primo momento mi sono meravigliato del fatto che moltissimi di questi commenti sono scritti bene e raccontano esperienze così intense e coinvolgenti, tanto da suscitare nel lettore quasi sempre un’emozione forte. Poi, riflettendo, ho capito che chi è bravo, lavora bene ed ha una forte personalità, attira a sé quel genere di persone che lo apprezzano profondamente, perché sono fatte un po’ della stessa pasta. Io mi sento una di queste, Dottore, e infatti lascio il mio commento, confermando tutti gli apprezzamenti fatti e congratulandomi anche con le straordinarie persone, che hanno raccontato la loro commovente esperienza di vita. Questo è un sito che fa riflettere molto sulla precarietà della condizione umana, e lo fa stimolando la sfera dei sentimenti. Se ne esce arricchiti di qualcosa che non è facile trovare da nessuna parte e che costituisce un aspetto di estremo valore.
11/10/09 - 09:09 - Arduino 
Grande!
12/10/09 - 09:13 - C. Govoni (Ferrara) 
Un sito straordinario che aiuta le persone ad affrontare i problemi, ad approfondire la conoscenza di sé e a crescere umanamente. Le storie narrate hanno una tale carica emotiva, che rapisce subito il lettore. E’ come immergersi in un romanzo avvincente. La differenza è che si avverte un tragico senso di verità, ma anche il trionfo della vita, che nonostante tutto continua. Tantissimi complimenti a Lei Dottor Ruga per aver concepito e orchestrato questo sito, che davvero aiuta le persone sull’orlo di un abisso a ritrovarsi.
12/10/09 - 16:48 - Una paziente "cassaforte". 
Caro Dottore, la rivedo con tanto piacere tramite il sito che lei mi ha scritto su un foglietto. Ho poche parole per definire il mio cambiamento interiore nel corso di questi ultimi mesi, a partire dai colloqui avuti con lei, presso la clinica. Finalmente, grazie a lei, ho imparato a parlare di me e a vedere meglio i miei problemi. Nella mia famiglia d’origine le regole erano di ferro e guai a chi le violava. Pochi baci, pochi abbracci. I miei genitori hanno soddisfatto i miei bisogni, ma non mi hanno dato la possibilità di portar fuori i miei sentimenti teneri. Da piccola io stessa non sopportavo le mie espressioni di tenerezza e quindi mi punivo per ricordarmi di non cedere. Mi costringevo a stare anche per un’ora su una gamba sola (allora studiavo ginnastica artistica), con la schiena dritta e a testa alta. Mi tranquillizzava. Poi, via via, si sono aggiunte alcune modalità alternative. Fare la somma delle targhe automobilistiche, sempre più velocemente; non camminare sulle fessure tra le mattonelle; attraversare le strisce pedonali passando solo sul bianco. Poi, dovevo lavarmi compulsivamente le mani; infine divenni severa circa il mio aspetto femminile. Sentivo di essere rigida e giudicante da non concedermi nessuna frivolezza, da non consentirmi di lasciar uscire la mia parte più seducente, senza provare vergogna o paura della punizione. Ricordo che durante un colloquio con lei, mentre raccontavo proprio di queste cose, lei mi iniziò a parlare di come anche i lucchetti più robusti, che tengono chiusa una cassaforte, si possono scardinare, e questa, una volta scardinata, mostra la sua parte più “morbida”. Io Dottore, capivo benissimo che quella parte morbida era la mia parte libera, gioiosa, piena e viva. La prima volta che l’ho sentita mia, è stato quando, sul punto di crollare, interruppi il mio racconto per prendere fiato e allora lei pronunciò il mio nome e mi disse una frase che ricordo perfettamente: “non è stata colpa tua”. La ripeté più volte, con un tono che sembrava un tuono che spazzava via tutti i miei lucchetti. Oggi, caro Dottore c’è più spazio per il sentire, e per me stessa. Questo è un progetto nuovo che spero mi impegnerà per tutto il resto della mia vita. La saluto con tanto affetto.
13/10/09 - 11:14 - F. C. (TO) 
Non ho mai visto tanti complimenti per una sola persona. Essendo un ingegnere e dunque un tipo molto razionale, mi sembrano un po’ eccessivi. Non voglio negare la Sua eloquente bravura, ma da qui a considerarla un mito… ce ne vuole! Comunque io ho apprezzato molto la Sua capacità di sintesi: ogni video è un distillato di informazioni valide e utili, esposte con rigore metodologico e precisione. In genere io non faccio complimenti a nessuno, ma per Lei ho voluto fare un’eccezione in virtù del fatto che il Suo atteggiamento non è affatto altero, anzi, direi che è piuttosto un atteggiamento ablativo, che si sostanzia di profondo altruismo. Credo che in questo, Lei sia un indiscusso leader.
14/10/09 - 11:39 - Una paziente "virtuale" 
Illustrissimo Professore, ho letto e riletto prima con freddezza, poi con interesse e infine con passione e commozione questi commenti. Io, veramente credevo di essere una brava moglie, una brava mamma, una brava figlia. Insomma una brava donna, una donna di roccia a cui potersi appoggiare, sempre disponibile e con il sorriso stampato sulle labbra. Una donna che non si è mai lasciata andare al pianto, che ha pochissime pretese, sempre pronta a dare. Ma da quello che leggo nel Suo sito e da quello che Lei spiega così bene in alcuni video, ho capito che in realtà io non sapevo entrare in contatto col mio dolore, con la rabbia e soprattutto con la mia paura di scoperchiare sensazioni torbide, che credevo invece di dover nascondere. Così, riflettendoci, mi sono resa conto che la mia vita è stata una vita senza gioco, trascorsa pensando solo al dovere, senza mai esprimere il dolore, neanche nel parto: non si urla, non ci si lamenta, si è bravi! Tutta la mia vita, me ne rendo conto leggendo in particolare questi straordinari commenti, è stata priva di rabbia, organizzata secondo regole e norme precise, senza mai perdere la testa. Ho imparato da Lei, Professore, che questa si chiama negazione. Poi, per la prima volta, dopo non so quanto tempo, leggendo uno di questi commenti, ho sentito che qualcosa dentro di me cedeva e mi sono emozionata. Quindi, con coraggio, mi sono fatta forza e ho tirato fuori tutte le lacrime che non avevo pianto per anni. Dopo, mi sono sentita sollevata. Devo dirLe Professore, che mi sembra di stare in terapia con Lei: Il Suo volto e la Sua voce sono ormai diventati familiari, ogni giorno infatti guardo e riguardo alcuni video e seguo i Suoi insegnamenti. Mi sento meglio e sono più tranquilla perché mi sto riappropriando della mia vita emozionale. Mi occupo finalmente dei miei sentimenti e li esprimo senza timore o angoscia. In particolare, oggi ho avuto una giusta intuizione: quella di scriverLe. Parlare a Lei di me stessa mi dà una sensazione di pace interiore. Sono commossa e finalmente felice di esserlo, perché ora me lo posso permettere. La ringrazio e La saluto stimatissimo Professore, augurandoLe tutta la serenità di questo mondo. Lorena
14/10/09 - 18:38 - S. Russo 
Esimio giovane "collega", il Suo impegno è pregevole e i Suoi risultati sono entusiasmanti. Anche io, come Lei mi trovo giornalmente a confrontarmi con una realtà che ci spinge costantemente al limite delle nostre risorse di uomini, ancor prima che di medici, impegnati nell’impari lotta tra l’ostinazione, la diseducazione, la resistenza del malato al cambiamento e quella che Lei chiama la Psicologia del Benessere e della Salute. Tutti gli studi enfatizzano il ruolo favorente delle cattive abitudini, verso la cardiopatia ischemica, (fumo, sedentarietà, minore compliance alle terapie cardiologiche, facilità a comportamenti autolesivi o stressanti o di abuso alimentare). Ma ciò che colpisce è la scarsa consapevolezza della sofferenza psichica in alcuni pazienti (come ben evidenziato dal rapporto Hamilton/QSD), che tende ad ingannare il personale sanitario e il cardiologo in particolare, in quanto l'espressione fenomenica della sofferenza tende ad essere coartata ed inibita attraverso meccanismi di negazione ed efficientismo, che richiamano le caratteristiche della personalità di Tipo A, che Lei descrive perfettamente nel Suo video, caratterizzata da aggressività, da rabbia, da ostilità, da atteggiamento cinico e diffidente verso gli altri, da eccessiva competitività ed ambizione, da esagerata ricerca del successo personale, da tendenza esasperata alla logica ed alla razionalità, da senso di urgenza del tempo, dall'impazienza, dal bisogno ossessivo di controllare gli eventi e se stessi, dall'inflessibilità e rigidità, dall'incapacità di stabilire rapporti interpersonali, di amare ed essere riamati, di godere delle piccole cose, di provare e di mostrare emozioni. È utile citare un singolare atteggiamento psicologico che connota il soggetto "A", ovvero la «reazione di Sisifo», che consiste nel cercare di raggiungere un obiettivo, che una volta raggiunto non provoca nel soggetto alcun tipo di soddisfazione. Purtroppo, per il generale senso del rifiuto della malattia, che appartiene agli esseri umani, il compito del cardiologo è non facile, in quanto troverà spesso pazienti che tenderanno ad avere atteggiamenti apotropaici e quindi non funzionali ad un corretto programma di prevenzione, cura o riabilitazione. Quando, invece, è presente nell'individuo grazie al lavoro psicoterapico, una spinta motivazionale interiore, allora si potrà procedere senza problemi al trattamento del paziente. Nella mia esperienza di cardiologo (appassionato di psicologia!) dal punto di vista del rapporto con il medico, distinguo pazienti che mostrano una iperdipendenza dalla figura del medico, pazienti collaboranti e pazienti controdipendenti. I primi lasciano nelle mani del cardiologo la completa gestione del loro stato di salute; gli ultimi (tra i quali compaiono i pazienti che evidenziano un comportamento di tipo A) difficilmente sono disposti ad accettare consigli o prescrizioni, in quanto avallati dalla convinzione di potersi autogestire più che sufficientemente. E’ certamente auspicabile che dal punto di vista della cura, della prevenzione e della riabilitazione, nella corrente terapia del cardiopatico vengano inserite tutte le procedure utili al miglior trattamento possibile e, conseguentemente, anche della componente psicologica grazie alla psicoterapia. Cosa che Lei, ha ampiamente e brillantemente dimostrato sia con le parole che con i fatti. La saluto e Le faccio i miei più sentiti complimenti anche a nome dei colleghi con cui lavoro.
15/10/09 - 17:24 - Diego 
Davvero bello questo sito dottore, con tutti i suoi filmati, i documenti, le testimonianze lasciate dai pazienti e persino, ho scoperto, alcuni disegni interpretati psicologicamente. Colgo l’occasione per dire che io sono emiliano e non conosco il Sud d’Italia, non essendoci mai stato. Ammetto anche di avere qualche pregiudizio sulle “genti” del Sud, ma so riconoscere, essendo per natura imparziale (faccio l’arbitro di professione) un puro fuoriclasse come lei.
16/10/09 - 09:22 - Andrea 
In questi giorni freddi e piovosi, tutto sembra più cupo, triste e svuotato di vita. Ma purtroppo non è il tempo. Ciò accade in particolar modo quando si è persa una persona cara. Era un grande amico. Quando lo sconforto attanaglia il cuore, non è facile liberarsene Dottore, Lei lo saprà. In questo Suo bellissimo sito, vorrei lasciare una poesia, che con il mio amico abbiamo cantato insieme in momenti di profonda condivisione, di gioia e di tenerezza. Lascio queste celeberrime parole affinché “risuonino” al di là dei limiti ristretti del piccolo e tragico mondo di ognuno di noi, sicuro del fatto che, se si osserva attentamente la realtà, ci si accorge sempre che c’è qualcuno disposto ad aiutarci, nonostante il nostro inesorabile lasciarci andare giù. La ringrazio Dottore per l’aiuto che ho ricevuto da Lei, pur non avendo avuto il privilegio di conoscerla di persona. E ora, lascio a tutti questi magnifici versi… Shine on you crazy diamond. Remember when you were young, you shone like the sun. Shine on you crazy diamond. Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky. Shine on you crazy diamond. You were caught on the cross fire of childhood and stardom, blown on the steel breeze. Come on you target for faraway laughter, come on you stranger, you legend, you martyr, and shine! You reached for the secret too soon, you cried for the moon. Shine on you crazy diamond. Treatened by shadows at night, and exposed in the light. Shine on you crazy diamond. Well you wore out your welcome with random precision, rode on the steel breeze. Come on you raver, you seer of visions, come on you painter, you piper, you prisoner, and shine!
17/10/09 - 08:01 - Ferruccio Lombardi 
A quanto pare Lei è l’anti dr. House per eccellenza. Al suo essere notoriamente scontroso, misantropo, burbero e insopportabile, Lei contrappone opposte doti di umanità, delle quali hanno parlato magnificamente i Suoi pazienti. C’è qualcosa, però, che vi accomuna: un certo atteggiamento “socratico” di apertura al malato, eccellenti capacità deduttive, l’abilità di districarvi in base a pochi indizi non sempre evidenti ed il fatto di essere coscienziosi e sensibili. La filosofia del dr. House si può racchiudere nella celebre frase: “everybody lies” (tutti mentono), che anche Lei Dr. Ruga potrebbe considerare veritiera, nella misura in cui il paziente mente a se stesso, riguardo se stesso. Da qui, la necessità di una maieutica psicoanalitica, della quale Lei è un formidabile interprete e magistrale realizzatore, raggiungendo risultati sorprendenti in tempi record, assolutamente anti-psicoanalitici. I miei complimenti giungono da molto lontano, ma io personalmente mi sento molto vicino alla Sua visione del mondo e di Lei ammiro la scelta di condividere con noi tutti, non solo il Suo straordinario bagaglio teorico-tecnico, spalmato sugli 88 illuminanti video, ma, in primis, la Sua esperienza umana scandita da un fertile e fruttuoso percorso interiore, la cui evidenza, sprigiona un irresistibile fascino agli occhi di ogni uomo che sia alla ricerca di sè.
17/10/09 - 19:59 - Una paziente "piagnona" 
Caro Dottore, eccomi qua, abbastanza in forma, dopo alcuni mesi dall’intervento presso il S.A.H. Mi fa molto piacere rivederla, e ci tengo, come da consuetudine a lasciare un commento sulla mia esperienza di paziente. In effetti noi abbiamo fatto solo due colloqui in camera, ma in realtà ci incrociavamo spesso nel corridoio e ogni volta lei mi diceva qualcosa “al volo”, che mi dava la sensazione di essere in un certo qual modo, la prediletta. Ecco, Dottore, se dovessi dire, come molti altri pazienti hanno fatto lasciando il loro commento, quale è stata la cosa che mi ha fatto stare bene, dovrei dire che si è trattato proprio di questa sensazione che lei ha saputo trasmettermi: quella di farmi sentire speciale, con piccole attenzioni anche banali ma che in quel momento rappresentavano tanto per me. Inoltre, durante i nostri colloqui parlare di me stessa mi ha fatto molto bene. Non ero abituata a farlo e lei mi ha facilitato molto questo compito. Mi piace ricordare una piccola frase che lei mi disse mentre scriveva sulla sua cartella: “a lei non sfugge niente vero? E’ sempre così brava e attenta…”. Era un bel complimento per me, e mi faceva tanto piacere, forse perché i miei genitori sono sempre stati poco propensi a gratificarmi, per loro era tutto scontato e pretendevano anche l’inverosimile. Quel giorno ricevetti da lei alcuni apprezzamenti che feci entrare dentro di me fino a lasciarmi commuovere, anche se io non lo davo a vedere, abituata a resistere, a spingere tutto dentro, a comprimere le emozioni indesiderate. Finché lei, leggendomi dentro, si fermò, e restando in silenzio mi guardò. Iniziò a battermi forte il cuore e scoppiai a piangere. Fu in quel momento che ricevetti da lei un complimento che nessuno mi aveva mai fatto prima e riguardava il modo in cui piangevo: stavo piangendo bene, nel modo giusto! Era incredibile, anche nel momento in cui stavo buttando fuori quella che io credevo la mia parte peggiore, lei riusciva a complimentarsi con me per quello che facevo. Mentre continuavo a piangere mi chiese se non stessi anche ridendo, o piangendo dalla gioia. Tutto a un tratto il singhiozzo si sciolse e iniziai a ridere anche se le lacrime continuavano a rigarmi il viso, scivolando via. Che strano Dottore, sono entrata in clinica con l’animo duro che per me voleva dire forte, di una donna che sa affrontare ogni cosa con fermezza. Ma come lei mi ha fatto capire, quella non era altro che la mia debolezza, mentre il pianto e la tenerezza erano la mia vera forza. Oggi, Dottore, sono diventata un po’ una piagnona, mi commuovo facilmente, sono anche un po’ più disordinata e meno vigile sulle cose, meno ossessiva direbbe lei. Ecco, ricordo che mi diceva che anche un vigile, quando torna a casa si toglie la divisa e si comporta un po’ diversamente. Starei qui a scrivere per ore, Dottore caro, ma anche se lo facessi, non riuscirei a definire del tutto ciò che lei mi ha dato. Dico solo che ora mi sento viva, emozionata e non tornerei indietro neanche morta! Spero di rendere in queste poche righe, qualcosa di quello che ho avuto dal S.A.H che mi ha messo nelle condizioni di poter continuare la mia vita, e da lei Dottore, che mi ha mostrato “cosa” è vita. GRAZIE. E’ proprio vero, i medici, devo dire fantastici, mi hanno dato un cuore nuovo, e lei mi ha insegnato ad ascoltarlo. GRAZIE ancora a tutti.
19/10/09 - 09:40 - La figlia di un paziente 
Un’esperienza che non si dimentica, quella presso la rinomata clinica S.Anna. Per varie ragioni. Intanto, la disponibilità del personale, l’efficienza e la tempestività con la quale ogni problema viene affrontato e risolto in fase nascente. Ordine, pulizia e professionalità ovunque e a tutti i livelli. Una pecca? Certo, quella c’è sempre. Si tratta del mangiare: senza sale e con il minimo indispensabile del condimento. Praticamente una purga. Ma forse, questo è l’ennesimo complimento, poiché si sa, i pazienti sono a dieta. Come dice Lei, Dottor Ruga, si tratta di una dieta che riguarda molti versanti, soprattutto psicologici. Il paziente deve sottoporsi ad una dieta di arrabbiature, preoccupazioni, tensioni, stress. E’ il prezzo da pagare per uscirne rinnovati, nel cuore e nella mente. Al primo ci pensano una schiera di validissimi professionisti, per la seconda c’è solo Lei Dottore, ma anche quando non è possibile un colloquio diretto, basta un fugace incontro e Le si può sempre porre una qualunque domanda. A volte la risposta è illuminante, altre volte induce ad una severa riflessione, in rari casi non si tratta di parole ma l’eloquenza del Suo sorriso fornisce il sostegno ideale per cercarla da sé quella risposta. Un ospedale? Non sembrerebbe. Piuttosto a me ricorda un centro benessere, in cui si entra semidistrutti e se ne esce con una prospettiva di vita di gran lunga migliore. Se poi si ha la fortuna di imbattersi in Lei Dottore, la prospettiva diventa più rosea in quanto si torna a casa con uno spirito nuovo. Insomma, l’infarto… un colpo di fortuna! Non lo dico io, se le ricorda Dottore? Sono parole Sue. Belle parole, cariche di ottimismo, di fiducia nelle proprie risorse e nel proprio valore. Certo, il dolore c’è, non si può negare. Sarà che io l’ho vissuto indirettamente, come figlia di un paziente che ha subito un “piccolo” intervento. Anche io però ho vissuto con ansia e paura alcuni attimi, sarei falsa se lo negassi. L’ansia l’abbiamo affrontata insieme Dottore e come Lei mi ha suggerito, me la sono fatta “amica”, anzi, “alleata”. Che altro aggiungere se non un grazie sentito, ripetuto, vibrante. Due parole ancora sul Suo sito Dottore: rispecchia perfettamente Lei stesso. Immenso. E’ giunta l’ora dei saluti e allora, un grandissimo in bocca al lupo (me lo diceva spesso, vero?) questa volta tutto per Lei Dottore, anzi, mi permetta, Roberto.
20/10/09 - 08:59 - Roberto Ruga 
Lei scrive molto bene, Signora. E dimostra anche di aver fatto Suo il senso di molte cose dette e non dette. Grazie per l’aggettivo “immenso”. Immensi sono i sentimenti. Immenso è un termine che non conosce confini, un po’ come la speranza. E’ un termine che contiene uno slancio vitale. Infatti il Suo è un commento pieno di ottimismo, scritto di getto, col cuore in mano, che delicatamente sa entrare nell’animo altrui, offrendo regali. Lei è una persona altruista e generosa, allo stesso tempo riservata e schiva. Belle doti. Eppure, per fortuna, qualcosa sta cambiando in Lei. Qualcosa che Le permetterà di dialogare con Suo padre su antiche questioni irrisolte. Lo farà proprio come ha fatto con me, con lo stesso slancio e dunque con successo. Un successo che sta scritto nel Suo commento. Auguri. Anzi, in bocca al lupo! Naturalmente sono auguri che estendo a tutti voi, cari visitatori, che mi colmate ogni volta di complimenti generosissimi e soprattutto raccontate il vostro vissuto e la vostra esperienza presso questa straordinaria Clinica, che per alcuni giorni si è trasformata, per ognuno di voi, in una seconda casa.
20/10/09 - 17:07 - V. Marchi 
Questi non sono commenti, sono molto di più. Lei riesce a far parlare le persone in un modo che è caratteristico dei poeti e degli scrittori, scatenando il loro desiderio di raccontarsi, di essere presenti e protagonisti del loro raccontarsi con convinzione, entusiasmo, fierezza e orgoglio per i risultati raggiunti. Quelle che qui vengono raccontate sono tutte storie che hanno come denominatore comune e protagonista indiscussa la nostalgia per un incontro magico perché trasformativo, il cui pregio è stato quello di risvegliare qualcosa che albergava da sempre nell’animo della persona e che ad un certo punto si rende vivo e manifesto. Lei permette al paziente di entrare in contatto con se stesso e sviluppare un più ampio senso di identità. Il punto è proprio questo, allargare gli orizzonti ristretti della visione che quella persona ha del suo problema. E’ un processo tipicamente psicologico, ma non tutti sappiamo tradurlo in parole, fatti e risultati. A Lei va questo grande merito di concretizzare ciò che altrimenti resterebbe mera teoria. Vorrei però aggiungere una caratteristica che contraddistingue il Suo approccio al paziente e quindi il Suo stile personale. E’ un approccio umanistico, che trasmette una totale fiducia nelle potenzialità presenti nell’altro, il quale si convince che può cambiare le cose e lo fa. Il complimento più grande che Le porgono i Suoi “pazienti” sta appunto nel loro entusiasmo, diciamo, nel loro essere così profondamente “ispirati”, nel momento in cui si accingono a raccontare la loro esperienza. Questa, a mio avviso è la più grande soddisfazione per uno psicologo. Capita raramente nella nostra professione che si raccolgano così tante gratificazioni in così poco tempo. Lei già annovera tra i Suoi personali successi terapeutici, una serie di casi brillantemente affrontati, per giunta in un arco di tempo relativamente breve. Non può essere un caso e neanche fortuna; si chiama talento. Tempo fa qualcuno sosteneva che dopo cento anni di psicoanalisi il mondo non fosse cambiato e che di conseguenza la psicoanalisi fosse in crisi. Io dico che in crisi sono sempre stati tutti quegli psicoanalisti che non sapevano fare il proprio mestiere. Vedo che Lei è stato allievo di uno dei più grandi psicoanalisti di questo secolo, Aldo Carotenuto, che ci ha regalato libri indimenticabili. Lei, Dr. Ruga ci regala “casi clinici” indimenticabili e non lo fa di persona, ma attraverso la voce degli stessi protagonisti. Trovo che questo sia straordinario. Intanto, sono in attesa del Suo libro, che ho provveduto ad ordinare. Sarà mia premura farle giungere un mio commento. Complimenti e auguri.
21/10/09 - 18:11 - I. Mosca 
Genio! E ho detto tutto, ma non mi basta. Vorrei aggiungere almeno due cosette. La prima è che la psicoanalisi da alcuni è stata definita roba d’elite, per gente raffinata, colta, che sappia cogliere le metafore e il linguaggio allusivo di certi discorsi; per persone sensibili e via dicendo. Niente di più falso e Lei lo ha dimostrato con risultati evidenti, che immagino avrà ottenuto, su quel che si dice un campione omogeneo, formato da persone appartenenti ad ogni ceto e ordine sociale. Certo, laddove non arriva con le parole, sembra arrivi con la mimica! In ogni caso, arriva. La seconda cosa che ci tengo a dire riguarda la forza persuasiva dell’intera struttura mediatica che Lei ha messo in piedi. Chi ha la fortuna di imbattersi nel Suo sito e, ovviamente ha un po’ di tempo a disposizione per vederne i contenuti, viene pian piano risucchiato in un universo culturale senza eguali. Se poi consideriamo che si può lasciare un commento personale, il piacere iniziale di fagocitare informazioni psicologiche, cede il posto a quello narcisisticamente accattivante di essere protagonisti diretti, lasciando appunto un proprio pensiero. La qual cosa impreziosisce ulteriormente il sito. In più, e non è cosa da poco, a volte si ha l’onore di ricevere una Sua diretta risposta, la quale è sempre di natura psicologica, quindi penetrante, stimolante e propedeutica ad un cambiamento interiore a volte segretamente custodito, a volte palese. Il tutto resta scritto, per sempre, in bella vista, a testimonianza che le persone serie piacciono e attirano a sé altre persone serie. Mi sembra che questo sia un modo di costruire assieme un futuro migliore, in un mondo migliore.
22/10/09 - 10:03 - C. Vaccaro 
Fa piacere constatare che in Calabria ci sono luoghi in cui ci si sente tutelati e al sicuro. Io non sono un paziente della Clinica S. Anna, ma sapere che a Catanzaro c’è una Clinica così rinomata e prestigiosa, mi fa sentire tranquillo. Per esperienza so che quando si lavora in gruppo, basta che uno soltanto sia particolarmente bravo, e pian piano tutti migliorano e diventano bravi. Certamente un grande merito va riconosciuto ai dirigenti, che hanno ben investito in validi professionisti, ma ciò a volte non basta a creare un luogo che funziona perfettamente. Per fare ciò ci vuole un elemento difficile da programmare o creare artificialmente. Ci vuole lo spirito di gruppo, un affiatamento particolare che fa sentire ognuno come una indispensabile parte di un tutto che funziona. Questa, come Lei saprà è materia psicologica. I migliori gruppi che mi è capitato di coordinare non erano formati dai più bravi in assoluto, ma avevano uno spirito “assoluto” che permetteva ad ognuno di credere ciecamente nella loro “missione”. Erano gruppi in cui ognuno dava il meglio di sé. In tali circostanze c’è sempre un leader che trascina il gruppo, “qualcuno per cui ti svegli la mattina e vai a lavorare contento di rivederlo”. Uno che dà il buon esempio e incita tutti gli altri ad un successo che poi viene condiviso. Da quello che leggo nel Suo sito, Lei incarna un po’ questa figura di leader, laddove però il materiale umano su cui lavora, non è costituito dai “dipendenti” di una azienda, ma dai pazienti di un ospedale. Cosa cambia? Nulla. Complimenti e buon lavoro a tutti.
23/10/09 - 09:19 - Un paziente e il suo sogno 
Caro Dottore, nella mia vita ho sempre avvertito l'inquietante sensazione di una mancanza e ho cercato continuamente qualcosa che fosse veramente importante, senza riuscire mai a raggiungerla. Oggi, a distanza di quattro mesi dall’intervento al cuore presso il Sant’Anna, ho sognato Padre Pio che entrava nella mia stanza da letto (che nel sogno era del tutto simile alla stanza della clinica) e mi diceva con aria serena, di stare tranquillo perché lui sapeva tutto, controllava tutto e avrebbe risolto ogni problema. Poi si è rivolto a Lei Dottore, e si è raccomandato affinché si occupasse di me. Lei ha detto che lo avrebbe sicuramente fatto e mi ha dato un libro scritto in cinese, dicendomi che poiché avevo superato l’operazione, lo avrei potuto leggere nella sua lingua originale. Sulla copertina del libro vi era disegnato il mare e sotto, ad intervalli regolari, alcuni segni di punteggiatura allineati. Ho aperto il libro, e mi sono accorto che era scritto con dei simboli a me incomprensibili, ma mentre Lei mi indicava alcuni punti della pagina, i simboli si trasformavano in immagini a colori, che sembravano tridimensionali e vive. Io ero meravigliato dal loro animarsi ed ero anche incuriosito perché finalmente avvertivo forte la sensazione di possedere quel qualcosa che da sempre andavo cercando. Sono sicuro Dottore, che Le farà molto piacere sapere di questo mio sogno. A me piace viaggiare e sono stato in molte parti del mondo, ma non in Cina. Sarà il caso di andarci? La saluto Dottore, molto affettuosamente, in ricordo delle piacevolissime conversazioni, che mi hanno aiutato ad affrontare un periodo delicato della mia vita, cambiando il modo di considerare gli altri. Buona giornata e grazie di tutto.
24/10/09 - 09:22 - Roberto Ruga 
Gentile “paziente” mi fa piacere sapere di Lei e dei Suoi progressi. Il Suo sogno è eloquente. Parla della Sua accresciuta capacità di “leggere” ciò che prima dell’intervento Le era assolutamente incomprensibile: il linguaggio dell’inconscio. Il mare, (raffigurato sulla copertina del libro) infatti rappresenta spesso nei sogni l’inconscio, che è qualcosa di molto distante e incomprensibile rispetto alla parte razionale e cosciente. Ma Lei ora ha un formidabile strumento a disposizione (il libro) per decodificare ciò che si trova scritto in fondo al “mare”; con l’ausilio anche della punteggiatura, che fornisce il corretto significato ai messaggi. E cosa non da poco, al Suo fianco un esperto di sogni! Non solo, vi è anche un atteggiamento religioso (rappresentato da Padre Pio) che affida a me (alla psicologia quindi) la chiave di un problema essenziale: quello di decifrare il linguaggio del “mare”, cioè il linguaggio del lato oscuro, profondo e alieno di se stessi. Ora, il cinese è una lingua completamente sconosciuta e distante rispetto alle lingue occidentali. Infatti, essa impiega i cosiddetti logogrammi, (ad esempio 漢字/汉字), dove ogni simbolo rappresenta un morfema o una parola, come una sorta di geroglifico. Siamo perciò di fronte ad un sistema di scrittura molto diverso dal nostro, che invece ha un sillabario e un alfabeto, in cui ogni simbolo-lettera rappresenta un suono. E’ ormai chiaro che nel nostro discorso, occidente e oriente sono un po’ come conscio e inconscio: due mondi agli antipodi che il sogno vuole mettere in relazione, con voci e immagini interiori degne di essere ascoltate e comprese. Vedrà che presto si troverà in “Cina”. La Cina “dentro”. Quella del “cuore”. E’ lì che troverà ciò che da sempre va cercando e questo potrà accadere grazie ad un atteggiamento di fede nella psicologia. Tanti e tanti auguri.
26/10/09 - 07:00 - Grazie 
Grazie Dottore, Lei è “un grande”. Farò tesoro della Sua interpretazione e delle Sue illuminanti parole. Grazie di cuore.
26/10/09 - 09:30 - Io, il vecchio e l'abisso 
Carissimo Dottore, questa è la mia vicenda presso il S. Anna Hospital di Catanzaro. Arrivo subito al dunque, cioè dopo l’intervento. Quello è stato per me il momento più terribile. Non capivo ancora se ero sveglio, sognavo o ero morto. Solo successivamente ho capito che mi trovavo in terapia intensiva dove mi è successa una cosa unica. Lei, Dottore, poi mi ha spiegato che avevo avuto un sogno lucido, una specie di allucinazione talmente reale da sembrare vera. Mi trovavo sull’orlo di un abisso, sospeso in aria, vacillante, smarrito, urlavo (devo aver urlato veramente e infatti hanno chiamato Lei)… d’un tratto ho sentito qualcuno che mi chiamava per nome, mentre una mano mi toccava la spalla (poi ho realizzato che era la Sua Dottore). La voce diceva: scusi, c’è un signore che chiede di lei… è venuto da molto lontano, la sta aspettando e ha cose molto importanti da dirle. Intanto l’abisso esercitava su di me una profonda influenza. Io ne ero attratto, irresistibilmente attratto. Era terribile e bello al tempo stesso. Capivo che non sarei potuto tornare più indietro e che quella era una via a senso unico. Sarei morto, lo so. Ma la mano premeva sulla spalla e la voce non mi dava tregua. Ancora quelle parole: “scusi, c’è un signore che chiede insistentemente di lei”. Mi giro e vedo un vecchio, con la barba bianca e lunga, i capelli sciolti sulle spalle coperte da un mantello. Mi guarda, mi chiama per nome e mi dice “vieni con me, lascia stare quello che vedi lì, vieni con me, ti farò fare un viaggio bellissimo”. La sua mano mi tirava dal braccio. Poi mi sono affidato a quella voce rilassante (la Sua voce Dottore) che mi guidava in luoghi incantevoli. Ormai l’abisso era lontano. Quel mostro era superato. Quando qualche giorno dopo Lei è entrato in camera ha esordito con queste parole: “c’è un signore con un mantello che chiede di lei…”. Io ero meravigliato e lì ho capito che era stato Lei a condurmi in salvo, lontano dall’abisso. Così mi ha spiegato che aveva usato l’escamotage del “vecchio” per avere la mia attenzione e per persuadermi che la vita è molto più attraente dell’abisso. Il resto dei nostri colloqui li abbiamo passati ridendo dell’intera situazione e di come i colleghi l’avessero chiamata per via delle mie urla. Ancora oggi se penso a quella specie di sogno mi viene la pelle d’oca. Questa è in breve la mia vicenda presso il S. Anna Hospital. Per me un luogo magico. Devo ringraziare tutti i medici che mi hanno curato e in modo particolare Lei Dottor Ruga, che è riuscito ad entrare nella mia mente salvandomi da un desiderio autodistruttivo.
27/10/09 - 10:07 - Padre Luciano 
Sono sbalordito dalla bellezza di queste testimonianze, dalla loro umanità e dalla loro verità. Il Suo sito sta diventando un luogo in cui ci si cura, si approfondisce, si patisce e si soffre, ma si trovano tante risposte che fanno capire fino in fondo chi siamo e come possiamo comprendere appieno le nostre esperienze di dolore. Questo è un luogo in cui si spiega e si vive il cambiamento interiore, confrontandosi con l’irrinunciabile umana domanda sul mistero dell’esistenza. Commosso Le faccio i miei complimenti.
28/10/09 - 07:38 - M. Longoni 
Quando l’infarto mi ha sorpreso stavo al volante della mia macchina e rientravo dal lavoro, dopo aver preso la mia bambina dal doposcuola. Mi ricordo che improvvisamente ho sentito un dolore violento al petto; anche il collo, le braccia e la mandibola mi stringevano. Ho iniziato a sudare e non riuscivo a respirare, poi ho tamponato una macchina davanti a me. Sentivo che mi stava succedendo qualcosa di grave, così nonostante la bambina piangesse, sono sceso dall’auto per chiedere aiuto, ma devo essere svenuto. Quel giorno pioveva molto. Ho riaperto gli occhi giorni dopo, solo a intervento fatto, avvertendo una sensazione di paralisi, di sporco e di bagnato, come se la mia mente si fosse fermata al momento della caduta a terra. E’ stato un duro colpo Dottore, ma dopo un lungo periodo di sofferenza fisica e psicologica sono rientrato finalmente a casa. Mi ci sono voluti sei mesi per riprendermi. Oggi, a distanza di quasi un anno dall’intervento sto fisicamente abbastanza bene, ma ogni volta che piove mi assale un senso di soffocamento e di forte ansia. Inoltre sono diventato molto protettivo verso mia figlia. Da quando ho scoperto il Suo sito Dottore, ho imparato che ciò che è successo a me può essere successo a tanti altri e questo mi ha fatto stare meglio. Non mi sono mai interessato di psicologia, ma nel leggere tutti questi commenti, oggi provo un senso di calore al cuore che mi fa sentire proprio come un fratello di tutti quelli che hanno raccontato la loro esperienza. Anche se siamo di città e di regioni diametralmente opposte, mi sento molto vicino a questo gruppo di persone, che come me hanno avuto un’esperienza particolare, che lascia il segno per sempre. In vita mia non sono mai stato in Calabria, ma se dovessi metterci piede sarà per venire a conoscerLa e ringraziarLa di persona per l’aiuto che mi sta dando con il Suo sito. E’ strano, ma ultimamente ho anche recuperato un profondo senso religioso che avevo da bambino e che col tempo ho perso anche per via degli impegni lavorativi sempre più incalzanti. Capisco solo oggi che la vita che facevo era una cavolata. La mia bambina dice che da grande vuole fare la psicologa per essere come Lei Dottore. Ogni volta che me lo dice, mi emoziono senza una ragione apparente. Ma va bene così. Grazie.
29/10/09 - 08:42 - Antonello Viola 
Un sito che sembra una reggia o un castello, tanti sono gli stimoli che circondano il visitatore, attratto e intimorito al tempo stesso da un luogo in cui l’emozione è palpabile, materializzatasi in commenti densi, dai quali trasuda un sentimento vivo, prorompente, liberatorio. L’aspetto curativo e catartico viene metaforicamente espresso nell’equazione clinica = sito, che rappresenta la cifra trasformativa dell’imprescindibile binomio corpo-psiche: laddove c’è un bravo medico che si occupa del corpo e un bravo psicologo della mente, si assiste a successi sbalorditivi, spontaneamente tradotti in commenti di straordinaria intensità emotiva, il cui comune denominatore è l’esigenza di dire grazie a chi quella stessa passione, quella stessa dedizione, quello stesso sentimento l’ha profuso nel proprio lavoro. Un immenso grazie che viene urlato e al cui urlo corrisponde il trionfo di un duplice riscatto: della materia (la psicologia) e del professionista (l’uomo). Un grande filosofo sosteneva che l’amore, il lavoro e la conoscenza sono le sorgenti della vita e dovrebbero governarla. Sembra che in Lei, Dottor Ruga, queste tre sorgenti coincidano. Antonello Viola
30/10/09 - 11:13 - Leonardo 
Illustre collega, La seguo da più di un anno ormai e ogni volta che apro il Suo sito, vi trovo qualche bel commento da leggere, ricamato a dovere su di un’immagine splendida del servizio di psicologia dell’ospedale in cui Lei lavora. Un rituale ormai per me irrinunciabile. Nel riflettere sul senso di un tale mio atteggiamento, sono giunto alla conclusione che l’attrattiva maggiore, che il Suo fare psicoterapeutico esercita è il fatto inconfutabile che l’intervento psicologico può cambiare l’altro. Cambiano i pazienti dell’ospedale che intrattengono colloqui con Lei, cambiano alcuni dei loro parenti e perfino sembrano cambiare anche quei visitatori distratti, che capitano casualmente nel Suo sito. Questo spazio, pertanto, lo definirei un luogo di cambiamento che assocerei ad una sorta di utero, nel quale una volta che si transita se ne esce rinnovati. Diciamo pure rinati. Come psicoterapeuta mi chiedo sempre quale sia la tecnica giusta per ogni paziente. Nel leggere questi commenti, ho appreso una piccola lezione: a provocare un sorriso è quasi sempre un altro sorriso. Bisogna però chiarire che un tale insegnamento non sminuisce affatto le enormi potenzialità della psicologia, ma innalza notevolmente quelle dell’essere umano. Le faccio i miei più grandi complimenti.
30/10/09 - 14:06 - Anita (Bivona di Vibo Valentia) 
Carissimo Dott. Roberto Ruga, la Sua pacatezza, la sua umanità, la sua grandissima professionalità hanno riacceso il sorriso alla mia piccola principessa. Che Dio la benedica. Grazie di cuore. Anita
31/10/09 - 12:04 - Una paziente "avventuriera" 
Eccomi qua, caro dottore, a raccontare la mia “avventura” al Sant'Anna Hospital di Catanzaro, dove ho conosciuto medici capaci, infermieri che fanno con passione il proprio mestiere e uno psicologo che mi ha tirato fuori da quel torpore affettivo, che aveva ormai invaso e contaminato la mia vita, “incatenandola” ad una dipendenza mortifera. Cercherò di essere breve come altri prima di me, ma sono consapevole che queste poche righe, non rendono giustizia della complessità e della poesia di parole, discorsi e spiegazioni, di cui sono stata testimone e protagonista insieme a Lei. Ci siamo conosciuti in stanza, dove mio padre dopo l’intervento veniva assistito da una macchina per la respirazione. Ogni volta che si cercava di renderlo autonomo, compariva un violento attacco d’ansia. Così mandarono Lei, dottore. Appena entrò fece subito qualcosa che la rese simpatico: commentò un disegno fatto dalla mia bambina, che papà aveva voluto far sistemare davanti a lui sulla parete. Non si fermò a commentare quel disegno, ma lo interpretò dicendo che simbolicamente parlava dell’intera situazione, anche del problema “respiratorio” che stavamo attraversando e di una possibile soluzione. Era insomma una specie di mappa del tesoro, dove il suo ritrovamento coincide con la libertà di stare bene e di essere se stessi. Era incredibile ascoltare da Lei quante cose era capace di dedurre da un semplice disegno, fatto il giorno prima da mia figlia, la primogenita e la più coccolata da papà. Disse che per superare il problema, era necessario lavorare sulla capacità di essere indipendenti e autonomi, difficoltà che emergeva da alcuni simboli nel disegno. Questo, in effetti è stato sempre un problema della mia famiglia e Lei sottolineò che esso si ripercuoteva anche nella situazione attuale, la quale si traduceva in una difficoltà di “svezzamento” (come Lei disse) di mio padre. Iniziò così a fare un esercizio di rilassamento, che però non ebbe tanto successo, poiché mio padre faceva fatica a restare concentrato e soprattutto a tenere gli occhi chiusi. Allora Lei si rivolse a me e con tono pacato mi disse: “ho bisogno del Suo aiuto”. Naturalmente, Le diedi tutta la mia disponibilità, determinata com’ero a far guarire mio padre. Così, mi fece tre domande molto personali, che mi fecero arrossire e mi misero in uno stato di agitazione. Aveva capito tutto di me. Non sapevo se piangere o ribellarmi. Poi indicò un punto del disegno e disse: “siamo qui, vede?”. Mi spiegò che l’evoluzione della mia famiglia si era arrestata in quel punto, rappresentato da un simbolo (il problema) che però era collegato ad un altro (la soluzione). Intanto era ormai passata più di un’ora e con grande meraviglia ci siamo accorti che mio padre aveva respirato da solo, per la prima volta così a lungo. Il nostro primo incontro si concluse così, con questo importante successo iniziale che mi faceva ben sperare. Ero stanca, come se avessi corso per chilometri, provata e scossa per ciò che io stessa Le avevo detto di me. Ma mi sentivo sollevata come mai mi era capitato prima e molto fiduciosa. Mi promise che ci saremmo rivisti l’indomani e così fu. Per tutta l’ora lavorò su di me, mentre mio padre migliorava i suoi tempi di autonomia e seguiva incuriosito il nostro colloquio, annuendo a volte con la testa, come ad indicare che Lei aveva colto nel segno. Alla fine Le chiesi come avesse fatto a capire certe cose di me. Mi indicò ancora una volta il disegno, ma io dubito che quelle semplici figure abbiano potuto esprimere la complessità di un carattere, che sentivo aderire a me come un guanto. Alla fine del nostro terzo ed ultimo incontro Le feci io una domanda su di sé e sul Suo modo di essere. Mi disse che non si definiva né un uomo di scienza e né un pensatore, ma un conquistatore e un avventuriero. Le Sue parole mi avevano come al solito sorpresa. Soltanto più in là nel tempo mi sarei resa conto che Lei mi stava suggerendo la via. Mesi dopo, dottore, ho riaccompagnato mio padre per un controllo e l’ho intravista in una stanza, impegnato con un paziente. Ci siamo scambiati un rapido sguardo, salutandoci. In quel momento ho avvertito una certa fretta nel Suo modo di fare, che non rientrava certo nel Suo stile, ma poi mi sono ricordata i Suoi insegnamenti: era ormai ora che io mi staccassi dai miei attaccamenti (rappresentati dalle catene nel disegno) sia vecchi che nuovi e che esprimessi finalmente l’avventuriera che era nascosta in me. Quel saluto leggero e rapido è stato l’ultimo, ennesimo regalo, che abbia ricevuto da Lei, dottore. Con quel modo di fare, sicuro, semplice, naturale, mi ha insegnato che l’indipendenza dalle nostre figure di riferimento è una cosa dura, ma possibile. Ultimamente ho messo un po’ da parte i libri e gli articoli di psicologia, che prima leggevo freneticamente. Immagino perché oggi, al centro, ho messo me stessa. E’ ora di giocare la mia personale partita con l’avventura della vita. Un sentito ringraziamento per l'affetto e l'aiuto che avete saputo dimostrare nei nostri confronti.
02/11/09 - 10:45 - Una paziente e la sua favola 
E’ difficile esprimere in poche parole la ricchezza e la straordinarietà di un incontro. Nel mio caso Dottore, si è trattata di un’ora soltanto, durante la quale, protagonista è stato un sogno, che non racconto per pudore e anche per un senso di riservatezza, che permea il mio carattere alquanto schivo. Ebbene, me ne stavo seduta sulla mia sedia, in attesa che Lei concludesse il colloquio con la mia compagna di stanza. Improvvisamente, ma delicatamente, Lei si rivolse a me e mi chiese quale fosse stato il mio sogno di quella notte. Sembrava che fosse sicuro del fatto che avessi sognato. Infatti era vero, quella notte avevo vissuto un sogno molto particolare, che Le raccontai nei minimi dettagli. Lei cambiò espressione, mi guardò e mi disse che si trattava di una vecchia storia ormai dimenticata, sepolta nel mio inconscio, ma che esercitava ancora la sua influenza negativa su di me, facendomi vivere - disse - come una bambina arrabbiata e ferita. Mi chiese di scegliere tra due strade, quella radicale e quella soft. Scelsi la seconda, così avvicinò la Sua sedia alla mia e iniziò a raccontarmi una storia, che sembrava una sorta di favola, con un personaggio principale che Lei chiamò Jasmine, intorno al quale ruotavano gli altri personaggi-membri della sua famiglia. Man mano che il racconto proseguiva, mi rendevo conto che Lei stava descrivendo, in maniera accurata, senza sapere nulla di me, proprio la mia esperienza di vita, attraverso quel racconto i cui personaggi sembravano incarnare perfettamente i problemi contro i quali avevo, da sempre, dovuto combattere. Dal tumulto dei sentimenti che mi assalivano durante il Suo racconto, iniziava a delinearsi un senso, all’inizio ancora oscuro, ma pian piano sempre più chiaro. Stavo trovando un significato alle mie terribili angosce, rappresentate da alcuni simboli del sogno, in cui emergeva netta la violenta pressione alla quale ero stata sottoposta. Avevo ormai individuato il dilemma della mia vita. Quel racconto però mi stava offrendo qualcosa di nuovo, che come Lei disse, era rappresentato dall’opportunità, questa volta, di riscrivere insieme il finale, attraverso l’immaginazione. Ma non si trattava solo di inventare un finale tramite la fantasia, bensì di partecipare emozionalmente ad una lotta coraggiosa, contro quelle che sembravano ai personaggi della storia, difficoltà insuperabili. A questo punto dovevo lottare e non potevo tirarmi indietro. La mia difficoltà, rappresentata nel racconto da una terribile prova, era stata ormai identificata. Mi rendevo conto che tutto, in quella storia che Lei aveva sapientemente tessuto, parlava di me. Fu in quel momento che mi disse: “dai tocca a te!”. Con la voce rotta dall’emozione, iniziai a proseguire a fatica quel racconto, accorgendomi anche che la mia fiducia nella riuscita dell’impresa era data dal fatto di avere uno strumento a disposizione per poter sormontare quelle enormi difficoltà. D’improvviso capii che quello strumento era un legame affettivo con il personaggio più giovane, che ricalcava perfettamente la Sua figura di terapeuta paziente, fiducioso, capace di placare le inquietudini ed esorcizzare paure irrazionali, e soprattutto capace di esortarmi e incitarmi ad essere protagonista del mio racconto e quindi della mia vita. Solo quando aprii gli occhi, mi accorsi che avevo pianto per tutto il tempo, ma ero soddisfatta per aver immaginato insieme a Lei un finale degno per quella storia. Lei mi sorrise dicendomi che avevo imparato ad accettare la mia responsabilità nell’affrontare la vita. Ricordo perfettamente il Suo sguardo, così fiero di me e della mia impresa. In seguito a quella seduta ci incontrammo solo sporadicamente, ma ormai mi bastava poco per rianimare e consolidare la mia conquistata libertà. P.S. Illustre Dottore, ci tengo a dire che l’intero testo di questo racconto è stato scritto insieme ad un mio caro amico più abile di me nello scrivere, colto e sensibile. La saluto con un’ultima parola, che non ha bisogno di suggerimenti: grazie infinite.
03/11/09 - 10:25 - D. Facchi (Cremona) 
Davvero bello questo sito. I video spaziano su argomenti di estremo interesse e Lei è molto bravo.
03/11/09 - 17:12 - Una paziente "difficile" 
Salute a Lei, dottore. Tra tanti commenti e testimonianze tutte veramente molto belle, aggiungo la mia, perché mi sembra giusto contribuire anche con la mia esperienza, non del tutto positiva, alla creazione di un’immagine più realistica e veritiera della Clinica S. Anna. Quando si rientra a casa, dopo l’intervento e si riprendono progressivamente le proprie abitudini, è facile dimenticarsi dei brutti ricordi e tenere presente solo le cose positive. Questo non rientra nel mio carattere, io ho sempre ricordato tutto bene e mantenuto le promesse, e se qualcosa non funzionava a dovere, l’ho sempre denunciata. Non voglio adesso entrare nel merito, perché non mi sembra questo il luogo adatto. Parlerò soltanto di ciò che attiene ai nostri incontri. Quando Lei è entrato nella mia stanza, ero molto arrabbiata per vari motivi, nei quali non mi addentro. In quel momento ero come una molla carica e tutto mi avrebbe infastidito. Lo riconosco, ero insofferente, delusa e irritata. Lei decise di dedicarsi prima alla mia compagna di stanza, e dopo averla ascoltata, iniziò a farle un esercizio di rilassamento. Mentre parlava alla signora, che aveva gli occhi chiusi, però guardava me. All’inizio la cosa era alquanto irritante, ma devo dire che con il passare del tempo, le Sue parole esercitavano su di me un effetto balsamico. L’immagine del mare in tempesta che Lei descriveva, corrispondeva esattamente al mio stato d’animo del momento. I particolari che aggiungeva, descrivevano la mia rabbia, la mia voglia di scagliarmi contro qualcuno, come in un’immagine da Lei suggerita, di un’onda che si abbatte rabbiosamente sugli scogli. Mentre parlava, continuava a fissarmi e io, quasi con un atteggiamento di sfida fissavo Lei. Era come una lotta all’ultimo sguardo, perché Lei per me in quel momento rappresentava il personale medico che aveva posto dei limiti alla mia libertà. Ad un tratto però, e devo dire che in questo è stato davvero bravo, Lei mi disse che da piccolo soleva giocare al gioco di “chi prima ride, perde”. Il gioco, antico e forse oggi un po’ fuori uso, consisteva nel fissarsi più a lungo possibile restando imperturbabili. Fu all’insegna di questo gioco che iniziò successivamente la nostra chiacchierata. La cosa mi piacque perché quel gioco lo conoscevo benissimo. In breve, finimmo per parlare della mia infanzia e di come certi giochi fossero scomparsi. Non saprei spiegare il come, ma devo dire che alla fine della chiacchierata, il mio risentimento si era dimezzato e Lei mi era diventato quasi simpatico. Tuttavia, restava sempre un senso di rabbia verso l’ospedale e tutto il personale. Nell’incontro successivo venne fuori tutta la rabbia che da una vita intera conservavo – come Lei disse - compressa e congelata in un angolo del mio povero cuore. Mi dispiace solo che la vomitai addosso a Lei, quella rabbia. Me la presi con tutti, indifferentemente, medici e non, compreso Lei che se ne stava zitto, immobile e impassibile a raccogliersi tutti quegli insulti, un po’ come un parafulmine che assorbe le scariche violente. Anzi, mi esortava a tirare fuori tutto, e a non lasciare il minimo residuo di quella rabbia dentro me. Quando arrivai al culmine, pensavo di averla distrutta irrimediabilmente con tutti quegli insulti, al limite del personale. Pensavo che se ne sarebbe andato, lasciandomi sola come avrebbe fatto chiunque. Ma Lei invece disse tranquillamente: “c’è dell’altro?”. Mi resi conto che non c’era più nessuna rabbia dentro di me. Attendevo e mi preparavo ad una Sua eventuale ritorsione, ma quello che invece ottenni fu un “brava!”. Nel silenzio assordante che seguì a questo Suo commento, sentivo salire le pulsazioni del mio cuore, ma con il Suo solito tempismo Lei aggiunse qualcosa del tipo: “non c’è motivo di agitarsi signora, dobbiamo invece festeggiare”. Quello è stato il momento in cui ho sorriso per la prima volta dopo tanto, tanto tempo. Oggi mi rendo conto che in quella Clinica di Catanzaro ho ritrovato qualcosa che ha cambiato un po’ il mio carattere, e anche se alcune piccole pecche restano, devo dire che ho avuto dal S. Anna Hospital più di quanto potessi mai desiderare. L’ho già ringraziata di persona e lo faccio nuovamente dottore, augurandole di fare con altri, il gran bel lavoro che ha fatto con me.
04/11/09 - 12:55 - G. Aspes (Varese) 
Il sito mi ha fatto un’ottima impressione. Anche i commenti mi sembrano ispirati e sinceri. A quanto pare il Suo lavoro e i Suoi risultati sono senza precedenti. Complimenti.
04/11/09 - 17:36 - S. Ferro (PD) 
Bravo, serio, esaustivo. Un sito in cui si apprende molto, ci si emoziona, ci si commuove. Da un punto di vista contenutistico colmo di informazioni, il sito è reso vivo dai numerosi commenti che a volte sconfinano in vere e proprie toccanti storie, nelle quali il patire del paziente, si affianca sempre ad un risolutore gesto terapeutico, che emerge prepotente dal racconto, lasciando trasparire un professionista abile, profondo conoscitore di tecniche terapeutiche, dotato di tempismo, empatia, intuito, intraprendenza, tatto e incisività al tempo stesso. Anche quando appare arduo se non impossibile stabilire un contatto con il paziente, ecco che come un abile prestigiatore, Lei tira fuori dal cilindro magico una carta risolutrice che pone l’altro in una condizione familiare propedeutica al dialogo. Una mimica altamente comunicativa, che è possibile apprezzare a tratti persino nei video, condisce il tutto, rendendo la terapia una sottile e complessa arte, davvero inspiegabile attraverso le sole categorie della razionalità. Soltanto analizzando accuratamente ogni video, si ha la possibilità di spiegare in parte l’origine dei Suoi evidenti successi terapeutici. La parte mancante, inspiegabile e imponderabile è da ascriversi interamente al Suo talento e quindi alla Sua personalità.
05/11/09 - 16:23 - M. Corazzesi (FI) 
Quando si incontrano persone come Lei viene voglia di seguirle e di imitarle, ma presto ci si rende conto che quello che di meglio esse possiedono, non lo si può insegnare. In definitiva, come dicevano gli antichi greci, è l’amore (in senso lato) che cura ogni cosa. E l'amore è fatto di reciproci sguardi e rende una piccola stanza un universo. Questo assioma Lei lo ha dimostrato. Si potrebbe definire la Sua peculiare forma di psicoterapia, una psicoterapia dell’ “attimo”, che a dispetto del suo essere sfuggente e caduco, viene fissato e si espande nella mente del paziente, creando benessere e gioia.
05/11/09 - 18:44 - Una paziente quasi nonna 
Caro dottore, anche io voglio dire la mia come paziente del S. Anna Hospital di Catanzaro, perché le cose belle che abbiamo al sud le dobbiamo valorizzare. Io me ne stavo tranquilla sul mio letto e c’era la mia compagna di stanza che mi parlava bene di lei, che le aveva fatto visita qualche giorno prima quando io ancora non c’ero. Così la cosa mi ha incuriosito e ho chiesto di incontrarla. Lei si è presentato dopo un’oretta e abbiamo fatto la nostra chiacchierata. Ad un certo punto lei mi ha chiesto se mia figlia era incinta e se io ero contraria. Questa cosa qui mi ha lasciato di stucco perché io non le avevo detto nulla di mia figlia e di quanto mi aveva fatto disperare. Io ho sofferto tanto per il suo rifiuto che non auguro a nessuna madre perché è una cosa tremenda. Lei mi ha spiegato tante cose su come si parla ad una figlia e così le ho telefonato come mi aveva detto lei dottore. Il giorno dopo lei è venuta a farmi visita e io non me l’aspettavo, così mi sono commossa ma mia figlia è stata dura con me. Io desideravo e pregavo perché lei dottore venisse ad aiutarmi in questo difficile compito, ma mia figlia non voleva sentire ragioni e si è allontanata. Io sono rimasta ferita, quasi paralizzata nel letto per un tempo che mi sembrava lunghissimo, stringendo il mio rosario. Dopo un po’ ho rivisto mia figlia e ho notato che aveva qualcosa di strano in viso, sembrava che aveva pianto, lei che davanti a me non si era mai mostrata debole. Mi ha detto che dovevo pensare a rimettermi e che dovevamo lasciare da parte i nostri vecchi rancori. Mi sembrava un miracolo questo cambiamento così forte e sono scoppiata a piangere ancora una volta e mia figlia allora mi ha preso la mano e mi ha detto che tutto si sarebbe sistemato e mi diceva anche parole dolci che non mi aveva mai detto. Quel giorno è stato un giorno meraviglioso per me. Il giorno dopo lei dottore è ritornato da me e mi ha detto che il giorno prima aveva parlato con mia figlia. Dottore mio, io ho capito tante cose in quel letto di ospedale. Ho capito che essere nonna è una cosa emozionante e dobbiamo ringraziare il Signore quando questo ci è concesso. Io ero destinata a morire se i medici dell’ospedale non mi salvavano la vita. Ma devo a lei dottore caro che io e mia figlia ci siamo riconciliati dopo tanto tempo di lotte massacranti. A pensarci bene non ci siamo mai trovati insieme noi tre (io lei e mia figlia) ma ogni volta che la vedo penso a lei perché è come se fosse insieme a noi. La ringraziamo tantissimo del suo aiuto a farci diventare una vera famiglia.
06/11/09 - 10:36 - Quelle simpatiche formiche! 
Carissimo Dottor Ruga, mi fa molto piacere lasciare un mio commento sul Suo interessantissimo sito. E’ difficile raccontare tutto quello che ci siamo detti durante la mia degenza al S. Anna Hospital di Catanzaro, ma una cosa ci tengo a dirla perché ancora oggi, quando la racconto ai miei nipotini, ci facciamo tante risate. Quando Lei si è rivolto a me per la prima volta, mi avevano appena portato in camera e a dire il vero stavo male, avevo delle allucinazioni. Lei mi ha chiesto come andava e io ho risposto che vedevo formiche da tutte le parti. Mi aspettavo da Lei la solita reazione di incredulità e invece Lei disse: “…a si? E come sono… me le descriva un po’”. E da lì è cominciato tutto un discorso sulle formiche, che sono laboriose, forti, capaci di superare grossi ostacoli, con un’intelligenza sviluppata. Lei Dottore continuava a parlare di queste formiche con molta convinzione e diceva che esse riescono a districarsi facilmente in labirinti complessi, orientandosi in modo stupefacente. Mentre Lei parlava, mi rendevo conto che si stava riferendo a me, mi stava incoraggiando a essere forte e laborioso come loro. Mi diceva anche che la formica rappresenta l’altruismo, avendo un’organizzazione sociale in colonie molto efficiente. Insomma, per farla breve, alla fine del nostro colloquio le mie formiche mi erano diventate simpatiche. In breve tempo sono sparite, mi sono rimesso e sono tornato alla mia vita, ma la simpatia per le formiche mi è rimasta e quando passeggiando con i nipotini ne vedo alcune, mi soffermo a spiegare le loro straordinarie capacità, così come ha fatto Lei con me. Io Le sono molto grato Dottore, perché insieme abbiamo affrontato molti argomenti difficili e Lei mi ha aiutato a capire che con calma e ragionando sulle cose avrei potuto risolvere ogni questione. Oggi, Dottore, sono un uomo più sereno e anche i miei familiari apprezzano il grosso cambiamento di carattere che ho avuto dopo l’intervento. A volte i giovani come Lei hanno qualcosa da insegnare ai più attempati come me. La ringrazio, ricambiando tutto il calore e l’affetto che ha saputo trasmettermi, trasformando un sopravvissuto in un uomo. Grazie ancora e buone cose Dottore.
07/11/09 - 08:49 - D. Maggioni (MI) 
Uno stile terapeutico degno di nota. Alcuni passaggi richiamano molto la psicoterapia strategica, che viene però rivisitata sotto una luce cognitivista. Non mancano elementi puramente psicoanalitici, i cui presupposti epistemologici vengono riconfigurati attraverso uno stile costruttivista in cui l’interazionismo simbolico assurge a strumento di lavoro. Ma la cosa dominante, direi, che è lo stampo umanistico-relazionale: la priorità data alla comunicazione e alle sue capacità di influenzamento. Tutte queste Scuole-stili-approcci si miscelano armonicamente, dando vita ad un approccio terapeutico integrato, che funziona perfettamente, in particolare con l’utenza in questione, superando l’ottica nosografia ed eziologia della tipologia causale. Del resto, l’intelligenza è la capacità di sintetizzare le proprie vecchie conoscenze in un nuovo sapere, che si dimostra superiore al precedente. Il modello interazionista che Lei abilmente persegue, si dimostra polivalente, ma non varrebbe a nulla senza una spiccata intelligenza interpersonale, quella che riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti. È una forma di intelligenza particolarmente presente in politici, leader, imprenditori di successo e dovremmo averla anche noi psicologi. Lei sembra particolarmente abile nel percepire e interpretare gli stati d’animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui. Ciò include una elevata sensibilità verso le espressioni del viso, della voce, dei gesti e abilità nel rispondere agli altri efficacemente e in modo pragmatico. Dalle testimonianze scritte dei Suoi affezionati pazienti, Lei ha dimostrato senza dubbio di saper creare e mantenere la “sinergia”, attraverso un profondo ascolto e una intima ed empatica comprensione delle prospettive altrui. Sembra che in Lei si fondano le tre intelligenze fondamentali: quella analitica, quella pratica e quella creativa. Infatti, per ottenere i Suoi magnifici risultati, Lei deve prima scomporre, confrontare, esaminare, scendere nei dettagli, giudicare, valutare, chiedersi e spiegarsi il perché, fino a scoprire le cause di un comportamento. Ma ciò non basta, Lei deve anche saper usare strumenti e quindi saper organizzare e attuare progetti concreti. E questo non è ancora abbastanza, infatti, l’aspetto artistico del Suo modo di fare psicoterapia, consiste propriamente in una dimensione creativa, chiaramente caratterizzata dall’intuizione, dall’immaginazione, dall’inventiva, dall'abilità a produrre il nuovo, partendo da semplici ipotesi. Il Suo impegno è encomiabile e in risposta alla Sua dedizione, mi sembra giusto restituirLe almeno in parte, ciò che Lei ha così generosamente investito nel Suo sito, mettendo il Suo sapere e la Sua arte terapeutica a disposizione di tutti, senza timore di critiche, ma anzi invitando al confronto. Mi sento pertanto in dovere quantomeno di ringraziarLa e mi sembra anche appropriato il fatto che tali ringraziamenti provengano da lontano. Prova questa che la Cultura non ha confini. Mio caro collega, Le auguro tutto il meglio, estendendo i miei più sentiti complimenti ben al di là di un semplice piano professionale, che da solo non potrebbe giustificare interamente i Suoi evidenti successi.
07/11/09 - 16:43 - Roberto Ruga 
La ringrazio caro collega, per le Sue parole di assoluta stima, dalle quali traspare una profonda conoscenza della materia e un animo gentile. La Sua particolareggiata, elegante e sontuosa descrizione del processo psicoterapeutico, diventa metafora di un peregrinare esistenziale e si tramuta in allegoria di un’anima che nel tormento del sapere si muove e si dibatte seguendo un anelito che spinge oltre l’apparenza. Ringrazio tutti dei generosissimi apprezzamenti, in modo particolare chi ho conosciuto di persona al Sant’Anna Hospital di Catanzaro, un luogo in cui la lotta per la vita viene sempre accompagnata - come è giusto che sia - da intense manifestazioni emotive, espressione di un variegato mondo interiore in cui regna il segreto che ogni essere umano reca con sé e che gelosamente custodisce agli occhi indiscreti della realtà esterna. Molto ancora ho da imparare da voi pazienti, che nonostante la difficoltà e il dolore, siete sempre stati disponibili se non entusiasti di lavorare e lottare insieme a me, per cogliere un significato ulteriore a tutto ciò che sembra capitare per caso, come un infarto. Il disagio psicologico costringe ad una sosta, che in realtà è invece una partenza per un viaggio misterioso e affascinante dentro di sé, del quale i vostri commenti sono una testimonianza diretta, che si contrappone al grido di una sofferenza inaspettata e apparentemente inspiegabile. Grazie a voi.
09/11/09 - 09:56 - Padre Filippo 
Illustre Dr. Ruga, il Suo sito non finisce mai di stupire e soprattutto Lei è una continua sorpresa, con le Sue risposte focalizzate sempre sul mondo interiore dell’interlocutore, con la Sua capacità di intuire cosa si agiti in lui, come si senta in una data situazione e cosa realmente provi al di là di quello che esprime verbalmente. E’ una capacità di leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche (ove possibile) i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato. Se, da un lato, la comprensione intellettuale si concentra sui fatti, indaga come stiano realmente le cose e ricostruisce l’esatta dinamica dell’accaduto, la Sua è una comprensione che va oltre, è più sottile e complessa e richiede una sensibilità molto fine e rara per essere attuata. Per esperienza so bene che se l’interlocutore percepisce trasparenza, si apre con fiducia, altrimenti si chiude difensivamente. Lei va ben oltre la trasparenza, arrivando ad una sorta di accettazione incondizionata, che si basa su una astensione da valutazioni, da approvazioni o disapprovazioni: una sospensione dei giudizi morali sui sentimenti riferiti. Eppure, nonostante questo, Lei riesce ad indurre l’altro a rendersi conto di non aver affrontato una certa situazione con la dovuta maturità, e lo persuade senza imporre una direttiva, ma ponendolo nella condizione di esplorarsi da sé, per trovare la sua verità. Trovo questa dote magnifica. Padre Filippo
10/11/09 - 09:15 - Un grande peso 
Dottore mio, vi scrivo con molto piacere, adesso che tutto è passato e che tutto è stato superato. Ma subito dopo l’intervento anche io, ho vissuto momenti di scoraggiamento e di disperazione. Pensate che non potevo assolutamente bere, così aspettavo con ansia che la condensa dell’ossigeno sulla mascherina formasse una gocciolina abbastanza grande da cadere giù. Io la raccoglievo e la spalmavo sulle labbra. Poi, tutte quelle luci e quei continui rumori dei monitor che non mi facevano dormire affatto. Sono arrivata anche a mettermi dei pezzettini di carta nelle orecchie, per non sentirli, senza grandi risultati. Ma la sofferenza più grande è stata quella psicologica che grazie a voi ho affrontato e superato. Io ho avuto tutto: allucinazioni, sogni di morte in cui io e la mia famiglia venivamo sterminati dai medici stessi, e naturalmente dolori atroci. Cercavo di comunicare con gli infermieri, ma col tubo in gola non potevo parlare e loro non mi capivano del tutto. Mi ricordo vagamente di voi in terapia intensiva e ho un’immagine sfuocata, ma ricordando perfettamente la vostra voce, quando poi in reparto vi ho sentito parlare ho capito che eravate voi. Ci siamo fatti delle lunghe chiacchierate alla fine delle quali stavo bene, senza capire perché. Voi mi facevate parlare parecchio senza interrompermi. Pensavo che finalmente qualcuno mi ascoltava ed era interessato a quello che dicevo. Questo è l’unico ricordo positivo che mi è rimasto di questa brutta esperienza. Per carità, tutti hanno fatto il proprio dovere lavorando bene, ma anche nella migliore delle ipotesi in un lettino d’ospedale si soffre, ci si sente soli e ci si deprime inevitabilmente. Nessuno questo lo vede o lo capisce, eccetto naturalmente voi Dottore che siete della materia. Ogni volta che entravate nella mia stanza mi prendeva un sussulto di entusiasmo perché sapevo che potevo dirvi tutto e che voi mi avreste ascoltato con interesse e compreso veramente. Vi ho raccontato tantissime cose di me come a nessuno prima. Un giorno decisi che vi avrei raccontato anche un fatto mio, un piccolo segreto che per anni mi ha dato il tormento facendomi sentire colpevole e “sporca”. Volevo sapere la vostra opinione e come mi avreste considerata. Vi ho atteso tanto quel giorno, pensando e ripensando a come vi avrei raccontato l’accaduto. E’ stato bellissimo quando mi avete detto che non era colpa mia e che io non c’entravo niente, ma che avevo fatto la cosa più sensata in quel momento. Perciò dovevo smetterla di auto punirmi per qualcosa che in realtà non avevo commesso con cattiveria. Dottore, sentirlo dire da voi è stato veramente salutare. E così mi sono liberata da un pesante macigno che per troppi anni ho portato silenziosamente. La Clinica S.Anna mi ha ridato un cuore più efficiente e voi lo avete alleggerito da un antico peso. Non pensavo che sarebbe andata così. Oggi, io e mio marito abbiamo ritrovato una nuova intesa e siamo molto più affiatati di prima. Mi dice spesso: ma che ti è successo? E io non posso fare a meno di pensare alla fortuna di aver incontrato voi e di avervi raccontato quel fatto. Ringrazio tutti i medici e il personale della Clinica che hanno lavorato con tanta professionalità e serietà. A voi Dottore mio, che vi devo dire… mi avete fatto rinascere. Vi auguro di realizzare tutti i vostri sogni.
12/11/09 - 08:19 - Elena (To) 
Sono commossa da tanta sincerità e pathos.
12/11/09 - 16:21 - Viviana Gallo 
Salve, ho fatto gli esercizi di rilassamento e mi sono rilassata parecchio. Ho trovato un sito bellissimo, Lei è veramente bravo. Queste storie toccano il cuore non solo delle persone sensibili e costringono a riflettere sul senso della vita. Grazie.
13/11/09 - 09:35 - Come un fratello 
Carissimo Dottore, nel Suo illuminante sito non può mancare il mio commento di un’esperienza vissuta al S. Anna Hospital di Catanzaro. Intanto, voglio ringraziare tutti i medici che si sono occupati di me e gli infermieri del terzo piano che sono stati di una gentilezza unica. Anche quelli del secondo non sono stati da meno. Io, momenti di particolare difficoltà non ne ho avuti. Diciamo che un po’ d’ansia l’ho avvertita quando mi sono disteso sul lettino operatorio, in una posizione alquanto scomoda per la testa che si trovava ad essere più bassa del corpo. Lì ho capito che era giunto il momento e poi mi sono addormentato. Dopo, non ho avuto dolori particolari e ho sopportato il transito nella terapia intensiva. Una volta in reparto, quando gentilmente Lei passava a salutarmi, soleva dirmi che io non avevo bisogno di una seduta e si occupava degli altri. Un giorno, quando ormai avevo recuperato quasi completamente le forze, mi accompagnò e mi presentò un paziente, dicendomi che avrei legato con lui. Era messo abbastanza male e così gli facevo spesso visita nella sua stanza. In breve è nata una vera amicizia, che abbiamo coltivato soprattutto fuori dall’ospedale, anche con le nostre famiglie. Dottore, è come se avessi ritrovato il fratello che purtroppo mi è mancato qualche anno fa e al quale ero molto legato. Ci tenevo a dirle questo. Non avrò mai parole sufficienti per ringraziarla di avermi fatto questo regalo enorme. Se penso a come certe cose accadono inaspettatamente al momento giusto, mi vengono i brividi. Buona fortuna Dottore
14/11/09 - 09:47 - F. Giugliarelli (Perugia) 
Nel leggere sono presa da un turbinio di emozioni, che mi rapiscono, trascinandomi in un regno sconosciuto nel quale si incontrano le angosce primordiali, ma anche le risposte che glio uomini trovano e coraggiosamente sperimentano. Molti racconti sono travolgenti, commoventi, laceranti, ma soprattutto istruttivi. Chi legge e riflette leggendo, senza fretta alcuna, non può fare a meno di crescere sotto molti punti di vista. Dr. Ruga, Lei ha messo su un sito che offre molto di più di ciò che sembra ad una prima rapida occhiata. Se si ha tempo e modo di soffermarsi sui video e sui Suoi scritti, si ha l’opportunità di approfondire una illimitata varietà di argomenti fondamentali. Se ne esce con un senso di espansione, come se l’interiorità si fosse dilatata. Il Suo sito è cibo per l’anima. La ringrazio.
16/11/09 - 10:36 - Paura della paura 
Al Sant’Anna Hospital ho vissuto ore di angoscia, con il cuore sotto una pietra, tremavo per la paura, non volevo operarmi. I miei familiari cercavano di rassicurarmi, ma più si sforzavano di farlo e più mi veniva l’ansia. Quando Lei Dr. Ruga è entrato nella stanza, ha visto tutte quelle persone e ha detto “qui la situazione è seria!”. Mi sono subito meravigliato del fatto che non ha cercato di rassicurarmi, anzi, con aria serena mi spiegava quali difficoltà avrei avuto al risveglio (come il tubo in gola, o il non poter parlare). Ha detto che non sarebbe stata una passeggiata, come mi stavano dicendo i miei familiari e che invece avrei dovuto lottare con tutte le mie forze per rimettermi al più presto. Era serio e sembrava che mi volesse fare paura. Ma stranamente più ci provava e più la paura diventava ridicola. Sembrava che Lei facesse una caricatura dell’intera situazione e ad un certo punto mi ha detto che dovevo avere solo paura e non paura della paura. E’ stato proprio in quel momento che la paura mi è passata. Lei mi disse che ero pronto. Dopo l’operazione, Lei è venuto varie volte a farmi visita, dicendomi che adesso ero pronto anche per altri compiti più importanti, che mi attendevano fuori di lì: cose più grosse dell’intervento, che riguardavano i miei rapporti lavorativi e sociali. Capivo benissimo a cosa si stava riferendo perché me lo aveva spiegato. La paura della paura era una vera prigione per me. La paura invece è una cosa utile. Oggi sono diventato uno che combatte Dottore. Ringrazio tutti perché tutti siete stati comprensivi con me e la mia famiglia. E ringrazio Lei Dottore per avermi insegnato la differenza tra la fuga per la paura e combattere non senza paura.
17/11/09 - 11:38 - Armando 
Salve dottore, sono malato con l'influenza. Ho fatto gli esercizi di rilassamento e sto meglio. Complimenti per il sito, è straordinario.
18/11/09 - 17:15 - Francesco (Ravenna) 
Ho trovato un sito completo, molto curato, che risponde concretamente all'esigenza di approfondimento e alla sete di conoscenza, che anima i più sensibili. Le testimonianze svelano una ricchezza umana di inestimabile valore e aprono all'ascolto dell'altro. Complimenti.
19/11/09 - 16:32 - Daniele De Luca 
E' difficile non apprezzare il Suo gran bel lavoro, svolto con impegno, serietà e consapevolezza. Nelle professioni d'aiuto la cosa essenziale è star bene col malato. In questo Lei dimostra grande sensibilità e un autentico spirito missionario, che contraddistingue chi ama il proprio mestiere.
20/11/09 - 10:43 - Gianfranco 
Salve Dottore Ruga, sono un diacono cattolico in attesa di subire un delicato intervento al cuore presso il San Raffaele di Milano. Ho scoperto il Suo sito e ho letto tutti questi meravigliosi commenti, emozionandomi profondamente, perché riescono a raccontare in modo così vivido lo smarrimento iniziale, seguito sempre da una ritrovata fiducia. Ogni storia mi appare come una parabola che si conclude regalandoci un grande insegnamento, che per me è espressione di una fede sincera in alcuni casi, vissuta e riscoperta in altri. Mi trovo perfettamente d’accordo con quanti hanno apprezzato il Suo eccellente lavoro e i Suoi risolutori gesti terapeutici, che spesso hanno un sapore così familiare per la persona, da farle dimenticare di essere in un ospedale. Quando la nostra mente si proietta oltre il luogo in cui si trova, allora è già all’opera un atteggiamento di fede. Rinnovo i miei più sentiti complimenti per l’assoluta professionalità e la straordinaria capacità di essere accanto a chi soffre, sia umanamente che professionalmente.
23/11/09 - 09:59 - L. Abrardi (Pavia) 
Eccellente sito, molto ben fatto. Impressionante la forza emotiva di questi commenti, testimonianza di una tenace lotta per affermare la propria personale vittoria sulle difficoltà della vita. Non ho mai visto persone ringraziare così intensamente qualcuno. Evidentemente il Suo operato Dr. Ruga lascia un segno indelebile. Complimenti anche per i video.
24/11/09 - 10:12 - Un paziente freddo 
Per quanto circondato da personale medico e paramedico, nel momento dell’intervento, un attimo prima di perdere coscienza, ci si sente irrimediabilmente soli. Una solitudine abissale, siderale, inconsolabile. E’ un momento di verità, a tu per tu con le paure più ancestrali. In quei momenti sai che non puoi neanche combattere e che devi cedere. Al risveglio ti ritrovi con quella stessa sensazione, come se fosse rimasta congelata e poi scongelata. Ti ritrovi solo, nonostante sia circondato da persone indaffarate anche per te. Non riesci più neanche ad emozionarti, non ti è rimasto quasi niente. Col passare dei giorni la situazione resta invariata. Mi sentivo così quando Lei è entrato nella mia stanza al S. Anna Hospital. Solo e indifferente ad ogni cosa. Avevo già vissuto questa condizione in passato, ma adesso era molto più forte. Lei, iniziò a farmi delle domande alle quali rispondevo educatamente e brevemente, poi credo di essermi addormentato durante un esercizio di rilassamento che Lei mi fece fare. Durante il sonno ho sognato un vasto territorio completamente ghiacciato che sotto ad un sole sempre più forte e caldo si scongelava progressivamente fino a mostrare una natura intatta e viva al di sotto dello strato di ghiaccio. Al culmine di questo processo mi sono svegliato e mi sono accorto che Lei era ancora lì con me, pronto a chiedermi come fosse andato l’esercizio. Dissi che il mio corpo era più caldo e Lei aggiunse che era la mia mente ad essersi riattivata. Restammo ancora qualche minuto a parlare dell’esercizio e poi mi disse che il Suo compito era finito perché ormai potevo continuare da solo la mia opera di disgelo. Rimasi per altri pochi giorni in Clinica e fui dimesso. Voglio dire soltanto che prima dell’intervento ero un tipo molto razionale, a detta di molti “freddo”. Oggi mi fa sempre caldo, anche il colore del mio viso è più roseo. Non ho ancora ripreso a lavorare, ma i miei dipendenti che mi vengono a fare visita, stranamente mi esortano a tornare presto. Forse perché anche loro hanno percepito che sono cambiato. La ringrazio Dottore per tutto l’aiuto, l’appoggio e la pazienza che ha dedicato a me, mostrandomi che anche la coltre più spessa di ghiaccio non è niente di fronte al calore degli affetti.
24/11/09 - 19:20 - A. Rota (Bergamo) 
Ci tengo in maniera particolare a lasciare un commento in questo Suo sito straordinario perché fuori dal comune sotto molteplici punti di vista: culturale, professionale, emotivo, umano. E’ la prima volta che mi capita di imbattermi in una persona come Lei, di indubbia generosità e preparazione. I commenti che Lei riceve, così intensi ed emozionanti, sono evidentemente il frutto di quello che ha seminato. La cosa che più ammiro in Lei è la totale mancanza di presunzione, tipica di chi crede di “sapere” e usa questo presunto sapere per schiacciare gli altri o esercitare su di loro il proprio potere. Lei, invece, paradossalmente offre a chi visita il Suo sito, degli strumenti utilissimi alla comprensione degli altri. Quindi Lei fa qualcosa per gli altri. Trovo questa dote degna di un santo. Anche quando alcuni commenti di cattivo gusto tendono ad essere provocatori, Lei risponde in maniera gentile, ma mai ingenua, infatti tra le righe c’è sempre un messaggio educativo che arriva all’interlocutore, depotenziando la sua aggressività e dandogli materiale su cui riflettere. Nei Suoi modi domina un equilibrio che è sicuramente frutto di un continuo lavoro interiore: pacato, serio e sorridente, ma allo stesso tempo penetrante, profondo e illuminante. Mi sento onorato di aver fatto la Sua conoscenza e La ringrazio profondamente per la preziosa opportunità che dà a noi tutti di imparare non solo utilissime nozioni, ma atteggiamenti e modi di essere esemplari. Sono rimasto sinceramente emozionato da alcune toccanti storie di pazienti che hanno goduto di un servizio che non solo è di per sé all’avanguardia nel mondo, ma che viene altresì realizzato da un così bravo professionista. Molti sarebbero pronti a suggerirle di rivolgersi alle più grandi Strutture Ospedaliere del Nord. Dalle risposte che Lei ha dato si evince un insegnamento che tutti noi dovremmo far nostro e che ha a che fare con Valori come l’umiltà, la nobiltà d’animo, l’umanità, il rispetto per il prossimo. Valori che come tali travalicano la mentalità ristretta dei confini regionali, mettendo in evidenza solo l’essenziale: la dignità di essere Uomo.
25/11/09 - 18:14 - Antonella (Ancona) 
Che bel sito! Sono rimasta letteralmente affascinata dai video e dal Suo modo chiaro di spiegare. I commenti dei Suoi pazienti mostrano un mondo psicologico molto interessante, palpabile e vivo. Sono tutti scritti col cuore in mano. Un chiaro segno di gratitudine. Complimenti davvero.
27/11/09 - 18:51 - T. Costantini (Udine) 
Sono rimasto veramente soddisfatto da questo sito in cui si entra in una quarta dimensione: quella dello spirito. Qui si respira un'aria di commozione, perchè chi scrive è ispirato e colmo di sentimento. Anche io, Dottore, sento di doverLa omaggiare di un mio entusiasta commento, poichè quando si incontrano persone come Lei, si sente il dovere e l'obbligo morale di sottolinearne i meriti.
29/11/09 - 18:26 - Un paziente "riservato" 
Caro Dottore, le Sue straordinarie parole le tengo nel cuore e non me la sento ancora di condividerle, ma ciò che ho letto mi ha emozionato tanto. Un grande grazie.
30/11/09 - 08:52 - Una paziente che ha cura di sè 
Caro Dottore è veramente un piacere unico ritrovarLa. Ho cercato il Suo sito, come mi aveva detto e ho letto tutti i commenti restando estasiata dalla tenerezza, dal calore e dal desiderio di lasciare una traccia della propria esperienza al S.Anna Hospital. Due parole le voglio spendere a favore di questo luogo in cui si lavora seriamente e con dedizione verso il malato. Una Struttura in cui ti senti tutelato e al sicuro, anche se, quando la sofferenza ti mette a dura prova, non hai il tempo di accorgerti del resto. Io ero come rapita, assente, e Lei mi ha riportato alla realtà caro Dottore. Sarebbero tante le cose che vorrei raccontare dei nostri incontri, ma mi rendo conto che il valore di ogni singolo gesto e di ogni parola, ha senso soprattutto all’interno del luogo e nel momento in cui è nato. Un momento di sofferenza e di smarrimento interiore, che non augurerei a nessuno, anche se a tutti augurerei di incontrare una persona speciale come Lei. Alcune delle cose che mi ha detto (ma sarebbe più opportuno dire rivelato), le sto comprendendo soltanto ora, a mente serena. Avrò cura di me. Questa volta, riuscirò a fare la cosa giusta e avrò cura di me. Con queste parole ci siamo salutati e le voglio ricordare perché per me hanno avuto un significato profondo e personale. La saluto con tanto affetto.
30/11/09 - 18:09 - Andrea (BO) 
Ho molto apprezzato i Suoi video che spaziano tra argomenti molto distanti e ho letto attentamente i commenti lasciati dai Suoi pazienti. L'idea che ne ho tratto è quella di una persona molto decisa, che abilmente entra nel mondo psicologico dell'altro e, a volte in punta di piedi, a volte con vigore, propone una nuova visione delle cose, il più delle volte istantaneamente accolta dall'interessato, altre volte "covata" dalla stessa, fino al momento del cambiamento vero e proprio. Vedere questo, attraverso il racconto dei pazienti è di estremo interesse psicologico. Complimenti vivissimi.
01/12/09 - 09:26 - Tringali Giuseppa 
Salve Dottore, ci tengo a lasciare nel Suo interessantissimo sito un mio commento. Per me il momento cruciale in cui ho fatto fatica a raccogliere le mie forze è stato poco prima di affrontare l’intervento, che credevo essere molto difficile, poiché pensavo all’eventualità di non poter tornare a casa e rivedere le mie figlie, le nipotine e mio marito. L’incontro casuale con l’amico anestesista, è stato molto importante e determinante per affrontare la mia più grossa "prova" e mi ha aiutato ad avere coraggio e fiducia. Quando mi sono svegliata, temevo di essere diventata muta. Invocavo una goccia d’acqua, ma ho ottenuto solo una mascherina. Mi sono sentita una miracolata quando, ad un certo punto, ho sentito la mia bocca piena d’acqua. Ringrazio tutta l’equipe medica, soprattutto il Prof. Cassese, che dal primo momento mi ha incoraggiata e consigliata ad affrontare con serenità l’intervento. Con sorpresa, dopo, sono venuta a conoscenza del fatto che avessi mantenuto le mie valvole riparate. Anche a me l’intervento ha cambiato un po’ il carattere, rendendolo più emotivo e fiducioso nella vita, ancor più vicino ai miei principi religiosi, che non mi hanno mai abbandonato. Ringrazio di cuore tutti coloro i quali si sono occupati di me, sia sul piano professionale che umano. Un grazie particolare a Lei Dr. Ruga, che mi ha dato la possibilità di liberarmi dai miei “pesi” e di trovare sollievo alle mie pressanti esigenze interiori. La Sua è una figura di notevole importanza in queste situazioni, per liberare l’animo dai suoi crucci. Tringali Giuseppa.
01/12/09 - 12:16 - E. Salvadori (Livorno) 
Leggo ammirato, dei Suoi prodigiosi interventi, maturando un pensiero: dove altri temono lei osa. In questo spirito temerario rinvengo la radice ultima dei Suoi successi terapeutici.
02/12/09 - 18:03 - Un paziente riflessivo 
Salve Dottore, e ben ritrovato. Racconto brevemente la mia avventura al S.Anna Hospital di Catanzaro, perché pure io vorrei lasciare un ricordo di me e allo stesso tempo essere utile a chi deve ancora affrontare l’esperienza di un’operazione al cuore. Dopo l’intervento ho attraversato momenti durissimi. Io, abituato a governare la mia vita in tutto, mi sono dovuto affidare non ad una ma a molte persone. Da questo punto di vista non mi posso lamentare perché tutti quanti sono stati in gamba, sia i medici e sia gli infermieri. Con Lei, Dr. Ruga ci siamo visti al secondo piano. Io stavo pregando con in mano un’immagine di Padre Pio che mia moglie mi aveva portato il giorno prima. Stavo ripensando al momento in cui mi sono sentito male, durante una discussione con un mio dipendente che mi aveva già creato problemi. Dopo pochi minuti che parlavamo del più e del meno, Lei mi ha chiesto come andavano i rapporti sul lavoro e io mi sono fermato, così Lei mi ha chiesto se c’erano stati problemi. Io dissi di no, ma stavo pensando a quel disgraziato lestofante del mio dipendente. Quando poi le accennai il fatto, Lei mi disse che a volte ciò che sembra non è la verità e che bisogna sempre approfondire, per capire come stanno le cose. Poi abbiamo parlato della mia vita. Ne abbiamo parlato per un’ora e alla fine mi disse una cosa che mi fece pensare tutta la notte, mi disse di approfondire “quella questione” con calma, quando sarei uscito dalla clinica. Ebbene Dottore mio, l'ho fatto e ho scoperto che il mio dipendente faceva la cresta per una giusta causa che non sto qui a raccontare, e quando mi hanno detto di che si trattava, sono stato io a prestargli dei soldi per aiutarlo e lui si è scusato, dimostrandosi sinceramente pentito. Sarà vero che, come mi diceva Lei, l’intervento mi avrebbe reso più generoso e altruista. Posso dire che questo è vero, ma molte altre cose le ho capite parlando con Lei. Ora La saluto Dottore, ringraziandola per tutto il tempo che mi ha dedicato, anche dei preziosi e brevi momenti durante i quali, passeggiando per il corridoio mi diceva parole di incoraggiamento e allo stesso tempo di riflessione. Le auguro le cose più belle.
03/12/09 - 15:50 - Coralluzzo S. (Salerno) 
Sito imponente per quantità e qualità di informazioni. Un valido aiuto a chi vuole approfondire e crescere non solo culturalmente, ma anche umanamente.
03/12/09 - 17:28 - M. Ramonda (Imperia) 
Illustrissimo Dottor Ruga, Le faccio i miei più sentiti complimenti per aver creato un sito che raccoglie tante testimonianze commoventi. Nel leggere questi commenti, la Sua figura emerge poderosa e vola insieme al paziente verso risultati eccelsi di altissimo livello professionale, coadiuvati da un’enfasi religiosa che permea le Sue azioni di intenti nobili e umanitari. Le storie raccontate pur essendo tutte molto credibili, hanno dell’incredibile che rende quasi irreale e metafisica l’emozione condensata nel racconto. Da questo iato tra reale e irreale, tra la semplice parola detta con la forza della convinzione e l’impatto emotivo che essa produce, emerge chiaro il valore e il senso di un’esperienza vissuta, che a mio giudizio consiste nella straordinarietà di un gesto terapeutico semplice e risolutore: prendersi cura del malato con intelligenza, dedizione e grande sensibilità. Sono veramente soddisfatto e gratificato dall’apprendere che in questa Italia divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, ci sia ancora qualcosa che mette tutti d’accordo. Lo si avverte leggendo gli interminabili elogi che quotidianamente e giustamente riceve. Le auguro di non fermarsi mai, anche quando inevitabilmente Le si presenteranno difficoltà inspiegabili, solo apparentemente insormontabili, poiché nulla può sovrastare l’ingegno, la fede, l’ardore, la tenacia di un uomo creativo. La saluto con infinita stima, contento di essere entrato anche io in codesto circolo ermetico.
03/12/09 - 19:02 - V. Occhipinti (Ragusa) 
Veramente un bel sito, non solo per i contenuti degli innumerevoli e deliziosi video, spiegati con chiarezza espositiva e una lucidità impeccabile, ma anche per la profondità psicologica dei commenti lasciati dai pazienti, che sono in grado di trasferire al lettore qualcosa di inafferrabile e indicibile, e cioè l’esperienza di un’anima sofferente che, nonostante tutto, trova una via di riscatto da un destino poco clemente. Lei Dottor Ruga svolge una nuova professione che nonostante una avanzatissima facciata teorica, suffragata dalle modernissime ricerche che Lei illustra sapientemente nel Suo video, sottende un elemento essenziale quanto antico come il mondo: il contatto umano, nel quale dominio, Lei dimostra eccellenti doti che La portano a risultati sbalorditivi. Ho letto con grande partecipazione tutti i commenti lasciati, alcuni dei quali mi hanno intimamente toccato il cuore. E’ impossibile restare distaccati di fronte una tale profusione di sentimenti genuini e sinceri. Una nota di merito va anche ai Dirigenti, che hanno reso possibile un Servizio che è all’avanguardia non solo in Italia.
04/12/09 - 11:27 - Un paziente soddisfatto 
Salve Dottore, ho avuto il piacere di conoscerla in Clinica e sono molto contento di ritrovarla su internet. Se dovessi raccontare tutto ciò che ci siamo detti durante la mia degenza al S.Anna di Catanzaro, ci vorrebbero delle ore. Vorrei solo ricordare una piccola cosa che mi ha molto colpito e che mi ha fatto riconsiderare e rivalutare la psicologia stessa. Quando Lei è entrato per la prima volta nella stanza, vigeva il massimo silenzio e si respirava un’aria pesante, io ero triste e impaurito come penso pure i miei compagni. Col passare del tempo, grazie alle Sue domande e alle Sue osservazioni, e al fatto che Lei cercasse di coinvolgere tutti nella conversazione, ognuno di noi parlando di sé, scopriva che la vita dell’altro aveva delle analogie con la propria. Presto ci siamo ritrovati a chiacchierare come fra amici e con gusto, dimenticandoci di essere in un ospedale. Passammo un'ora rilassante e piacevole insieme. Lei se ne andò dicendo che aveva attivato qualcosa e che dunque il Suo compito era momentaneamente finito. Ecco, Dottore, a distanza di mesi dal mio intervento, ho dei ricordi dolorosi che cerco di tenere lontano perché ancora oggi mi fanno del male, ma quando penso ad alcuni momenti passati insieme a Lei e agli altri due compagni di stanza con i quali abbiamo condiviso le nostre storie, le nostre ansie, i momenti di sconforto e le speranze, allora penso che questa esperienza mi ha insegnato qualcosa di grande. Peccato solo che il prezzo pagato, in termini di dolore è stato molto alto, ma se oggi posso ancora giocare con i miei nipotini, so che lo devo ai medici della Clinica, che hanno allungato la mia vita. Cercherò di fare tesoro di questa esperienza e di ciò che ho capito parlando con Lei Dottor Ruga. Il Suo aiuto è stato di grandissima importanza per me. Grazie.
04/12/09 - 12:17 - C. Seletti (Parma) 
In questo sito ho trovato risposte che cercavo da anni, ho dissetato la mia sete di sapere, ho capito ciò che nessuno mi aveva mai detto, ho avvertito l’esigenza di pormi nuove inimmaginabili domande, ho sentito emozioni forti, ho immaginato storie commoventi dietro parole vere. In questo sito sono entrato che ero ancora ragazzo, ingenuo, irrequieto, sordo alle richieste d’aiuto, egoista, chiuso in un mondo che solo ieri sembrava vasto, ma che oggi mi appare una prigione. Sono entrato incuriosito e ne sono stato rapito. Allora mi ci sono immerso con entusiasmo cieco e ne sono riemerso rinnovato. Mi piace definire questa immersione un “bagno nel sangue” di chi con la sua sofferenza mi ha insegnato tanto. Soprattutto a sperare e a saper attendere che ogni accadimento trovasse la sua giusta collocazione all’interno di un disegno significativo. E’ proprio in questa tremenda attesa, che colloco il senso del Suo provvidenziale intervento psicologico, teso a rendere la permanenza del paziente, un momento “fortunato” e propulsivo, foriero di comprensione e maturazione. Crescere è sempre molto difficile, ma quando si ha una guida come Lei, diventa un’esperienza meravigliosa. Per me il Suo sito è come una strada che segna un percorso il cui punto d’arrivo, come alla fine di un lungo pellegrinaggio, non è altro che una meta interiore che si può contemplare solo per pochi intensi istanti e mai possedere definitivamente. Ma ciò che accade in codesti istanti, ha il dolce sapore dell’eternità. Le auguro di vivere con gioia.
04/12/09 - 18:21 - L. Scognamiglio (NA) 
Sito bellissimo, complimenti. Le sue “lezioni” sono piccole perle di cultura concentrata, devoluta in beneficenza, alla faccia di certi atteggiamenti da professorone, che detiene chissà quale verità, centellinata stiticamente, spesso per mascherare la propria pochezza. Bravo, veramente bravo! Generoso soprattutto. Umano. Ancora una volta bravo! Perché della Sua preparazione fa buon uso, la mette a disposizione degli altri, la offre gratuitamente e si vede che gode in questo. Di nuovo bravo! Non mi stanco di ripeterlo perché le persone come Lei vanno lodate, incoraggiate, promosse. A me personalmente una cosa piace in modo particolare: il Suo modo di trattare le persone che mal volentieri inizialmente si affidano a Lei. Mi sembra ci sia un solo caso tra i pazienti che ovviamente Lei trasforma in Suo “fan”, conquistandolo progressivamente con un fare calmo, posato, sicuro e risoluto. Bravo!
05/12/09 - 09:14 - N. Poli (MI) 
Un sito che libera la mente dalle catene dell’ignoranza, dalla grettezza della mentalità limitata di chi non crede nella cultura e in particolare nella cultura psicologica. La Sua è una “voce” forte, dura, tutt’altro che morbida e gentile, per niente timida e flebile, anzi, al di là di questa apparenza le Sue parole sono come macigni, come fendenti assestati nei punti deboli della superficialità di chi non vuole accettare la luce di una nuova conoscenza, che squarcia un velo sulla parte oscura che alberga in ogni uomo. Le Sue parole attraversano letteralmente l’ascoltatore, costringendolo a riflettere e dunque recidono le corde con le quali egli stesso si auto-limita. Ci vuole convinzione, forza audacia e determinazione nel fare questo. Ci vuole consapevolezza del rischio e coscienza dei propri limiti. Poiché si gioca col fuoco sacro degli dei. Insieme a una naturale delicatezza insita nei Suoi acclamati modi eleganti, che inizialmente attirano e ammaliano l’altro, vi è molto altro. Ed è soprattutto questa parte meno evidente, che a mio avviso Le consente di raggiungere mete terapeutiche così ambite in così poco tempo. Complimenti collega, ha tutta la mia stima e la mia ammirazione.
05/12/09 - 12:48 - Nicoletta (PD) 
Che bello…! Ho trovato finalmente qualcosa di appassionante da leggere. Sono proprio contenta di aver scoperto questo sito pieno di storie emozionanti, di video che ti spiegano dettagliatamente cose che nessuno ti dice a scuola o all’Università. Il mio commento è che sono entusiasta. Dopo averla ascoltata per cinque minuti, ero già irrimediabilmente catturata da una materia che ha il pregio di cambiarti dentro. Tu ascolti, leggi, e lei ti cambia, facendoti sentire meglio perché sei più consapevole di te stessa. All’inizio è possibile provare un senso di fastidio perché certe cose non vorresti sentirtele dire. Poi, succede che, grazie all’ascolto, la tua inarrestabile crescita intellettuale coinvolge quella umana e il guscio che ti avvolgeva come una casa, non riesce più a contenerti e si rompe sotto la pressione di una tale intima espansione. Lui si rompe e tu nasci. Nascere implica dolore, ma sei felice di aprire gli occhi e di conquistare un nuovo territorio. Alcuni dei Suoi video sono veramente difficili, ma se si ha la pazienza di trascriverne certi ostici passaggi e di studiarli, riguardandoli più volte, si coglie un messaggio profondo. E li ti accorgi che quelle parole ti hanno già un po’ cambiata. Ti senti più buona, più positiva più fiduciosa in te stessa e senti una forza nascente che prima era solo latente. Questo è il vero miracolo. Lei ci mette una scintilla, il resto ce lo mettiamo noi Dottore! Nello scriverle mi commuovo perché Lei mi ha offerto un prezioso aiuto per uscire da una incresciosa situazione psicologica, che mi stava dissanguando a causa di una relazione sentimentale incongrua e non corrisposta. Mi piacerebbe tanto avere il Suo intuito e la Sua capacità di vedere oltre le apparenze, ma mi sento fortunata ad essermi imbattuta nel Suo sito. Leggendo i commenti dei “pazienti”, mi sono in parte riconosciuta in loro, soprattutto nei momenti in cui la loro situazione emotiva prende una svolta e vengono trasportati dalle Sue parole in un universo diverso, meno nevrotico e più sano. Mi sono venuti i brividi. Lei è molto fortunato perché svolge un lavoro che ama e questo lo si vede dietro ogni Suo gesto terapeutico, che per questo diviene naturale. Studio psicologia, sto per laurearmi, per il mio Relatore sono una tra le tante, ma quel giorno avrò una persona speciale al mio fianco. Avrò Lei accanto a me, con i Suoi impareggiabili insegnamenti. La saluto Dr. Ruga, felice di aver fatto la Sua conoscenza. Grazie. Nicoletta
05/12/09 - 18:56 - Adriano  
Lascio un mio pensiero, felice di partecipare a questo caleidoscopio di gioiosi commenti in onore del Sapere e di un professionista in grado di emozionare, facendo il proprio mestiere in modo straordinario. La Cultura guarisce dall’odio e avvicina l’uomo a Dio.
07/12/09 - 10:51 - A. Cimaglia (Roma) 
Complimenti per lo stile personale e un modo di fare terapia che raggiunge il cuore del problema in pochi istanti. Peccato che ciò non dipenda da una tecnica codificabile e standardizzabile, piuttosto dalle Sue doti personali e da un intuito molto vivido. Lei ha un modo di fare in linea con la celebre massima “Memento audere sempre” (Ricordati di osare sempre) di Gabriele D'Annunzio, che La porta a cavalcare il rischio come un equilibrista, penetrando nel mondo psicologico dell’altro con irrisoria facilità ed evidente competenza. Mi sovviene una famosa frase di Seneca: “Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt” (Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro). Credo che Lei riesca molto bene a far volgere lo sguardo del paziente non solo indietro a sé, ma soprattutto all’interno di sé. In ciò è inimitabile. Complimenti.
07/12/09 - 18:44 - Don Duilio (Bolzano) 
Caro Dr. Ruga, deve sapere che noi non La perdiamo mai di vista e siamo molto compiaciuti del lavoro che sta prestando nella Clinica S. Anna di Catanzaro. Il Suo è un modo di fare che condividiamo perfettamente e che auguriamo ad ogni professionista impegnato in una professione d’aiuto come la Sua. I Suoi modi sono intrisi di spirito caritatevole, supportato dalla straordinaria facoltà di comprendere con immediatezza ciò che si nasconde in una realtà spesso confusa e contraddittoria, della quale Lei sembra coglierne l’essenza con fermezza, sapienza, risolutezza. Siamo convinti che le Sue spiccate doti umane, guidate da un autentico spirito cristiano, La porteranno sempre nella giusta direzione, anche se questa è rappresentata dal sentiero meno battuto. Quando la ragione, la volontà e l’affettività si compiono secondo tutta l'ampiezza del loro desiderio di giustizia, di bontà e di felicità altrui, generano stupore e commozione. Le Sue parole scavano nei fatti e nei cuori con tutta l’energia della grande arte lasciando un segno indelebile, poiché aderiscono al dramma della vita in un modo personale e propulsivo, generando speranza e convinzione di riscatto. Con grande stima, Don Duilio.
09/12/09 - 16:09 - B. Taddia (Ferrara) 
Alcuni dei Suoi interventi psicoterapeutici hanno realmente caratteristiche geniali. In essi vi è fantasia, improvvisazione, velocità d’esecuzione e, come se non bastasse, si fondano su un intuito vivo, che come qualità irrazionale rende il Suo operare irriducibile secondo categorie logiche e metodologie prevedibili, procedure standardizzabili o codificabili. L’unica perplessità insita in un tale modo di operare è il “rischio di errore” connesso al fatto di inferire la realtà psicologica del paziente, basandosi su limitate premesse euristiche o minuti indizi che a molti sfuggirebbero e che invece Lei usa magistralmente come base per le Sue penetranti ipotesi. Finora, illustre collega, i risultati Le hanno dato sempre abbondantemente ragione. Nelle Sue abili mani la psicoanalisi diventa un bisturi fiammeggiante, in grado di insinuarsi nelle più recondite pieghe dell’animo umano, fino a stanare e risolvere annosi problemi, in un lampo di improvvisa genialità. Auguri per una radiosa carriera.
10/12/09 - 12:34 - F. Lo Russo (Bari) 
Ex abundantia enim cordis os loquitur (La bocca parla per l’abbondanza del cuore). L’uomo buono cava fuori dal buon tesoro cose buone. Lo dico con gioia e lascio questo mio commento, onorato di affiancarlo a parole magnifiche, spese per una giusta causa, in onore di un uomo retto e giusto, sapiente e audace, temerario e saggio, arguto e compassionevole, dalla mente illuminata e dal cuore ispirato. Irriducibile, eroico, geniale. Non è questo uno smodato culto della persona, ma semplicemente constatare che un uomo seriamente impegnato nella direzione giusta, intimamente motivato e con le doti opportune, può fare cose straordinarie. Le cose che ha dimostrato di saper fare. Nessun miracolo. F. Lo Russo
10/12/09 - 16:29 - Una paziente presa a "legnate" 
Ricordo con molto piacere le nostre istruttive e “rivoluzionarie” chiacchierate al Sant’Anna Hospital di Catanzaro. Io ero molto scettica nei confronti della psicologia e degli psicologi, ma non per ignoranza come invece spesso accade, solo perchè pensavo che la mia complessità di donna non potesse essere ridotta e spiegata attraverso le categorie prestabilite della psichiatria. Evidentemente mi sbagliavo. Delle nostre illuminanti conversazioni avute in camera, ricordo bene ogni dettaglio, ma riporterò qui di seguito soltanto alcune gustose e simpatiche situazioni che oscillano tra il comico, il grottesco e il melodrammatico. E poiché sono qui per lodarla, il lieto fine è assicurato. Ebbene, una volta finito il colloquio con la mia compagna di stanza, Lei si rivolse a me dicendomi che non avevamo molto tempo a disposizione, che ci saremmo visti per tre volte e che ogni incontro sarebbe durato all’incirca un’ora. Il mio compito sarebbe stato quello di dire ciò che mi veniva in mente, senza censurare alcunché. Iniziai, quasi con aria di sfida, e un po’ per curiosità, la mia esposizione dei fatti riguardanti la malattia, la mia famiglia e il mio passato in breve. Poi mi fermai e Lei prese la parola. Mi parlò di una deformazione professionale che aveva intaccato e deformato il mio modo di sentire gli altri, che a Suo dire, io tendevo a sottovalutare, giudicare e sminuire sistematicamente. Mentre mi spiegava questo concetto, avevo l’impressione che con una mano mi sorreggesse e con l’altra me ne desse di santa ragione. Eppure non riuscivo ad essere arrabbiata con Lei. Intervallato da pause di riflessione, da esempi di vita vissuta ed esplorazioni filosofiche, il nostro discorso spaziava su quasi tutta la mia vita privata e puntuale, dietro ad ogni Suo arguto intervento, come una mannaia inesorabile (e, col senno di poi, anche giusta!) arrivava una “legnata” sul mio modo di essere e di fare, soprattutto riferito ai figli. Tra me e me, pensavo di non aver mai ricevuto così tante botte (metaforiche s’intende), da un giovane e impertinente dottore, che con quelle parole mi stava strapazzando a dovere come nessuno si era permesso prima. Eppure ero serena. Questo, dottore, non sono riuscita a comprenderlo. Un senso di serenità e di calma mi pervadeva interamente. Poi c’è da dire, che mentre Lei diceva cose anche “violente” su di me, allo stesso tempo mi guardava sorridente, in un modo veramente tranquillizzante che aveva un grande effetto balsamico. Io restavo calma e mi rendevo conto che molte cose che Lei osava dire su di me, erano effettivamente vere. Di più, erano incredibilmente vere. Me ne rendevo conto con l’avanzare e l’incalzare del discorso. Alla fine dell’ora mi disse: “ecco Signora, Lei si comporta con gli altri proprio come io oggi mi sono comportato con Lei”. Improvvisamente capii che quelle poche parole, contenevano un concetto che era stato preparato meticolosamente, accuratamente e sapientemente fin dall’inizio del colloquio. Io ero stata la “protagonista” di quel concetto e Lei era stato un abilissimo e geniale regista. I miei figli (che Lei ha conosciuto durante le loro visite) insistono a dirmi che dopo l’intervento sono cambiata e ogni volta che mi fanno il verso o l’imitazione della mamma autoritaria, presuntuosa, aggressiva e dura, che sicuramente sono stata, io scoppio a ridere, ma non perché sono loro a farmi ridere, ma perché mi vengono in mente le sonore, salutari e provvidenziali “mazzate psicologiche” che ho preso da Lei, dottore. Questo, caro dottore, è stato il nostro primo colloquio, mentre degli altri non posso fare cenno poiché li custodisco nel profondo dei miei ricordi, in quel luogo intimo cui hanno accesso davvero poche persone. Nel salutarla Le auguro tutta la serenità di questo mondo e La ringrazio di cuore, ritenendomi una donna fortunata ad aver incontrato una persona come Lei, che mi ha aperto gli occhi della mente e del cuore.
11/12/09 - 10:33 - M. Vandelli (Modena) 
Racconti commoventi, azioni ispirate che sfondano la barriera dell’incomunicabilità, una psicologia applicata alla vita concreta che cambia le persone in meglio. Ho trascorso metà giornata immerso nella lettura di queste confessioni uscite dalla fabbrica dei sentimenti. Usare internet per far conoscere agli altri come siamo e “cosa” siamo, vale più di ogni aulico discorso filosofico ed è espressione massima del buon utilizzo di questo potente mezzo di comunicazione.
12/12/09 - 09:49 - G. Borghesi (BO) 
Sembra che Lei sappia sempre fino a che punto spingersi, rischiando anche di “perdere” il paziente. Le Sue mosse si basano su piccoli segni, alla stessa stregua di un abile detective che instancabile ricerca la verità. Peccato che questo sapere non si possa tanto insegnare, poiché si basa sull’intuito personale e su di un modo unico di assemblare indizi e informazioni apparentemente secondarie. Ma anche “il più bravo” ha dei limiti. Credo che Lei conosca bene i Suoi. Tuttavia, arriva sempre prima o poi nella vita il momento in cui ci diamo intensamente agli altri, investendo molte energie, ma senza raccogliere alcun risultato. A volte può persino capitare di produrre un atteggiamento di chiusura, senza trovare una chiave d’accesso, perché nessuna chiave che in altri casi ha funzionato, funziona. Cosa si fa in questi casi? Cosa farebbe uno come Lei, al quale anche le porte più inaccessibili sembrano aprirsi con insospettata facilità? Non mi aspetto una risposta e so che una risposta in senso lato non c’è. Complimenti per il Suo sito e il lavoro che svolge con estrema passione.
12/12/09 - 10:43 - Roberto Ruga 
Ci sono casi difficili ma non impossibili. E poi ci sono casi che sembrano impossibili. E ci sono anche gli errori. Gli errori che mi è capitato di commettere, quasi sempre erano dovuti ad un mio coinvolgimento emotivo che mi induceva a supporre di conoscere bene quel determinato paziente, spingendolo frettolosamente verso situazioni che non era ancora pronto ad affrontare. Ma è anche vero che i risultati più sconcertanti li ho ottenuti per la stessa ragione. Dunque, collega (perché immagino che Lei lo sia) nel caso in cui, a seguito di una sorta di “onnipotenza salvifica” (l’ardente desiderio-convinzione di poter salvare l’altro, che può condurre ad una inflazione psichica), si sente di aver esagerato, nell’aver fatto o detto qualcosa di inopportuno, ad esempio dando interpretazioni premature, si rallenta il passo e ci si pone in una condizione di supportiva attesa. A costo di aspettare una vita intera. Ma se non dovessimo avere tutta questa pazienza, allora non resta che affidarsi al proprio intuito, tenendo presente che ogni caso è unico e che non esistono risposte preconfezionate se non il fatto determinante che il paziente, che ha conosciuto lo sguardo nuovo dell’analista su di sé, si è sorpreso a guardarsi in modo diverso. Come sempre, ringrazio tutti per i magnifici commenti e le toccanti testimonianze.
12/12/09 - 22:23 - antonio De santis
Egreg,Dr Ruga,le malattie cardiovascolari sono indotte da diabete,ipertensione,colesteroloalto,trigliceridi alti,fumo,etc.etc.L'ansia e la depressione reattiva et quindi uno stress psicofisico incidono in maniera decisamente blanda,con tutto il rispetto per la sua professione.Dr.Antonio De santis specialista in medicina interna e cardiologia.
13/12/09 - 20:02 - Una paziente "consapevole" 
Caro Dr. Ruga, mi accingo anch’io a lasciare un commento in questo luogo virtuale in cui è bello ritrovarsi e partecipare con la propria esperienza di paziente e di donna. Sono stata ricoverata al S. Anna Hospital di Catanzaro nel periodo estivo. Da semplici accertamenti si è scoperto che avrei dovuto subire un intervento di una certa portata. Rassegnata mi sono sottoposta fiduciosa nelle mani di medici molto competenti che per quanto impegnati, si sono dedicati a me spiegandomi quello che avrebbero fatto. Sapevo di essere in una Struttura all’avanguardia che mi avrebbe offerto la migliore tecnica possibile. Infatti, così è stato e nel giro di un paio di settimane mi sono ritrovata a casa con una prospettiva di vita migliore. Grazie alle numerose sedute con Lei Dr. Ruga, sono tornata battagliera e consapevole delle mie qualità, ma anche dei miei punti deboli. Nei nostri colloqui abbiamo parlato di tantissime cose, di me e della mia famiglia. Da un discorso apparentemente casuale e libero, che comprendeva anche alcuni miei sogni, Lei trasse con straordinaria maestria degli elementi psicologici utili a descrivere con stucchevole perizia la mia personalità e mi diede anche un paio di suggerimenti che ho messo in pratica con sorprendenti risultati. Delle nostre chiacchierate, Dottore, conservo un gran bel ricordo e nel leggere tutti questi incredibili commenti mi soffermo su quelli dei pazienti e, immedesimandomi nel loro racconto, anche io non posso fare a meno di commuovermi. E’ una sensazione molto bella perché mi fa apprezzare appieno tutto il lavoro svolto su di me. Grazie infinite per le bellissime parole piene di speranza e di incoraggiamento, che mi hanno resa consapevole del mio valore.
14/12/09 - 10:32 - Daniela Lombardi 
Intanto devo dire che sono rimasta incantata dal Suo modo di spiegare, chiaro, sintetico ed esaustivo. Ho letto le testimonianze dei pazienti e mi sono commossa non tanto per le storie raccontate, quanto per la modalità con la quale Lei si accosta al malato, fornendogli proprio ciò di cui, in quel momento, ha essenzialmente bisogno. A mio avviso, un elemento sicuramente accomuna tutti i racconti: l’entusiasmo, la presenza di una viva emozione mista all’esaltazione e alla profonda commozione emotiva che determina una elevata intensità di sentimenti. Chi ha la fortuna di visitare e scoprire il Suo sito, ne esce migliorato dai contenuti scientifici e umani di notevole portata, nutrito nello spirito e nella mente, con la convinzione che anche se lo stress è ineliminabile dalla vita, si può certamente lavorare sul modo di percepire e di reagire alle situazioni avverse, mettendo in atto nuovi e più consoni comportamenti adattivi e preventivi. Complimenti per il Servizio d’eccellenza, in Italia ancora in fase di avvio, ma che è una pratica ormai consolidata nei Paesi più avanzati. Dott.ssa Daniela Lombardi
14/12/09 - 17:44 - Un paziente "ex-fumatore" 
Egregio Dottor Ruga, Le scrivo con molto piacere e contento di essermi rimesso abbastanza bene a tre mesi dall’intervento presso la clinica di Catanzaro dove l’ho conosciuta. Mi sono trovato benissimo, a partire dal personale, gli infermieri e i medici, tutti giovani e in gamba. Davvero una bella squadra. Di questo devo fare i miei complimenti a tutti. I momenti più difficili per me sono stati i giorni precedenti all’intervento, poiché questo è stato più volte spostato per via delle urgenze e io ho fatto fatica ad abituarmi all’idea di dover aspettare ancora. Dei nostri incontri ho un ricordo fantastico. Lei è stato sempre molto disponibile e mi ha ascoltato con pazienza ed interesse, dandomi anche delle indicazioni sullo stile di vita che avrei dovuto seguire e convincendomi che avrei potuto smettere di fumare. Cosa che sono finalmente riuscito a fare. La ringrazio per tutto quello che ha fatto per me e Le auguro tanta fortuna.
15/12/09 - 12:17 - Emilio Ricci 
Discorso molto serio, supportato da innumerevoli recenti ricerche e studi che hanno indagato la correlazione tra le emozioni negative, i dispiaceri, la sofferenza emotiva e le patologie coronariche cardiache fino a essere annoverati tra i fattori di rischio; così come è vero che il buonumore, l’ottimismo, un atteggiamento positivo o un generale benessere emotivo, la gratitudine e un comportamento altruistico, l’autocontrollo emotivo, la stabilità emotiva e la sicurezza in se stessi, hanno un effetto protettivo rispetto alle malattie del cuore e alla mortalità prematura in genere. Del resto, già nella antica Cina l’importanza della interconnessione inscindibile tra il corpo e la mente era ampiamente riconosciuta. Michael Frenneaux, professore di Medicina Cardiovascolare alla University of Birmingham sostiene che persino i traumi subiti durante l’infanzia sembrano avere un impatto significativo rilevante: in una recente ricerca su 17.000 adulti di San Diego, in California, Maxia Dong dei Centers for Disease Control and Prevention ha stimato che il rischio cardiaco sale dal 30 al 70 per cento in pazienti che riportano episodi infantili di abusi sessuali o psichici, o i cui genitori erano alcolizzati. Lo stress in età adulta (problemi lavorativi, economici, familiari) invece è stato valutato da uno studio pubblicato recentemente dal Lancet: “Insieme, tutti i fattori di stress in età adulta pesano per il 30 per cento sul rischio cardiaco totale”, scrive Salim Yusuf, professore di Medicina alla Canada’s McMaster University. Su un livello meramente intuitivo, gli stati emozionali influenzano il comportamento anche perché le persone depresse o aggressive si adattano malvolentieri a regimi dietetici, trascurano l’attività fisica, fumano di più e consumano in media 600 calorie in più al giorno degli altri. Ma il comportamento è solo l’inizio. Le emozioni negative inducono il rilascio di ormoni dello stress come cortisolo ed epinefrina, che mettono in modo meccanismi molecolari connessi a strategie evolutive di sopravvivenza che sul lungo periodo inducono alterazioni in grado di danneggiare in modo permanente i vasi sanguigni. “Le persone ostili o depresse rispondono al mondo in un modo chimico diverso”, spiega Edward Suarez. “Tendono ad interpretare un maggior numero di situazioni come stressanti, e di conseguenza rilasciano una più elevata quantità di ormoni dello stress. Il sistema immunitario reagisce scatenando uno stato infiammatorio, fattore di rischio cardiaco”. In futuro il modello di terapia dei pazienti cardiovascolari probabilmente consisterà in un approccio che integrerà cambiamenti di stile di vita e di attitudine psicologica. Questo modello avrà bisogno della collaborazione di cardiologi, nutrizionisti, psicologi, pazienti e famiglie. In Italia ci si sta muovendo in questa direzione, per fortuna anche attraverso un’opera non soltanto legislativa, quanto informativa e di sensibilizzazione. Certo, siamo ancora distanti dai modelli americani nei quali la psicocardiologia è pratica ormai consolidata. Caro ed illustre collega, ho trovato nel Suo sito moltissimo materiale di primissimo livello, davvero stimolante per ulteriori e successivi sviluppi in questa neonata disciplina che viene accolta con favore ed entusiasmo finalmente anche in Europa. Mi complimento per la Sua preparazione e per i Suoi successi psicoterapici.
16/12/09 - 11:10 - Salvatore Romeo (RC) 
Mi meraviglio di come in questo sito, a parte quelli dei pazienti, ci siano pochissimi commenti di persone del meridione. Forse sono tutti indaffarati a lavorare… o, peggio, ad ignorare l’avanzare inesorabile della tecnologia e, ogni tanto, di qualche eccellente professionista come Lei. Ho trovato in questo sorprendente sito, un’apoteosi culturale che ha una potenza vulcanica. Il visitatore ne viene presto travolto e innalzato con la forza di un abbraccio oceanico, e rapito fino a essere condotto presso lidi sconosciuti di scenari intellettuali inimmaginabili, dove, ormai stordito da un’overdose di nozioni e inghiottito da racconti mistici, desiste. Non esagero. E’ così. Complimenti e in bocca al lupo!
17/12/09 - 16:53 - V. Mancini (Roma) 
Un'eccellente e imponente opera di divulgazione, molto raffinata, esposta magistralmente e offerta gratuitamente. Un lavoro certosino, altamente professionale, che richiede tanto tempo e quindi tanta passione. Ammiro la Sua dedizione ed estendo i miei apprezzamenti all’intero gruppo con cui lavora. Buone cose.
18/12/09 - 09:37 - G. Corazza 
Leggere di tutte queste testimonianze e ascoltare le Sue parole, rende migliori. Questo è un grande merito.
18/12/09 - 10:59 - L. Cabello (Sondrio) 
Pagine piene di sentimento e di compassione, nozioni e concetti raccontati con la gioia di far sapere a tutti la sorprendente bellezza della psicologia, in uno stile seduttorio e accattivante, tra sorrisi abbozzati, sguardi ammaliatori e completa padronanza della materia. Come non lasciarsi trasportare dalle Sue dolci maniere, accompagnate da una voce cantilenante e rilassante. Gran bel sito e gran bel lavoro. Lo dico con tanta ammirazione, un pizzico di invidia e il dispiacere per la consapevolezza di non poterla conoscere di persona. La lettura dei commenti suscita profonde emozioni e svela un mondo genuino, bello, di una umanità che tocca il cuore e commuove: è il trionfo della bontà coniugata ad un sapere applicato con maestria e gioia. Raramente mi sono commossa come oggi. Grazie, buon lavoro e auguri di Buone Feste.
19/12/09 - 12:57 - T. Fumagalli (MI) 
Il cuore come sede delle emozioni è un concetto che si perde nella storia. La cultura popolare, così come la tradizione filosofica e letteraria sono permeate da costanti riferimenti metaforici a questo rapporto. Nel 1937 Malzberg pubblicò sull'American Journal of Psychiatry alcune considerazioni sulla mortalità tra individui affetti da melanconia involutiva, osservando che i disturbi cardiologici rappresentavano il 40% di tutte le cause di morte nei pazienti depressi e che il tasso dei disturbi cardiaci era 8 volte superiore rispetto allo stesso nella popolazione generale. Tra il 1993 ed il 1995 il gruppo di Frasure-Smith valutò la possibilità che la diagnosi di depressione maggiore in pazienti ricoverati dopo IMA (ischemia miocardia acuta) potesse avere un impatto indipendente, aumentando sino a 4 volte la mortalità cardiaca nei 6 mesi successivi alle dimissioni. Questo lavoro suscitò l'interesse di altri autori come Friedman (1995) e Ziegelstein (1995) che evidenziarono rispettivamente l'implicazione del sistema dopaminergico e della serotonina nella correlazione tra depressione post-IMA e mortalità per sofferenza cardiovascolare. Viceversa nei pazienti cardiopatici (ischemici), vi è una elevata comorbilità con i disturbi psichiatrici, anche se nella maggioranza dei casi si tratta di disturbi dell'adattamento o di disturbi d'ansia. Ciò che colpisce è la scarsa consapevolezza della sofferenza psichica in questi pazienti (come ben evidenziato dal rapporto Hamilton/QSD), che tendono ad ingannare il personale sanitario e il cardiologo in particolare, in quanto l'espressione fenomenica della sofferenza tende ad essere coartata ed inibita attraverso meccanismi di negazione ed efficientismo che richiamano le caratteristiche della personalità di Tipo A, da Lei perfettamente descritta nel video. Ho trovato il Suo sito illuminante per una comprensione olistica della persona malata. Mi complimento per la serietà e la professionalità dei Suoi interventi e per la lodevole iniziativa di divulgare le Sue preziose esperienze acquisite.
21/12/09 - 10:52 - F. Castiglioni (Varese) 
Tanti complimenti Dr. Ruga, ho trovato in questo sito ciò che nessun libro mi ha dato: esperienze straordinarie, raccontate con sentimento e in grado di emozionare anche un medico come me, abituato a confrontarsi quotidianamente con l’indicibile sofferenza dei pazienti. Esercito da tanti anni e non ho mai visto un professionista elargire il suo sapere con tanto entusiasmo e voglia di trasmettere agli altri le proprie personali acquisizioni; se facessimo tutti così, il sistema ne gioverebbe molto. Io sono sempre stato un medico sensibile al fascino della psicologia e voglio lasciare in questo Suo sito il mio personale contributo culturale riguardo ai problemi che Lei tratta così sapientemente da un punto di vista psicologico. Da un punto di vista strettamente medico, lo stress mentale (SM) specie attraverso l’attivazione di una serie di meccanismi neuro-umorali, è in grado di risultare - come Lei ha sottolineato - causa predisponente, scatenante od aggravante dell’ischemia miocardia, fino all'infarto od alla morte improvvisa. Nei coronaropatici i fenomeni ischemici miocardici sono molto più frequenti durante SM. Conseguentemente, è certamente auspicabile che dal punto di vista della cura, della prevenzione e della riabilitazione di questi pazienti, sia previsto, accanto all’intervento del cardiologo, anche quello dello psicologo, visto che il corretto approccio psicologico contribuisce notevolmente a favorire la guarigione dalla malattia. Anche noi medici siamo convinti che lo SM sia uno scompenso conseguente all’incapacità di un soggetto di rispondere adeguatamente alle richieste esterne, percepite realmente troppo intense o prolungate (Lazarus, 1984); il soggetto accusa una sensazione di tensione, di malessere, di esaurimento, di incapacità di resistere, di assorbire, di affrontare e risolvere i problemi. In maniera più specifica, dal punto di vista fisiopatologico lo SM determina l’attivazione del sistema nervoso simpatico (SNS), del sistema renina-angiotensina-aldosterone (SRA-A), della corteccia surrenalica con conseguente aumento del rilascio di corticosteroidi, di catecolamine e di angiotensina II - aldosterone, che producono, a loro volta, incremento della frequenza cardiaca (FC), della pressione arteriosa (PA), della portata cardiaca e con vasocostrizione e vasospasmo coronarico (Yeung et al, 1991), con ipercolesterolemia (aumento delle LDL e riduzione delle HDL) ed ipertrigliceridemia, con facilitazione di aritmie, con disfunzione endoteliale (Yeung et al, 1991), con attivazione piastrinica ed effetto protrombotico (Muller et al, 1989); possono, inoltre, essere interessati anche vari neuropeptidi, il controllo vagale, accanto ad una suscettibilità genetica. L'insieme di questi meccanismi, con un peso relativo di ognuno di essi diverso nel singolo paziente, è in grado di risultare causa predisponente o scatenante dell’ischemia miocardica fino all’infarto od alla morte improvvisa. La disfunzione endoteliale, la lesione aterosclerotica iniziale, è conseguenza, oltre che dell’azione diretta delle catecolamine sulle coronarie, di quella meccanica sull’endotelio stesso esplicata dall’aumento della pressione arteriosa e della velocità del sangue, dall’iperaggregabilità ed iperadesività piastrinica, dall’aumento della colesterolemia, dalla mobilizzazione lipidica, dagli stress ossidativi (Eliot, in Schlant et al, 1995, pag. 2256). Fenomeni ischemici miocardici sono frequenti durante SM nei coronaropatici, specie in caso di paura, tristezza, collera, frustrazione (Gabbay et al, 1996; Gullette et al, 1997); più precisamente, lo SM è capace di determinare ischemia miocardica, anche se prevalentemente silente nel 40-70% dei coronaropatici (Blumenthal, 1995), di raddoppiare la possibilità di infarto miocardico acuto (IMA) nelle due ore seguenti ad un episodio di collera (Mittleman et al, 1995), di incrementare la mortalità cardiaca in genere (Leor et al, 1996). Entrando in un campo a Lei congeniale, e solo per completezza, aggiungiamo che l’improvvisa morte del coniuge può determinare un evento coronarico acuto (Brandspiegel et al, 1998), così come accadimenti drammatici, quali alluvioni, terremoti o guerra, sono in grado di produrre un aumento dell’incidenza di MI (Kark et al, 1995; Kloner et al, 1997). È stato chiaramente dimostrato che stress quali il saccheggio della propria casa, separazione, divorzio, perdita o cambiamento di lavoro oppure di abitazione producono un aumento del rischio di cardiopatia del 100-200% (Eliot, 1995, pag. 2257), anche se almeno come fattori scatenanti. L’esposizione ad uno stress acuto determina un aumento del rischio di eventi cardiovascolari di circa 2 volte negli uomini e di 3 volte nelle donne per circa un mese dopo l’episodio (Kaprio et al, 1997). È stata dimostrata, anche, una relazione direttamente proporzionale tra eventi cardiaci ed ansia e/o depressione (Dembroski, 1989; Kawachi et al, 1994) od isolamento sociale (Penninx et al, 1997). Infatti, vari studi hanno dimostrato l’aumento di frequenza nei pazienti con ischemia miocardica di ansia, di irritazione, con le preoccupazioni, di affettività negativa, cioè di prevalente tendenza ad avvertire in molte situazioni emozioni negative, quali tensione, preoccupazione, ansia, irritazione, tristezza, inibizione dell’espressione delle emozioni e dei comportamenti nei rapporti sociali, tendenza all’autoisolamento ed a parlare poco con gli altri (Kawachi et al, 1994; Kubzansky et al, 1997, Watson et al, 1984). Nell’infartuato l’ansia tende a permanere a lungo dopo l’evento acuto, verosimilmente perché i pazienti usualmente guardano alla propria morte come alla fase ultima di un processo graduale di decadimento fisico e quindi il pensiero della morte causata da un evento improvviso, quale l’infarto miocardico, provoca uno stato di ansietà o più correttamente paura, alla cui base c’è una radicata insicurezza, accanto alla depressione che può fungere da sostituta allo stato di ansia. Infatti, mentre nella popolazione sana la prevalenza stimata del distress psicologico (tristezza, nervosismo, irrequietezza, disperazione, senso di inutilità) è stimato essere 2.8%, quella dei pazienti con infarto miocardico acuto risulta 6.4%, 4.1% in quella con malattia coronarica cronica (Ferketich, 2005). Tutta una serie di studi ha chiaramente dimostrato l’incremento della incidenza e di prevalenza di quadri ansioso-depressivi nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Il cardiopatico, in genere, si sente colpito anche nella sua sfera emozionale la cui sede secondo credenze ataviche è situata nel cuore, giustificando, ulteriormente, la serie di mutamenti che riguardano la sua vita interiore. Purtroppo, per il generale senso del rifiuto della malattia che appartiene agli esseri umani, il compito del cardiologo è non facile in quanto troverà spesso pazienti che tenderanno ad avere atteggiamenti apotropaici e quindi non funzionali ad un corretto programma di prevenzione, cura o riabilitazione; quando invece è presente nell'individuo grazie al lavoro psicoterapico una spinta motivazionale interiore, allora si potrà procedere senza problemi al trattamento del paziente. Più nello specifico, dal punto di vista del rapporto con il medico distinguiamo pazienti che mostrano una iperdipendenza dalla figura del medico, pazienti collaboranti e pazienti controdipendenti. I primi lasciano nelle mani del cardiologo la completa gestione del loro stato di salute; gli ultimi (tra i quali compaiono i pazienti che evidenziano un comportamento di tipo A) difficilmente sono disposti ad accettare consigli o prescrizioni, in quanto avallati dalla convinzione di potersi autogestire più che sufficientemente. Conseguentemente, accanto all’intervento medico è necessario assicurare anche che la salute mentale intaccata possa recuperare il perduto equilibrio tramite l’intervento dello psicologo, visto che il corretto approccio dal punto di vista psicologico contribuisce a favorire la guarigione delle malattie. E’ certamente auspicabile che dal punto di vista della cura, della prevenzione e della riabilitazione, nella corrente terapia di questo paziente vengano inserite tutte le procedure utili al miglior trattamento possibile e, conseguentemente, anche della componente psicologica grazie alla psicoterapia. Siamo ben consapevoli del fatto che la valutazione ed il trattamento dei disturbi psicologici rappresentino elementi fondamentali del percorso riabilitativo dopo un evento cardiaco. In questa fase, infatti, le ripercussioni psicologiche sono frequenti, esercitano un impatto estremamente negativo sulla qualità della vita, sull’aderenza alla terapia medica e riabilitativa; inoltre, il loro trattamento sembra contribuire al miglioramento della prognosi derivante dal programma riabilitativo. Come Lei ha evidenziato con particolare precisione e cognizione di causa, molti studi confermano che fattori comportamentali, psicologici e sociali, giocano un ruolo importante nella cardiopatia ischemica. Lei mi insegna che lo scopo di un intervento psicologico sarà dunque quello di incoraggiare il mutamento positivo dello stile di vita. A cominciare dall’abolizione del fumo, dalla correzione della dieta e delle abitudini di vita sedentarie, dal controllo dello stress. Inoltre, e mi rifaccio ancora al Suo esemplare discorso, da anni è dimostrata una relazione tra malattia coronarica e il profilo di personalità classificato di “tipo A”, caratterizzato da aggressività, ostilità e rabbia. Lo psicologo che vuole proporsi come sostegno ai pazienti cardiopatici deve educare sia il paziente e sia fornire ai familiari un supporto. Più di metà degli infartuati attribuisce, infatti, la malattia allo “stress” che spesso si rende “leggibile” proprio quando si manifesta la malattia. L’esordio improvviso e inatteso di queste malattie e l’ esperienza del ricovero generano, infatti, paura, ansia, mettendo in mostra turbe del comportamento in precedenza mascherate. Il sostegno psicologico va al di là della patologia e fa arrivare al paziente un messaggio che gli consente di superare il suo concetto di malattia e fa nascere la convinzione che ad essere “ammalata” era la qualità di vita precedente. L’ammalato riesce così a comprendere quanto la sua precedente qualità di vita abbia influito sul suo disturbo e quanto invece la scelta di vita sana, possa incidere positivamente sulla sua esistenza. Spero di aver impreziosito da un punto di vista medico i contenuti di questo straordinario ed ineguagliabile sito che offre a chiunque la possibilità di capire molte cose su di sé e sugli altri, e ai professionisti l’opportunità di aggiornarsi sulle più recenti e avanzate conoscenze psicologiche che Lei mette a disposizione di tutti, nei modi che tanti hanno sottolineato. Lei ha realizzato un’opera straordinaria e per questo mi sono sentito in dovere di offrirle tutta la mia personale esperienza di medico, che ha avuto sempre un debole per la psicologia, avendo anche a suo tempo condotto un percorso psicoterapeutico che mi ha aperto gli occhi. Complimenti ancora e i migliori Auguri. F. Castiglioni
22/12/09 - 09:48 - Un paziente "rigido" 
Dottor Ruga, è un grande piacere rivederla. Probabilmente Lei non si ricorderà di me ma io non potrò mai dimenticare Le nostre sedute al S.Anna, poiché hanno avuto un’importanza decisiva nel cambiamento del mio carattere. Nel momento più buio della mia esistenza, quando dopo l’intervento non capisci ancora cosa è successo, sei frastornato e disorientato, Lei è apparso come una visione e con le Sue parole, il Suo sguardo e il Suo sorriso ha saputo scardinare le mie chiusure e la mia diffidenza fino a raggiungere la mia rabbia, il dolore, la paura e infine, la disperazione. In pochi giorni ha saputo accedere al nucleo della mia fortezza superando con pazienza, garbo e gentilezza tutti i trabocchetti che la mia mente, per paura Le tendeva. Insieme Dottore, abbiamo evocato quella paura, l’abbiamo fatta emergere comprendendone le antiche ragioni. Posso dire con fierezza che Lei è stato l’unico negli ultimi trenta anni ad avermi visto piangere. Mi ha fatto capire che la mia apparente forza e la mia intransigenza erano solo rigidità, freddezza, assenza di sentimento o, come le chiama Lei difese che nascondono la paura. Il cardiochirurgo è entrato nel mio cuore, riparandolo. Lei Dr. Ruga gli ha donato le parole per urlare la sua profonda e inascoltata verità. Oggi, posso essere felice o triste a seconda delle circostanze, ma sono finalmente una persona spontanea e ricca di calore. Le auguro di poter ripetere con altri ciò che ha fatto con me e colgo l’occasione per farle i migliori auguri di Buone Feste.
23/12/09 - 10:40 - C. Osti (Rovigo) 
Complimenti a Lei e agli ideatori di questo Servizio che risulta essere un’utilissima attività specialistica, volta a garantire non solo la tutela della salute psico-fisica come diritto fondamentale dell’individuo, ma una migliore qualità della vita stessa, ad interesse dell’intera collettività e nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. Lei dimostra di raggiungere egregiamente obiettivi sofisticati e per questo può ben rappresentare il vanto di una nuova mentalità politico-sanitaria che si apre a paradigmi psicologici sempre più saldi e unanimemente riconosciuti.
23/12/09 - 18:22 - V. Spaziani (Frosinone) 
Commenti che incendiano il cuore e fanno riflettere su una profonda verità: un uomo che aiuta un altro uomo esprime il più alto valore morale. Complimenti.
24/12/09 - 09:43 - E. Casadei (Forlì) 
Sito incredibilmente ricco e di grande interesse sia per lo specialista e sia per il lettore appassionato di psicologia. I casi clinici rivelano, ad una seconda lettura più meditata e razionale, sorprendenti dettagli che svelano penetranti tecniche psicologiche, che tuttavia, per essere riprodotte e attuate, hanno bisogno di una particolare sensibilità da parte del professionista, cui viene richiesto di essere in grado di stabilire con l’altro un rapporto pieno, genuino, profondo, in un tempo minimo. Tutti i commenti dei pazienti mettono in luce come il risultato terapeutico ottenuto sia dipendente dalla personalità del terapeuta. Complimenti e auguri.
27/12/09 - 19:44 - S. Bandini (Ravenna) 
Illustre psicologo, con piacere Le lascio il mio commento ragionato. A mio parere, il modo in cui si accosta al paziente richiede una particolare arte ermeneutica atta a scardinare le naturali chiusure di una persona estranea e sofferente, e che vada a ricercare significati profondi, oltre quelli “letterali” a tutti ben visibili, nel racconto del paziente. La Sua però non è solo un’analisi allegorica/simbolica della sofferenza, ma poiché è calata in un contesto critico psicologico, diviene momento di ispirata apertura, che sembra avere la caratteristica dell’infallibilità, andando oltre un relativismo soggettivistico. E’ altresì vero che la Sua può talvolta essere un’azione terapeutica “autoritaria”, fondata sull’intuito. Per tutte queste ragioni, la Sua arte terapeutica è inclassificabile, poliedrica, multifattoriale. Ad una approfondita disamina dei resoconti dei pazienti, ci si accorge presto che vi sono azioni terapeutiche che suscitano, modellano e guidano la risposta degli stessi, verso situazioni risolutive. In linea con il “Reader-response criticism”, il lettore-fruitore-paziente è un produttore e non tanto un consumatore dei significati. Essendo il soggetto un costruttore ipotetico di norme ed aspettative, che possono essere derivate, proiettate o estrapolate dall’opera-intervento terapeutico, si può ben dire che egli sia “inerente” all’opera terapeutica messa in atto. Proprio perché le sue aspettative possono essere violate o adempiute, soddisfatte o frustrate, e perché l’ascoltare è un processo temporale che implica memoria, percezione ed anticipazione, identificare la risposta del paziente è estremamente difficile e soggetto sempre a costruzione e ricostruzione, visione e revisione. Dunque, il paziente è colui che colma i vuoti del gesto terapeutico, e la sua strategia interpretativa “crea” l’ipertesto, non esistendo alcun “testo” se non quello che egli stesso interpreta o immagina. Per tutte queste ragioni e in linea con un approccio decostruzionistico, affermo che non si può mai veramente conoscere ciò che un “vissuto” significhi oggettivamente, o, che possa significare, di fatto, molte cose differenti. Posizione radicale, che ne relativizza il significato e si identifica soprattutto con l’opera di Jacques Derrida e Mark Taylor. Il testo-paziente non avrebbe un suo significato fisso e precostituito, ma sempre contestualizzato. Concludo dicendo che i Suoi raffinatissimi interventi, sono irriproducibili, inclassificabili, metodologicamente complessi. Tuttavia, ciò non Le impedisce un oggettivo quanto evidente successo terapeutico, raccontato sempre con enfasi e partecipazione. Complimenti.
28/12/09 - 17:03 - Il racconto di un sopravvissuto 
Carissimo dottore, esprimo la mia gioia nel rivederla anche se solo virtualmente, attraverso il Suo sito ricchissimo di testimonianze che toccano il cuore. Per chi come me ha subito un infarto, l’emozione è amplificata, ma, anche se a volte si ha la sensazione di esserne sopraffatti, non ci si può sottrarre nel leggere attentamente ogni esperienza raccontata. Della mia, posso parlarne ormai con la relativa serenità di chi “è sopravvissuto” e felice di poterla raccontare. Eppure Lei me lo aveva detto chiaramente che un giorno ne avrei potuto parlare con serenità e anche con la fierezza di chi ha superato una fase critica della propria vita. Le Sue parole mi hanno dato tanto coraggio e ottimismo, a fronte di uno stato d’animo che era ben diverso: mi sentivo tradito letteralmente dal mio corpo, abbandonato. I giorni in terapia intensiva sono stati tremendi, all’inizio potevo vedere solo il soffitto, avevo paura che sarei rimasto invalido e mi sentivo impotente di fronte alla cattiva sorte, provavo un senso di vergogna e mi sentivo in colpa per essermi trascurato e aver causato le cattive condizioni di salute che mi hanno poi portato all’infarto. Ero pieno di paura e rabbia. La paura di morire non mi aveva abbandonato e il mio pensiero andava ai familiari, ancora bisognosi della mia guida. Pensavo a questo quando ci incontrammo per la prima volta e Lei mi disse: “vedrà che tornerà meglio di prima!”. Era una bella frase e volevo crederci. Lei mi è sembrato subito una brava persona, molto affidabile, sincero e professionale, sapeva cogliere al volo ogni mio stato d’animo e anche se a volte restava in silenzio di fronte al mio dolore, avvertivo che mi capiva perfettamente. Infatti non ci mise molto a vincere la mia naturale diffidenza verso le promesse e le false speranze. Nei nostri colloqui riuscivo via via ad essere sempre più naturale e spontaneo, interessato e perfino sorpreso di ciò che io stesso potevo dire. Quelle chiacchierate mi hanno aiutato molto a conoscermi e a tirar fuori quella matassa che gravava ormai da tempo su di me e sul mio povero cuore. Insieme, dottore, l’abbiamo spuntata sull’orgoglio, sulla chiusura e sull’ottusità che neanche riuscivo a vedere in me. Che dire, nessuno potrebbe augurare ciò che è successo a me, ma è anche vero, come Lei mi ha insegnato, che se oggi sono una persona migliore lo devo a questo “sgambetto” che la vita mi ha fatto, costringendomi a riflettere su me stesso. In questo difficilissimo compito Lei è stato un compagno fedele, accogliente all’inizio, sempre fiducioso, solido nei momenti bui, intransigente quando ormai stavo meglio e potevo comprendere la necessità di un cambiamento del mio stile di vita. Le sono molto grato per tutta la pazienza che ha dimostrato. I miei più calorosi auguri da parte mia e della mia famiglia.
29/12/09 - 10:57 - A. T. (imprenditore) 
Ho perso entrambi i genitori in giovane età. Sono abituato a lottare e a cavarmela da solo. Sono diventato un uomo forte e affermato. Mi perdoni ma non credo molto alla psicologia, sono un tipo che deve toccare le cose con mano prima di decidere, però Lei mi sta simpatico per il Suo modo di porsi e di aiutare gli altri. Non ho amici sinceri, ma solo utili conoscenze. So mentire e sono molto abile a persuadere gli altri. Direi che io e Lei siamo in larga parte opposti, tuttavia nutro molto rispetto per quello che fa e per come lo fa, con una tenacia che io conosco molto bene. Presto dovrò subire un intervento ad una valvola cardiaca. Non ho paura della morte e non sono emotivo. Supererò pure questa, come sempre. Se i medici faranno il loro dovere, io farò il resto. Non serve altro. A.T.
29/12/09 - 12:20 - L. Restivo (Venezia) 
Esimio dottor Ruga, desidero esprimerLe tutta la mia ammirazione per il Suo pregevole lavoro con i pazienti. La Sua è una grande prova di abilità, determinazione, umanità e di “stile”. Naturalmente non parlo della Sua evidente ed indiscussa professionalità poiché non sono del campo, ma mi riferisco a quel Suo personale ed esclusivo modo di fare, che in molti hanno sottolineato e che rappresenta a mio modo di vedere uno stile. Quando qualcuno sviluppa uno stile, si dice che diviene “riconoscibile”, fino a fare scuola. Ad una giovane età Lei ha già trovato un Suo stile e questa è una grande fortuna poiché alcuni lo ricercano affannosamente per tutta la vita, senza per giunta trovarlo. Del Suo stile sento di poter parlare, visto che è strettamente correlato alla sofferenza del paziente e alla sua esperienza del soffrire, vista come “non senso” o assurdità della stessa. Al cospetto di una sofferenza che rende muti e che “pietrifica”, Lei riesce nonostante tutto a porsi in ascolto, rintracciando il filo di un senso che si snoda nel discorso dell’altro. Essere in ascolto implica un incontro autentico, accettando e confermando l’altro senza riserve e ponendolo al centro della propria visione. Io credo che il vissuto esperenziale, emotivo ed intrapsichico che l’altro sperimenta, sia quello di essere riconosciuto nella sua unicità, laddove invece la malattia è assenza di un tale riconoscimento, vale a dire, ciò che la persona era prima, in un certo senso, non esiste più. L’aiuto che Lei offre è rinvenibile nella possibilità offerta all’altro di rinarrare la sua storia, dimostrandogli che essa è suscettibile di una diversa forma narrativa, data, in ultima analisi, dalla nuova prospettiva del narratore. Leggendo i resoconti dei pazienti si assiste a volte al racconto di una storia non ancora detta o mai detta, che in se stessa rappresenta un evento terapeutico, poiché contiene già una reinterpretazione di significato. La saluto cordialmente e Le auguro ogni bene.
30/12/09 - 18:05 - T. Pellegrini (Roma) 
Complimenti vivissimi per il Suo eccellente impegno e per i Suoi incontrovertibili risultati. Dietro alle impressioni lasciate nel sito dai visitatori, ai loro encomi o alle aperte lodi, vi è il tentativo e insieme l’esigenza di restituirLe una quota della generosità e della magnanimità che Lei riserva a tutti noi con l’impressionante mole di informazioni presenti nei video, e ai pazienti stessi, i quali, a loro volta si impegnano a restituirLe tutta la ricchezza che sentono di aver ricevuto. Ne nasce un circuito che si autoalimenta, creando un sito in cui i sentimenti e la vera Cultura sono padroni assoluti. Infine, una personale nota di merito va fatta per la semplicità e la genuinità del Suo modo di porsi nei video, che La rendono una figura amichevole e familiare, capace di infondere nell’ascoltatore una profonda serenità. Qualità questa che pochi uomini hanno. Auguri a Lei Dr. Ruga di un sereno avvenire.
31/12/09 - 11:32 - Auguri a tutti 
Desidero ringraziare tutti, dai medici agli infermieri, dagli ausiliari ai dirigenti della clinica S. Anna di Catanzaro. Un abbraccio grande a tutti voi che mi avete messo nelle condizioni di godermi queste magnifiche feste a casa mia tra le persone care. Un immenso e particolare grazie a Lei Dr. Ruga, che mi ha fatto capire come anche dopo i ’70, si possa cambiare. Auguri di buon anno ad ognuno di voi.
31/12/09 - 16:27 - Nicola Marino 
Sono rimasto colpito dalla commozione imperante su tutti i commenti lasciati dai pazienti e dalle Sue incredibili doti terapeutiche.
03/01/10 - 10:22 - S. Cenci (Roma) 
Magnifico!
04/01/10 - 11:18 - G. Bertolino (TO) 
Un sito incredibilmente colmo di ogni attrattiva culturale elargita con efficacia e padronanza. Ho seguito le istruzioni e sperimentato gli esercizi di rilassamento ottenendo un benefico effetto. Mi sono anche commosso leggendo i commenti dei “pazienti” così intensi e ricchi di pathos. Il Suo modo di presentarsi suscita molta fiducia. Complimenti e auguri.
05/01/10 - 08:54 - C. Perrone (Novara) 
I Suoi puntuali interventi didattici e terapeutici aprono uno squarcio di luce sulle dinamiche più nascoste e sottili della psiche umana, spiegando come nascono emozioni, vissuti, e sentimenti profondi. Un’impresa ambiziosa, quella di scrutare nell’animo altrui, portata avanti con rara consapevolezza e assoluta maestria. Un percorso critico che risveglia le coscienze, aperto agli interrogativi posti da una disciplina soggetta a continue integrazioni, che riscatta il paziente dal nonsenso della sofferenza. Complimenti.
05/01/10 - 11:35 - F. Malagoli (BO) 
Col Suo sito e con il Suo impegno ha realizzato una grande opera che accompagna il visitatore all’interno del complesso e semisconosciuto mondo psicologico. Non solo, Lei permette alla persona sofferente qualcosa che difficilmente può sperimentare nel suo quotidiano vivere, cioè il fatto di poter condividere con altri il proprio dolore. Leggere e lasciare il proprio commento, si trasforma presto in un’opera di ricerca interiore che richiede una riflessione sulla vita e sul destino dell'uomo. Dai molti commenti lasciati, emergono risposte personali - indirette - a interrogativi esistenziali ineludibili. Dietro ad ogni Suo gesto terapeutico è possibile rinvenire un’esortazione alla riflessione personale, che fa della memoria dell’intervento e dell'esperienza della sofferenza, il centro di un percorso individuativo personale. E’ impossibile non esultare dinnanzi ad un tale trionfo del paziente e dello psicologo insieme, al cospetto dell’inderogabile appuntamento con la morte, fronteggiata con i raffinati strumenti della psicologia. Tanti complimenti e tanti auguri.
05/01/10 - 17:43 - Don Gregorio 
Scrivo perché voglio esprimerLe tutta la mia ammirazione per quello che fa con i Suoi pazienti. So che significa subire un intervento a cuore aperto e quanto devastante sia la sofferenza che si prova al risveglio. Per quanto i medici si prodighino a lenire tale sofferenza, essi non potranno mai curare e comprendere pienamente l’inumana e indicibile condizione psicologica, che si attraversa durante le ore post-intervento. Devo anche dire però che un tale stato critico, se supportato da un adeguato intervento psicologico, dischiude nella persona nuove insospettabili forze, che sprigionandosi, espandono la personalità. I Suoi interventi sono straordinari perché ricchi di slanci altruistici, sostenuti però non solo da un atteggiamento cristiano, ma da precise competenze psicologiche. Probabilmente è dall’unione e dall’interazione di queste due componenti, che nasce il gesto risolutore, la mossa curativa, la parola liberatrice. Le auguro di poter trasmettere il Suo prezioso sapere ad altri meritevoli di conoscerne i segreti. Complimenti dal profondo del cuore.
06/01/10 - 19:09 - R. Cavallari (Ferrara) 
Sono scosso Dottore e mi sono profondamente emozionato leggendo queste storie di uomini e donne che hanno lottato tenacemente e hanno creduto e hanno sperato e pregato con convinzione. E alla fine hanno ottenuto un premio, hanno vinto la loro battaglia con la sorte. E’ commovente constatare che un senso di giustizia esiste, nonostante tutto. Questa enorme mole di commenti, che fanno quasi a gara per entrare nel Suo sito, attesta secondo me la vittoria del Bene: medici seri, impegnati a salvare vite umane; uno psicologo che sembra ispirato da Dio e non sbaglia una mossa anche quando ciò che fa appare incomprensibile nell’immediato. Fiumi di parole per esprimere tutto questo, inesauribili e toccanti, lasciate come dono da chi quell’esperienza l’ha vissuta sulla propria pelle. Una valanga di doni: storie, impressioni, stralci di vita vissuta, palpiti. Un fiume inarrestabile, fluente, travolgente. Mi chiedo perché. La risposta non è semplice, ma si trova dalle parti del desiderio tipicamente umano, di trasformare le tenebre del dolore in luce della conoscenza. Intravedo qui, un’opera di autoaffermazione della dignità di essere Uomini. Anche la persona più fredda e distaccata, non può fare a meno di essere toccata da tali testimonianze. Non ci si può sottrarre e non si può tacere il senso di soddisfazione e di gioia che esplode nel cuore, una volta tanto che il rapporto tra un essere umano ed un altro, si innalza al di sopra di ogni contingenza, assurgendo a Valore assoluto. Non esistono allora mezze misure: o dentro o fuori. Io sono “entrato” in questo mondo di storie e di magiche gesta curative e ne sono uscito arricchito. Auguro a chiunque la stessa sorte.
07/01/10 - 17:01 - M. Monaci (Siena) 
Mi complimento per la brillante iniziativa di pubblicare innumerevoli video che illustrano interessanti concetti psicologici, a disposizione di tutti, gratuitamente. Mi complimento anche per le Sue doti e i Suoi straordinari risultati, ottenuti con pazienti in condizioni difficili. Infine mi complimento per la lunga lista di apprezzamenti scritti con spirito critico e analitico, ma soprattutto con l’intento di gratificare un professionista che è fonte di gratificazione e di sostegno altrui.
08/01/10 - 10:51 - Una paziente "entusiasta" 
Sono felice Dottore di poter dire che anche io ce l’ho fatta a superare la mia sfida e sono qui a raccontare la mia avventura, come paziente del S.Anna Hospital di Catanzaro. Devo dire che da subito mi sono trovata benissimo, per il calore umano di tutti i medici e gli infermieri che mi hanno accudito con tanta professionalità e gentilezza. Mi sentivo disorientata, spaesata, impaurita e al limite delle mie capacità di sopportazione, soprattutto al risveglio dopo l’intervento. Non vedevo bene e non riuscivo a parlare, pensavo di aver subito grossi danni fisici e mentali. Piangevo, anzi avrei voluto, ma neanche le lacrime mi uscivano. Pian piano ne sono venuta fuori e in reparto ho conosciuto Lei. Essendo un carattere schivo, mi sento un po’ imbarazzata a dirle quanto mi ha fatto bene parlare con Lei e mi commuovo pensando che una persona si è occupata di me come un genitore premuroso e attento. Quando mi ha chiesto chi mi aspettasse a casa, mi sono sciolta in un pianto liberatorio, dopo il quale mi sono sentita finalmente leggera. Lei si complimentava con me e io non ne capivo il motivo, finché parola dopo parola scoprivo di essere cresciuta. Non ero più la stessa, quell’esperienza mi aveva un po’ cambiata e dentro di me sentivo una forza incredibile. Gli esercizi che abbiamo fatto insieme hanno sviluppato in me l’entusiasmo che avevo ormai perso. Le scrivo grazie a questo entusiasmo che mi fa vedere il mondo con occhi nuovi. La mia profonda religiosità mi ha aiutato nei momenti più difficili, quando nel buio più cupo è necessario procedere comunque, fiduciosi che la luce arriverà. I sogni che facevo prima dell’intervento, come le ho raccontato erano tutti bui, mentre adesso hanno dentro una luce diffusa. Lei lo aveva previsto. Penso tanto alle Sue parole e a quanto questa esperienza mi stia dando, a distanza di tempo. La saluto con tutta la stima e l’affetto che si può provare verso una persona cara.
08/01/10 - 12:32 - Padre Luciano 
Sito monumentale, espressione di azioni da ammirare ed emulare. Il Bene fatto ad altri è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l’eternità. Oggi purtroppo si considera la vita come una speculazione in cui dominano parole come mercato, profitto, investimento, valore atteso; ma andrebbe piuttosto vista come un Sacramento, che ha come ideale l’amore, e come purificazione il sacrificio. Le Sue parole hanno la Grazia di chi conosce bene la Via Maestra. La conservi Dottore.
09/01/10 - 10:06 - V. Fabris (Vicenza) 
Raramente si riscontra un realismo così duro ma permeato di inesauribile speranza, rinvenibile nelle parole di queste persone, che fanno di tutto per comunicarci e farci capire la loro tragica esperienza. A volte l’inesprimibile si fa parola e rimbomba nel vuoto, fino ad incontrare animi sensibili. Ho trovato i racconti molto poetici, scritti da cuori appassionati. Complimenti per il Suo talento.
11/01/10 - 09:59 - F. Biagini (Pistoia) 
Leggo commosso i commenti dei pazienti e ammiro le Sue azioni terapeutiche. Complimenti a Lei e a chi ha ideato il Servizio.
11/01/10 - 16:45 - A. Mair (Bolzano) 
Illustre Professore, le Sue lezioni sono impeccabili. Le esprimo la mia ammirazione e la mia stima per i Suoi eccelsi risultati raggiunti, nonostante l’obiettiva difficoltà di intervenire in un contesto ospedaliero e non nel proprio comodo studio.
12/01/10 - 10:03 - P. Guetta (Como) 
Insigne collega, a Lei i miei più vivi e sinceri complimenti per il Suo superlativo lavoro, che è anche un invito per tutti noi al miglioramento.
13/01/10 - 19:15 - R. Favre 
Complimenti per tutto Dottore, per i filmati, per il sito, per gli interventi psicoterapeutici. Io credo molto alla psicologia e vederla applicata direttamente sul paziente, attraverso il racconto dello stesso, è meglio di qualsiasi libro letto. Lei non teme che qualcuno le possa rubare il mestiere e questo le fa onore, innalzandola al di sopra dell’invidia che certamente molti provano, spacciandola per ammirazione. Essere felici per gli altri, oggi sembra utopistico e forse lo è sempre stato. Io mi sono commosso nel leggere di tanti racconti sofferti, e nel chiedermi il perché, mi sono dato una risposta: io non so essere come lei, non sono capace di cambiare gli ideali, i valori, e il carattere degli altri, e io stesso non sono capace di cambiare, ma mi piacerebbe poterlo fare. Cambiare è un fatto che commuove perché riguarda tutti. Una persona che resta sempre la stessa è una tristezza. Lei è un maestro nel promuovere il cambiamento e questo è commovente, perché come diceva Rocky alla fine del celeberrimo film, se io posso cambiare, e il mio avversario può cambiare e voi pubblico lo potete fare, vuol dire che tutto il mondo può cambiare. Parole bellissime perché piene di speranza. Grazie Dottore.
15/01/10 - 10:35 - Un paziente "fiducioso" 
La mia esperienza vissuta al S. Anna di Catanzaro mi ha insegnato che quando meno te lo aspetti devi ricrederti sulla tua invincibilità. In brevissimo tempo cambia tutto e passi dalla tua casa, dove governi e gestisci ogni cosa, ad una condizione di spaesamento, di disorientamento e persino di angoscia che ti cattura quando inspiegabilmente ti rendi conto che non sei forte come credevi e che ti devi affidare a qualcuno. Lei mi disse chiaramente che il mio era un problema di fiducia. Infatti sono stato costretto a fidarmi e riconosco che mi è andata bene. A distanza di mesi dall’intervento ho riacquistato la mia serenità. Qualche bella parola la voglio spendere nel ringraziare i medici e il personale del S. Anna, a mio parere tutti di altissimo livello professionale, ma capaci anche di un contatto umano necessario e indispensabile in certi casi. Lei Dr. Ruga è la persona alla quale ho parlato più approfonditamente di me stesso, in tutta la vita. Già questo, lo ritengo un fatto eccezionale, anche perché ho scoperto che non è impossibile o inutile come credevo. Prima di conoscerla avevo un’immagine distorta degli “strizzacervelli” e avevo anche un’immagine distorta della scala dei valori, al vertice dei quali posizionavo il lavoro. Le ho cambiate entrambe in parte grazie alle Sue parole, e ne sono fiero. Grazie.
15/01/10 - 16:25 - Daniela ( Roma ) 
Finalmente il sito che cercavo! Che bello quando si dicono le cose e si mette a disposizione di tutti il proprio sapere. Incredibili questi commenti, non ho parole, sono rimasta scioccata dalla potenza della psicologia e da come viene messa in pratica, dalla Sua capacità di leggere l’invisibile e dare ad ognuno la giusta occasione di riscatto. Ma mi chiedo come sia possibile che situazioni tanto diverse una dall’altra vengano contemplate e risolte nei libri, e mi chiedo se questi libri esistano, perché in quelli che ho letto fino ad ora, ci sono solo cose astratte, che non hanno niente di pratico (sarà la crisi del III anno?). Le Sue lezioni mi appassionano tanto e le Sue azioni terapeutiche contengono qualcosa di trascendente e magico, sono prodigiose e superbe, al limite del miracolistico, ma a ben vedere sono profondamente studiate e ispirate. Lei è una persona davvero amabile. Daniela
16/01/10 - 09:25 - O. Mandelli (Milano) 
Imponente e incantevole sito, di sicuro fuori dal comune, sorprende per l’interesse che suscita per i suggestivi e a volte singolari casi clinici, esposti quasi sempre con pregevole lessico ed affrontati con superlativa quanto ineffabile maestria. Stupefacenti i risultati. Rigorosi e accademici, quasi cattedratici alcuni video, inseriti in uno schema coerente, che non ne impedisce slanci creativi e feconde quanto personali digressioni di ampio respiro su contenuti resi accattivanti e fertili. Esclusivo e audace al tempo stesso, geniale e prolifico, a tratti estroso, riserva continue sorprese che La fanno apparire professionale, raffinato nello stile, impeccabile, dal portamento aristocratico.
18/01/10 - 11:12 - Monica (Ancona) 
Purtroppo dottore recentemente ho perso mia madre a causa di un infarto. I medici non l’hanno potuta salvare. Sono distrutta, mi è crollato il mondo addosso, ma so che devo andare avanti e occuparmi della mia famiglia. Il dolore che provo è più forte di me, mi sovrasta e mi schiaccia. Ho scoperto il Suo sito e volevo ringraziarla perché le Sue parole e le storie che vi sono raccontate, riescono anche se solo per brevi momenti, a farmi smettere di piangere. Nessuno mi capisce come sapeva fare mia madre e i Suoi colleghi della mia città mi propongono farmaci che mi fanno solo dormire. Sono disperata e vivo un lacerante senso di solitudine. La volevo ringraziare perché oggi, ascoltando le Sue parole, ho creduto per un istante di essere tornata presente a me stessa, con un pizzico di entusiasmo ancora. Per la prima volta dopo mesi, riesco ad interessarmi a qualcosa. Grazie e complimenti per tutto quello che fa, Lei è tanto bravo.
18/01/10 - 19:00 - A. Fiorucci (Perugia) 
Tanti complimenti per la preparazione, la competenza, e l’esercizio di una straordinaria e nobile arte. Non occorre che aggiunga altro alla lunghissima serie di elogi e lodi che riceve quotidianamente da ogni parte d’Italia, né che spenda parole di ammirazione personale, visto che non riuscirei a fare di meglio, rispetto agli smisurati commenti che leggo. Posso solo dire che nell’entrare in questo sito e nello scoprire tutto questo, mi è venuta l’allegria. Si, perché ho trovato qualcosa che stavo cercando da sempre. Ho trovato risposte a interrogativi fondamentali, ho trovato azioni coraggiose, spezzoni di vita vissuta e sofferta non invano, ho trovato finalmente un luogo reale in cui vince il Bene. Ho trovato giustizia, in questo mondo in cui spesso sembra andare tutto per il verso sbagliato e in cui trionfa quasi sempre il Male. So bene che si vince solo momentaneamente e che per tutti noi l’appuntamento con la fine è solo rimandato, ma se una sola parola serve a rendere questa vita migliore e più degna, allora quella parola è sacra ed essa risuona nell’eternità, divenendo immortale. Questa è la mia constatazione sul Suo operato, e al tempo stesso il mio sincero augurio Dottore.
19/01/10 - 11:05 - T. Manicardi (RE) 
Il fatto che riesca a leggere dentro gli animi delle persone in così breve tempo e senza possibilità d’errore, desta sconcerto. Per fortuna Lei usa i potenti strumenti della psicologia a scopi benefici. Ha mai pensato di lavorare per conto di CISR-DIS-AISE-AISI, o altri servizi di sicurezza nazionali? Complimenti e auguri.
20/01/10 - 18:00 - Valeria Costantini 
Copmplimenti per l'eccellenza che Lei rappresenta, in un campo nuovo e destinato ad evolversi rapidamente. Mi sarebbe tanto piaciuto conoscerla di persona. Auguri.
21/01/10 - 14:44 - G. Russo 
Una volta ci si chiedeva a cosa servisse la psicologia e, con essa, la psicoterapia. Poi venne il periodo in cui noi psicologi cercavamo di dimostrare attraverso numerose ricerche, quanto la psicoterapia fosse efficace. Oggi, il dibattito è teso ad individuare quale trattamento è elettivo per un determinato disturbo. Lei sembra possa ben rappresentare la fase successiva, poiché i Suoi interventi vanno oltre una parcellizzazione sintomatica e un relativismo nosografico. Essi sembrano piuttosto protocolli su misura, personalizzati per quel determinato paziente, in quel momento particolare della sua vita. La chiamerei una psicologia a misura d’uomo, in cui ogni caso è unico e pertanto necessita di un originale trattamento, difficile da catalogare o definire. Lo sforzo che Lei fa nel divulgare lo “spirito” della Sua arte terapeutica è encomiabile, ma destinato in parte a fallire, poiché i Suoi successi implicano particolari doti che trascendono la professionalità, come ad esempio una elevatissima capacità intuitiva, ermeneutica e di sintesi delle informazioni/indizi che il paziente offre (consapevolmente e non) durante il colloquio. Se ai miei tempi (ormai lontani) avessi avuto un docente come Lei, chissà dove sarei arrivato! Sono felice e onorato di averla virtualmente conosciuta. Le faccio i miei complimenti per il Suo stile psicoterapeutico, difficilmente classificabile perché impossibile da imbrigliare secondo categorie prestabilite e Le auguro di trovare il modo di rendere la Sua arte un po’ più codificabile e trasmissibile.
22/01/10 - 09:36 - Don Attilio 
Carissimo ed illustrissimo Dottore, come sempre il nostro gruppo clericale La segue con infinita stima e ammirazione per lo straordinario lavoro prestato ai Suoi pazienti malati di cuore. Le Sue azioni, motivate professionalmente ma permeate anche da profondo senso cristiano, continuano a commuoverci per varie ragioni, che confluiscono sfociando in un senso di gioia e di serenità che si prova spontaneamente nel vedere la Sua generosità e la Sua determinazione. Siamo certi che codesti sentimenti Le appartengono perché Lei ama il Suo lavoro e ama dare agli altri. Le auguriamo di mantenere intatto il Suo entusiasmo, senza dubbio frutto di una vita consapevole e di uno spirito libero, capace di sondare gli abissi dell’animo umano, con la naturalezza di un fanciullo, la fermezza di un guerriero e la pazienza di un saggio.
22/01/10 - 19:33 - S. Beretta (MI) 
Adorabile. Mi mancano le parole, ma in compenso i Suoi video parlano da soli. Non sarebbero necessari commenti: è tutto così evidente. Solo un cieco non si accorgerebbe della straripante poetica dei Suoi interventi psicoterapeutici: intendo poetica in senso estetico, in riferimento a tutte le modalità di espressione artistica, inclusa la Sua inimitabile arte-psicoterapeutica. In fondo, la Sua è una poetica della Psiche, artisticamente applicata al singolo caso. Essa diviene una sorta di insieme strutturato degli intenti espressivo-contenutistici, che si esplica nei Suoi interventi, propugnati in seno ad un ambiente ostico, reso ostile dalla sofferenza fisica del malato. Irridente di tali titaniche difficoltà il successo arriva puntuale, inesorabile, apparentemente semplice come un sorriso. Adesso proprio non ci sono scuse neanche per gli “ottusi”, i miopi, i tardivi, poiché vengono servite loro, su di un piatto d’argento le vive emozioni anche di quelli che erano, un tempo, come loro. Questa constatazione mi fa godere e mi commuove, semplicemente perché io ero un po’ uno di quelli. Grazie. Un consiglio: impari meglio l’inglese e se ne vada dall’Italia.
23/01/10 - 09:56 - La paziente dei "complimenti" 
Sono veramente felice di rivederla dr. Ruga. Dopo circa sei mesi dall’intervento mi sono ripresa perfettamente, grazie all’operato dei medici del S.Anna. Di me posso dire che ho visto la morte in faccia ed è stata un’esperienza terribile, perché in quei momenti non riesci neanche a pensare, ti si annebbia la mente e ti assale un senso di profonda tristezza perché avresti ancora tante cose da sistemare, che temi resteranno sospese. Poi ti risvegli e non ti rendi ancora conto cosa sei e dove sei. Solo dopo metti a fuoco e realizzi cosa ti è accaduto. Intanto il tempo sembra essersi arrestato. Ricordo bene le facce angosciose e provate dei familiari, quelle serie e attente dei medici, infine, finalmente, come una benedetta apparizione il Suo volto rassicurante e sereno, capace di accogliere la mia ansia febbrile e con essa ogni pungente interrogativo. “Complimenti signora”, fu la prima cosa che mi disse. In quell’istante mi balenò un pensiero: era una vita che qualcuno non si complimentava con me, cosa avevo fatto di così importante? Successivamente mi fu subito chiaro il senso delle Sue parole, ma per quel breve istante il mio animo aveva sussultato e la mia mente era tornata indietro nel tempo, nel momento in cui quelle stesse parole mi venivano dette da una persona molto cara, che di li a poco avrei perso. Sono convinta che certe cose non accadono per caso. Quelle parole mi avevano sconvolta, commossa e confusa al tempo stesso, ma mi sentivo anche toccata nel profondo. Una piccola rivoluzione era cominciata dentro di me a partire da quel lontano passato congelato e rimasto sospeso. Balbettai poche parole confuse e Lei cominciò un discorso che sembrava più un racconto e che corrispondeva perfettamente alla mia esperienza interiore. Le sue parole ristabilivano un equilibrio, mostrandomi come e perché ero diventata la donna che ero. I giorni seguenti parlammo a lungo e capii tante cose, rendendomi conto che c’era una spiegazione per tutto, compreso il mio colpo al cuore. Durante una delle nostre ultime conversazioni accompagnate da uno sguardo intenso mi disse queste parole: “il bello deve ancora venire”. Avevo capito perfettamente a cosa si riferiva. Oggi dottore, la mia vita è tornata ad essere significativa, pregna di azioni sentite, sostanziata dall’intento di riconsiderare ogni rapporto alla luce di un nuovo modo di essere che ho inaugurato insieme a Lei, su quel lettino del S.Anna Hospital di Catanzaro. Grazie.
25/01/10 - 10:32 - M. Cossu (Sassari) 
Sito colossale, imponente per la quantità di video tutti curatissimi. Superlativi i commenti presenti. Una Clinica che ha tutta l’aria di essere un gioiellino solitario, con uno psicologo da sogno.
26/01/10 - 09:40 - La paziente dei "bottoni" 
Anche io Dottore, posso dire di avere avuto il piacere di averLa conosciuta al S.Anna di Catanzaro, in un periodo purtroppo non bello della mia vita. Finora la mia vita non aveva subito grandi cambiamenti, come hanno raccontato alcuni dei Suoi pazienti, però una cosa la voglio dire. Ricordo che durante uno dei nostri incontri Lei interpretò un mio sogno in cui, fra l’altro, ero impegnata ad abbottonare una giacca, facendo molta fatica. Lei mi spiegò che con ogni probabilità avrei recuperato e riallacciato una relazione difficile e importante del mio passato. Recentemente è successo proprio questo e mi sono ricordata delle Sue parole Dottore. Per questa persona, prima ero oggetto di odio e rancore, mentre adesso sono diventata una preziosa confidente molto stimata. Aveva perfettamente ragione quando diceva che sogni di questo genere preannunciano sempre qualcosa, perché vuol dire che i tempi sono maturi affinché accada ciò che prima era solo in fase di preparazione. Lei diceva anche che l’intervento al cuore aveva trasformato un aspetto del mio carattere, facendomi diventare più disposta a perdonare. Solo oggi, Dottore, ho capito il senso delle Sue parole e finalmente posso dire di aver rivoluzionato anch’io la mia vita. Un immenso grazie di cuore e tante cose belle!
26/01/10 - 12:00 - Francesca 
In questo sito ho letto storie di vita di persone forti e coraggiose, che hanno combattuto con l’aiuto di persone altrettanto forti e determinate, riuscendo a vincere la malattia e ad andare avanti nonostante i molti ostacoli, supportati da uno psicologo straordinario, in una Regione spesso dimenticata. Personalmente, non ho mai vissuto la mia cardiopatia come una malattia e non mi sono mai sentita malata, eppure il momento dell’intervento è stato fortemente angosciante. Dopo però, tutto è cambiato. Ricordo la gioia immensa che ho provato quando mi sono risvegliata in rianimazione e mi hanno detto “è stato tutto perfetto, è andato tutto nel migliore dei modi”. Mi ricordo la commozione, quando l’infermiera mi ha fatta alzare la prima volta dal letto, in reparto e mi guardava con una contentezza incredibile. Mi ricordo la soddisfazione di tutti (compresa la mia emozione) quando al primo ecocardio, dopo l’operazione abbiamo sentito il battito regolare del mio cuore (pazzesco!!), non mi sembrava neanche il mio …e tanti altri ricordi che ormai fanno parte della mia vita. Una cosa però, dottore, mi è mancata tanto: la presenza di una figura come la Sua e in particolare proprio uno come Lei, per il quale non esistono ringraziamenti adeguati, perché sarebbe un po’ come ringraziare un genitore che ti ha dato la vita. Nessun figlio dice “grazie per avermi dato la vita”. Eppure è una frase che si dovrebbe dire. Io credo che proprio questo sia il senso di molti commenti lasciati dai Suoi pazienti, seppure nei differenti modi personali di ognuno. E’ difficile definire cosa sia la vita, ma oggi ho avuto una lezione che non dimenticherò mai, su cosa sia una vita degna. Francesca
26/01/10 - 19:23 - C. Venturini (Brescia) 
Sguardo angelico, spirito olimpico, mente geniale, intuito atomico, risultati mondiali. Neanche un sovrano sembra avere tanto potere sugli altri. Eppure il Suo è il potere di conferire "potere" agli altri. Il potere su se stessi e sulla propria vita. Il potere su se stessi è una forma di libertà, è l’autorità che abbiamo riguardo ai nostri ideali, è prerogativa e virtù. Lo specifico del Suo intervento psicologico sembra quello di rendere onorevole, dignitosa e decorosa una vita degradata dalla sofferenza. Una cosa che Le riesce particolarmente bene.
27/01/10 - 11:29 - U. Colombo (Varese) 
Sembra una gara a chi scrive il commento più bello, un campionato degli elogi, un torneo dei complimenti. Attenzione però a non lasciarsi prendere la mano dall’esaltazione e a non sconfinare in un delirio di onnipotenza, alla cui base vi è sempre il fanatismo di chi non distingue il vero dal verosimile. Personalmente trovo appropriati e veri la gran parte degli apprezzamenti mossi verso il Suo raffinato stile terapeutico, imbastito di intuizioni geniali e veri colpi da maestro. Tuttavia, devo ricordare che l’essenza dell’incontro tra paziente e psicoterapeuta è cosa privata, difficilmente spiegabile poiché rimanda alla peculiarità di un momento intimo, confidenziale, interiore, per sua natura inconfessabile, occulto, a volte segreto. Ogni incontro psicologico è in sostanza esclusivo. Lei ha molti fans e se li è giustamente meritati, su questo non ho dubbi e sono io il primo a riconoscere i Suoi innumerevoli talenti tra i quali spicca la naturalezza a risolvere istantaneamente situazioni complesse che richiederebbero anni di duro lavoro sul paziente, però, mi consenta illustre collega, di poter affermare con altrettanta certezza che in Italia esistono professionisti seri che amano il loro lavoro, alcuni dei quali lo fanno “silenziosamente”. Forse ciò sarà discutibile, in quanto anche io, come Lei penso che chi “sa” dovrebbe divulgare il proprio sapere e le proprie acquisizioni. Solo così la comunità progredisce. Tuttavia, bisogna tenere presente che è quasi impossibile raccontare nei dettagli un caso clinico, anche perché è coperto dal segreto professionale. Cosa diversa è se il paziente stesso si racconta, come in questi entusiasmanti casi da Lei brillantemente risolti. Le rinnovo ancora una volta i miei più sinceri aperti e leali complimenti e mi auguro un giorno di poterLa conoscere di persona.
28/01/10 - 18:40 - Una paziente "viva!" 
Quando mi sono svegliata in terapia intensiva credevo di essere rimasta paralizzata, non riuscivo ancora a muovere neanche un muscolo. Avevo le vertigini e non ricordavo nemmeno il mio nome. Poi, mi è venuto in mente e me lo ripetevo per non dimenticarlo. Avevo paura ed ero anche delusa per non essere morta. Mi toccava vivere e sopportare il dolore, io che quell’intervento non lo volevo neanche fare. Dopo circa due giorni in questa angosciosa situazione mi hanno portata in reparto. Riuscivo a dormire al massimo per una mezz’ora. Durante uno di questi rari momenti, stavo sognando di precipitare da un burrone alla fine del quale vi era un lago biancastro e circolare che mi attirava. Decisa di lanciarmi nel vuoto avevo riempito i polmoni di aria e avevo la bocca spalancata. Sul punto di spiccare il volo sentii una voce che mi chiamava per nome. Pensai che non potevo andare senza prima vedere cosa volesse. Così, assillata da quella insistente voce, aprii gli occhi e fu allora che La vidi, dottore. Sulle prime mi risultò antipatico perché aveva interrotto il mio progetto di “volare via”. Mi girava la testa e La mandai via in malo modo. Lei mi chiese se stessi sognando e aggiunse che avremmo potuto concludere insieme il sogno. Non avevo capito, ma l’idea mi piacque e mi affidai a Lei, dapprima titubante, poi completamente. L’esercizio di fantasia che mi propose era del tutto simile al sogno, soltanto che si concludeva molto diversamente. Infatti stavo volando con le mie forze ed era una sensazione magnifica. Non ho mai capito se fosse un sogno provocato dalle Sue parole, o se fosse un’immagine volontaria… ero in dormiveglia, ma non lo giurerei. So solo che quando mi fece riaprire gli occhi ero contenta, sollevata, mi sentivo forte, ridevo e piangevo insieme. Ci siamo visti solo altre due volte, ma sono bastate a farmi capire che la vita è sacra e non si può buttar via, soprattutto dopo che qualcuno te l’ha salvata. Devo ringraziare per questo chi mi ha operato e ancor prima la Clinica stessa che mi ha fornito medici in gamba, capaci di far letteralmente rivivere il mio cuore. A Lei dottore ripeto ciò che le ho già chiesto di persona: come ha fatto a capire che in quel sogno stavo per lanciarmi nel vuoto? Allora mi rispose che aveva tirato ad indovinare. Credo che non mi risponderà neanche questa volta. Un grazie di cuore per avermi salvata da me stessa.
29/01/10 - 11:59 - Un paziente "consapevole" 
Vorrei innanzitutto esprimere la mia soddisfazione e una doverosa gratitudine verso i medici e gli infermieri del S.Anna Hospital di Catanzaro, che mi hanno amorevolmente accudito durante la mia permanenza in clinica. Non si è trattata di una semplice assistenza, di più, è stato un prendersi cura della persona. Mi sono sentito seguito, accompagnato e protetto lungo tutta la mia degenza in ospedale. In particolare il Suo supporto Dr. Ruga è stato determinante per affrontare serenamente la ripresa dopo l’intervento. Lei ha saputo trasformare la mia inquietudine in risolutezza e coscienziosità. Oggi sono deciso e determinato nel prendermi cura della mia salute. Il tempo dell’incoscienza, come Lei mi disse un giorno, è finito, ora viene il tempo della responsabilità. Posso dire con gioia che è vero e che è successo proprio a me. Grazie.
30/01/10 - 09:51 - D. Zanatta (Treviso) 
Sembra di essere dentro una favola. Tutti questi suggestivi racconti hanno del miracolistico, sono ricchi di uno slancio ammirevole e tanto calore umano. E’ incredibile vedere come poche parole sapientemente scelte, un atteggiamento empatico misto all’immancabile fascino dello psicologo, riescano ad infiammare l’animo, trascinando la persona in una condizione esistenziale migliore. Va detto che certe brillanti trovate sono inimitabili, frutto di una sensibilità psicologica fuori dal comune. Tanti complimenti.
30/01/10 - 19:03 - Antonella Pucci 
Guardo e riguardo estasiata questi video, così compatti, sintetici, densi di concetti che sono un distillato della moderna psicologia-psicoanalisi-psicoterapia. Sembra che Lei danzi da una nozione all’altra con la leggerezza del grande oratore, la sicurezza di chi ha elaborato personalmente ciò di cui parla e un pizzico di timida riservatezza, percepibile solo in alcuni video più personali e “umani”. La lettura dei commenti mi ha commossa. Trovo che siano gravidi dei grandi temi universali di vita e morte e soprattutto di quella personale e autentica risposta al dolore che ogni uomo dovrebbe cercare nella propria esistenza. Il “miracolo” – come più volte è stato fatto notare - è che quelle risposte arrivano. Grazie ai racconti dei “pazienti” si ha la possibilità di entrare nel vivo della tecnica psicologica, rielaborata e adattata alle esigenze di ogni particolare persona sofferente. Queste persone, lasciando qui un proprio commento, Le dimostrano una infinita gratitudine che va oltre le parole di elogio, poiché essa è rinvenibile nel loro desiderio di essere “presenti”, seppur in forma anonima (ma riconoscibile) in questo sito che ormai è un micro universo psicologico, dal quale se ne esce inevitabilmente arricchiti. Direi che chi legge di questi casi clinici e non si emoziona è già irrimediabilmente perso nella sua patologica rigidità. Eppure, Lei ha dimostrato che anche in questo caso il miracolo è possibile. Insomma, un sito che abbaglia, inonda di cultura, travolge emotivamente e infine, a volte, cura. Non c’è nient’altro da chiedere, nient’altro da desiderare se non incontrarla di persona.
01/02/10 - 16:07 - Andrea (Bo) 
Un gran bel lavoro. Complimenti
01/02/10 - 18:20 - Una paziente ex brava bambina 
Dottore caro, a Lei che è stato tanto gentile con me, voglio lasciare un mio breve commento sull’esperienza che ho vissuto in questa Clinica, dove lavorano persone serie e altamente qualificate. L’intervento al quale sono stata sottoposta, mi ha costretto a riflettere profondamente sulla vita e sul mio destino, cercando di capire la situazione di sofferenza che io e la mia famiglia stavamo attraversando. Purtroppo, la notizia dell’intervento ti coglie sempre di sorpresa e non sei mai sufficientemente preparata ad affrontare serenamente la situazione. Sono momenti in cui ci si sente persi e soli. Vedi i tuoi figli che cercano di consolarti, ma non ci sono parole che funzionino. Li vedi deboli, hai paura di non rivederli e questo pensiero si avvinghia alla mente e la tormenta senza mai lasciarla. Sai che ti devi affidare. E’ un’intera famiglia che si consegna nelle mani dei medici e soprattutto del Signore. Non ricordo il momento del risveglio, ma ricordo bene i rumori delle macchine in terapia intensiva e il soffitto. Poi, finalmente in reparto. Un passaggio che aveva tutta l’aria di una promozione. Col passare dei giorni il mio corpo veniva liberato da drenaggi e scatole, ma non poteva ancora essere quello di prima. Vedevo i volti dei miei cari, all’inizio molto provati, carichi di emozione e sentivo dentro di me una strana freddezza, come se quel mondo non mi appartenesse più. Lei mi spiegò che mi stavo proteggendo da emozioni troppo intense che ancora non potevo affrontare, né tollerare. Mi rassicurò dicendo che lentamente “il cuore” sarebbe tornato a scaldare il corpo e l’anima di emozioni. Così è stato caro Dottore. La Sua rassicurante e costante presenza mi ha accompagnata lungo tutto il mio percorso di ripresa. Io che ero abituata da sempre a sostenere gli altri, questa volta ne avevo assoluto bisogno. La Sua straordinaria sensibilità Le permise subito di cogliere la situazione che vivevo dentro di me. Mi chiese dei miei genitori e di quanto mi fosse pesato il fatto di essere dovuta prematuramente diventare una “bambina modello”, la brava bambina indipendente e forte che i miei assolutamente esigevano. Finalmente ora potevo piangere tutto il dolore represso e negato, di una persona con le sue debolezze e le sue vulnerabilità. Lei la definì una terapia del pianto. Proprio così, lacrima dopo lacrima, recuperavo la mia leggerezza e la mia libertà di sentire ancora dentro di me quella bambina. Lei mi disse che avevo raggiunto un risultato che spesso richiede anni di terapia. Ciò che una severa educazione aveva costruito nel corso del tempo, noi l’avevamo cancellato e sostituito con accettazione e perdono. Adesso potevo affermare di avere a tutti gli effetti un cuore nuovo. E’ una sensazione stupenda mio caro Dottore. La cosa che oggi mi diverte di più è insegnare ai miei nipotini come si fa una capriola. Grazie Dottore.
02/02/10 - 18:22 - Viviana (FI) 
Buonasera, sono una studentessa di psicologia e La ammiro tantissimo per come riesce a gestire i rapporti con i Suoi pazienti. Riesce sempre ad individuare il reale obiettivo da raggiungere, anche quando gli elementi a Sua disposizione sono molto scarsi, o addirittura assenti.
03/02/10 - 16:48 - Teresa (Roma) 
Ho trovato il sito molto interessante e ben fatto. I filmati spiegano cose che aprono la mente, i commenti dei pazienti aprono il cuore. L'immagine di psicologo che emerge dalle loro testimonianze è ben diversa da quella un pò impostata in giacca e cravatta nella foto. Le faccio i miei più sentiti complimenti Dottore per quello che fa con estrema professionalità, raggiungendo altissimi obbiettivi.
05/02/10 - 10:27 - R. Scarpa (Venezia) 
Serio, rigoroso, analitico ed essenziale, autorevole e sobrio. Sito imponente, direi giunonico. Le cose che fa sono molto ambiziose, ma il modo in cui le fa è naturale, semplice e modesto. Un grande esempio. Complimenti.
05/02/10 - 12:18 - Don Diego 
Trovo che le Sue azioni e le Sue parole Dottore, aiutino a comprendere che la vita può essere meravigliosa, e che la verità risiede soltanto nell’intimo dell’uomo. Per spiegare questo pensiero molto profondo, Sant’Agostino diceva: “Deo coniungi potuit humana natura ut ex duabus substantiis fieret una persona”. La natura umana potè essere congiunta a Dio perché due sostanze divenissero una sola persona. Ne deriva che non ci è dato comprendere tutto quello che siamo. Fides quaerit, intellectus invenit. Et rursus intellectus Eum quem invenit adhuc quaerit. La fede cerca, la ragione trova. E ancora la ragione cerca Colui che ha trovato. In definitiva, il modo in cui lo spirito è unito al corpo non può essere compreso dall'uomo, e tuttavia in questa unione consiste l'uomo. Complimenti per il Suo lavoro Dottore, poiché riesce a fare dell’interiorità un valore spirituale e quindi assoluto, assimilabile allo stesso concetto di anima: l’essenza di un uomo. Le auguro ogni bene.
06/02/10 - 10:25 - Un paziente "zoppo" 
Caro Dr. Ruga, come mi aveva suggerito di fare ho visitato il Suo sito e con piacere ho letto di tutti questi commenti. Ci tengo in particolar modo a lasciare il mio, perché ritengo che l’esperienza di ogni paziente possa essere utile a chi deve ancora affrontare l’operazione, con i suoi dubbi, le incertezze e le paure tipiche della fase iniziale. Non si può nascondere che non è un’esperienza facile, ma come Lei mi disse è necessaria. Infatti, me ne rendo conto adesso che le forze sono tornate e sto bene. Lei ripeteva spesso questo discorso e ci diceva che presto saremmo stati meglio, ci saremmo sentiti forti e avremmo potuto fare tante cose che prima non facevamo. Il discorso, naturalmente, valeva soprattutto sul piano psicologico. Delle tante cose che Lei mi ha suggerito di fare, sia nella mia famiglia che fuori, ne ho realizzate alcune, con ottimi risultati, come Lei aveva previsto. Il risultato più grande lo ho ottenuto con mio figlio che non mi rivolgeva la parola da anni. Grazie ai Suoi suggerimenti sono riuscito a fare breccia nel suo animo e a farmi ascoltare. Ma la reazione più sorprendente è venuta da lui stesso, dopo aver parlato con Lei. Dai commenti bellissimi e commoventi che ho letto, sembra che chiunque abbia a che fare con Lei, risolva i suoi problemi. Io ho sempre diffidato dei maghi, degli indovini e degli psicologi che per me erano quasi la stessa cosa, ma Lei mi ha fatto capire con calma, cosa potevo fare per migliorare la mia vita e i miei complicati rapporti. Durante le Sue spiegazioni non era facile seguirla, io però capivo bene gli esempi che faceva e così, con quelli in mente sono andato avanti e mi sono trovato bene, mi sono rimboccato le maniche rimettendomi in breve tempo e poi, una volta in forma, mi sono dedicato ai rapporti zoppicanti dentro alla mia famiglia. Come direbbe bene Lei, da zoppo che ero, ho imparato a correre. La ringrazio per tutto Dottore. In bocca al lupo.
07/02/10 - 18:32 - Un paziente "...illuminato" 
La rivedo con grandissimo piacere dr. Ruga. La mia vuole essere una semplice testimonianza di chi ha attraversato momenti di disperazione ma che come una parentesi si sono aperti e richiusi, lasciando solo una cicatrice, a tutti gli effetti. Questo Suo modo di considerare quel particolare momento della mia vita, mi colpì molto, insieme a tante altre verità che mi disse durante i nostri colloqui al S.Anna di Catanzaro. Un giorno ci incontrammo e mentre iniziai a parlare di me, notai che il Suo ascolto non era neutrale, indifferente, come in genere è quello di ogni medico, abituato a sentire quotidianamente certi discorsi. Il Suo viso sembrava commosso, profondamente partecipe dell’emozione che io stavo raccontando. La cosa mi colse di sorpresa, poiché raramente un professionista partecipa emotivamente ed umanamente, coinvolgendosi in ciò che gli viene narrato. Pensai che forse era alle prime armi o che la mia storia fosse particolarmente toccante. Ciò che mi disse poi però, escluse entrambe le ipotesi. Da quelle poche vicende raccontate, aveva tratto un quadro estremamente accurato della mia persona, del mio carattere e della mia infanzia, dei miei rapporti sia coi i figli, fratelli e genitori. Vedevo un volto dispiaciuto, ma sentivo nelle Sue parole una forza e un desiderio di riscatto incredibile. Abituato come sempre e per deformazione professionale a ragionare in maniera critica, avevo cercato di capire cosa era successo, ed ero arrivato alla conclusione che Lei avesse utilizzato quel dispiacere come un modo per entrare nella mia mente, per cercare una possibile risposta al mio dolore. Questa volta ero io ad essere intimamente commosso, poiché nessuno nella mia vita aveva potuto fare una cosa simile, se non mia madre. A quel punto, arrivarono spunti di riflessione, idee nuove e originali per affrontare vecchie situazioni irrisolte fatte di incomprensioni e rapporti gonfi di risentimento. Dalle Sue parole emergeva una chiarezza disarmante, che faceva presa sul mio stato sensibilizzato dall’emozione in corso. Con un’opportuna mimica rassicurante e una voce ferma e profonda, riusciva a sostenermi nel mio difficile compito di rivalutazione dei miei comportamenti improduttivi. Mi stava succedendo esattamente quello che da sempre avevo sperato accadesse agli altri, e Lei illustrava il concetto con inequivocabile padronanza, trasmettendomi gioia per ciò che stavo compiendo. Delle tante cose che mi disse, una la voglio citare perché non solo rappresenta uno dei massimi insegnamenti che una vita di letture mi ha trasmesso, ma racchiude anche, credo, un distillato del lavoro che Lei ha svolto dentro di me: “il vero nemico non è rappresentato dagli altri, ma siamo noi stessi”. Quando citò Sartre, uno dei miei autori preferiti, ebbi come un sussulto e mi fu chiaro quale dovesse essere il mio futuro impegno. Sartre diceva che “l’inferno sono gli altri”. Adesso però, Lei mi aveva dato una chiave di lettura e uno strumento di comprensione del mio mondo interno, che mi consentiva di poter intervenire per migliorare la situazione. Chiudo con una delle ultime cose che mi ha detto e che ha illuminato ulteriormente il Suo operato: “a volte, è proprio nei momenti di estrema difficoltà, quando tutto sembra irrimediabilmente perso, senza più speranza, che si incontra qualcuno che cambia per sempre il corso della nostra esistenza”. La saluto con tutto il calore possibile, ringraziandola.
08/02/10 - 17:42 - Un paziente "indomabile" 
Sono un paziente della clinica S. Anna e vorrei raccontare brevemente la mia esperienza presso questa rinomata struttura. Come in ogni storia che si rispetti c’è sempre un colpo di scena, anche nella mia, la Sua inaspettata e gradita presenza ha costituito per me e per le mie abitudini, una svolta. Vado a spiegare, cercando di essere breve, le ragioni di un tale convincimento, senza entrare troppo nei dettagli poiché mi ritengo una persona riservata ed anche se ho un reverenziale rispetto per le nuove forme che la tecnologia oggi assume, riservo una innata cautela verso ogni forma di pubblicità delle mie personali vicende private, nonché un intimo radicato e forse immotivato sospetto verso codesti mezzi tecnologici. Arrivo al punto: il risveglio dopo l’intervento. La terapia intensiva non è un luogo in cui si possa riposare e solo con il senno del poi, ogni cosa trova una ragione. Ma nel momento del risveglio, la ragione ancora non è sorta, anzi è stata opportunamente eclissata. Dunque, al risveglio, mi dicono, ho iniziato a sragionare. Questa fase irrazionale, incoerente, diciamo pure “emotiva”, ma fondamentalmente assurda e fortemente impulsiva è durata nel mio caso per alcuni giorni. Approdato in reparto, ho incontrato Lei, disposto ad assorbire e farsi carico di tutte le mie lamentele, che in quel momento non parevano affatto assurde ai miei occhi. Solo alcuni giorni dopo mi sarei riavuto e reso conto di quanto fossero infondate. Esse erano lagnanze ad ampio spettro, riguardavano chiunque ed erano sostenute da un atteggiamento paranoico che Lei identificò subito e spiegò a me ed ai miei familiari. Di questo primo periodo ho un ricordo lontano, ma mi è rimasta chiara la sensazione della Sua presenza calma e rassicurante e come Le spiegai successivamente, il peso di un sottile senso di colpa per gli inappropriati atteggiamenti precedenti. In questo clima, il Suo ascolto è stato importantissimo. Lei era l’unica persona che sapeva tacere, senza reagire alle accuse che io lanciavo verso tutti. Ero pronto a denunciare qualunque presunta inosservanza. Eppure, Lei continuava a fissarmi e a stare zitto, solo quando parlò dicendomi che avevo ragione, iniziai a perdere la mia aggressività e la mia irruenza. In genere nessuno mi dà ragione, poiché sono io a prendermela. Lei poi aggiunse che c’era però qualcosa che non La convinceva nel mio discorso. Disse che ci avrebbe riflettuto attentamente e che sarebbe tornato l’indomani. Quella notte riposai profondamente e quello fu il primo giorno successivo all’intervento, in cui il sonno fu ristoratore. L’indomani puntualmente Lei si presentò e notò che avevo riposato bene e che sembravo un altro. Stavo in effetti già meglio e il mio atteggiamento era ormai mutato. Non so dire cosa esattamente mi abbia aiutato a superarlo, ma certamente il Suo ascolto calmo, disinteressato e accogliente, mi è servito a stemperare il mio temperamento sanguigno. Una lezione che era solo all’inizio, poiché nei colloqui successivi, come immagino ricorderà, fu Lei a pretendere da me l’esercizio del silenzio. Mi fermo qui, poiché il resto delle nostre amichevoli e chiarificanti conversazioni psicoanalitiche, non ritengo siano materia di divulgazione. Ci tengo a ringraziarla per avermi insegnato la difficile arte della pazienza, della tolleranza, della clemenza e dell’autocontrollo, alla base delle quali vi è sempre una profonda comprensione. La saluto dr. Ruga manifestandole ancora una volta la mia gratitudine.
09/02/10 - 08:59 - Davide Trevisan 
Tutte queste testimonianze sono letteralmente esaltanti, possono facilmente far girare la testa! Ci vuole molta consapevolezza e coscienza dei propri limiti per restare con i piedi per terra. In tutti i commenti Lei appare sempre lucido, razionale, consapevole, coerente, creativo ma allo stesso tempo rigoroso, analitico e sintetico, fatalmente ed inesorabilmente votato al successo, anche quando dispensa “legnate”. La Sua è una sicurezza posata che nasce dalla cultura, ma anche dall’intuito, dal coraggio e dalla passione per il Suo lavoro. Può apparire talune volte spavaldo, sfacciato, quasi spericolato e senza pudore, in realtà è audace e temerario soprattutto quando si tratta di mettere in pratica alcune geniali intuizioni, apparentemente prive di qualsivoglia riferimento realistico. L’iniziale avventatezza dei Suoi gesti, presto assume le forme di una razionale quanto acuta ed istantanea analisi della situazione. Solo alla fine, il miracolo accade e l’inimmaginabile diviene realtà concreta, ovvero testimonianza viva offerta in omaggio dal paziente stesso con accorate parole.
10/02/10 - 11:06 - Luca Gentile 
Devo innanzitutto complimentarmi per il sito che è qualcosa di spettacolare! Ci vuole molto tempo per visionare tutti i video, ma ne vale la pena. Altrettanto per i commenti, che sono quanto di più toccante e genuino si possa pretendere. Chi visita questo sito entra in una full immersion psicologica che è molto di più di un buon libro o di una buona lezione, poiché ti fa sentire coinvolto e ti trascina in un mondo vivo, vasto, nuovo, sorprendente e di una bellezza abbagliante, per scoprire infine che quel mondo ti appartiene come essere umano e che il dolore e le sofferenze narrate dalle persone, non sono poi così diverse dalle tue. La cosa straordinaria che accade qui, in questo luogo virtuale è che l’umana lotta per affermare un briciolo di benessere, di salute e di vita, alla fine sempre si realizza e trova appagamento. Questo dà un senso di soddisfazione al lettore attento, che legge sentendo e partecipando all’altrui esperienza. Infatti, solo una lettura meditata e senza fretta può garantire questo straordinario risultato. Complimenti!
11/02/10 - 16:15 - Uno dei tanti pazienti 
Salve Dr. Ruga, felice di rivederLa. Immagino che farà piacere anche a Lei sapere di noi pazienti della Clinica Sant’Anna, che, a distanza del tempo necessario, stiamo bene. Mi sento fortunato ad averLa conosciuta, seppure in una circostanza particolarmente difficile. Ma con questo non voglio impaurire nessuno, anzi, voglio intanto ringraziare tutti i medici che si sono occupati di me, con grande efficienza e professionalità. Ho letto tutti i commenti presenti nel Suo sito e non ho potuto fare a meno di emozionarmi. In alcuni mi ci sono riconosciuto, con le stesse difficoltà e le stesse ansie. Per me la Sua presenza, Dottore, è stata determinante e di vitale importanza e mi è servita per affrontare dignitosamente una situazione dura che, conoscendomi, mi avrebbe reso depresso. Con il Suo aiuto invece mi sono riscoperto determinato e forte. La ringrazio per tutto ciò che ha fatto con grande attenzione, sensibilità, disponibilità e rispetto.
11/02/10 - 17:53 - F. Ottolini ( Verona ) 
La cosa che mi piace di più di questo sito è il fatto che i pazienti possano esporre in generale la loro versione dei fatti, lasciando in particolare un racconto anche molto personale e intimo delle loro sedute psicologiche. La testimonianza diviene presto una sorta di affresco, una visione pur sempre filtrata dalla propria soggettività, ma in alcuni cruciali momenti capace di innalzarsi da racconto prosaico a canto lirico e dunque poetico, ricco cioè di un sentimento che non ne inficia la verità, ma che anzi rende il racconto bucolico, soave, elevato. Elemento basilare, punto cardine e chiave di ogni racconto è il carisma, la personalità, il fascino di uno psicologo camaleontico, poliedrico, eclettico, versatile, fertile di idee, ingegnoso nei metodi, dalle folgoranti intuizioni, dotato di uno sguardo magnetico. Lo standard molto elevato dei commenti è indice di una partecipazione emotiva molto forte, che coinvolge l’intera persona in un compito ritenuto vitale: onorare chi li ha resi migliori e fatti sentire speciali. Congratulazioni.
13/02/10 - 11:18 - Anna Ruggiero 
Competente, esperto, padrone della materia.
14/02/10 - 12:17 - G. Marino (CZ) 
Complimenti vivissimi!
15/02/10 - 10:41 - N. Repetto (Alessandria) 
Dai racconti di questi pazienti si possono capire tante cose che fanno riflettere. Concordo con quanti hanno sottolineato che chi entra nel sito e ha l’opportunità di leggere i commenti e di assistere ai video, ne esce trasformato e arricchito. E’ capitato anche a me, grazie soprattutto alle accurate descrizioni dei pazienti, che offrono a noi tutti la possibilità di capire cosa succede nella loro mente, in una situazione limite, come un intervento a cuore aperto può rappresentare. La sofferenza, il dolore e la drammaticità che trapela da ogni racconto è sempre accompagnata da un sentimento forte di fiducia e di speranza, che Lei ha saputo con ammirevole maestria, infondere nell’animo altrui, offrendo la straordinaria promessa di una vita migliore. Un’aspettativa puntualmente esaudita. Complimenti.
16/02/10 - 10:01 - Una paziente del S. Anna (CZ) 
Salve dottore, sono una paziente della clinica S. Anna. Ho visto il Suo sito ed è bellissimo. Le testimonianze lasciate da chi come me ha dovuto affrontare un intervento di cardiochirurgia sono veramente toccanti. Anche io avrei la mia esperienza da raccontare, ma non vorrei cedere all’emozione adesso che invece mi sto riprendendo, giorno dopo giorno, lentamente. Momenti di debolezza me ne sono concessi tanti e insieme li abbiamo affrontati con fermezza. Per fortuna c’era Lei, pronto ad ascoltare e a consolare, a incitare e ad incoraggiare. Lei ha anche analizzato alcuni miei sogni che mi sono rimasti impressi perché erano mostruosi e catastrofici, eppure da quelle scene Lei riusciva sempre a trarre un insegnamento positivo e una morale preziosa per me. Parlare con Lei è stato molto importante per me, e mi ha aiutato a superare momenti durissimi. Le Sue parole erano sempre cariche di ottimismo e di fiducia, ma non di quell’incoraggiamento pietoso e falso che irrita la persona e la sminuisce, piuttosto erano parole che mi facevano sentire forte, capace e soprattutto fortunata. Non so come dire, ma ricordo la sensazione di leggerezza e di benessere che avevo dopo aver parlato con Lei. Per la prima volta in vita mia ho sentito dentro di me che non ero più la solita vittima sfortunata, ma che anzi potevo essere fiera di come stavo affrontando l’operazione e tutta la situazione. Queste cose Lei me le ripeteva spesso, ma non sono state solo le parole a convincermi, è stato il modo in cui mi guardava e mi sorrideva a farmi sentire serena e sicura di come stavo affrontando quel momento difficile. Ogni giorno dottore visito il Suo sito e leggo le testimonianze lasciate e penso che tutto questo è molto bello. Grazie infinite dottore.
17/02/10 - 10:53 - Una paziente rinata due volte 
Al Sant’Anna Hospital di Catanzaro sono rinata ben due volte. La prima, grazie ai bravissimi medici che hanno rimesso in sesto il mio cuore-muscolo, ormai fortemente compromesso e pronto a lasciarmi. La seconda volta, grazie a Lei Dr. Ruga, che si è occupato del mio cuore-anima, in un modo a me sconosciuto. Di cosa fosse la psicologia avevo quella vaga idea che ci si può fare guardando film e assistendo a talk show televisivi, ma quello che abbiamo fatto insieme è stato differente. A volte le Sue considerazioni, mi inducevano a pensare di aver sbagliato tutto sul mio conto e su quelle che pensavo fossero le mie reali possibilità. Sarà per questo che oggi mi sento così diversa. Non immaginavo che in un ospedale, certamente rinomato e unico in Calabria, avrei trovato tanto. La saluto con tutto il calore e l’affetto possibile.
19/02/10 - 10:02 - Massimiliano (Na) 
Sito interessantissimo. Si impara molta psicologia e si riflette sulla precarietà dell’esistenza. Ma diventa una riflessione costruittiva, se si fa tesoro degli strumenti psicologici che Lei generosamente offre attraverso le Sue lezioni, e se si apre il cuore all'emozione che i racconti personali trasmettono. Complimenti.
20/02/10 - 11:07 - V. Molonato 
Il paradosso della conoscenza è che i mezzi della conoscenza devono essere impiegati per comprendere i fenomeni della conoscenza. La difficoltà è quella di conoscere se stessi attraverso se stessi. Ma questo è vero solo in teoria. Se, come dice Osho, la psicoterapia si dovesse limitare a potare i rami di un albero, essi ricrescerebbero ancora più rigogliosi. Solo estirpandolo alla radice il problema si dissolve. Ma i problemi si risolvono elevandosi al di sopra di essi. Non abbiamo bisogno di soluzioni, ma di consapevolezza. "Se affronti i problemi uno per uno non riuscirai mai a risolverli, sono infiniti: affronta l’uomo stesso! Cresci!". Credo che di questo si tratti nel Suo lavoro e credo che molti dei Suoi inusuali successi, si basino proprio su questo principio, realizzato nei modi e nei tempi che il Suo personale e creativo stile terapeutico produce. Davvero complimenti.
23/02/10 - 09:11 - Una paziente 
Salve Dr. Ruga. Come può vedere mantengo sempre le mie promesse. Visitando questo Suo sito mi sono emozionata per via degli innumerevoli commenti lasciati dai miei compagni d’avventura di questa Clinica, che mi permetterà, credo, di veder crescere e seguire i miei amati nipotini. Ci sono cose che si fanno per gli altri, per non deluderli. Io ero restia verso l’intervento e Lei, con le Sue abili manovre psicologiche, mi ha fatto capire che il mio era un pensiero sbagliato. Se sono ancora viva, certamente lo devo alla tenacia dei miei figli e alla straordinaria bravura del cardiochirurgo che mi ha operata. Ma non è solo il momento dell’intervento ad essere importante, anche ciò che viene dopo. A parte le difficoltà legate alla ripresa fisica, mi sono trovata benissimo in questa Clinica che mi ha sorpreso per la professionalità e l’umanità di tutto il personale. Mi ha aiutato molto parlare con Lei ed esprimerle tutte le mie paure. Le Sue risposte dottore, sempre molto acute mi hanno sollevato e mi hanno fatto vedere le cose in un modo nuovo. Mi è molto piaciuto un esempio che mi ha fatto, per spiegarmi che dovevo vedere le cose dall’alto per abbracciare un orizzonte più vasto e capire le cose diversamente. Nei nostri incontri ero quasi sempre io che parlavo di me stessa. Lei è stato molto paziente ad ascoltarmi, e a darmi delle parole di conforto e di coraggio. Capiva subito con uno sguardo se ero triste e avvilita per qualche dolore e a volte riusciva persino a farmi dimenticare che mi trovavo in un ospedale, che per quanto accogliente è sempre un luogo lontano da casa. La ringrazio con tutto il cuore per tutto ciò che ha fatto.
24/02/10 - 17:52 - Aldo (Na) 
Complimenti dottore, sono rimasto affascinato dalla sua lezione e dalla lettura dei commenti. Sono all'ultimo anno di psicologia ma ho ancora molto da imparare. Purtroppo la preparazione universitaria è alquanto approssimativa e prevalentemente teorica. Il suo sito offre risposte concrete e lezioni illuminanti. Complimenti.
25/02/10 - 10:32 - Una paziente commossa 
Mio caro dottore, La rivedo con immenso piacere e colgo l’occasione per ringraziarla delle parole di sostegno e di incoraggiamento, per l’appoggio, l’assistenza, il conforto che mi ha dato quasi quotidianamente, durante la mia degenza al S. Anna H. di Catanzaro. Mi sono sentita seguita e protetta. La Sua presenza ha rappresentato per me un solido ed insostituibile aiuto. Sapeva sempre come rincuorarmi, tranquillizzarmi e spronarmi. Insomma, mi dava la carica. Con i Suoi modi gentili, mai intrusivi, ha saputo offrirmi preziosi spunti di riflessione sulla mia vita e sul mio modo di essere. Ma non solo. Soprattutto, mi ha fatto emozionare, avvolgendomi prima con le Sue parole, per dimostrarmi infine che potevo gioire e ritenermi fortunata. Un pensiero mi ha spesso accompagnato durante i nostri colloqui: perché questo dottore mi sta dando così tanto? Perché adesso? Perché qui? Non occorre caro dottore che io dia la risposta, poiché come Lei mi ha insegnato, non sono le risposte che contano, ma le domande. Un commosso grazie.
26/02/10 - 08:20 - A. Carraro  
Salve Dottore, sono un insegnante di matematica, fino a qualche tempo fa consideravo la psicologia una brutta copia della filosofia: solo fantasiose chiacchiere per romantici. Devo ammettere, non senza difficoltà, che mi sono dovuto ricredere. Anni fa ho subito la perdita di una persona cara e solo grazie all’insistenza della mia compagna mi sono affidato ad un Suo collega, con il quale ho intrapreso una psicoterapia. Non ho avuto grandi risultati, ma mi è servito per avvicinarmi a questa disciplina che iniziava a fornire una spiegazione causale al mio stato interiore piuttosto confuso. Sono una persona razionale, pragmatica e analitica, e riconosco queste caratteristiche anche nel Suo modo di spiegare, ma credo oggi che se avessi continuato a guardare il mio malessere con le sole categorie della ragione, non ne sarei uscito. E’ stata la lettura dei commenti dei Suoi pazienti a darmi la misura del limite della ragione e anche un senso di condivisione di esperienze simili, che accomunano persone molto diverse. Io stesso mi sono potuto in parte identificare in più di un racconto. Galilei diceva che l’universo è scritto in un grandissimo libro che continuamente ci sta aperto dinanzi agli occhi, ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e a conoscerne i caratteri, nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto. Devo dire, mio caro Dottore, che nel corso degli ultimi tempi ho capito che la visione di Galilei, alla quale aderivo senza riserve, è piuttosto ristretta per poter spiegare e comprendere la mia esperienza interiore e il mio personale tunnel. La Sua psicologia mi ha dimostrato invece che questo è possibile e si può anche voltare pagina. Eppure, diceva sempre Galilei, che nell'arte, come nella poesia e nella musica, vale la potenza emotiva che si riesce a trasmettere, e questa prescinde dalla descrizione cruda della realtà. Credo che questo principio sia applicabile alla psicologia e di conseguenza io sono convinto che se Galilei fosse vissuto oggi, si sarebbe appassionato a questa sorprendente disciplina, della quale Lei è un formidabile interprete e rappresentante. Complimenti.
27/02/10 - 09:29 - Una giovane paziente 
Sono onorata e contentissima di lasciare il mio personale contributo in questo curatissimo sito, che invita a condividere la propria esperienza. Sono stata anche io una Sua paziente nella Clinica S.Anna di Catanzaro. Quando mi ci hanno portata ero smarrita confusa e impaurita, ma poi ho incontrato delle brave persone, disposte a prendersi cura di me, con tanta professionalità. Lei dr. Ruga ha reso quel periodo particolarmente utile per la mia crescita come persona. Posso dire che quando sono stata dimessa, mi sentivo soddisfatta da ogni punto di vista, ma una volta fuori, più il tempo passava e più mi rendevo conto che quella soddisfazione si trasformava in vero e proprio entusiasmo. Nel mio caso, forse perché ancora abbastanza giovane, molte cose che Lei mi ha detto durante i nostri colloqui, erano rivolte al mio futuro. Così, partendo da quelle che sembravano solo buone idee ma poco realizzabili, passo dopo passo e insieme ad un recupero anche fisico, sono arrivata a realizzarne alcune. Una in particolare mi sta a cuore. Lei un giorno mi ha detto che cambiare è un po’ come rinascere una seconda volta. Anche se so che il cammino è ancora lungo, oggi mi sento un po’ così, rinata, perché ho toccato con mano che molte cose che prima non potevo nemmeno sperare accadessero, ora accadono senza che io faccia nulla. Quando un sogno si realizza, inizi a pensare che molti altri siano possibili. Le persone che conosco da tanto tempo notano che sono cambiata e chi prima non mi degnava di uno sguardo, adesso mi guarda con occhi diversi. Ricordo che durante un esercizio in cui Lei mi faceva immaginare ad occhi chiusi dei paesaggi meravigliosi, mi disse di concentrare tutta la mia attenzione sul bocciolo di una rosa, posta su una collinetta appartata di un giardino, in un luogo che nessuno aveva ancora scoperto. In vita mia mi sono sempre sentita come quel bocciolo, quasi una rifugiata, e quando nell’esercizio Lei mi disse che un caldo raggio di sole illuminava il bocciolo, ho avuto la sensazione che qualcosa di importante stava avvenendo nella mia mente e presto sarebbe avvenuta nel mio corpo. Posso finalmente dire dottore che quel bocciolo è diventato una rosa. Le auguro di ripetere con altri il meraviglioso lavoro che è stato capace di fare con me. Grazie.
01/03/10 - 11:49 - M. Prencipe (Foggia) 
Sono capitata casualmente in questo sito e ho letto alcuni commenti. Mi hanno dato emozioni che solo le canzoni che amo di più sono in grado di suscitare in me. Gran bel lavoro: aiutare gli altri può dare senso alla vita. Complimenti per i video, Lei è molto chiaro e credibile.
02/03/10 - 09:52 - Viviana Sibona 
Grandissimo sito, apre la mente. Si trova di tutto, spiegato in modo efficace, chiaro ma non semplice, anzi, gli argomenti richiedono molta attenzione, guai a mollare la concentrazione, si deve tornare indietro. Sono soddisfatta e trovo che siti come questo dovrebbero fiorire in tutte le discipline, invece spesso si assiste a siti che abbagliano soltanto, gettano fumo negli occhi e danno poco, se non vane promesse. Ho trovato questo sito molto concreto e nello stesso tempo teoricamente approfondito su argomenti molto diversi. Vi sono poi i commenti dei pazienti che completano le lezioni, dando un riscontro vissuto e ricco di sentimento. Essi mettono costantemente in luce il fatto che Lei, dr Ruga, sembra essere dotato di una passione per il Suo lavoro e di un entusiasmo tale, che definirei “furore psicologico”: qualcosa che hanno solo i grandi. Tanti complimenti e tanti auguri.
02/03/10 - 19:44 - Francesca  
I Suoi filmati mi hanno commossa e curata. Ci sono tante persone che soffrono in silenzio e magari una semplice parola può aiutarle a curare ferite mai risanate. Per tutti quelli che restano confinate nell’ombra, esprimo un immenso grazie. Per un commento che Lei riceve, ce ne sono tanti che non sono stati inviati perché ritenuti non idonei, e tanti mai scritti ma solo pensati o immaginati. Sappia, caro Dottore, che siamo in tanti a stimarla e a crescere grazie alle Sue parole e al Suo esempio.
03/03/10 - 12:13 - Un paziente 
Salve Dr. Ruga, nel raccontare e commentare la mia esperienza al Sant’Anna Hospital di Catanzaro, colgo l’occasione per rivolgere il mio affettuoso saluto a tutto il personale infermieristico che mi ha assistito costantemente, con grande competenza e con altrettanto impegno. Pur preferendo la forma anonima, so che gli apprezzamenti e la stima giungono a buon fine ugualmente. Nel parlare di Lei Dr. Ruga, ho un certo pudore, legato al fatto che di psicologia ne so poco e dunque mi è impossibile entrare nel merito dei metodi da Lei adottati per aiutarmi. Posso dire però di essermi sentito molto aiutato a superare il difficile momento. Mi sono sentito appoggiato in qualcosa di importante che stavo facendo. Appoggiato significa per me non tanto essere confortato, piuttosto avere un alleato, un po’ come accade in politica. La nostra intesa, diciamo pure il nostro patto prevedeva oltretutto che io abbandonassi alcuni comportamenti poco salutari come il fumo e una scorretta alimentazione. Ma la cosa più difficile, Lei disse, riguardava il mio carattere autoritario e alquanto aggressivo che da sempre si esprime nella rivalità e nella competizione per superare gli altri. Su questo fece un interessante discorso alla fine del quale mi pose una curiosa domanda, chiedendomi se fossi stato allattato. Ricordo che parlai della mia infanzia e dei miei sogni, ai quali collegò molte cose emerse dal Suo discorso. Riusciva subito ad accorgersi quando non La seguivo ed allora mi faceva qualche esempio. Mi stavo cimentando con una materia nuova che mi costringeva ad associazioni mentali non proprio lineari. Mi sentivo un po’ come un ragazzo tra i banchi di scuola, io che le lezioni ero abituato a darle agli altri, alzando spesso la voce. Mi rimase molto impresso un esempio che mi fece sulla farfalla e il bozzolo dal quale viene. Mi disse di tenerlo a mente. Caro dottore, non credo di essere tanto cambiato rispetto al passato e nemmeno ho modificato troppo le mie discutibili abitudini, però per completezza d’informazione, Le riferisco ciò che la mia nipotina mi ha detto recentemente: che sono più buono di prima. Credo Dottore, che con il suo linguaggio di bambina abbia sintetizzato tutto il senso del Suo discorso. Perciò, se gli altri mi dicono che sono un po’ cambiato, qualcosa sarà accaduto nel mio carattere, durante le nostre gradevolissime chiacchierate. Le faccio i miei migliori auguri, ringraziandola sinceramente per la Sua insostituibile presenza.
03/03/10 - 15:35 - Don Gino 
Carissimo Dottore, noi continuiamo sempre a seguirla con grande interesse per le sue azioni di inestimabile valore morale e dunque non solo professionale. Non saremmo qui a cantare le Sue lodi, se non avessimo visto in Lei qualcosa che va oltre la professionalità: una genuino desiderio di aiutare l’altro, non solo con tattiche tecniche, ma anche e soprattutto con gesti di profondo spirito cristiano che avvalorano ogni tecnicismo. Le auguriamo tutto il bene.
04/03/10 - 09:23 - Un paziente "brontolone" 
Carissimo Dottore, quante cose potrei raccontare, delle nostre conversazioni al S.Anna di Catanzaro! Ammetto di non esser stato un caso facile, so di essere a volte precipitoso e impulsivo, dicono tutti che ho un pessimo carattere. Il nostro primo colloquio si aprì all’insegna delle proteste. Ero arrabbiato con tutti, stavo male e in special modo mi lamentavo del letto (corto e scomodo) sul quale non riuscivo a chiudere occhio. Quando mi chiese “come va?” iniziai a vomitarle addosso tutto il mio nervosismo. Ero pronto a rincarare la dose, e - come mi dimostrò più tardi - non aspettavo altro che soddisfare la mia sete di rivincita contro un destino che sentivo come avverso e contro un corpo che mi aveva inaspettatamente voltato le spalle. Lei ascoltò in silenzio tutte le mie lamentele, e sembrava perfino che fosse d’accordo con me. La cosa mi colse un po’ di sorpresa, poi mi disse che la stanza in cui mi trovavo e quindi anche il letto, tempo addietro erano state occupate da importanti personalità della Calabria, di cui mi fece il nome e che non si erano affatto lamentati di quel letto o di quella stanza. Questo fu solo l’inizio per farmi capire in seguito come la rabbia che nutrivo, in realtà non aveva nulla a che fare con il luogo in cui mi trovavo, ma col sentimento di delusione verso il mio corpo che mi aveva “tradito” (disse così). Dovetti fare i conti con questo senso di impotenza, ma Lei mi dimostrò che dietro quella debolezza si celava la mia vera forza. Mi aiutò molto a ribaltare la mia posizione ed il mio atteggiamento. Sono passati alcuni mesi, dall’intervento e posso dire di essermi rimesso, tornando ad essere la persona attiva che ero, ma una cosa è radicalmente cambiata: ora, quando qualcuno (solo i familiari e pochi altri osano tanto) se la prende con me, mi trattengo nel reagire e col passare dei minuti sento che l’iniziale rabbia esplosiva scema, lasciando il posto a sentimenti più razionali. Quando questo mi succede, mi balena alla mente quel nostro primo colloquio, del quale conservo chiara la Sua immagine di persona paziente, calma, serena, che comprende e sa aspettare. Mi ha insegnato che trattenersi e restare ad ascoltare è la vera dimostrazione di forza e che chi reagisce è in realtà debole. Con Lei Dottore mi sono sentito ascoltato, confermato senza riserve nel mio essere la persona che sono. Le nostre conversazioni andavano oltre lo scambio di informazioni, erano un ascolto sincero e inaspettato. Ricordo una Sua frase: “vi sono parole che non dicono nulla e silenzi che svelano”. Quando mi disse queste parole, restai muto per qualche secondo, allora Lei mi chiese chi mi aspettasse a casa. Risposi che c’era tutto un mondo che mi aspettava. Non so il perché ma iniziai a piangere. Lei poi mi disse una parola che mi sollevò: mi disse che soffrivo perché pensavo di non meritare tutto ciò, e che quindi provavo rabbia e rancore. Era vero, era proprio così e mi sentii subito compreso. La conoscevo da pochi minuti e non era più un estraneo per me, il mio scetticismo era svanito e dentro di me si agitavano disarticolate emozioni che mi rendevano impaurito ed ansioso. Lei mi guardò e mi fece un cenno con la mano che voleva dire: piano… piano… piano, poi mi disse di respirare profondamente e che tutto andava bene. I Suoi modi sono stati molto rassicuranti. In quel preciso istante ho avuto chiara la sensazione di avvertire dentro di me nuove emozioni. Perentoria arrivò la Sua domanda: “le riconosce? Sono le Sue emozioni. Respiri tranquillamente”. Fu così che iniziai a raccontarle la mia storia, avendo la certezza di essere ascoltato. Sentivo che parlare mi faceva bene e avevo la sensazione di dire le cose per la prima volta, mettendo un po’ di ordine nei ricordi. Spesso Lei mi offriva delle parole più appropriate, mettendo costantemente in evidenza gli aspetti più positivi. Alla fine fui soddisfatto e mi accorsi che anche Lei lo era. Potrei continuare a dire tanti altri particolari sui nostri colloqui, Dottore, ma mi devo fermare. Sono contento di come siano andate le cose e di come sia riuscito insieme al Suo aiuto a rendere preziosa questa mia drammatica esperienza. Con animo sereno ringrazio tutto il personale della Clinica, per aver sopportato ogni mia lamentela e Lei Dottore per averle comprese, andando oltre le apparenze. I migliori saluti.
05/03/10 - 09:59 - Un paziente col paracadute 
Salve caro dottore, provo a raccontare qualcosa della ma esperienza, a partire dal momento dell’infarto, del quale ho un vago ricordo. Iniziò tutto con un forte dolore al petto che mi sorprese, poi mi accasciai perdendo i sensi. Quando poco dopo riaprii gli occhi, la mia vista era confusa e sentivo solo molte voci intorno a me, ma una pesantezza agli occhi mi costringeva a chiuderli. Li ho riaperti soltanto ad intervento avvenuto, incredulo che fosse successo proprio a me. Sono passate delle ore prima che potessi realizzare di essere in Clinica. Dopo due giorni mi hanno portato in reparto dove l’ho conosciuta. A seguito delle rituali battute iniziali, Lei si pose in ascolto chiedendomi come io e la mia famiglia avessimo affrontato l’intervento, ma avevo difficoltà a parlarne perché ero preoccupato del fatto di vedere degli strani animaletti in ogni parte della stanza e in più avevo fatto dei sogni orribili, ma mi vergognavo di dire tutto questo. Nell’incontro seguente decisi di parlarne e Lei mi spiegò che era piuttosto frequente fare quel tipo di sogni e avere leggere allucinazioni. Mi tranquillizzò molto dicendomi che presto sarebbero passate. E infatti fu così. Una volta in piedi potevamo chiacchierare liberamente. E’ stato molto istruttivo ed utile, anche se impegnativo. Le Sue parole riuscivano a rompere il lassismo nel quale ero caduto. Mi stavo indebolendo, anzi mi ero già debilitato nel fisico e di conseguenza nella mente. Senza il Suo aiuto, probabilmente sarei stato risucchiato dalla depressione. In un sogno compariva un cratere scuro. Lei mi disse che l’unico modo di superarlo era dispiegare le mie ali. Mi piacque moltissimo il concetto, mi aveva insegnato a leggere al di là dei termini e io iniziavo a seguirla nei suoi discorsi che ormai non erano più astratti a astrusi come all’inizio, anzi, mi sorprendevano piacevolmente esaltando la mia mente. I sogni che seguirono furono molto colorati (come Lei mi fece notare) e luminosi. Inoltre si svolgevano “per aria” a differenza dei primi nei quali le scene “sprofondavano”. Disse che era un chiaro segno di ripresa. Gli animaletti sulle pareti della stanza scomparvero del tutto e iniziai ad interessarmi a chi mi stava intorno: compagni di stanza, personale medico e paramedico. Un piccolo episodio va raccontato perché dà la misura di quanto le nostre conversazioni fossero incomprensibili a chi ci ascoltava per caso: il mio compagno di stanza, una brava persona, un contadino, mal sopportava quello stile “astratto”, e durante i nostri colloqui storceva il muso e si allontanava. Eppure, in seguito ebbe un buon rapporto anche con lui. Ce ne andammo lo stesso giorno. Oggi i miei sogni sono più normali. Tutto è più normale, ma in quel periodo particolare, ho vissuto momenti in cui avevo la netta sensazione di impazzire. Neanche le persone a me care riuscivano ad aiutarmi. Nei loro occhi leggevo una paura che non avevo mai visto. Fu Lei dottore a tranquillizzarli, riuscendo a farsi ascoltare e ad essere convincente. Nell’ultimo sogno che ho fatto prima di lasciare la clinica, un uomo in divisa dall’alto di un dirupo, mi offriva un paracadute. Posso affermare che il mio modo di vedere le cose è cambiato, con lo sguardo posso “abbracciare un orizzonte più ampio” che, al confronto, rende miope ogni precedente punto di vista. Grazie del paracadute, dottore. Grazie di tutto.
06/03/10 - 09:38 - Una paziente "in viaggio" 
Dei miei incontri con Lei, presso la Clinica S. Anna di CZ, ho un bellissimo ricordo. Sin dall’inizio mi è apparso come una persona disponibile, serena, sorridente, disposta ad ascoltare, a capire e occuparsi dei nostri problemi. Sapeva dare a ciascuno di noi ciò di cui avevamo bisogno, con discrezione, tatto e gentilezza. Per me Lei è stato una figura di riferimento negli inevitabili momenti di scoraggiamento, sempre pronto a offrire la parola giusta, ma al di là delle parole sapeva sostenerci salutandoci con affetto, anche solo con una strizzatina d’occhio. Mi ricordo che un giorno, durante il nostro secondo colloquio, non stava tanto bene, aveva gli occhi lucidi e si toccava la fronte come se avesse la febbre. Io parlavo di me, Lei sfogliava le Sue cartelle e si appuntava qualcosa su un taccuino. Non ero sicura che stesse seguendo il racconto del mio sogno: mi trovavo in una stanza buia e non riuscivo a vedere niente, se non la maniglia di una porta che mi consentiva l’accesso ad una strettoia che poi mi conduceva attraverso un corridoio ad una stanza più grande e luminosa la cui luce si diffondeva ovunque, rischiarando anche la prima stanza oscura. D’un tratto, Lei alzò lo sguardo e disse che era il classico sogno del tunnel, una metafora del passaggio da una condizione ad un’altra, una chiara allusione al cambiamento che stava avvenendo dentro di me e che mi avrebbe permesso di accedere ad una nuova fase della vita. Significava che stavo affrontando un grande cambiamento interiore. Mi chiese se nel sogno avvertissi paura o fatica. Sollevata dal fatto evidente che aveva seguito parola per parola il mio sogno, risposi di si, con un sorriso. Mi disse che dovevamo trasformare la paura e la fatica in tenacia e desiderio, per realizzare quel cambiamento. Ero contenta perché mi trovavo di fronte ad una nuova fase della vita. Da buona appassionata di psicologia, avevo letto qualcosa di Freud e di Jung, insieme a tante piccole altre letture e riuscivo a seguirla perfettamente, ma quando mi diede l’interpretazione del sogno seguente, mi commossi e mi sentii sotto scacco. In breve, nel sogno mi trovavo stesa in una sala di rianimazione, sapevo di essere in coma, tra la vita e la morte. Quando tutto sembrava perduto, ecco che appariva mio padre (che perdetti quando ero ancora piccola) mi tendeva una mano e mi sorrideva. Mi avvicino per parlargli ma il sogno svanisce. Lei disse che quella immagine cara mi avrebbe fatto da guida, era venuta ad alleviare le mie paure e a sostenermi in questo momento difficile, dandomi tutto il coraggio che mi occorreva. Dunque, disse che era il momento di uscire dallo stato depressivo che mi ero costruita per non vedere la realtà, era ora di tirare fuori da me quell’antico dolore mai espresso, accettando la perdita di una figura che avevo ormai interiorizzato. Scacco matto. Mi sentivo proprio con le spalle al muro, ma capivo (e Lei me lo spiegò perfettamente) che era il mio atteggiamento depressivo ad esserlo, non io. A questa Sua interpretazione seguì un pianto liberatorio che si fermò solo quando con voce calma mi chiese se vedessi il collegamento con l’altro sogno. Improvvisamente mi fu chiaro che non ero sola nel difficile compito di riprendermi la mia vita. Alcuni sogni seguenti, videro Lei, dottore, come protagonista, ma di questi non me la sento di parlare. Cito solo una scena in cui Lei mi donava un passaporto. Il Suo commento fu che ero pronta per compiere uno straordinario viaggio interiore, che mi avrebbe portato a scoprire la vera me stessa, la mia indipendenza e la mia autonomia. Sorridendo mi strinse la mano augurandomi “in bocca al lupo!”. “Crepi il lupo!”, risposi prontamente. Non ci incontrammo più, avevamo fatto tre colloqui, tre ore in tutto. Era riuscito in quel poco tempo a farmi parlare di me in modo molto naturale, sincero e intimo, senza timori. Senza il Suo aiuto sarei rimasta impantanata nei miei pensieri negativi e invece eccomi qua, dopo la strettoia di quel periodo, la mia vita ha ripreso a fluire con ottimismo. Dopo il periodo di riabilitazione mi sono dedicata alla lettura di alcuni libri di psicologia, ho visto e rivisto tutti i Suoi bellissimi video sul Suo sito e Le dico, caro dottore che nell’andare avanti, nell’esplorare e viaggiare tra le infinite pieghe della mente, tengo stretto il mio “passaporto”. Un grande, grandissimo e commosso grazie.
06/03/10 - 12:40 - V. Biondo (Palermo) 
Sono delle storie bellissime e commoventi, raccontate con tanta dolcezza e piene di gratitudine. Tutte molto introspettive, vissute da animi sensibili e raffinati, con i quali è riuscito a mettersi in contatto profondo nel poco tempo a disposizione. Regalano foti emozioni e nel finale si avverte sempre un senso di gioia.
08/03/10 - 18:48 - Un paziente e il suo muro 
Caro Dr. Ruga, vorrei provare a raccontare uno dei Suoi tanti discorsi che mi ha colpito per l’accuratezza dell’analisi e l’originalità del pensiero; e di come questo discorso fosse inerente al mio caso. Mi pare che Lei sostenesse questo: il problema che sta alla base di tutti i problemi è la mente stessa. Da cui, la necessità di sapere che cosa sia la mente e di che materiale sia fatta, al fine di poter risolvere i suoi problemi. La mente è dunque il problema, e, a meno che non si conosca la sua vera natura, non si riuscirà mai a risolvere nessun problema della vita stessa. Infatti, pur risolvendo apparentemente un problema, non servirà a nulla, perché la radice rimane intoccata. E’ proprio come potare i rami di un albero, sfrondandolo senza sradicarlo: presto nuove foglie spunteranno, nuovi rami cresceranno, più di prima. Anche se si risolve un problema, altri dieci prenderanno il suo posto, così come la potatura aiuta l’albero a diventare più rigoglioso. Ecco, Dottore, questa era esattamente la condizione psicologica nella quale mi trovavo quando la incontrai nella mia stanza, al S. Anna Hospital di Catanzaro. Lei fu chiaro: mi disse che in quella lotta senza senso, stavo sprecando energia e tempo, mentre il metaforico albero che ben rappresentava i miei problemi, diventava sempre più forte, più fitto e più folto. Il messaggio mi sembrava fosse questo: non dovevo cercare di risolvere i singoli problemi separatamente, perché la mente in quanto tale è il vero problema. Il discorso mi affascinava molto, soprattutto quando sosteneva che la mente è nascosta sottoterra, come lo è una radice: non si vede, essa rimane invisibile. Ne deriva che non bisognerebbe mai lottare con ciò che è manifesto (il problema apparente), perché ci si troverà a lottare con delle ombre. Questo discorso lo sentivo pienamente aderente alla mia persona e al mio modo di essere. Partimmo da qui per arrivare alla “radice”. Fu di grande utilità un sogno, nel quale mi ero perso in una radura solitaria e con i piedi stavo sprofondando lentamente nelle sabbie mobili. Nonostante i miei sforzi non riuscivo a venirne fuori. Cercavo di gridare per chiedere aiuto, ma la voce non mi usciva e avevo l’impressione di soffocare. Lei analizzò il sogno e mi spiegò che quella situazione di paralisi, rappresentava simbolicamente il blocco delle emozioni: aggressività, rabbia, rancore, risentimento, tristezza, persino la gioia, non trovando alcuno sbocco e finivano per pietrificarsi dentro di me, creando danni. Il sogno stesso, mi disse, rappresentava un tentativo ossessivo e inutile di uscire dall’impasse. Più volevo risolverlo e più il problema persisteva, più mi dimenavo e più affondavo. Mi disse che dovevo cambiare tattica. Con un opportuno esercizio di rilassamento, mi fece immaginare qualcosa che potesse ben rappresentare il mio stesso intervento al cuore, facendomi concentrare in particolare sulla rimozione di un’ostruzione, che impediva al sangue di circolare liberamente. Il blocco non era ormai più concretamente presente nel mio corpo, e anche sul piano psicologico mi stavo liberando di un antico muro. Quel muro che mi fece visualizzare, rappresentava la radice dei miei problemi. Ad un certo punto, durante il nostro esercizio, come nel celeberrimo video “Another brick in the wall”, quel muro si ruppe. Mi disse che le ostruzioni che erano chirurgicamente state rimosse, venivano ora trattate anche psicologicamente. Quando ci salutammo mi suggerì dei libri da leggere e io da bravo e diligente allievo ho seguito il Suo consiglio. Non ho più rifatto quel sogno ricorrente e nemmeno altri simili, in cui la strada si restringeva e la velocità della mia auto aumentava all’impazzata. A proposito di quest’ultimo, Lei mi spiegò che il rapporto tra guidatore e strada richiama quello tra sangue e arterie: quando il vaso sanguigno si irrigidisce o si restringe, il sangue circola con difficoltà e la pressione aumenta pericolosamente. Come vede, caro Dottore, mi sto facendo una cultura psicologica anche io, mosso non solo da un genuino interesse culturale e una vivace curiosità intellettuale che ho sempre avuto, ma soprattutto, questa volta, dall’intento di salvarmi la vita. Le cure mediche mi hanno offerto una seconda opportunità e Lei mi ha mostrato che anche un muro di cemento armato ha il suo punto di rottura. Senza muri, divisioni e guerre, Dottore, si vive molto meglio. Laddove prima regnava odio e rancore, oggi c’è un principio di unione. Lei saprà bene quanto un figlio può goderne. Non dico che è una strada facile e spianata, ma adesso ci credo. E questo per me è un piccolo miracolo. Grazie.
09/03/10 - 12:50 - Carlo De Luca 
Complimenti per il sito. Interessantissimi i video e gli argomenti trattati con uno stile efficace. Appassionanti i commenti dei pazienti e le loro storie, i cui risvolti psicologici accrescono interiormente il lettore. Auguri.
10/03/10 - 11:08 - Il paziente ottimista 
Carissimo Dr. Ruga, ci fa piacere esprimere le nostre impressioni sul Servizio di Psicologia, importantissimo per chi come mio marito ha subito un intervento al cuore. Prima del ricovero avevamo già sentito parlare molto bene di Lei da amici e avevamo visitato il Suo sito, così quando l’abbiamo incontrata per la prima volta in clinica, Lei era già per noi una figura quasi familiare. I nostri incontri sono stati determinanti per tirare su il morale e recuperare uno spirito positivo e ottimista, che ci ha aiutato ad affrontare nel migliore dei modi la situazione. Grazie e buon lavoro.
10/03/10 - 18:03 - Un paziente 
A volte dottore, le cose che accadono sono un pò come domande alle quali solo il tempo di una vita può rispondere. A me è accaduto di trovarmi improvvisamente e inaspettatamente su di un letto d'ospedale, immobile, costretto a capire cosa mi stava succedendo. Alla fine del nostro colloquio mi disse che la cosa più ovvia ed immediata è spesso la più difficile da cogliere, e che nel mezzo della difficoltà si cela l'opportunità. Finalmente ho iniziato a capire il senso delle Sue parole e dei Suoi discorsi. Ho iniziato, ma non ho finito. La ringrazio per le Sue profonde e illuminanti parole.
11/03/10 - 17:09 - Un paziente "precisino" 
E’ difficile rendere con le parole la bellezza di un colloquio e di un incontro tra una persona sofferente e un altro che cerca di aiutarla. In questo incontro c’è qualcosa di imponderabile, che sfugge, qualcosa di indefinibile e di magico. Potrei scrivere Dottore, dei miei sogni che Lei ha magistralmente interpretato; del modo discreto umile e riguardoso in cui ha saputo ascoltare; delle domande stimolanti con le quali è riuscito a mettere in crisi le mie superficiali affermazioni, spingendomi a ragionamenti più profondi. Potrei, ancora, parlare degli esercizi di rilassamento grazie ai quali sperimentavo sensazioni di benessere e di pace interiore, di forza e di energia. Potrei scrivere e raccontare tante altre situazioni, rischiando di annoiare, ma non riuscirei comunque a descrivere l’essenziale, perché esso sfugge. Non è un pensiero mio, è un pensiero Suo. Per descrivere l’essenziale degnamente, dovrei essere un poeta. Ma sono solo una persona razionale. Anzi, devo dire che Lei mi ha insegnato ad essere un po’ meno razionale, un po’ meno ossessionato dall’ordine, dalla precisione, da una proverbiale meticolosità nell’eseguire i miei compiti, dalla mia cronometrica puntualità; da sempre barricato nel mio metodico determinismo. Ecco, se c’è una cosa che posso dire riguardo ai nostri incontri, riguarda la Sua sottile capacità di mettere in crisi i presupposti sui quali fondavo la scelta di essere come sono sempre stato: una persona diligente tanto da essere severa con se stessa; controllato fino al rigore, un calcolatore, o, come mi disse bonariamente, un ossessivo, ma con l’inestimabile capacità di mettersi in discussione. Questa era un’idea nuova per me e anche se mi sembrava inverosimile, avevo deciso di crederle. Lei mi ha a lungo parlato dell’inconscio come di qualcosa di imponderabile, folle, emotivo, infantile assurdo, misterioso, passionale, puerile, impulsivo, irrazionale e irragionevole, contraddittorio quanto ermetico, dissennato quanto esaltato. Mi ha detto che sarei dovuto andare verso questa direzione, per completarmi come persona. Alcune letture che mi ha suggerito, mi stanno aiutando a superare vecchie abitudini. La ringrazio profondamente per l’entusiasmo, la partecipazione e la convinzione con la quale ha lavorato su di me. Credo che Lei abbia una vera e propria vocazione in questo, che va oltre la semplice attitudine o predisposizione. Lei mi disse che l’intervento doveva costituire per me una “chiamata” ad un nuovo inesorabile compito: cambiare me stesso. Spero di essere all’altezza di questa “missione” e di avere a disposizione un po’ della Sua vocazione e del Suo talento; quella fiamma chi mi possa illuminare e rivelare a me stesso. Grazie Dottore.
12/03/10 - 10:11 - Una paziente 
Buongiorno Dottore, la mia permanenza al S. Anna Hospital di Catanzaro è stata purtroppo più lunga del previsto. Presi molto male la notizia e inizialmente non riuscii ad accettarlo. Il Suo lavoro con me fu instancabile e continuo. Avevo ormai fatto l’abitudine ai nostri incontri, tanto che ad una certa ora La aspettavo quasi con ansia. Puntualmente Lei si presentava con il Suo fare cerimonioso e galante, facendomi sentire importante e prestandomi tutta l’attenzione di cui avevo bisogno. Mi è stato di grande aiuto. Ho letto i moltissimi commenti lasciati sul Suo sito, finché l’emozione mi ha assalito, travolgendomi interamente. E’ stato bello. La lettura di tutte queste esperienze diverse ma intimamente simili alla mia, mi dona un senso di solidarietà e partecipazione che non avevo mai sperimentato così intensamente. Mi sento in comunione con queste persone, verso le quali provo familiarità anche se sono a me sconosciute. Certamente un intervento al cuore è un’esperienza che non si augura a nessuno, però, devo ammettere che questa prova mi ha dato con il tempo, molto di più di ciò che potevo comprendere nel momento in cui la stavo vivendo. Durante i nostri incontri abbiamo parlato di un argomento simile a questo, ma solo adesso l’ho compreso pienamente. Le Sue parole a riguardo hanno costituito per me una guida preziosa e inedita. La saluto con tanto affetto, ringraziandola di tutto.
13/03/10 - 12:27 - Federica 
Nel leggere le esperienze dei Suoi pazienti ho pianto, ho tremato, infine ho provato gioia. Credo che tutto si possa sopportare quando si ha accanto la persona giusta. Questo è il mio augurio rivolto a tutti i Suoi futuri pazienti, ed è anche il mio personale complimento. Le lascio una poesia di Saffo, a me particolarmente cara. Simile a un dio mi sembra quell’uomo che siede davanti a te, e da vicino ti ascolta mentre tu parli con dolcezza e con incanto sorridi. E questo fa sobbalzare il mio cuore nel petto. Se appena ti vedo, subito non posso più parlare, la lingua si spezza, un fuoco leggero sotto la pelle mi corre, nulla vedo con gli occhi e le orecchie mi rombano, un sudore freddo mi pervade, un tremore tutta mi scuote, sono più verde dell’erba e poco lontana mi sento dall’essere morta. Ma tutto si può sopportare...
15/03/10 - 16:27 - Paola (Verona) 
Complimenti per l'eleganza dell'esposizione e l'incisività del discorso, molto ben argomentato. Una disciplina emergente, ricca di prospettive e ancora poco accolta in Italia.
15/03/10 - 17:18 - Il perfezionista 
Una cosa che ho imparato dalle nostre chiacchierate al S.Anna H. di CZ è che bisogna avere pazienza. Quello che Le scrivo, Dottore, è frutto di settimane di continua riflessione e rilettura del testo. Ogni parola è stata ponderata, così come mi ha insegnato Lei. Con Lei ho imparato soprattutto a stare zitto e ad aspettare. Il nostro rapporto, Dottore, non iniziò molto positivamente, anzi, io ero talmente sofferente e amareggiato per l’inattività che dovevo subire a causa della sosta forzata, che non sopportavo neanche la presenza di mia moglie. Lei entrò nella stanza in un brutto momento e, dopo qualche domanda, rifiutai di proseguire il colloquio. Lei si scusò educatamente e se ne andò. Tornò il giorno dopo con in mano una rivista e mi disse che la portava a me per passare il mio tempo in modo costruttivo. Mi meravigliai della Sua calma e di come il mio comportamento non avesse sortito alcun turbamento sul Suo atteggiamento nei miei riguardi. Accettai l’invito alla lettura. Il giorno seguente si ripresentò in camera e mi chiese della rivista. Avevo trovato molto interessante un articolo sull’ipertensione, che, come spiegava l’esperto, poteva essere conseguenza di un carattere pignolo e di uno stile di vita votato al controllo assoluto delle situazioni. Lei sorrise dicendo: “non Le è sfuggito, vero?” Sentii che era dalla mia parte e che mi poteva aiutare a stare meglio con me stesso. Aveva conquistato la mia fiducia e la mia simpatia. Mi disse che il voler essere perfetto, era la causa della mia infelicità e che dovevo liberarmi del ruolo di “capo” nel quale mi ero identificato. Vidi mia moglie letteralmente felice del Suo discorso e capii che diceva delle sacrosante verità. Mi resi conto che sarei stato solo uno sciocco, se non avessi seguito i Suoi consigli, Dottore. Qualche volta scivolo nel mio abituale perfezionismo, ma ho imparato cos’è la passività, una parola che Lei ripeteva spesso. Grazie Dottore e mi scusi ancora per la mia superficiale quanto maleducata accoglienza. Fortunatamente, non si è fatto intimorire. Grazie ancora.
16/03/10 - 10:00 - F. Molteni  
Le Sue parole e i Suoi gesti si avvicinano alle profondità dell’animo umano con singolare capacità analitica e affrontano il disagio psichico con indole temeraria, focalizzando e mettendo a nudo il problema e scardinando i falsi ideali. Con arte terapeutica solleva i veli delle menzogne che i pazienti si raccontano, inducendoli al cambiamento. Lei dispensa illuminanti lezioni, non solo a parole, ma soprattutto col Suo modo di essere, dando l’esempio in prima persona. Dagli struggenti racconti dei pazienti emerge una verità ritrovata e una serenità interiore mista a forza d’animo, che incantano il lettore perché offrono le loro continue vittorie su se stessi e sul proprio destino. Se si leggono tutti d’un fiato, si viene sottoposti ad uno tsunami dei sentimenti al quale è impossibile restare indifferenti. Complimenti per il Servizio d’eccellenza e buona fortuna.
16/03/10 - 17:25 - Una paziente "ripulita" 
Salve dottore, sono stata una Sua paziente al S.Anna Hospital di Catanzaro e vorrei raccontare in breve la mia esperienza. L’argomento centrale dei nostri discorsi è stato il potere paralizzante delle critiche e il giudicare me stessa. I miei genitori mi dicevano sempre che potevo fare di meglio. Anche oggi che non ci sono più, una voce mi dice che non mi impegno abbastanza. Lei mi disse che dovevo spegnere la facoltà di criticarmi da sola, riscoprendo il piacere di fare cose nuove, infischiandomene del risultato e considerando più benevolmente gli errori commessi. Dovevo eliminare gli automatismi e rompere i vecchi schemi troppo rigidi, ripulire la mente da abitudini superate. Disse che dovevo vedere l’invisibile. Poi, mi chiese di parlarle della mia spina nel fianco. Mi sorpresi della domanda, ma capii subito e le raccontai del cattivo rapporto con mio fratello, che non vedevo da anni. Non era venuto a trovarmi in clinica e temevo che non lo avrei mai più rivisto. Lei mi disse che il nemico numero uno del nostro rapporto era la coerenza, il fatto di voler essere e apparire tutta d’un pezzo. Dovevo divenire invece più flessibile, proprio come le mie arterie, altrimenti mi sarei lacerata. Si trattava di abbattere le mie incrostazioni mentali, così come l’intervento aveva ripulito quelle reali. Mi fece anche un esempio musicale, disse che mi ero abituata ad usare una sola tonalità e rifiutavo le note dissonanti. Da musicista dilettante capivo bene che dovevo arricchirmi di nuove possibilità e non uniformarmi ad un rigido stereotipo. Misi subito in pratica la lezione e fiduciosa, chiamai mio fratello al telefono. Piangemmo entrambi. Il giorno stesso inaspettatamente venne a trovarmi e ci abbracciammo. Non so cos’altro dire caro dottore. Solo …grazie.
17/03/10 - 17:47 - Fernando 
Molto serio e molto professionale. Sono uno studente di psicologia e ascolto con estremo interesse le Sue lezioni, che fanno appassionare l'utente curioso alla psicologia e quello un pò più esperto ai nuovi campi d'indagine che continuamente fioriscono in seno a questa vasta disciplina. I miei più sentiti complimenti.
18/03/10 - 16:35 - La paziente delle 16:30 
Carissimo Dottore, apro il mio commento a questo video molto accurato, con una frase che concluse il nostro propulsivo rapporto presso la clinica S.Anna di Catanzaro: “non si smette mai di crescere”. Non pensavo che dopo essere entrata da tempo nella settantina, avrei conosciuto ulteriori evoluzioni interiori e di carattere. Il nostro colloquio partì dal tema dell’impazienza. Ero insofferente e piena di nostalgia di casa quando iniziò a spiegarmi che una pianta non ha fretta e non cessa mai di crescere, anche nella vecchiaia. Perché mai io sarei dovuta essere diversa? Una pianta sa quello che deve fare e non conosce l’impazienza. Mi disse che allo stesso modo il mio corpo stava producendo esattamente quello di cui avevo bisogno, ma ci voleva tempo. Era inutile voler accelerare il processo, dovevo lasciar fare al mio corpo. Era perfettamente vero Dottore. Iniziai così a parlare di me, senza fretta. Lei disse che avevamo tutto il tempo a disposizione, ma dopo pochi minuti avevo già toccato argomenti personali che mai avevo riferito ad estranei. Lei, Dottore, mi ispirò subito una viscerale simpatia e una totale fiducia. Parlavo con disinvoltura mentre Lei mi osservava compiaciuto. Il discorso scorreva bene, fin troppo bene, finché mi chiese se avessi subito mai un abbandono. Forse fu una casualità o forse fu merito di uno straordinario sesto senso: aveva colto ciò che ancora non riuscivo e non osavo dire. Mi spiegò che solo vivendolo senza attaccarmi al passato, quel momento difficile avrebbe aperto nuove possibilità per la mia mente. Disse che vivere una vita senza abbandoni è tecnicamente impossibile. La simpatia che nutrivo per Lei si era trasformata in profonda stima e riconoscenza per avermi capita e sollevata. Mi sentivo compresa anche se non spiegavo nulla di me; mi sentivo accettata. Probabilmente fu questo ad aver reso straordinari quei momenti passati insieme. I nostri incontri proseguirono sul tema della solitudine, ma a differenza delle altre volte, questa volta non mi veniva difficile parlarne. Non avendo avuto figli, la solitudine è qualcosa con la quale ho dovuto convivere dopo la perdita di mio marito. Purtroppo non ci sono consigli da dare a riguardo e un’assenza non si può sostituire, eppure, devo dire che in quei giorni di degenza presso il S.Anna Hospital ho sperimentato qualcosa che si è avvicinato molto alla pienezza che si prova quando qualcuno ti sta accanto e si occupa di te. Sarò un’inguaribile nostalgica. Aggiungo un solo particolare che mi piace raccontare, perché dà la misura di quanto Lei mi abbia dato, con assoluta professionalità e discrezione, molto più di quanto avessi potuto volere. Verso le 16:30 (orario di inizio visite) quando la Clinica si riempiva dei brusii dei parenti dei ricoverati, Lei passava a trovarmi, anche solo per quei dieci minuti, così preziosi per dimenticarmi di essere sola. Lo fece sistematicamente per tutto il tempo della mia permanenza. Nonostante il dolore e la fatica, mi sono sentita bene. Grazie. Un grande augurio per il Suo futuro Dr. Ruga.
19/03/10 - 09:49 - Un paziente col mal di schiena 
Illustre e caro dottor Ruga, Le scrivo per raccontare alcuni passaggi salienti della mia breve permanenza al Sant’Anna Hospital. Già prima dell’intervento soffrivo di mal di schiena, si figuri Lei dopo tre giorni di letto e sempre nella stessa posizione. Quando mi vide mi trovò pertanto dolorante. C’era ben poco da fare, avevo l’impressione che la mia schiena rischiasse di spezzarsi. Lei mi chiese subito come mi fosse venuta in mente una tale idea e che cosa avrebbe potuto causarne la rottura. Scavando nei miei ricordi infantili, mi fece venire in mente le parole di mio padre che spesso mi minacciava dicendomi: “Se ti prendo ti spezzo la schiena!”. I miei dicevano che da piccolo ero ribelle. Lei osservò una cosa molto interessante, cioè che alla minaccia esplicita di volermi spezzare la schiena, corrispondeva il significato più generale di spezzare lo spirito della mia esuberanza. A questa azione io avevo reagito opponendo resistenza e irrigidendo appunto la schiena, come per dire: “Non mi puoi spezzare”. Di lì, mi spiegò che una volta che la rigidità era diventata cronica, si era innestata la paura irrazionale di una rottura, poiché tutto ciò che è rigido, sotto pressione rischia di rompersi e in più provoca dolore. Mi chiese se fossi un tipo ostinato, testardo, risparmiatore, perfezionista, scrupoloso e inflessibile sul piano etico e morale. Dovetti rispondere di si. Disse che la paura di rompermi la schiena, rappresentava la paura più generale di crollare, di fallire, di arrendermi e di cedere. Mai e poi mai avrei voluto farlo. Dopo questa spiegazione mi fece fare un gioco sulle associazioni delle parole e saltarono fuori delle vicende personali che non sto a raccontare. Alla fine della chiacchierata il mio dolore si era notevolmente attenuato. Il giorno dopo mi alzai dal letto e non passò molto che fui dimesso. Col tempo la paura di danneggiare la schiena è scomparsa e credo di essere diventato un po’ più “flessibile” anche come carattere. I Suoi ragionamenti mi hanno aiutato a risolvere un annoso problema fisico. Ottime cose dottore!
19/03/10 - 10:41 - S. Poletto - Sondrio 
Eccellente lavoro. Rara chiarezza didattica, eccelsa capacità di sintesi, perfetta esposizione, pregevoli contenuti. Complimenti.
22/03/10 - 16:55 - Simona (Bo) 
Il sito offre un’ampia scelta di video, tutti realizzati con un inconfondibile stile che cattura il visitatore, portandolo gradualmente a scoprire il mondo della psicologia, che viene ulteriormente impreziosito da stupendi commenti, traboccanti di fervide emozioni. Ideato per appagare ogni curiosità in materia psicologica, il sito attrae e trascina, impartisce lezioni di vita, affascina per l’imponenza culturale che veicola con chiarezza, eleganza e sobrietà. Un meraviglioso omaggio al Sapere, che viene reso spettacolare con equilibrio, professionalità e grande comunicativa. Complimenti!
23/03/10 - 08:23 - Un paziente che va... 
Caro dottore, ho letto i commenti e mi sono emozionato. E’ difficile per me raccontare la quantità di emozioni che mi hanno visitato durante la mia permanenza in clinica. Tanti stati d’animo, da quello ansioso prima dell’intervento, a quello confuso e angosciato dopo, fino al sopraggiungere di uno stato d’animo più fiducioso e sereno, quando sono uscito dalla clinica. In tutto questo percorso, specie nella parte finale, Lei è stato un punto di riferimento incrollabile e molto valido. Le parole buone, si sa, tirano su il morale, ma solo le parole giuste ti spingono ad agire per il meglio e a mantenere quella corretta direzione. Per questo la ringrazio dal profondo del cuore. Se devo raccontare un momento particolarmente intenso, mi viene in mente quando mi sono risvegliato dopo l’intervento e non capivo ancora di essere già stato operato. Poi me lo hanno detto e mi sono sentito sollevato. Ma il tragitto fino all’uscita dalla clinica è fatto di continue cadute, di momenti di sconforto, di apatia, di debolezza, di depressione. Le Sue parole mi hanno aiutato moltissimo a capire come dovevo e potevo fare, e la Sua costante presenza mi ha incoraggiato a seguire la strada indicata. Quella strada è diventata un’autostrada e io vado… Grazie dottore. Infine mi sento in dovere di ringraziare l’intero staff medico e paramedico, che si sono presi cura di me in modo esemplare, rendendo affrontabile e superabile un momento non facile della mia esistenza.
24/03/10 - 10:51 - Una paziente "rinnovata" 
Con una cartella sotto il braccio, occhiali da intellettuale, sguardo intenso ma benevolo, modi signorili, espressione garbata, voce gentile, Lei è entrato nella mia stanza e si è posto in ascolto. E’ bastato questo per farmi stare subito meglio. Il seguito non posso raccontare, poiché l’interiorità è cosa privata e deve restare tale. Ma gli elogi vanno sempre fatti, soprattutto se meritati e sacrosanti come nel Suo caso. In poche ore di colloqui non è stato certo possibile approfondire tutto, ma credo che tutto l’essenziale, nel mio caso, Lei sia riuscito a fare. Quando sono uscita dal S. Anna di Catanzaro, mi sono portata a casa tante cose per niente scontate come: la fiducia nella sanità calabrese ed in particolare la stima verso i medici del S. Anna; la dignità di paziente rispettata e accolta a tutti i livelli; una riscoperta simpatia verso la psicologia e l’aver iniziato ad imparare come volermi bene, come ascoltare gli altri, come rendere migliore la mia vita, come rinnovarmi e aprire la mente guardando il mondo con occhi diversi, più accondiscendenti e comprensivi. Non mi sembra poco, anzi è inaspettatamente tanto. Grazie a Lei ho imparato a stare con me stessa, a guardarmi dentro, ad accettarmi, a fermare le critiche e, come diceva Lei, a “coltivare la mia interiorità e il mio mito”. Cito solo una Sua frase emblematica di questo nuovo modo d’essere: “per cambiare la nostra vita dobbiamo imparare a liberare le staminali dell’anima”. Io credo sia proprio così Dottore, e il fatto di crederci opera in me un radicale cambiamento. E’ questa una delle più belle rivoluzioni accadute nella mia vita.
24/03/10 - 16:24 - L. Mosticoni (Mi) 
Sito per un pubblico colto. I casi clinici esemplificati sono ricchi di insight psicologici e ingegnose intuizioni la cui caratteristica è quella di andare alla "radice", intesa nel suo significato di luogo attraverso cui viene raccolto e affluisce il nutrimento, come insieme diffuso di direttrici di significato che portano nuovi aggregati di senso alla teoria e alla prassi clinica. I video sono un utile vademecum per psicologi, psicoanalisti, psicoterapeuti, studenti universitari. I complimenti sono d'obbligo.
24/03/10 - 18:29 - C. Colombo 
L’insieme di questi ottantotto video costituisce un Video-Manuale di psicologia su cui formarsi, spiegato con rara chiarezza e lucida razionalità. Affronta in modo sintetico ma approfondito il complesso universo psicologico, dandone una lettura critica e funzionale nel suo insieme. I commenti descrivono in poche e brillanti righe un fare psicoterapico ispirato, profondo e originale che dà vita e si trasforma in avvincente racconto. Vanno fatti i complimenti a questi pazienti per come hanno saputo raccontarsi e commuoverci, regalando indimenticabili storie.
25/03/10 - 09:31 - F. Marsilii 
La cardiopsicologia rappresenta senza dubbio un progresso fondamentale per una comprensione olistica dei fenomeni psicopatologici. Come Lei distintamente dimostra, la modalità di ascolto di noi terapeuti e l’utilizzo di ciò che ascoltiamo devono essere le questioni fondamentali alle quali qualsiasi approccio tecnico deve rispondere. Con ineguagliabile acume Lei riesce ad illuminare il travaglio interiore della persona cardiopatica, restituendo dignità e spessore al suo vissuto, per aprirla al cambiamento. Complimenti per i risultati conseguiti.
26/03/10 - 09:34 - P. Nanni (BO) 
Sito molto esteso con un’ampia gamma di itinerari culturali, ricchi di nozioni ma anche di consigli pratici. Propone una psicologia fresca, moderna e soprattutto utile, spiegata con professionalità e rigore. Non stupisce l’elevato numero di consensi sempre accompagnati da una genuina e sincera gratitudine, in particolare da parte di chi ha avuto la fortuna di conoscerla personalmente.
27/03/10 - 08:35 - La paziente dagli occhi spenti 
Caro Dottore, mi piace scriverle e so, come mi ha insegnato Lei stesso che mi fa bene. Esternare ciò che abbiamo dentro è il primo passo verso la guarigione. Io ho avuto un grande peso in fondo al cuore. Non avrei voluto operarmi ma semplicemente lasciarmi andare, far fare alla natura il suo corso. Fortunatamente i miei figli mi hanno obbligata e mi sono ritrovata in un lettino d’ospedale, dove ci siamo conosciuti. La prima cosa che mi chiese fu il motivo del mio sguardo spento. Non so come, ma arrivammo a parlare del suicidio e di come esso rappresentasse per me la via più facile per risolvere il dolore e la rabbia che covavo dentro da anni. Lei disse che lasciarsi morire come avrei desiderato fare, senza operare la giusta scelta, sarebbe stato un gesto di arroganza, poiché il nostro corpo lo abbiamo in prestito. A piccoli passi mi ha fatto confrontare con la mia rabbia, fino a comprenderla, accettarla e anche giustificarla. Un giorno disse “tempo scaduto, niente più rabbia!”. Da quel momento ho cominciato a riguadagnare il rispetto di me stessa, che avevo ormai perso. Ho ripreso a correre dietro alla mia vita, con coraggio. Una cosa che mi è sempre mancata. Grazie a Lei e grazie tutti.
29/03/10 - 17:27 - Francesco Arena 
Salve Dr. Ruga, Le scrivo per dirle che ho trovato il Suo sito particolarmente congeniale alla mia inclinazione caratteriale di persona schiva, riservata e votata ad una pensierosa solitudine come prerogativa di fervida disposizione agli altri, ma in modo selettivo e non concreto. L’ingresso nel Suo sito è per me un viaggio esistenziale che si muove instancabile tra i vasti spazi culturali dei Suoi istruttivi video e dei toccanti commenti annessi, nei quali sento una vita piena pulsare, fuori dall’immediato contingente, unicamente in quella disposizione sacra che nobilita cose e situazioni e le proietta in una dimensione più profonda. I Suoi interventi terapeuti rendono grandi i momenti presenti e contingenti, resi assoluti e dotati di significati curativi. Ogni gesto scaturito all’interno di un rapporto, nel quale trova un giusto e originale significato, diviene emblema di sostegno morale civile e religioso. Ogni parola muove e smuove l’altro al di fuori di un tempo dato, proiettandolo altrove, oltre la sofferenza, alla stessa stregua di un’opera d’arte. Pertanto, ogni intervento risulta specifico e irriproducibile nella sua unicità. Ad uno sguardo superficiale diviene facile fraintendere la fondatezza di un simile modus operandi, laddove invece si trasforma in azione propizia ad uno sguardo consapevole e critico. Lei riesce a trattare con estrema eleganza il dolore di queste persone e a trasformare la loro intrinseca solitudine in nobiltà e riscatto. Il Suo sito rappresenta una trionfale vittoria contro l’incultura psicologica dei tempi passati, ormai andati. Complimenti davvero.
30/03/10 - 11:26 - Padre Simone 
Ill.mo Prof. Ruga, vogliamo ancora una volta complimentarci con Lei per il continuo e instancabile impegno pieno di gioia onesta, pieno di santa pazienza, pieno di amorevole rispetto verso gli altri e colmo di appassionato ardore verso la Sua professione. Nelle Sue azioni c’è sempre una incrollabile fiducia, che sostiene l’altro nel suo delicato compito e lo influenza sempre positivamente, con la naturalezza tipica del concertista virtuoso, che esegue difficilissimi passaggi in sicurezza e scioltezza. Le auguriamo ogni bene. Padre Simone
31/03/10 - 18:51 - Giovanni 
Salve Dottore, sono stato operato qualche tempo fa per una coronaropatia subendo un by-pass arterioso a cuore battente presso il San Raffaele di Milano e nel cercare di saperne di più mi sono imbattuto nel Suo sito. Devo farle i miei complimenti per la serietà e la professionalità che ampiamente dimostra, per la cura del sito e la disponibilità che offre. Nel leggere i commenti dei Suoi pazienti non ho potuto trattenere l’emozione e ho rivissuto alcune fasi psicologiche successive all’intervento: il disorientamento, la paura, la sensazione di essere fuori dal corpo. Il fatto che la psicologia si stia occupando di capire cosa succede prima, durante e dopo un intervento “a cuore aperto” è straordinario e desta una grande fiducia nel futuro. Dottore, ci sono momenti terribili che non si possono raccontare e che neanche noi che ci siamo passati riusciamo a mettere a fuoco, poiché il ricordo diviene spesso confuso se non del tutto assente. La reazione che ebbi quando appresi la notizia che mi sarei dovuto operare, fu quella di pensare che non me lo meritavo. Presi molto male la cosa e arrivai in ospedale con il cuore sotto una pietra. Cercavo di nasconderlo ai figli, ma sentivo di avere in viso una maschera che simulava il sorriso, invece era solo una smorfia di dolore. Un dolore non tanto fisico, causato da una estrema incertezza sul mio futuro. Mi sarebbe piaciuto avere uno psicologo come Lei in quel momento, nulla togliendo ai Suoi validi colleghi. Le auguro di fare una straordinaria carriera e di far star meglio tantissime persone bisognose.
01/04/10 - 10:02 - Roberto Ruga 
Ringrazio tutti voi per l’entusiasmo col quale scrivete le vostre considerazioni colme di gratitudine, di riconoscenza e di affetto. I commenti che lasciate mi arricchiscono continuamente sul piano professionale, umano e spirituale. A tutti, il mio più sincero grazie.
01/04/10 - 16:29 - una paziente 
Caro Dr. Ruga, le Sue parole mi sono state di grande aiuto per superare i momenti difficili dopo l’intervento. Ho pensato molto a quello che mi ha detto e ai consigli che mi ha dato. Cose molto vere e giuste. Sono contenta dottore perché mi sono ripresa bene e ho capito quanto sono importante per i miei cari. Ci vuole poco a smarrirsi e ci vuole molto a riprendersi, ma il momento arriva e come Lei diceva, bisogna essere pronti. Ho ancora tanto da fare, seguirò i Suoi consigli dottore. Le auguro una felice e serena Pasqua.
01/04/10 - 18:46 - Luisa  Baraldi
Salve dottore, grazie a Lei ho capito tante cose su me stessa. Soffro di attacchi di panico e quando ne sono assalita mi sento persa e ho paura che il mio cuore possa spaccarsi in due. Ho letto molto in materia e mi piace il Suo approccio. Volevo ringraziarla per quello che fa. Io personalmente ho tratto beneficio dai Suoi esercizi di rilassamento e dall’aver approfondito alcuni argomenti dei quali parla nei video, dando illuminanti spiegazioni. Il fatto che Lei condivida il Suo sapere è molto nobile e altruistico da parte Sua. E’ molto difficile che in una sola persona ci siano bravura e generosità in grandi quantità. Con gratitudine, Luisa.
06/04/10 - 10:46 - Alberto Basello 
Complimenti per il sito e la straordinaria sensibilità con la quale conduce i colloqui, stabilendo rapporti profondi in brevissimo tempo.
06/04/10 - 12:28 - Una paziente 
Grazie dottore, Lei mi ha insegnato passo dopo passo a volermi bene. Oggi, quando mi guardo allo specchio finalmente mi piaccio. Insieme abbiamo affrontato ciò che da tempo mi inquietava e Lei mi ha fatto capire che anche gli eventi negativi possono essere utili. Ha cambiato il mio modo di guardare ai drammi della mia esistenza, risvegliando un insospettato lato di me stessa, affinché prendessi la vita meno seriamente, senza avere la solita tendenza all’ipercontrollo. Grazie a Lei ho capito come liberare la mia fantasia. Grazie.
08/04/10 - 16:24 - Una paziente e la sua miniera d'oro 
La ringrazio per i suggerimenti e le intuizioni che mi ha dato. Mi sento più sicura e affronto la convalescenza con consapevolezza e responsabilità. Io so di avere un brutto carattere, spesso rabbioso ed irritabile ma non sapevo perdonarmi. Non è mai troppo tardi per imparare. Ho notato, Dottore, che anche la mia allergia è migliorata. Lei mi ha detto che dentro di me c’è una miniera d’oro e che io l’avrei trovata. E’ stato un grande aiuto per me. Grazie.
12/04/10 - 10:55 - Fabio Tezza 
Veramente un bel sito. Complimenti.
12/04/10 - 18:10 - Antonio Privitera 
Caro Dr. Ruga, ho letto con piacere tutti i commenti presenti e comprendo la ricchezza di sentimenti che si trova in essi. Io credo che ogni lettore possa riconoscersi in emozioni così profonde e universali. Da queste pagine emerge una condizione umana sofferta ma combattiva, per la quale anche una sola una parola può essere determinante nel suscitare fiducia nella ripresa. Riprendersi, anche quando si tocca il fondo, non è mai impossibile e Lei lo dimostra quotidianamente ai Suoi pazienti.
13/04/10 - 10:04 - Stefania Russo 
Un sito come pochi dove la cultura regna sovrana insieme a coinvolgenti e toccanti commenti dalla cui lettura si impara sia a livello umano sia a livello psicologico. Un prezioso vademecum per professionisti del settore, che giornalmente si cimentano con il difficile compito di aiutare gli altri a star bene. Le continue e dettagliate testimonianze non lasciano dubbi sull’efficacia di un approccio psicologico portato con estrema padronanza, bravura, esperienza, umanità, sensibilità e compassione. Molto coraggioso da parte Sua la pubblicazione di video e commenti che aprono una finestra su di un mondo notoriamente sommerso, intimo, delicato, ma ricco di infinite risorse. Con estremo piacere Le faccio i miei più sentiti complimenti. Buon lavoro.
14/04/10 - 14:44 - Ornella (Bo) 
Salve Dr. Ruga, sono ormai una Sua fan e conosco tutti i video, tutti i commenti e ho letto il Suo interessantissimo e sconvolgente libro su Aldo Carotenuto, che ho potuto conoscere attraverso i suoi interventi televisivi e i suoi libri. Le rivelazioni che Lei fa sono scioccanti, ma sono anche argomentate con pacatezza ed equilibrio, acume, sagacia, perspicacia e intuizione, a dispetto dei contenuti “incendiari” che troneggiano e attraversano tutto il testo, appassionando il lettore in una lettura mozzafiato che spazia su argomenti disparati, da quelli prettamente tecnici a quelli personali, la lettura dei quali mi ha commossa per l’affinità di esperienze vissute. Le Sue lezioni sono molto concentrate e ricchissime di informazioni. Come in tanti hanno notato, i commenti dei Suoi pazienti sono pieni di sincero affetto e di pathos. Credo si senta molto soddisfatto e realizzato. La ammiro tantissimo per la cultura e per la generosità che ha nel mettere a disposizione di tutti il Suo sconfinato sapere. La saluto augurandole di conservare il Suo stato di grazia. Ornella
14/04/10 - 18:53 - Valentina (Napoli) 
Ho visto diversi video, alcuni li trovo un po’ incomprensibili altri più abbordabili. Ciò che mi ha impressionato è quello che lei riesce a fare con i pazienti e la riconoscenza che le dimostrano. Non credevo che la psicologia potesse raggiungere questi risultati. Ho sempre pensato che la psicologia si rivolgesse ai cosiddetti “matti” dei quali ho paura, ma leggendo i commenti ho capito che lei ha a che fare con gente normale che ha un qualche disagio psicologico e che proprio per questo ha da insegnarci qualcosa.
15/04/10 - 16:24 - F. Ferrero (To) 
Sorprendente e originale. Mi sono chiesto cosa ci sia alla base della Sua arguzia e la risposta che mi sono dato è: un effetto sorpresa. Le Sue osservazioni spesso sorprendono chi ascolta perché sono inaspettate, a volte contro ogni logica causa-effetto, altre volte paradossali. Mi presento, sono un Suo collega, nonché grande estimatore e trovo che nel Suo modo di fare psicoterapia ci sia una elevata dose di “pensiero laterale” (per essere chiaro a tutti, è il pensiero che esce dagli schemi della prevedibilità). Dietro a questa Sua originalità e “leggerezza” (intesa come nonchalance del gesto terapeutico) vi è comunque una grande serietà intrisa di umanità e altruismo. Ne viene fuori una psicologia che funziona veramente. Del resto, sono gli stessi pazienti a dirlo e questo spazio che Lei ha messo a loro disposizione, potenzia gli effetti catartici di una terapia breve e intensa che definirei “fotografica” ovvero dell’attimo presente, che è l’unica terapia possibile nelle condizioni difficili in cui opera.
19/04/10 - 16:31 - Lorenzo (Bari) 
Favoloso! Lei è un grande. Avveniristico sito, soprattutto “vivo” e animato da calorosi commenti, stracolmi di accorate dichiarazioni d’affetto. Un fenomeno questo, che va compreso alla luce dell’esigenza impellente da parte del malato di sentirsi considerato, valorizzato, curato come persona. Dai resoconti dei pazienti emerge forte il contrasto della loro condizione esistenziale: da un lato essi sono messi in ginocchio, piegati e schiacciati da una malattia che spesso li ha sorpresi, imponendo loro una sottomissione totale; e dall’altro essi riescono, nonostante tutto a liberare un grido di speranza, insieme alla promessa di una ripresa sia fisica che psicologica, resa concreta dal Suo felicissimo intervento terapeutico, a volte ago della bilancia tra baratro e vita. Una volta attraversate le testimonianze, non si resta indifferenti, anzi se ne esce accresciuti, direi più buoni. La lettura stessa diviene uno strumento terapeutico, a patto che ci si accosti ai brani con semplicità e apertura emotiva. Ad immedesimazione avvenuta, ci si emoziona. Anche per i più “insensibili” il colpo di scena è sempre incombente e la magia possibile. Tanti complimenti.
20/04/10 - 09:31 - Una paziente 
Del Sant’Anna Hospital, per forza di cose non posso certo dire di sentire nostalgia eppure, restando pur sempre un ospedale, va detto che ha qualcosa in più: la capacità che ha chi, con grande responsabilità e professionalità ci lavora, di strapparti alla morte, anche quando questa sembra averti già divorato. A volte si vive sulla propria pelle qualcosa che ha del miracoloso, pur non credendo ai miracoli. In tutto questo, una cosa che mi mancherà saranno le nostre chiacchierate, illuminanti, folgoranti, brillanti, originali, acute; e la Sua capacità di ascoltare, praticando un silenzio che comunica la certezza di essere compresi appieno, insieme ad una parola che anima la mente di nuovi ed arditi progetti, mai facili, ma sempre resi verosimili. Con le Sue parole anche l’improbabile diventava plausibile. Era questo che mi piaceva così tanto delle nostre fascinose chiacchierate.
22/04/10 - 18:20 - un paziente (cs) 
Caro dottore, la mia esperienza al Sant’Anna Hospital è stata tra le più dure e necessarie della mia vita. Non avrei mai pensato di trovarmi nella situazione di paziente, io che sono sempre stato lontano dagli ospedali e con una salute di ferro. Eppure le cose accadono e quando ti colpiscono ti ritrovi impotente su di un lettino d’ospedale, sveglio ma non ancora del tutto, rintronato come una campana e stonato, consapevole che qualcosa di grosso ti è accaduto. Dei tanti volti intorno a me, tutti estremamente impegnati a svolgere il loro compito, ho un vago ricordo. Mi è molto rimasto impresso il momento in cui ho conosciuto Lei dottor Ruga, perché appena è entrato nella mia stanza ho avuto la sensazione che a guardarmi e a sorridermi fosse stato un familiare, nel modo in cui lo ha fatto c’era molta naturalezza, come se ci conoscessimo da una vita. Parlare con Lei mi ha aiutato ad affrontare la dura realtà che non volevo inizialmente accettare perché credevo di essere indistruttibile. Sono uscito dal Sant’Anna soddisfatto sia del trattamento medico che della mia risposta alla prova più faticosa della mia vita. A questo proposito Lei mi disse che potevo a ragione essere fiero di me stesso. La ringrazio tantissimo per la Sua disponibilità continua e per aver saputo trovare le parole giuste per me.
23/04/10 - 12:42 - Luca Romano 
Una sorta di apoteosi della psicoterapia: nessun fallimento, fortunatissimi interventi frutto di sapienti intuizioni e studiate mosse strategiche tese a sostenere persone bisognose. E’ un piacere vedere qualcosa che funziona perfettamente in un incastro riuscito tra domanda e offerta. Indelebili lezioni di vita donate a - e dai - pazienti, che rendono ciò che di incommensurabile hanno ricevuto: la promessa di un futuro migliore e di una vita piena perché consapevole. Difficile non commuoversi di fronte al travaglio interiore che parte da una sofferenza per niente sterile, che nel dialogo diviene preziosa occasione maturativa.
26/04/10 - 10:28 - L. T. (Brescia) 
Gentile Dottore Le voglio raccontare la mia tragedia. Un anno fa per una grave cardiopatia mi hanno operata anche se non volevo. Mi hanno costretta nonostante avessi un’età avanzata. Ho sofferto tanto nella mente e nel corpo. Nessuno se ne accorgeva, o lo sapevano ma facevano finta di niente. Mio marito fingeva di essere contento, mentre io non sopportavo nessuno, mi facevano tutti pena: litigavano fra loro e poi facevano finta di essere amici. Mio Dio che situazione penosa! Spesso mi chiedo: perchè sono viva? Io non posso resistere ancora per molto, sono stufa di tutto e non mi interessa più niente. La vita non ha più nessuna attrattiva per me. Se sono ancora qui è solo colpa loro. Ecco fatto dottore, volevo dire questo, che non tutto è come sembra, non sempre le cose vanno come dovrebbero andare e Lei lo deve sapere. Purtroppo nel mio caso il miracolo non c’è stato e nessuno poteva fare nulla. E’ la prima persona a cui dico queste cose e lo faccio perché Lei mi ha ispirato molta fiducia. Non ho bisogno di conoscerla personalmente perché so che Lei è una brava persona, ma sono convinta che la morte si sconti vivendo. Grazie per l’ascolto e complimenti per come svolge il Suo lavoro.
27/04/10 - 10:03 - E. Manicardi ( Reggio Emilia ) 
Questi commenti si leggono come un romanzo e sono dotati di riflessioni, sensazioni e stati d’animo che offrono una possibilità d